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COMMENTO
23/03/2011
  •   |   Angelo Mastrandrea
    Una risposta comune

    È possibile che un movimento pacifista degno erede della seconda superpotenza mondiale di un tempo dica qualcosa di netto su quanto sta accadendo a una notte di scafo dalle coste italiane? È possibile che un movimento antirazzista che ha fatto della battaglia contro i centri di detenzione per migranti esternalizzati nel deserto libico il cardine della sua opposizione al regime di Gheddafi scenda in campo senza allinearsi alla politica dei bombardieri franco-anglo-italiani?
    Sabato prossimo è prevista a Roma una manifestazione importante, una di quelle che possono decidere una stagione politica. L'ha convocata il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, per sensibilizzare l'opinione pubblica su una campagna referendaria che rischiava di spegnersi nel silenzio mediatico. Lo tsunami atomico giapponese l'ha poi inevitabilmente arricchita di un altro contenuto fondamentale: la battaglia contro la riapertura della stagione nucleare in Italia. Anche qui, c'è in ballo un referendum che il governo sta provando a far saltare perché ha capito che andrebbe incontro a una disfatta. Le due campagne (per l'acqua pubblica e contro il nucleare) si legano quasi naturalmente, e basterebbe questo per fare della giornata del 26 un appuntamento decisivo.
    Senonché, in questa primavera densa di stravolgimenti internazionali, è esplosa in maniera dirompente e improvvisa la guerra di Libia, appendice insanguinata della breve stagione dei gelsomini che ci ha entusiasmato con le manifestazioni libertarie di Tunisi e la democrazia autorganizzata di piazza Tahrir. Non si può tacere, non si può stare con Gheddafi e nemmeno con la presunta civiltà imposta a suon di Tomahawk all'uranio impoverito. Il movimento pacifista italiano è obbligato a riflettere su una vicenda che ci coinvolge molto da vicino, per i trascorsi coloniali del nostro Paese e per tutto ciò che ci lega all'altra sponda del Mediterraneo. Non si può lasciare l'opposizione alla guerra alle argomentazioni di bassa lega che circolano pure negli ambienti di governo.
    Il manifesto si candida a essere parte attiva nella discussione, a promuoverla e ospitarla sulle sue pagine, conscio che una risposta disarmata va elaborata collettivamente. Ma bisogna andare in piazza subito, e la prima occasione utile è la manifestazione di sabato prossimo a Roma. Rispettandone i contenuti e l'impostazione iniziale, e semmai colorandola d'arcobaleno. Magari scopriremo che tutti insieme si possono vincere i referendum e perfino provare ad aiutare la mai nata primavera libica senza prenderla a cannonate.


I COMMENTI:
  • La primavera libica è nata eccome, ma è stata presa a cannonate e mitragliata. Con tutto l'affetto possibile per Mastrandrea, sarebbe il caso, per evitare di essere spazzati dalla storia, di ricominciare a collegare le proprie idee ed aspirazioni ad i fatti. La primavera libica è spuntata dopo tanti anni di inverno. La domanda è: è stato giusto intervenire? o meglio: sarebbe stato giusto non intervenire guardando in tv gli esiti scontati della repressione? il mondo cambia ed anche gli attori del mondo stanno cambiando è razionale continuare e vederlo con gli stessi occhi? Le retoriche che mettono al frullatore fatti diversi fanno solo danno e non aiutano certo la causa della sinistra (che c'azzecca l'acqua pubbica con Gheddafi?). Un saluto cordiale a tutti i lettori del Manifesto/Marco58 24-03-2011 13:15 - Marco
  • Il vero problema non sonbo le rivoluzioni dei popoli per la riconquista della libertà e della democrazia, ma l'incapacità dell'Occidente capitalista e colonialista di comprendere che oggi non è più tempo di continuare a pensare in uno sviluppo economico e produttivo senza limiti, e perchè le risorse energetiche derivanti da fossili vanno sempre più scarseggiando(vedi petrolio, uranio, ecc!), per i forti cambiamenti climatici e per la simicità stessa di molti parti del globo terrestre. Ridiscutere del modo di sviluppo e di nuovi stili di vita, affrontare il problema della decrescita è un'esigenza non più eludibile. I rischi per la salute e la salvaguardia dei territori, lo sperpero delle risorse energetiche, dell'acqua ecc.stanno portando il nostro pianeta a un punto di non ritorno. e le catastrofi si succedono l'una dopo l'altra con danni così ingenti che non bastano le risorse economiche disponibili per porvi rimedio (ammesso che sia possibile porvi rimedio,visto che l'imponderabile è sempre dietro l'angolo, come dimostra quest'ulteriore tragedia che ha co0lpito il Giappone!). Questa NATO è davvero preoccupante perchè -al di là delle cose che vogliono farci credere- è funzionale al mantenimento di uno stato di normalizzazione nel Mondo teso a mantenere il controllo dei mercati e delle risorse energetiche.
    ... un controllo politico e militare sempre più stretto ed asfissiante dato che le fonti energetiche tradizionale e l'acqua potabile stessa vanno sempre ad esaurirsi.
    A mio avviso, dentro questa logica politica non c'è spazio reale per un libero sviluppo dei processi di emancipazione, liberazione e di democratizzazione dei popoli. Onofrio Infantile
    24 marzo2011 24-03-2011 11:55 - onofrio
  • il problema dell'acqua in Libia è stato una delle cause che ha fatto scatenare la guerra per l' incazzatura delle tribù del sud che si sono visti defraudare le fonti idriche dalle metropoli costiere e dai pozzi petroliferi(20 litri di acqua per un litro di petrolio)? E' vero? Comunque sia l 'acqua il petrolio sono cause integrate e paolo ha torto. 24-03-2011 11:45 - maurizio lazzerini
  • Se le bandiere arcobaleno se ne stanno ripiegate negli armadi, se non c'è una protesta di massa contro la guerra in Libia un motivo ci sarà.
    E la sinistra questo motivo dovrebbe cercarlo.

    Trasformare la manifestazione sull'acqua pubblica in qualcos'altro è una forzatura, un modo per non porsi domande. E', insomma, un errore politico. Di quelli piuttosto gravi. 24-03-2011 07:51 - Galaverna
  • Sinceramente non capisco quali siano le proposte. Volete forse andare in Libia con le vostre bandierine della pace a difendere Misurata dai tank del colonnello? Mi sa che vi siete fumati il cervello. 23-03-2011 22:14 - Gioppo
  • Condivo pienamente Paolo. Mastrandrea ha poche idee e pure confuse. 23-03-2011 20:15 - Cristian
  • tutti a Roma sabato: compatti ed uniti. Contro quest'ammucchiata bipartisan (dl pd udc) che inciucia per la privatizzazione dell'acqua, per il nucleare, e per i bombardieri. Vergogna!!! 23-03-2011 16:25 - esterino
  • La soluzione proposta dal manifesto qual è? Dopo le capriole degli ultimi giorni, adesso atterrate sulla Terra e cosa proponete per la Libia? Ora in questo, momento come azione immediata, non ideee belle a venire...
    Confondere il movimento per l'accesso pubblico all'acqua con la guerra in Libia poi non lo condivido. Acqua pubblica si, diritto fondamentale. Guerra in Libia, ognuno prenda la sua posizione. 23-03-2011 15:25 - Paolo
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