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COMMENTO
27/04/2011
  •   |   Valentino Parlato
    Presidente, le bombe no

    Abbiamo il massimo rispetto per la persona e il fare del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma il rispetto non esclude il dissenso, anzi si dissente solo da soggetti importanti e rispettati. De minimis non curat praetor, si diceva una volta. Il dissenso, netto e rispettoso, è sulla sua approvazione dei bombardamenti dell'aeronautica militare italiana in Libia, poco prima decisa (dopo un po' di incertezze) dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che fino a qualche mese fa aveva avuto scambi di abbracci e baci con il cattivo Muammar Gheddafi.
    Era necessario da parte del Presidente della Repubblica questo esplicito consenso? Forse, ma è un consenso che non ci persuade, anzi respingiamo.
    In Libia si era aperta una rispettabile guerra civile, animata dalla gioventù araba - come in Tunisia e in Egitto -, anche se in condizioni più difficili e incerte per l'antica divisione tra Tripolitania e Cirenaica. C'è stata, su sollecitazione esplicita della Francia di Sarkozy, la disposizione dell'Onu che autorizzava la no fly zone. Il governo italiano aveva aderito fino al punto di mandare istruttori in Libia, ma rifiutava (sempre il governo Berlusconi) i bombardamenti, che, di solito, fanno morti. Pochi giorni fa, dopo una telefonata di Obama a Berlusconi, il governo italiano ha deciso di dare via libera ai bombardamenti. La guerra che fa morti è tutto tranne che umanitaria. Caro Presidente, proprio il giorno prima aveva celebrato la nostra Costituzione, nella quale è nettissimo il rifiuto della guerra. Perché ha cambiato giudizio? E' qui il nostro dissenso.
    Ove poi si volesse insistere su l'intervento umanitario (anche se con le bombe) perché le potenze occidentali, e anche l'Italia, non hanno deciso di intervenire in Siria, dove i massacri sono sulle pagine di tutti i giornali? Perché questa concentrazione solo e soltanto sulla Libia? E' un interrogativo più che legittimo. Va aggiunto che la stampa internazionale ha notato, con rilievo, questa eccezione libica. Perché solo in Libia e non in Siria, nello Yemen, in Barhein (dove è intervenuta l'Arabia saudita contro gli insorti)?
    In una situazione così contraddittoria ci domandiamo perché il Presidente della Repubblica abbia sentito la necessità di pronunciarsi a favore dei bombardamenti italiani in Libia. Trovare una risposta ragionevole e democratica è proprio difficile.


I COMMENTI:
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  • Io invece non mi meraviglio affatto della posizione del Presidente Napolitano. Mi sarei fortemente impressionato del contrario e di un suo eventuale no ai bombardamenti. E' da quando si è insediato che non perde occasione per rimarcare la sua vicinanza a tutte le <<missioni umanitarie>> in cui l'Italia è impegnata. Caro Manifesto, trovo l'articolo veramente debole! 28-04-2011 12:39 - Simone
  • UN FUEGO QUE PUEDE QUEMAR A TODOS.....
    ai gentili lettori del Manifesto
    grande la ultima riflessione del Comandante FIDEL CASTRO sulla delirante svolta guerrierista ed imperialista della OTAN CHE METTE IN PERICOLO IL MONDO INTERO!!!
    oggi su
    WWW.CUBADEBATE.CU../Reflexiones Fidel/27/4/2011 28-04-2011 12:25 - carlos
  • il bombardiere Napolitano come si deve considerare? io ho imparato negli anni che le parole sono quelle che danno senso alle cose....se fai la guerra sei un criminale....se dici di fare una guerra umanitaria sei due volte un criminale...e ognuno faccia i conti con la propria coscienza... 28-04-2011 12:14 - francesco
  • Fà un pò senso e un pò schifo.
    L'Italia ripudia la guerra, ma quale?
    Il presidente garante della costituzione afferma che bisogna che sganciamo qualche bombetta anche noi, ma non dovrebbe denunciare il fallimento della ns politica e diplomazia a livello internazionale visto il ruolo che dovrebbe e potrebbe avere l'Italia nel Mediterraneo?
    Dov'erano i ns informatori che non hanno visto e sentito il clima che montava in quella zona e che ora ci vede coinvolti?
    Forse era opportuno tacere sperando propio in una situazione del genere e della popolazione chi se ne frega e della democrazia idem?
    Gli diamo le armi in modo che facciano passerella con tutti quei lustrini ben piantati sul petto e poi dobbiamo disfargliele in nome della democrazia, della libertà, dell'approvvigionamento energetico, della lotta alla droga. 28-04-2011 12:13 - Gromyko
  • Purtroppo non sono nel vivo degli avvenimenti ma non credo di sbagliare se affermo che cio avviamo verso la terza fase della guerra che sviluppa delle contraddizioni incancrenite a livello locale della Libia a livello di strategie globali messe in atto dalle grandi potenze( e prepotenze che hanno in vista interessi economici) .
    Quando i rivoluzionari lo hanno richiesto(perchè rivoluzionari che volevano una transazione democratica e la fine di un regime parassitario che ha mandato alla fame quasi l'intera popolazione libica)nessuno si è posto nell'ottica di frenare la reazione di G.che ha provocato diecimilamorti anche sparando sulle folle in dimostrazione(qualcuno ha anche detto che l'espressione armata logistica e didifesa di questi manifestanti erano criminali). E' ovvio che le postazioni missilistiche libiche i carriarmati ecc andavano eliminate non credo con le cerbottane o gli inviti alla calma.
    poi il sign Gheddafi messo alle strette ha comprato mercenari da mezza africa ed ha arruolato bande si assassini e terroristi.
    Ancora un interveno espressamente richiesto è stato negato invano .
    Poi G. è ruscito a difendersi ed attestarsi su posizioni sicure .Allora ' America Francia ed Italia sono intervenuti.
    Qualcuno mi spieghi perchè così in ritardo.
    saLUTI 28-04-2011 12:00 - Marcione
  • Io sono ottimista per natura ma, in questo caso, voglio essere realista. Guardiamo la storia; alle guerre sono sempre seguiti periodi di benessere; non è faciloneria la mia!La Terra è ormai alla saturazione urbanistica,gli esseri umani sono troppi per la superficie a disposizione, il lavoro è sempre meno, il cibo scarseggia e così via...e gli uomini cosa si inventano? Le guerre che significano distruzione, diminuzione di bocche da sfamare,ricostruzione,lavoro...e dopo la caduta c'è la ripresa; questi sono i corsi e i ricorsi della storia.Fa parte del comportamento del regno animale: quando si è in troppi i deboli vengono eliminati!E' terribile ma è così.Noi riteniamo di essere dominatori della natura ma siamo soltanto animali, microscopiche particelle di un universo immenso: e pensiamo di poterlo dominare. No, la natura domina noi ed il nostro comportamento non è altro che animale a dispetto delle scoperte scientifiche e tecnologiche. La natura ed il nostro inconscio hanno ed avranno sempre il sopravvento; non saranno certamente i "grandi" politici ed i "grandi" leaders religiosi a cambiare il corso della natura che è la nostra grande madre.Sono morti miliardi di persone e tanti ne moriranno, ma la NATURA resisterà e continuerà a stabilire il destino del nostro miserabile genere umano. 28-04-2011 10:58 - francocuneo
  • Alessandro B (27-04-2011 20:05) mi risponde ripetendo lo stesso errore di Parlato.
    Prima cita l’art. 11 della costituzione che ripudia la guerra come strumento ecc. ecc. ma non la guerra umanitaria (che non è affatto un ossimoro come qualcun altro ha scritto, dal punto di vista puramente logico è ipotizzabile scatenare una guerra per salvare degli innocenti), e poi salta l’ostacolo dell’inappropriato richiamo all’art.11 con quel “a meno di non volersi nascondere dietro la favola dell’intervento umanitario”.
    La costituzione italiana, da molti considerata alla stregua della bibbia, anche se fosse la bibbia sarebbe semplicemente, nella sua prima parte, un insieme di buoni propositi (contraddittori) e frasi ad effetto che lasciano il tempo che trovano fino a quando non si tratta di metterli in pratica. Chi li mette in pratica, cioè chi detiene il potere, è lo stesso soggetto che decide se quella dell’intervento umanitario sia una favola o no, e la costituzione resta lì, intatta e completamente inutile.
    Chi non detiene il potere, invece di continuamente richiamarsi ad una costituzione appositamente creata ad uso e consumo della borghesia (anche quando dà i contentini propagandistici per le classi subalterne), pensasse seriamente ad una prospettiva di cambiamento reale e al problema di come strappare il potere alla borghesia. E ci si ricordasse del marxismo, che ricordo a Caciagli non è un semplice stadio di sviluppo della scienza sociale, ma è la scienza necessaria, ancora oggi, ancora di più oggi, al proletariato per liberarsi dalle proprie catene. 28-04-2011 09:38 - Alessandro comunista
  • speculazioni finanziarie nuovo ordine mondiale trattato di lisbona, controllo alimentare. che palle ma il manifesto non ne parla mai.draghi alla bce era della goldman sachs e andato a bindelberg con tremonti monti leggete l elenco.BINDELBERG sapete cos e in america se ne parlaaaaaa! 28-04-2011 08:41 - muriel
  • non e difficile il berlusca ha fatto il doppio gioco con gli americani e i russi e adesso deve baciare il culo agli americani per farsi perdonare se no lo distruggono.e la costa d avorio chi se l e presa,?i francesi .era da dieci anni che c era l embargo in costa d avorio c era il socialista laureato in storia gbabo era da dieci anni che lo volevano buttare giu. il colonialismo mascherato da smascherare pero!!!! 28-04-2011 08:32 - muriel
  • Indicare Lula come modello e insultare Obama come abbronzato: ecco il segno della incapacità di tanti (non so come chiamarli: cittadini? elettori? certo non compagni) a capire il mondo. Finché c'è gente così è inevitabile che la sinistra non arrivi mai al governo. 28-04-2011 07:36 - Lo Straniero
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