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COMMENTO
25/02/2011
  •   |   Tommaso Di Francesco
    Libia. Verso un'altra guerra «umanitaria»

    Siamo ai prodromi di un'altra guerra umanitaria. Che andrebbe ad aggiungersi a quella già sul campo. Stavolta in Libia. La Nato dichiara che «non è all'ordine del giorno, per ora», l'Unione europea che «nemmeno ci pensa», il ministro della difesa italiano La Russa che «non è nei nostri pensieri, però...». Ma ci stanno pensando, ci ragionano, e soprattutto si attivano forze e strumenti istituzionali di copertura. Sanzioni, no fly zone.
    Diciamo questo perché, ben aldilà del disfacimento evidente del regime di Gheddafi, delle sue drammatiche responsabilità e del suo delirio, emerge la disinformazione. Si rende cioè evidente un significativo livello di menzogne da parte dei media ancora una volta embedded: fosse comuni che appaiono, quando in realtà sono fosse individuali; un salto improbabile in 12 ore dalle mille alle diecimila vittime, secondo l'americanissima televisione Al Arabya; flash di foto di corpi senza vita; l'invenzione di un inesistente membro libico della Corte penale internazionale rigorosamente antiregime che moltiplica per 50mila il numero delle vittime e dei feriti.
    Quasi un déjà vu balcanico: per il Kosovo, quando ci fu poi la verifica sul campo dei medici legali del Tribunale dell'Aja risultò falso il numero delle vittime e inventata la strage di Racak. Ma fu ben utile, nell'immediato, per 78 giorni di bombardamenti aerei della Nato che provocarono 3.500 vittime civili. Volute, non «effetti collaterali», denunciò un'inchiesta di Amnesty International. Dimenticate, anzi cancellate da ogni memoria. Giacché la guerra doveva essere «umanitaria». E a quell'enfasi di menzogne partecipò un'intera schiera di media.
    Ci stanno pensando alla «missione». Gridando al cielo che «no, è infame bombardare i civili», si sdegnano le cancellerie occidentali. Dimenticando il massacro dei civili e degli insorti se sono iracheni o afghani. Già l'amministrazione Usa parla di una delega all'Italia e alla Francia, paesi ex coloniali che dovrebbero guidare l'eventuale «missione». Del resto lo strumento militare operativo di Africom della Nato è già pronto, come da mandato, per l'intervento proprio in quell'area. E tutti sono avvertiti della presenza sul campo non di Al Qaeda che soffia sul fuoco, ma di un integralismo islamico reale e storico in Cirenaica.
    Eppure non sanno ancora come motivarlo l'intervento. Se avessero a cuore davvero la vicenda umanitaria, non avrebbero dovuto sottoscrivere accordi di compravendita di armi con il Colonnello. E se l'Italia è davvero attenta all'umanità non avrebbe dovuto ratificare in modo bipartisan un Trattato che, pur riconoscendo finalmente le nostre malefatte coloniali, ha chiesto a Gheddafi di istituire campi di concentramento per fermare la fuga dei migranti disperati dalla grande miseria dell'Africa dell'interno e del Maghreb.
    Non lo dicono, né lo diranno mai. Ma come per l'enfasi e la falsificazione sul numero delle vittime, c'è l'esagerazione interessata sui «milioni di profughi» dalla Libia e dalla Tunisia, «250mila» ha detto il gommoso Frattini, senza alcuna vergogna.
    Non lo dicono, ma sono terrorizzati davvero per il pericolo che corrono gli approvvigionamenti di petrolio e metano. Per i nostri consumi, il nostro intoccabile modello di vita.
    Per questo alla fine interverranno. Non per un ruolo umanitario da subito degli organismi delle Nazioni unite, non per un corridoio umanitario che porti soccorso a chiunque, insisto chiunque, soffra - giacché la crisi libica si rappresenta più come guerra civile che come rivolta secondo il modello di Tunisi e del Cairo. Interverranno perché, qualsiasi sia il potere che arriverà dopo Gheddafi, svolga per noi la stessa funzione del Colonnello: elargire petrolio per i consumi dell'Occidente e impedire l'arrivo dei disperati relegandoli in un nuovo sistema concentrazionario.


I COMMENTI:
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  • Il punto è che na dittatura è una dittatura e basta. Gheddafi, Mubarak, Ben ali, Pinochet, Franco, Castro, Noriega, Pol Pot, Milosevic, ecc ecc chi più chi meno è gente da eliminare a favore di sistemi democratici, possibilmente socialdemocratici e non liberisti.
    Ma senza bombardare civili inermi, ma sostenendo i movimenti democratici, anche militarmente.
    In questo caso, con tutta l'antipatia che ho per gli USA, da libico preferirei vivere in una democrazia sostenuta da un interessato appoggio USA che stare sotto Gheddafi.
    Il resto è teoria. 28-02-2011 17:35 - Skeno
  • L'indifferenza alla democrazia e l'antiamericanismo di principio mi fanno noia e annebbiano anche le menti di alcuni, mi pare! 27-02-2011 23:08 - Silverio T.
  • Articolo interessante, contro la distorsione dell'informazione di questi giorni. Cito un altro caso di tale distorsione: nel suo discorso in piazza Gheddafi ha detto "se il mio popolo non mi ama, allora devo morire " e non "chi non mi ama deve morire" Insomma, una certa differenza c'é. Ma é possibile che tutti i giornali e le TV non conoscano dei buoni traduttori di arabo? Gatta ci cova anche su questo, visto che ce ne sono. 26-02-2011 13:42 - Maurizio
  • Di Francesco ha ragione. Del resto Fidel Castro, già alcuni giorni or sono ha scritto che l'obiettivo della Nato é quello di occupare militarmente la Libia. In Italia questo articolo é stato pubblicato dall'Ernesto. 26-02-2011 13:36 - Franco
  • Se la guerra umanitaria eliminerà il macellaio Gheddafi io son a favore. Purtroppo constato che l'articolista è rimasto inchiodato alla divisione dei blocchi, in ritardo di 30 anni. E dice che sono tutte falsità quelle raccontate dai giornali di tutto il mondo. La stessa tesi del macellaio. I fatti sono chiari: le masse giovanili e il popolo stanno facendo la rivoluzione per abbattere i dittatori. Gheddafi li ammazza come ratti. Voi da che parte state? dalla parte del dittatore o dalla parte del popolo? non mi interessa che verrà dopo, io sto col popolo. Il resto (il petrolio...l'emigrazione...il consumismo...l'irak la cambiogia...) sono ciancicate "benaltriste" da vecchio comunista anni 50 che non capisce che il mondo è cambiato: il muro arabo è caduto. Oppure date voi la soluzione per fermare il massacro. Questo mondo voi non riuscite + a capirlo. Ma non lo ammettete. Almeno Rossanda lo dice che non ci capisce + niente e cerca nuove soluzioni. 26-02-2011 11:32 - angelo
  • comunisti e afini rosicano dall'89 e ora e' caduto in modo brutale e farsesco un altro mito:il Sig. Gheddafi;
    come sperano comunisti e affini una guerra umanitaria per tornare sul piedistello a spiegare come gira il mondo e chi sono gli unici e veri cativi, quelli col copyright "de sinistra, quella vera"

    invece mi sa che a questa girata la guerra umanitaria non si fa; e poi che velocita' di analisi per i futuri crimini occidentali in libia, mentre per dare un giudizio equilibrato su gheddafi ci hanno messo 40, c'è voluto il baciamano di berluska per iniziare a capire che razza di populista autoritario fosse il "mitico" colonnello 26-02-2011 10:48 - marco
  • America is back! Dopo settimane di intontimento e di stupore l'Impero tira fuori la mossa strategica: fa capire che se l'influenza degli islamisti nell'area dovesse crescere è pronto il bastone. In questo caso sarebbe una "guerra umanitaria preventiva" perchè al contrario di quanto è successo negli ultimi due decenni, invece di fare colpi di Stato e interventi militari contro Governi legittimi, si decide di intervenire contro una rivoluzione. In sostanza si vuole eliminare Gheddafi per mettere al potere chiunque purchè non sia islamista e purchè garantisca la continuità dello sfruttamento e della sovranità limitata di quei Paesi. Non ho dubbi che anche nell'opinione pubblica di sinistra una strategia del genere trovi non pochi sostegni fra gli "islamofobi umanitari", mentre per l'opinione di "destra" è sufficiente agitare lo spauracchio "dell'esodo biblico" per fargli accettare qualunque cosa, anche il bunga bunga.In fondo sono tutti spettatori non paganti. 26-02-2011 09:46 - Valter Di Nunzio
  • non si capisce dove voglia arrivare di francesco con la conta dei morti. come è stato giustamente osservato: se fossero mille sarebbe meno grave? non è forse già abbastanza drammatico e veritiero quel poco che riusciamo a vedere? un pazzo che massacra il suo popolo, altri pazzi che si disperano per la doccia fredda qualora ci fossero problemi di rifonrimento energetico (che per ora non abbiamo). e il versante umanitario di tanto scempio è misconosciuto e volutamente o ignorantemente minimizzato, a parte le solite frasette bonarie. bando alle ideologie, ci vogliono analisi serie e il più possibile obiettive, magari fatte da chi capisce un minimo del mondo arabo-mediterraneo 25-02-2011 23:17 - lessandra
  • Ci sono pochi dubbi, che sostanzialmente si tratti di un golpe militare interno al regime, non credo che i dimostranti avrebbero potuto prendere una città dopo l'altra a mani nude e con sassi e bastoni.Però è probabile che l'impulso alla rivolta sia venuto anche dai comitati popolari che il Rais stesso aveva voluto, paradossalmente il suo sistema di democrazia diretta ha funzionato talmente bene da riuscire a rivoltarsi contro di lui. La sinistra in passato ha simpatizzato con le dittature anche militari a carattere "progressista" capaci cioè di combattere la miseria creando un minimo di stato sociale, contrapponendole alle dittature fascistoidi (tipo Centroamerica)pensate per mantenere il popolo nell'ignoranza e nello sfruttamento e garantire i privilegi di una ristretta oligarchia. La Libia e altri casi sembrano però che alla lunga la distanza tra questi due modelli finisce per ridursi. La funzione progressista lascia il campo alla costituzione di classi privilegiate per niente diverse dalle famiglie della Borghesia Compradora sudamericana 25-02-2011 21:19 - Daniel J.
  • non so se i libici vivevano meglio o peggio degli egiziani, o dei sauditi, o dei marocchini, (si rivolteranno anche lì, o sono troppo amici degli usa?) è molto probabile che però abbiano visto "Il Millionario" e forse credano di poter diventare tutti dei milionari.
    credo che il loro sogno di una "democrazia" all'occidentale si infrangerà molto presto sui muri di una fabbrica che sfrutta con salari da fame (ormai condivisi da cisl e uil)o che si infrangerà sulla cig.
    ma forse gli basterà il cellulare ultima moda o il tv-led per non sentirsi ultimi, come diceva il socio-filosofo Placido.
    ho seri dubbi sulla "realtà" degli avvenimenti riportati dai media, ciò non esclude che siano veri.
    mi viene però il sospetto che ci sia un'enfatizzazione degli avvenimenti e degli sponsor esterni, come le famose Radio della Libertà nei paesi fuori dalla costellazione degli amici degli usa per preparare un intervento militare degli"alleati" (!!!) 25-02-2011 19:52 - stefano b.
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