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Norma Rangeri
Palco e retropalco
È sempre un buon segno quando nelle manifestazioni delle donne ci sono molti uomini. Sarà una svolta se dal palco delle cento città si ascolteranno le parole dei maschi, loro sì umiliati dalle convulsioni del bungabunga. Sarebbe una rivoluzione se in questa giornata di mobilitazione civile, i politici della sinistra ammettessero pubblicamente sia la loro insipienza di fronte all'altro sesso, sia l'uso strumentale della rabbia femminile contro l'indecente presidente del consiglio.
Le donne non hanno mai smesso di parlare, anche quando la cultura e la politica della sinistra non avevano voglia di ascoltarle, né capivano la rivoluzione di quel pifferaio che raccontava la storia del supermercato in cui tutti sarebbero stati liberi consumatori di sogni gentilmente confezionati dalla televisione. La sconfitta culturale annunciava quella politica, prenderne atto significa non mettere a Berlusconi la maschera dell'alieno e non considerare la piazza di oggi una rosa senza spine.
Quel che si discute da due anni, dal caso-Noemi al caso-Ruby, non è il privato di un eccentrico presidente del consiglio, ma la sostanza culturale di una politica che inventa la donna-tangente e ostenta l'esibizione del mercato tra sesso e potere fino a farne una bussola per la selezione della classe dirigente e di governo. Il centro della scena è occupato dalla relazione incresciosa tra le escort e il capo del governo, ma nel retropalco agisce la relazione pericolosa tra uomini e donne nella vita quotidiana, dentro le mura domestiche così amorevolmente minacciose o nei luoghi di lavoro dove le gerarchie e i salari già bastano a descrivere discriminazione sessuale e handicap sociale.
Berlusconi è un pessimo esempio di maschio italiano, ma molti, e trasversalmente, lo invidiano e lo imitano.Gli uomini hanno scritto sul manifesto in che cosa sentono di assomigliare all'anziano che paga le minorenni, un esercizio intellettuale adeguato al bisogno di uscire dal berlusconismo senza paternalismi, né vecchie bandiere.
Non si tratta di mettere sul podio chi usa la faccia anziché il fondoschiena, chi lavora dentro e fuori casa anziché sulla strada o nei prive del miliardario. Riposino in pace le mutande di Ferrara che contro il corpo delle donne ha ingaggiato una crociata, e stia tranquillo il solidale Bersani che applaude alle piazze di oggi pesandole sulla bilancia della battaglia elettorale di domani: non ci sono vittime da salvare, né eroine da esaltare. Le donne italiane, sia quelle che considerano la mente una zona erogena, sia quelle che ritengono di essere sedute sulla propria fortuna sono tutte di robusta costituzione democratica. Nonostante vivano in un paese umiliato e depresso lo hanno sempre riscattato dalle folate reazionarie con ricostituenti laici e liberatori. Scegliendo il divorzio quando il partito comunista lo temeva, affermando il loro esclusivo diritto alla scelta della maternità quando la Dc voleva mortificarlo. E ora scendendo in piazza, nelle piccole e grandi città, per urlare il loro dies irae contro il predatore di Arcore che ha scambiato le donne per esemplari di una selvaggina in dotazione alla sua tirannide.
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per quanto, per chi ha occhi per vedere queste cose, il suddetto sia palesemente e sfacciatamente un gran consumatore, la cui politica e da lui propagata cultura sono niente altro che figlie di uno smodato consumo di tale sostanza, sembra molto difficile fare passare 12 chili di cocaina per consumo personale. nemmeno fossero serviti a carburare settimane di orgie.
12 chili! senza nominare quello che potrebbe succedere a una persona qualsiasi (non parlamentare, intendo) per la sola detenzione di 100 grammi, grazie anche alle leggi passate da questo governo in materia di sostanze stupefacenti.
stupefacente e' anche la coerenza politica di un uomo del genere, visto il suo ovvio coinvolgimento in attivita' criminose quali lo spaccio all'ingrosso, perche' quando si parla di 12 chili di cocaina si parla di questo, e si potrebbe sospettare che questi siano soltanto i bruscolini dimenticati nel garage di qualcuno che normalmente si diletta in narcotraffico, vista, solo per citare un esempio, la sempre ammessa e comprovata appartenenza del premier, in passato, a una associazione criminale quale la loggia P2, della quale faceva parte tra gli altri, insieme, non dimentichiamolo, ad alti esponenti di diversi servizi segreti internazionali e delle banche vaticane, anche Stefano Bontade, boss di cosa nostra noto per essere stato uno dei primi boss mafiosi a dedicarsi al grande narcotraffico intercontinentale.
alla luce di tutto cio' e di altre cose note a tutti, il fatto che berlusconi nel tempo libero faccia festini con prostitute (consenzienti), dovrebbe non interessare (ne' stupire o tantomeno preoccupare) nessuno.
e' semplicemente ridicolo che berlusconi stia finalmente cadendo per uno scandaluccio del genere, che in fin dei conti, per quanto squallido, riguardo all'argomento in se stesso e ancora di piu' nei particolari della vicenda in questione e della mentalita' che rivela (ma a chi? solo a chi ora non puo' piu' fingere di non essersene accorto), ha a che fare solo con la sua sfera privata.
e, a mia opinione, altrettanto ridicolo e ipocrita si rende chi dall'opposizione, parlamentare o meno, di questo scandaluccio cavalca l'onda, accostandosi in questo modo alla (gia' notoriamente ipocrita e ridicola) morale cattolica.
meno ridicolo e' lo scenario aperto da una caduta di governo avvenuta in questo modo e in una atmosfera del genere per quanto riguarda il dopo: al pensiero delle prospettive che in tal modo si aprono, l'immagine di un settantaciquenne che festeggia con cocaina e prostitute puo' solamente fare tenerezza, ed evoca il timore che possa, per assurdo, un giorno arrivare a dare nostalgia. 14-02-2011 16:30 - N.S.F.V.
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Per il potere le donne sono oggetti come lo sono i lavoratori o qualsiasi altra cosa. Allora bisogna lottare contro il potere.
Casomai il fatto è: per apparire o per il successo si è disposti a tutto. Le donne a vendere il loro corpo. Quelle del bungabunga sono prostitute d'elite.
Ora il problema delle donne è che le prime maschiliste sono loro, il problema è culturale. Sono loro che si sottomettono agli uomini, mariti, figli per accudirli.
Eviterei poi le generalizzazion i che ho sentito dalla pessima Berlinguer del pessimo Tg3: "Le donne sono spesso più preparate ma fanno più fatica" e aggiungerei che i francesi sono effeminati, non esistono più le mezze stagioni ecc. Ma scusate allora una donna non preparata cosa deve fare? Ah già la meritocrazia, giusto dimenticavo.
Il problema non è uomini-donne, giovani-anziani (oramai quei fascisti dei grillini hanno scatenato un odio verso i più anziani). Il problema è sociale: chi ha il potere e chi non lo ha; come realizzarsi nella vita?
L'ultima cosa sulle fantasie sessuali. Lasciamole da parte. Ognuno ha le fantasie sessuali che vuole. Non è da queste che si vede il rispetto di un uomo. Se la donna è consenziente (o potrebbe esserlo lei a volerlo) non vedo limiti. La sessualità è la nostra parte animale, istintiva. I nostri rapporti sociali ci rendono umani, parliamo di quelli e lasciamo da parte le fantasie personali. 14-02-2011 10:55 - Mirko 84
Ci sarei andato se la manifestazione fosse stata incentrata sulla dignità degli uomini, che non sono tutti puttanieri, ma purtroppo molti si. Probabilmente rivendicare una mia-nostra diversità sarebbe stato importante: urlare tutti assieme: noi non siamo puttanieri!
Ma questo non è stato fatto, e mi pongo qualche domanda: non era meglio fare una manifestazione per la dignità dei cittadini, uomini e donne assieme? Non era meglio rinfacciare i reati? Non era meglio chiedere conto della pletora di incompetenti di ambo i sessi che quest’uomo e tutte la classe dirigente italiana mette in posti pagati dalla comunità dei contribuenti? Non era meglio evitare di mischiare questi temi con una perniciosa patina di moralismo, accompagnandosi con ambienti un poco equivoci, come quello cattolico? Non era meglio evitare di giudicare il comportamento di una serie di giovanissime ragazze, che sono liberissime di utilizzare il proprio corpo come reputano giusto, e magari rivendicare con altrettanto forze che questo governo reazionario ha tagliato tutti gli strumenti del welfare per una reale parita e sostegno al mondo femminile?
Inoltre, se andiamo in piazza a manifestare per la dignità della donna, riconosciamo al mondo di Berlusconi una certa importanza sul tema, e contemporaneamente scarichiamo su di lui le miriadi di piccole bassezze che tutti, uomini e donne, facciamo sul tema.
E inoltre mi duole osservare che questo vecchio satiro, che eleva giovani fanciulle in posti di potere come compensa di favori sessuali, è la proiezione di tutti i vecchi satiri di ogni colore che umiliano le donne coptandole non per il loro valore, ma per la loro fragilità e malleabilità, a scapito di ragazzi e ragazze molto più meritevoli, indipendenti e spesso incontrollabili. Una generazione, quella che si avvicina alla pensione, che spesso ha abiurato le antiche battaglie fatte, per gestire il potere esattamente come facevano i padri che in gioventù contestavano.
Poi, è stata una bella manifestazione, ma comunque un po' contradditoria..... 14-02-2011 00:05 - AleLanz