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COMMENTO
16/04/2011
  •   |   Maurizio Matteuzzi
    Una vittima della barbarie

    Restiamo umani anche nei momenti più difficili, soleva ripetere Vittorio Arrigoni a sua madre e a noi.
    Questo, adesso, è il più difficile. Non solo per la sua morte orribile, epilogo tragico, però degno e glorioso, di una vita piena e bellissima. Vittorio, militante orgogliosamente filo-palestinese e ferocemente critico - dalla sua postazione di testimone oculare - delle nefandezze israeliane a Gaza, non ha avuto neanche la ventura di cadere per mano delle truppe di occupazione, come fu per la pacifista americana Rachel Corrie schiacciata da un bulldozer israeliano nel 2003. Vittorio è caduto per mano palestinese, e questo rende ancor più orrenda la sua fine. E più grande la nostra rabbia.
    Non staremo qui a riproporre il giochino del cui prodest. Anche se l'a chi giova ha una sua logica irresistibile, e a chi giovi la scomparsa in un inferno come Gaza di un testimone scomodo come Vittorio non c'è bisogno di dirlo.
    Non staremo qui neanche ad abbaiare alla luna per quei siti israeliani che da tempo mettevano Vittorio (con tanto di foto) in testa alla lista degli «anarchici-comunisti» da «liquidare»; né a scandalizzarci per il sarcasmo (dis-umano?) con cui viene salutato gioiosamente il suo assassinio: «Arrivederci Arrigoni. Questa è la classica gratitudine araba».
    Neppure ci soffermeremo sulla ridda di proclami dei diversi gruppi e gruppuscoli presenti a Gaza per dichiararsi estranei a quell'indecenza: salafisti, jihadisti, qaedisti... «Per quale colpa è morto Vittorio Arrigoni?», scrive uno di loro.
    Già, per quale colpa è morto Vittorio Arrigoni, rivoluzionario pacifista e scomodo (scomodo fino alla morte) testimone oculare?
    L'ha ucciso la barbarie.
    La barbarie dell'islamismo radicale. Quello dei salafiti, jihadisti o qaedisti che pensano di rispondere agli attacchi dei «crociati» tagliando teste e strangolando «infedeli» come Vittorio; e quello dei «rispettabili» sauditi che siedono in tanti consigli d'amministrazione del civile occidente.
    La barbarie di un lager a cielo aperto come quello che Israele ha aperto a Gaza e al suo milione e mezzo di abitanti, con l'appoggio di Stati uniti ed Europa, e dei loro clienti arabi (adesso in graticola).
    La barbarie di quella «logica della guerra» denunciata ieri dai visionari naives di Emergency, che «toglie vita e dignità ai cittadini del mondo, da Gaza a Tel Aviv, da Kabul a Misurata, da Haiti a Lampedusa». La «stessa logica che ha ucciso Vittorio».
    La barbarie delle «guerre umanitarie» che di umanitario - e di umano - non hanno nulla se non il tentativo di perpetuare dominio e sopraffazione - economica, politica, culturale, razziale - apparentemente «naturali».
    In queste ore e nei prossimi giorni ascoltiamo la litania delle condoglianze generalizzate per la barbara morte di Vittorio. «Che non sia invano», che «serva a rilanciare il processo di pace», che «faccia cessare la violenza»... Una litania insopportabile, falsa, ipocrita.
    Più seria l'Unicef: «La morte di Vittorio, assurda, atroce, perché colpisce un portatore di pace, non sia l'ennesima luce a intermittenza che risveglia ciclicamente la comunità internazionale svelando e poi oscurando il dramma collettivo di una popolazione che ogni giorno si fa sempre più insostenibile e ingiusto e che alimenta odio, rancore e morti inutili senza mai arrivare a soluzioni concrete». Parole peraltro destinate a restare senza effetto. Vittorio avrà un bel funerale, poi tutto continuerà come prima. Ci saranno altri Vittorio, nel mondo, e in Palestina.
    La morte barbara di Vittorio sollecita alcune domande. Tutti (tutti) sanno che fino a quando non si troverà una soluzione minimamente accettabile ed equa del nodo Israele-Palestina non ci sarà pace in Medio Oriente. Ma come mai la «primavera araba», che va dal Magreb al Mashreq e scende nell'Africa sub-sahariana, non tocca la Palestina (e Israele)? Come mai la «guerra umanitaria» o la «no-fly zone» o qualsiasi altro marchingegno della volenterosa «comunità internazionale» non arriva mai in Palestina (e Israele)?
    Per queste domande (e risposte) Vittorio si è battuto. Per questo è stato barbaramente ucciso.


I COMMENTI:
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  • Ad Alberto: la struttura mentale del razzismo colonialista vuole che, in questo caso, tutti i palestinesi siano responsabili della morte di Vittorio. È come se tutti gli indù fossero stati responsabili della morte di Gandhi o tutti gli americani della morte di Malcom X, o tutti gli italiani della strage di Piazza Fontana... Nei popoli, anche fra i Palestinesi, esistono le classi, le posizioni politiche diverse, le responsabilità individuali... il pensiero razzista che in questo caso si è messo subito in moto, vuole invece che la responsabilità collettiva degli arabi.
    Invece a Maurizio Matteuzzi vorrei dire: capire chi abbia ucciso veramente Vittorio Arrigoni, non è un esercizio inutile... La storia ci ha insegnato che spesso le cose sono diverse da come ci vengono inizialmente presentate... 16-04-2011 11:11 - Alessandra
  • Ne ero certo.Anche della morte dello sfortunato Arrigoni la colpa è degli ''occupanti israeliani'':neppure nel cordoglio si riesce reprimere le pulsioni ''antisioniste''. Complimenti 16-04-2011 11:10 - Tondelli Francesco
  • IMPOTENZA AL FOSFORO BIANCO

    Il grigio del giorno impotente
    Fosforo bianco
    Radiazioni di dolore
    Mentre perdiamo i pensieri
    Infanzie negate
    Nel sangue
    Suicidiamo la nostra Umanità
    nell’alibi dell’Impotenza
    dell’esportazione
    Paura in maschera
    Armi di pace
    Vestite da guerra
    Indifferenza terrena
    Nuda di lacrime
    Lacrime cucite di ghiaccio 16-04-2011 11:07 - angela
  • Caro Manifesto, è ora che decidi se stare dalla parte di Saviano o da quella di Vittorio Arrigoni, dalla parte dei sionisti o da quella dei palestinesi.Finchè non sarà chiara la tua osizione, io mi sospendo da lettore assiduo del giornale. 16-04-2011 10:27 - gianna
  • Lettera a un giovane morto invano per una pace che non ci sarà


    Restiamo Umani
    Vik da Gaza city

    Caro Vittorio,

    da uno dei tanti inutili uffici pace messi su nei comuni d’Italia (per salvarsi la coscienza e continuare intrighi e politica di piccolo cabotaggio), l’amica Ornella ha fatto spuntare oggi sul video del mio PC, un comunicato di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, nel quale si annuncia che «il 29° Seminario nazionale» di tale organizzazione «che si apre oggi ad Assisi sarà dedicato a Vittorio Arrigoni». Chissà, ti dedicheranno pure strade, scuole, parchi!
    Che ipocrisia!
    Trovo indecente, subdola, viperina la prontezza con cui si gioca d’anticipo su ogni possibile concorrente e ci si appropria della tua morte. La lobby pacifista italiana ti vuole “santino pacifista subito”! Guai se, ragionando sulla tua uccisione, si uscisse dal piagnisteo! La spiegazione da far circolare nel “mercatino della pace” è una sola ed è già pronta: Lotti ha detto che la tua uccisione è «assurda». E chiude così qualsiasi interrogativo più scomodo.
    Rassegniamoci, dunque?
    È una buona, consolidata, abitudine italiota non andare a fondo sui “fatti di sangue”. Sono stati mai trovati gli esecutori e i mandanti della strage di Piazza Fontana o di Brescia?
    Ovviamente, anche questa è una cosa «assurda». Ma ce la teniamo così. Tutto è Assurdo qui da noi. E altrove? Non è forse «assurda» la vita dei palestinesi, che tu “assurdamente” (il Lotti ricorda che tu per alcuni eri «un pazzo», per altri «un estremista», per altri ancora «un eroe, un sognatore, un idealista») hai voluto andare a vedere da vicino e addirittura condividere?
    Ma a te posso dirlo: e se la nostra vita e quella dei palestinesi fossero dominate da un’Assurdità apparente? E se le cose, che dichiaramo ( per viltà, per pigrizia) “assurde”, fossero invece vere, inquietanti, normali? Anzi logica conseguenza delle scelte politiche di capi di Stato (israeliani, europei e über alles del Nobel per la pace Obama) che purtroppo –ahimè, caro Vittorio! – le fanno restando “umani” (e anzi, da un po’ di tempo, anche “umanitari”)?
    Per cancellare sul nascere questi “cattivi pensieri” che vengono quasi spontanei vedendo che, malgrado queste Nostre Guide così “umane” e “umanitarie”, il mondo va storto, sempre più storto, ecco pronti i comunicati stampa placebo alla Lotti: contro «l'indifferenza che circonda tante tragedie umane come quella dei palestinesi di Gaza» e contro – sempre indeterminati, sempre innominati! - «prigionieri del cinismo e dell'egoismo».
    Anche questa a te posso dirla: e se imparassimo a nominare i Nemici che alimentano questa indifferenza, cinismo, egoismo? Ah, sei d’accordo anche tu? Non mi stupisci. L’avevo capito dai tuoi coraggiosi scritti di pacifista (convinto o per forza di cose, vista la miseria delle scelte morali o politiche oggi possibili…).
    Vedi, invece, come il Lotti interviene subito a disinfettare: «Vittorio non ha mai voluto far del male a nessuno».
    E certo, il “male” come potevi farlo, come possiamo farlo? (Ma è “male” ribellarsi anche con le armi a chi ci opprime?). Noi tutti – pacifisti o non pacifisti – che “ male” possiamo oggi fare, se “male” e “bene” lo decidono soltanto quelli che dispongono di bombardieri, di atomiche, di eserciti regolari, di banche, di televisioni?
    Noi (e le vittime di questo sistema) abbiamo, forse, ancora la capacità di odiare i nostri Nemici. Ma, secondo Lotti, dovremmo vergognarci o colpevolizzarci se l’odio affiora a volte nei nostri cuoricini e si fa indignazione e tenta di individuare bersagli precisi. Noi l’odio dovremmo continuare a scaricarcelo addosso tra noi. (Come purtroppo è accaduto tra i vari raggruppamenti politici dei palestinesi. Ovviamente per colpa loro! L’ottusa volontà politica e i calcoli di Israele e dei suoi “democratici” sostenitori non c’entrano, come non c’entrano adesso in Libia le manovre dei Sarkozy, dei Camerun, degli Obama). E vuoi mettere la capacità di violenza di costoro a confronto con quella dei palestinesi?
    Sfigura, non ha dignità, è follia, deve continuare ad esplodere disperatamente e non farsi mai politica più precisa.…
    Purtroppo sì, con la tua uccisione, come scrive Lotti, «si spenge una voce». (Ah, che tocco classico in questo verbo!). Egli e i suoi discepoli, invece, continueranno a predicare e a dirigere inutili dibattiti «per la pace e la libertà, i diritti umani e la democrazia», che «metteranno a confronto» - inutile strascico parolaio di ogni evento terribile « oltre trecento giovani, gruppi, associazioni, amministratori locali, insegnanti e giornalisti».
    Caro Vittorio,
    un’ultima cosa. Il tuo slogan «restare umani» per me era sbagliato. Però quando lo pronunciavi tu, con la tua voce, e da Gaza, l’ho sempre trovato sincero e rispettabile. Da oggi sulle bocche di Lotti e altri lo riterrò solo una menzogna per istupidire e non far ragionare. Onore solo a te.

    Samizdat Colognom 16-04-2011 10:23 - Ennio Abate
  • E' morto un uomo che ha dato tutto se stesso per gli altri, e che per farlo ha rinunciato a tutto. Massimo rispetto a lui, dunque. Ma lasciatemi fare un appunto. Era fortemente critico delle nefandezze israeliane, e' stato scritto. Ma e' stato ucciso da una nefandezza palestinese. Forse se fosse stato piu' accorto nel valutare i torti e le ragioni di entrambi le parti, senza concentrare tutta la sua attenzione su una sola delle due, sarebbe ancora vivo. Chissa' se da questa tragedia qualcuno sapra' trarre delle conclusioni. Io lo spero. 16-04-2011 10:19 - alberto
  • Complimenti per la prima pagina di oggi, tra le vostre più belle! 16-04-2011 09:55 - Livia
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