-
|
Piero Di Siena
Oltre l'attuale quadro politico
Franco Giordano in una recente intervista al manifesto afferma che ci sarebbe bisogno di una nuova forza politica della sinistra italiana, grande nei consensi e con la vocazione a governare il Paese, e che Sinistra Ecologia e Libertà non basta per questa impresa. L'esigenza è giusta e corrisponde allo stato delle cose, alla fase drammatica che attraversa la democrazia italiana, esposta agli attacchi sferrati alla Costituzione da Berlusconi e dalla maggioranza parlamentare che oggi lo sostiene, dopo il fallimento dei due progetti (il Pd e il Pdl) che avrebbero dovuto dare stabilità al sistema bipolare della Seconda Repubblica.
Ma perché chi del manifesto ha titolato l'intervista fa dire a Giordano che la sua proposta è «un partito col Pd»? E non è difficile immaginare che molti avranno pensato che, alla fine, l'obiettivo vero di Giordano è quello di una confluenza di Sel nel Pd.
La ragione di una tale possibile interpretazione sta nel fatto che Giordano colloca il suo progetto nel solco di una possibile evoluzione, sino alla costruzione di una nuova forza politica, di nuove eventuali relazioni privilegiate tra Sel, Idv e Pd (una sorta di patto di consultazione) finalizzate alla costruzione di un nuovo schieramento da opporre a Berlusconi. Si tratta, intanto, di un ragionamento che continua a escludere che la sinistra possa sviluppare una sua autonoma iniziativa verso il cosiddetto Terzo Polo al fine di dare vita a un'ampia coalizione democratica per contrastare la sfida alla Costituzione che viene da Berlusconi e dalla destra che si riconosce nella sua iniziativa. Il risultato è che, così, la sinistra si riduce a uno dei «due forni» in concorrenza tra loro cui intende rivolgersi il Pd di Bersani, con evidentemente una preferenza al rapporto con il centro di Casini. Ma, soprattutto, affida all'evoluzione di questo quadro politico la costruzione di una nuova forza della sinistra italiana che, invece, per la portata dell'impresa dovrebbe essere proiettata in una diversa dimensione.
Si tratta innanzitutto di indicare con la necessaria nettezza che una sinistra degna di questo nome, non rinchiusa in recinti minoritari come giustamente Giordano la vuole, non può non avere il suo fondamento e la sua radice in una lotta che riaffermi la funzione autonoma del lavoro nel processo di ricostruzione della democrazia italiana. A tal fine sarebbe necessario tematizzare l'apertura di processi di più lunga portata: il progetto di un nuovo «blocco storico», avrebbe detto Gramsci, fondato sulla rottura del patto tra classe operaia e Lega al Nord, del primato della struttura familistico-clientelare nel sistema politico meridionale che alimenta alla fine la borghesia criminale, sulla ricerca di quelle virtù civiche che sembrano ormai smarrite di quell'«Italia di mezzo» (le amministrazioni rosse dell'Italia centrale) di cui parlava Asor Rosa in un articolo della scorsa estate, che ha fatto meno scalpore delle sue recenti sortite ma che costituisce un contributo più fecondo a una ricerca comune a sinistra.
Insomma, se si vuole costruire una nuova forza politica della sinistra, bisogna proiettarsi oltre i confini dell'attuale quadro politico e della sua crisi. Bisogna sapere che nessun radicalismo sul piano sociale può essere risolutivo se continua convivere con una concezione della politica intesa come tattica e manovra di breve respiro. È necessario, perciò, indicare un percorso nel quale si delinei una riforma del sistema politico orientato a attuare la Costituzione e, quindi, a costruire partiti che tornino ad essere effettivamente quei corpi intermedi capaci di garantire la partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni. E in cui la costruzione di una nuova forza della sinistra italiana sia insieme impulso e anticipazione di una tale prospettiva.
Non deve sfuggirci, inoltre, che il tempo a nostra disposizione per avviare finalmente una tale impresa non è infinito. Siamo nella fase più acuta e cruciale della crisi della democrazia italiana. Intere generazioni non hanno conosciuto altra politica se non quella nata nella Seconda Repubblica, costruita su dinamiche di ceti politici tendenzialmente autoreferenziali. È questo il terreno di coltura dell'«antipolitica». E quest'ultima è uno dei fattori della crisi della democrazia, non una risposta a essa. E fa il gioco di Berlusconi.
Se la proposta di Giordano di una nuova grande forza politica della sinistra italiana si colloca in una prospettiva che sia in grado di rompere questa spirale perversa ben venga. Ma, perché questo obiettivo possa divenire effettivamente possibile, tutti a sinistra dovremmo lavorarci con un altro spessore e con una lena di ben altro respiro.
- 30/04/2011 [11 commenti]
- 29/04/2011 [6 commenti]
- 28/04/2011 [15 commenti]
- 27/04/2011 [52 commenti]
- 27/04/2011 [2 commenti]
- 26/04/2011 [16 commenti]
- 25/04/2011 [4 commenti]
- 24/04/2011 [16 commenti]
- 23/04/2011 [6 commenti]
- 22/04/2011 [32 commenti]
- 21/04/2011 [7 commenti]
- 20/04/2011 [15 commenti]
- 19/04/2011 [41 commenti]
- 18/04/2011 [8 commenti]
- 17/04/2011 [8 commenti]
- 16/04/2011 [69 commenti]
- 14/04/2011 [118 commenti]
- 14/04/2011 [17 commenti]
- 13/04/2011 [330 commenti]
- 12/04/2011 [26 commenti]
- 11/04/2011 [6 commenti]
- 10/04/2011 [13 commenti]
- 08/04/2011 [10 commenti]
- 08/04/2011 [16 commenti]
- 07/04/2011 [17 commenti]
- 06/04/2011 [14 commenti]
- 05/04/2011 [5 commenti]
- 04/04/2011 [14 commenti]
- 03/04/2011 [8 commenti]
- 02/04/2011 [13 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Dogfighters
di Filippo Brunamonti - 19.09.2013 01:09
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Un bell'esempio ce lo abbiamo qui.
I luoghi della politica non sono solo il voto e gli edifici di Roma.
Il senso delle considerazioni e delle idee esposte in questo articolo solo è un altro esercizio di opportunismo (per la pagnotta) o di "cretinismo parlamentare" da parte di questi politici di professione. Cordialmente 27-04-2011 15:48 - luca bianchi
Pertanto il suo sarà un programma chiaro: modicisrala legge elettorale abolendo il bipolarismo tornado alla scelta dei deputati col volto nominale.
Fatto ciò bisognerà rivotare perche il popoplo (sovrano) scelga liberamente come prima chi votare.
Solo così si potrannoriavere le libera aggragazioni dei partiti sendo le coinicidenze sui loro programmi. 27-04-2011 11:01 - nino cavaleri