giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
02/04/2011
  •   |   Luciana Castellina
    I disastri della guerra

    Ancora una volta a favore della pace e della manifestazione che oggi la invoca da piazza Navona a Roma e non solo. Senza se e senza ma, come già abbiamo fatto per l'Iraq, per l'Afghanistan, per la Somalia, per l'ex Jugoslavia. Direi, anzi, che oggi possiamo farlo con più convinzione di prima perché ognuna delle precedenti vicende ci ha ormai insegnato che a mano armata non si toglie il burka alle donne, non si cacciano gli integralisti, non si sconfigge il nazionalismo, non si instaura la democrazia. Si fanno solo più morti innocenti, si accumula più rabbia, rancori, catene di risentimenti. Sopratutto si ammazza la sola forza che può, per difficile che sia e certo in tempi lunghi, ottenere ciò che con gli interventi militari detti umanitari non si strappa: una società civile articolata, capace di creare egemonia, di intervenire sul potere, di controllarlo, denunciarne gli abusi. Meccanismi elettorali e istituzioni calate dall'alto, senza questo protagonismo sono solo belletto, così come le bombe servono solo a far tacere, intimidire,confondere, marginalizzare ogni soggettività popolare.
    Lo so che talvolta la via della pace è difficile e si vorrebbero delle scorciatoie per cacciare più presto questo o quel dittatore. Ma non ci sono: restano solo più cadaveri, e non vorrei entrare nel conteggio di quanti siano quelli dei ribelli e quanti dei coscritti di Gheddafi. Il fatto anche più grave è che ferite gravemente già appaiono le primavere arabe che dalla vicenda libica non escono rafforzate ma deviate per via di un intervento esterno ed autoritario che ha loro tolto ruolo. Per via di un'azione armata che ha già scelto i suoi paladini: i prodi ministri scappati all'ultimo momento (e fra questi persino che si è stato a capo nientemeno che del dicastero della giustizia e degli interni del regime) ai quali viene affidato il compito di costruire la democrazia libica.
    C'erano altre soluzioni che, dopo la prima ribellione di Bengasi, avrebbero potuto favorire una via d'uscita, quella che sin dai primi giorni ha continuato a suggerire monsignor Martinelli: il negoziato, la mediazione, ma anche l'isolamento politico che avrebbe potuto alla fine e con meno sangue strozzare il regime. Non ci si è neppure provato, si è scelta la via dei bombardamenti a tappeto, la violazione del mandato dell'Onu, ora si discute di armare i ribelli e si inviano le «truppe dell'ombra», i consiglieri della Cia, entrando a gamba tesa in una vicenda che riafferma il potere dei più forti di decidere sugli affari del mondo: libertà di fare quel che vuole al sovrano del Bahrein, o ai militari israeliani a Gaza, non a Gheddafi. Cui naturalmente questa libertà andrebbe tolta, e al più presto. Ma se lo si fa in nome di questa pelosa giustizia sarà difficile far accettare a chiunque nuove regole di convivenza internazionale.
    Giorni fa al Left Forum che come ogni anno si tiene a New York riunendo circa 5.000 militanti della variegata sinistra americana, avrebbe dovuto intervenire una donna afghana, deputata nella passata legislatura. Washington le ha negato il visto, ma si è riusciti a vederla e ad ascoltarla ugualmente attraverso sky pay e l'immagine ingrandita sullo schermo in una grande affollatissima sala. Se venissero ascoltate le sue parole, non dico dai potenti che hanno buone ragioni per tapparsi le orecchie, ma da chi tentenna di fronte alla condanna delle guerre umanitarie, capirebbe cosa vuol dire esser state «liberate» dalle armi e imparerebbe che l'alternativa non è stare con le mani in mano, ma sostenere - e ci sono mille modi di farlo - chi si impegna a far crescere, dal di dentro, le condizioni del protagonismo democratico.


I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
  • Prima umanizzerei i poteri, non mi è ancora chiaro come fare a sconfiggere poteri criminali. 02-04-2011 16:34 - miria
  • CORAGGIOSA PRESA DI POSIZIONE CONTRO LE GUERRE E I MASSACRI DELL'IMPERO NEL MONDO!!!! GRAZIE

    ho gia ricordato ai gentili lettori in altro commento i massacri dei regimi fantoccio del mondo libero in queste ore nel continente sud americano:
    COLOMBIA e' in corso una grande rivolta giovanile e studentesca
    in tutte le maggiori citta della colombia contro il maggior alleato FANTOCCIO dell'impero...atrocita della polizia morti a PASTO nel dipartimento del NARINO....
    IL paese e' completamente in mano nelle remote province alle solite bande paramilitari CHE ORA SI CHIAMONO BACRIM...
    massacri e stupri di massa proseguono...NEL FIDATO PAESE AMICO DELL'IMPERO.....

    in HONDURAS ci sono stati scontri di massa da parte di migliaia di professori e giovani al GRIDO DI LIBERTA' contro il governo golpista dell'impero......
    MORTI E CENTINAIA DI FERITI ED ARRESTATI!!!!
    speriamo che il popolo della pace non si scordi questi popoli in lotta per la liberta'
    DENUNCIARE I CRIMINI DEI FALSI DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI ED I LORO GOVERNI FANTOCCIO....CIOE I TERRORISTI INTERNAZIONALI DELLA OTAN!!!!
    CHE SEMINANO IL MONDO DI GUERRA MORTE E SANGUE 02-04-2011 16:07 - carlos
  • Bravissima Castellina, finalmente un po' di intelligenza. 02-04-2011 14:05 - Murmillus
I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI