giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
04/02/2011
  •   |   Rossana Rossanda
    Non è tempo di esitare

    Mubarak lascia sparare la sua polizia sulla folla e l'Onu avvia il ritiro dei suoi funzionari. Non è più tempo di esitare fra le incertezze di Obama e l'«avanti con il popolo egiziano» di Slavoj Zizek. Sto con Zizek. Non siamo di fronte a scelte tranquille e felici. Da un pezzo una cosiddetta laicità nel Maghreb e nel Medio Oriente è garantita soltanto da regimi dittatoriali. Da un pezzo lasciare libertà di voto può condurre a un'affermazione non solo islamica, ma islamista. Una democrazia in senso proprio, che non è soltanto fare le elezioni ma stabilire un'effettiva divisione dei poteri - esecutivo, legislativo e giudiziario - cioè una sicurezza di uguali diritti di fronte alla legge, non è garantita da nessuno.
    E tuttavia non è possibile opporre alla rivolta popolare contro l'autocrazia il pericolo rappresentato da una sua libera espressione. Anche nel voto. Anni fa le elezioni hanno portato in Algeria a una vittoria schiacciante del fronte islamico. Il governo e l'esercito hanno annullato quelle elezioni. Risultato: in Algeria non c'è democrazia, né partiti, né sindacati, né una vera libertà di stampa, né diritti uguali per le donne - tutto devastato. E non basta: le forze del governo hanno sgozzato centinaia di infedeli - infedeli a chi? - nei villaggi. Come regime laico è bizzarro, come democrazia non ve n'è traccia.
    In Tunisia è tutt'ora decisivo l'esercito. Conosco un solo esercito che ha portato a una democrazia, quello portoghese del 1974. Speriamo che questo sia il secondo. In Egitto, senza pari più grande, più affamato, più strategico, Mubarak non se ne vuole andare e l'esercito sembrava fino a ieri diviso. La polizia spara per uccidere. Obama, che aveva ammonito Mubarak a non reprimere, che farà adesso? L'Europa si è resa ridicola invitando alla moderazione, «non esagerare, popolo», «non esagerare, Mubarak» come se si trattasse d'un gioco fra ragazzini. Nessuno ha sostenuto sul serio El Baradei, col pretesto che non era abbastanza forte, e tutti temono come la peste i Fratelli Musulmani, quasi che fossero Al Qaeda travestita. Gratta gratta, dove c'è l'islam c'è il terrorismo. Chi di noi ha conosciuto qualcuno dei Fratelli Musulmani sfuggito alla forca o alla galera, sa che non sono affatto simili ai talibani, anche se certamente simpatizzano per Hamas, che neanch'essa è talibana. Ma detesta Israele, e chi sarebbe diverso a Gaza? E qui veniamo al vero dunque.
    Più paradossale di ogni altro è l'appoggio che a Mubarak danno unitamente Netanyahu e Abbas. La famosa democrazia israeliana e il popolo che essa stoltamente opprime. Per Israele, Mubarak è l'alleato storico degli Stati Uniti e quindi un amico, del resto ne ha formalmente riconosciuto l'esistenza come stato. Per l'Autorità palestinese è Mubarak che fa da barriera ad Hamas. La debolezza degli oppressori raggiunge quella degli oppressi. Una transizione in Egitto guidata da un uomo come El Baradei, che non è un rivoluzionario ma semplicemente un giusto, non interessa il governo israeliano, perché non consentirebbe a Israele proprio tutto, e neanche all'Autorità palestinese perché non si schiererebbe per principio contro Hamas. Ma, si obietta, se non si fa barriera all'islam Israele sarà distrutta. Non è vero. Quasi tutto il mondo, compresi molti musulmani, è per l'esistenza dello stato di Israele. La sua vera difesa sta nella nostra storia accanto a quella degli ebrei - sta, avrebbe scritto Giaime Pintor, nel sangue d'Europa. E non sbagliamo di bersaglio. Chi ha creato l'islamismo radicale? È stato lo Scià a costruire il carisma di Khomeini. Sono gli Stati Uniti ad armare talebani contro l'Urss, ed è Bush che ha incastrato contro di loro il suo paese in Afghanistan. E ha distrutto Saddam Hussein dopo averlo spedito a dissanguarsi contro l'Iran. È la destra israeliana, oggi Netanyahu e Avigdor, a costruire Hamas. È stata l'inerzia dell'Unione europea.
    Errori di questo calibro si scontano. Non aggiungiamo adesso quello di opporci a un sussulto di popolo. È stupefacente che i funzionari dell'Onu lascino l'Egitto in fiamme invece che condannare senza indugio Mubarak e interporsi contro le sue fucilate.
    E noi finiamola di prendere per una massa di deficienti coloro che non hanno potere e tentano di ribellarsi. Prima riusciranno a farcela, prima si assumeranno le loro responsabilità. È loro il destino, che lo prendano in mano.


I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
  • L'appoggio alle forze piu' sporche e reazionarie e' stato sempre una caratteristica delle forze imoerialiste: dall'appoggio al Komintang che aveva come primaria attivita' il traffico di oppio in funzipone anticomunista, all'appogio ai trafficanti laotiani, sempre in funzione anticomunista dei francesi prima e dagli americani poi, per non oarlare appunto per dell'appoggio delle piu' sporche canaglie sudamericane o delle mafie Giapponesi e italiane che ancora dominano il Giappone e l'Itaklia. Il tutto in funzione anticomunista ma in realta' per mantenere il dominio sulle colonie. Colonie nel terzo mondo e paesi sottoposti del mondo occidentale. Non dimentichiamoci che le stragi di stato in Italia sono state fatte sempre sotto l'occhio vigile e premuroso di noti servizi segreti e cosi' l"assassinio di Moro, di fatto voluto anche dal becero stalinismo del PCI in nome della negazione dei valori comunisti.
    Per finire ricordo che il Governo di Mossadeck fu tradito dalla CIA che mise lo Scia al potere. Lo scia che inauguro le famose gabbie di tigre come prigione/tortura permanete dei prigionieri politici. Vi ricordate le pagine e pagine del "matrimonio da favola" tra il crimilnale e Fara Diba? E' anche cosi' che si imboniscono le masse e si crea la strada per i berlusconi di comodo. 04-02-2011 16:06 - Murmillus
  • condivido pienamente l'opinione di Rossanda 04-02-2011 15:51 - orco
  • Queste sono ore drammatiche per il popolo egiziano e queste della Rossanda sono parole chiare e decise che non posso che condividere con emozione.
    Vorrei che più cuori e menti nelle nostre società a democrazia comatosa riuscissero a vedere esseri umani dove ci siamo abituati a vedere solo turbanti. 04-02-2011 15:23 - Marco B
  • Signora Rossanda, lucida e chiara, concordo sulla sua tesi della libertà dei popoli a determinarsi da soli, ma è il concetto di popolo ad essere vago...la democrazia è il governo del popolo nel momento in cui tale popolo è stato definito. Chi dice che il popolo sono solo gli oppositori e non i sostenitori di Mubarak? Pericoli delle parole. Dobbiamo accettare la definizione di democrazia sviluppata nel mondo moderno , cioè il governo scelto dalla maggioranza, ma anche il più liberale dei pensatori moderni, il mai troppo compreso Popper ci ammonisce contro le tentazioni della maggioranza di fare il proprio comodo. Inoltre, chi decide che una maggioranza è veramente compatta? La media delle idee e convinzioni si espleta negli eletti, i qualio però portano convinzioni ed interessi personali... Le questioni democratiche sollevano molti quesiti, ed è per questo che le dittature godono ancora di un certo successo, da Cuba all'Egitto. Cmq, prevedo alla caduta di Mubarak una ondata di islamismo militante e totalizzante (stile Algeria da lei citata). Non spiega signora Rosanda se Lei consideri che l'annullamento della vittoria del fronte islamico in Algeria negli anni 90 sia stata opportiuna o no cioè se lei avrebbe preferito l'Algeria come sarebbe stata in quel caso (qui ci verrebbe in aiuto Lincoln, ma andiamo verso politici che, temo, non le siano troppo congeniali). Cordiali saluti. 04-02-2011 15:03 - Paolo
  • Ma vi immaginate,un Mubarak che scappa e lascia tutte le sue televisioni in mano all'opposizione?
    Vi immaginate un Mubarak che senza più un euro scappa per le Antille alla ricerca di un posto dove passare una notte tranquillo senza che le toghe rosse, lo acciuffino?
    Quello ci ammazza a tutti.Rossanda,se credi che Mubarak scappi con suo figlio a Antigua,ti sbagli di grosso.
    Lui rimane in Egitto e spara alla folla.
    Se ti prende ti fa fare le capriole a te a tutti i giornalisti che lo danno per spacciato.
    Lui lo avete visto ridere e raccontare barzellette,io l'ho visto d'avanti al "Vascello" a confabulare con Celli e altri generali,e in quel tempo non rideva!
    Voi lo conoscete solo come un simpatico farabbutto,ma noi vecchi,che abbiamo combattuto in prima linea contro il SIM,lo conosciamo bene.
    Mubarak,è un anticomunista, che lotta nelle AAA internazionali insieme a tanti altri fantocci messi lì dall'imperialismo nord amerikano!
    State molto attenti,perche quì si passa dalle barzellette alle armi! 04-02-2011 14:06 - maurizio mariani
I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI