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Alessandro Robecchi
La sfida dei migranti all'ispettore Clouseau
Chiedo scusa ai critici cinematografici de Il manifesto, ma sono costretto a rubargli il lavoro.
Recensione: I tunisini sfidano l'ispettore Clouseau (Italia, 2011, con Roberto Maroni, Silvio Berlusconi e qualche migliaio di comparse).
L'ispettore Clouseau (Roberto Maroni) strilla da mesi che il paese sarà invaso da pericolosissimi immigrati clandestini, ma quando gli immigrati previsti arrivano, l'ispettore Clouseau viene colto di sorpresa: «Siete sgià qui? Tropo velosci!». Con una mossa di rara astuzia li lascia senza cibo, seduti su un molo a Lampedusa. Poi arriva il suo principale (Silvio Berlusconi) e dice che lì deve fare un campo da golf e un casinò, quindi bisogna spostare i clandestini. L'ispettore Clouseau appronta in fretta e furia una tendopoli dove deporta migliaia di clandestini. Quelli, con mossa astuta, scavalcano la rete metallica e se ne vanno. «Maledisione! Non sci avevo pensato!». Allora l'ispettore Clouseau appronta altre tendopoli in tutta Italia, manda i pompieri su è giù come pendolari, ma sindaci e governatori gli fanno chi marameo, chi il gesto dell'ombrello, altri ridono. Infuriato, l'ispettore Clouseau parla di respingimenti. Stavolta ridono i giovani tunisini. Allora, mossa a sorpresa, Clouseau va in Tunisia con Berlusconi e un po' di soldi per chiedere alla Tunisia di riprendersi i tunisini. Interessa un campo da golf? Interessa un casinò? E se mi compro una villa a Tunisi? Ridono anche in Tunisia. Si chiude in un tramonto mediterraneo, con Clouseau e il suo capo che chiedono un passaggio a un barcone per tornare in Italia.
Il film appare sconclusionato, senza regia e piuttosto improvvisato. Unica nota positiva, lo straordinario talento comico del protagonista (azzeccati gli occhialini rossi), mentre la sua spalla, Silvio Berlusconi, sembra imbolsita e stanca. Ottime, invece, le comparse tunisine: molte di loro non hanno avuto nemmeno il cestino per il pranzo, hanno capito che il cinema italiano è in crisi e vogliono andare in Francia.
- 30/04/2011 [11 commenti]
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io mi chiedo cosa c'è di male nella pratica dell'accoglienza?
riconoscere i diritti al di là del colore cultura e religione è l'unica e sacrosanta scelta giusta per un domani migliore di questo! 05-04-2011 23:48 - margherita
Continuo a ripetere la stessa musica:piantatela di guardare le loro televisioni, non comprate prodotti di imprese che comprano i loro spazi pubblicitari, li state finanziando da decenni, ¡ma insomma! guardate che per certi versi neppure il governo messicano arriva a tali punti, e ho detto tutto, ¿ma che aspettate a toglier loro denaro?? 04-04-2011 22:42 - umberto