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Giuliana Sgrena
Gelsomini contagiosi
Effetto a catena. S'incendia tutto il Mediterraneo. Ora tocca all'Egitto, dopo Albania, Tunisia, Algeria, Marocco, Giordania e Mauritania. È solo effetto della rivoluzione dei gelsomini? Certo, l'esplosione della Tunisia che sembrava il regime più solido nella sua repressione ha provocato un effetto dirompente. In meno di un mese Ben Ali è stato costretto alla fuga. Forse non solo per merito della piazza, la spallata finale l'ha data l'esercito che ora si erge a garante della rivoluzione. Ma i tunisini non abbandonano i propri obiettivi. Ben Ali non era l'unico despota della regione, la concorrenza è sfrenata con Mubarak, Bouteflika e Berisha.
Molti gli obiettivi comuni della rivolta: cambio di regime, giustizia, lotta alla corruzione e miglioramento delle condizioni di vita. In alcuni casi, come la Tunisia, si è partiti dalle condizioni sociali per arrivare al cambio di potere. Il contagio è stato immediato: in Egitto alcuni giovani si sono dati fuoco, incuranti della fatwa di al Azhar che vieta il suicidio. Da un paio d'anni l'Egitto è in ebollizione, ma la manifestazione di ieri rappresenta un salto di qualità: in piazza «contro la tortura, la povertà, la corruzione, la disoccupazione» non erano più solo i militanti, ma il popolo. Il nuovo agitatore di massa nel Mediterraneo è il blogger: un egiziano su Facebook ieri scriveva: «25 gennaio, l'inizio della fine». Ma per ora a fuggire è stato solo Gamal Mubarak, il figlio candidato alla successione.
Anche in altri paesi «contagiati» dalla protesta come l'Algeria le condizioni di vita sono state l'elemento scatenante. Alla base vi è il forte squilibrio tra chi sfrutta la rendita petrolifera e chi invece continua a vivere in condizioni di estrema povertà, senza lavoro e senza futuro. L'Algeria con l'aumento del prezzo del petrolio ha accumulato riserve per 160 miliardi di dollari ma non ha investito nei settori produttivi. Il populismo di Bouteflika non fa più presa e la protesta ha ridato protagonismo all'opposizione laica che sembrava soffocata dal senso di impotenza.
Se la rivolta porterà all'abbattimento delle repubbliche monarchiche si vedrà, quel che è certo è che l'Europa e l'Italia dovranno fare i conti con la rivoluzione dei gelsomini. E ora che la protesta è arrivata anche al Cairo, a preoccuparsi sono anche gli Stati uniti, mentre Hillary Clinton assicura che «Mubarak è stabile». Una rivolta si può soffocare, una rivoluzione no, tanto più che tocca i più fedeli alleati dell'occidente. Finora l'Europa si è limitata a costruire la propria fortezza sfruttando i mercati e la manodopera dell'altra sponda del Mediterraneo, oltre che la collaborazione nel respingimento degli immigrati. Domani forse ci chiederanno il conto.
- 30/01/2011 [20 commenti]
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Sono assolutamente d'accordo sul fatto che l'islamismo non ha nulla a che vedere con queste rivoluzioni (almeno non per il momento)che, appoggiate o meno da potenze occidentali, sono il frutto delle varie componenti di una società giovane e in rivolta contro regimi vecchi, dittatoriali, corrotti, e ormai inadatti a governare.
Per quanto riguarda il Marocco però, avendone una conoscenza più o meno diretta, so che i marochini in generale sostengono Mohammed VI (che oltre ad avere un peso religioso è considerato anche fautore di diverse riforme). Il caso dei saharawi mi sembra molto diverso, pensando anche l'importanza che riveste il Sahara occidentale per il popolo marocchino (basti pensare alla Marcia Verde)... 31-01-2011 22:46 - Lara
Ed io che pensavo che queste fossero dimostrazioni indipendenti! A questo punto non parlare del ruolo della CIA e USA negli ultimi sessanta anni della storia , tragica storia, d'Italia e' diventa un crimine. 29-01-2011 13:21 - Murmillus
E poi nessuno e' mai sceso in in piazza solo dopo aver deciso il nome. Nome di che poi? 27-01-2011 20:19 - Murmillus
giuliana sgrena 27-01-2011 14:21 - giuliana sgrena
Tunisia, Algeria, Albania, Egitto, Giordania, Yémen,
ma perchè lei cita anche Marocco e Mauritania?
In Marocco, nonostante si hanno alcune condizioni simili ai paesi citati, la popolazione sostiene Mohammed VI e non mi sembra ci sia stata alcuna protesta. 27-01-2011 12:27 - Lara
Lo stesso vale per l'Albania. Inoltre la Siria ha già bloccato i social network nello stile di una dittatura "fascio-comunista" come quella Cinese.
Il rischio che le forze estremiste islamiche cavalchino l'onda di tali sollevazioni è elevatissimo anche se resta il fatto che la Tunisia in questi ultimi trenta anni si è laicizzata moltissimo come l'Egitto. 27-01-2011 09:00 - Paolo
In Algeria intervenne l'esercito per fermare il secondo turno di votazioni ed evitare il successo del FIS.
Pare che anche in Tunia sia l'esercito il solo padrone della situazione.
Quanto allo svantaggio che Europa e USA possono avere dalla perdita di "alleati", mi limito a considerare che il prezzo del petrolio, come quello delle materie prime, oggi non lo fissa più l'Occidente, ma i consumi dei Paesi BRIC. Cina in testa.
Le ripercussioni delle onde dal Nord Africa, come la secessione in Sudan, si propagano nel mondo intero, non solo da noi.
Basta con "l'eurocentrismo". 27-01-2011 08:52 - alvise
rivolte di massa in TUNISIA, ALGERIA,EGITTO GIORDANIA,ALBANIA!!! IN PORTORICO..IN HONDURAS il fronte popolare di resistenza ai golpisti dell'impero chiama alla lotta tra pochi giorni!!!i patrioti della guerriglia in Colombia sono all'offensiva in tutto il paese
i mercenari delle truppe occupanti della OTAN proseguono disperatamente alla ricerca di una vittoria militare IMPOSSIBILE...masse in armi
in Afghanistan, Irak,Libano,Somalia,Colombia,Palestina,pakistan..HAMAS affila le armi....
le masse armate shiite sono pronte: IN IRAK con l'esercito del Mahadi di AL SADR
che ha chiesto la cacciata definitiva delle truppe occupanti e dei contractors yanqui europei....GLI HEZBOLLAH..sono sul piedi di guerra...C' E' UN GRANDE DISORDINE SOTTO IL CIELO!!!
L'IMPERO MONDIALE COME DICO DA TANTI MESI E' IN RITIRATA MENTRE LA CRISI ECONOMICA AVANZA INARRESTABILE....L'EUROPA IMPERIALE E' UN BUNKER IN ASSEDIO.
la putrida oligarchia italiana onnipresente in tutti gli scenari di guerra al pari di usa e inglesi continua a proteggere gli amici mafiosi del ducetto P2
BenAli, Gheddafi,Berisha,Mubarak NarcoUribe,Martinelli in Panama, Micheletti in Honduras....era a roma pochi giorni fa il fantoccio Somalo che vive asseragliato in un paese in mano alle milizie islamiche di AL SHEBAB..Mentre IN COLOMBIA..il governo italiano e' il secondo inversionista mondiale per armi dopo l'impero del nord!!!
COMPROVATA LA PRESENZA DA ANNI DEI CONTRACTORS ITALIANI A SERVIZIO DEI SETTORI DELL'ESERCITO PIU REAZIONARI DEI MASSACRI DEI"FALSOS POSITIVOS "E SPECIALMENTE DEI PARACOS DI NARCO URIBE.....
pare che sia un risveglio mondiale!!!!! DOPO CHE ,COME VEDIAMO OGNI GIORNO I GOVERNI BOLIVARIANI DEL CONTINENTE SUD AMERICANO STANNO LIQUIDANDO IL POTERE DELL'IMPERO E DELLE SUE OLIGARCHIE GOLPISTE E MAFIOSE...
ORA TOCCA AL RESTO DEL MONDO
AVANTI MASSE ISLAMICHE!!!! 26-01-2011 18:34 - carlos