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COMMENTO
29/04/2011
  •   |   Gaetano Azzariti
    Soluzione nucleare

     

    Entro pochi giorni il Parlamento dovrebbe approvare in via definitiva la legge che mira a sterilizzare il referendum sul nucleare. A quel punto l'Ufficio centrale della Cassazione dovrà valutare se la nuova normativa che ha modificato la precedente situazione abbia assunto i "principi ispiratori" e i "contenuti normativi essenziali" che si pongono a fondamento della richiesta del referendum abrogativo. Nel caso in cui la Cassazione non dovesse ritenere idonea la modifica legislativa e - dando credito alle parole del Presidente del Consiglio - giudicarla solo strumentale a impedire la deliberazione del corpo elettorale, l'esito del giudizio sarebbe quello di far svolgere comunque la consultazione, sebbene sulle nuove norme.
    Alcuni autorevoli studiosi (Stefano Rodotà, Massimo Luciani) hanno sollevato una questione che potrebbe rendere però vano quest'accertamento, rendendo complessa l'ipotesi di "trasferire" il referendum sulla nuova disciplina. L'emendamento del Governo su cui si dovrebbe spostare il giudizio del corpo elettorale appare, infatti, palesemente ambiguo: composto da otto commi, cinque di questi abrogano tutte le norme su cui è stato richiesto il referendum, uno (il primo) afferma invece la natura solo sospensiva e non invece definitiva dell'abrogazione, un altro (l'ultimo) stabilisce il termine di un anno della sospensione. Se si andasse a votare sull'intera nuova normativa l'effetto paradossale sarebbe quello che l'eventuale vittoria del sì all'abrogazione dell'emendamento anti-referendum finirebbe per cancellare non solo le norme "truffa" (quelle che riservano al governo ogni futura decisione in materia nucleare: il primo e l'ultimo comma), ma anche quella parte dell'emendamento che abroga le attuali norme sul nucleare; con l'effetto irragionevole e contraddittorio di ridare subito al governo tutti gli strumenti per proseguire nella sua politica di costruzione delle centrali nucleari. Al danno si aggiungerebbe la beffa.
    Tant'è che si sono prospettate altre strade per dipanare la matassa, sostanzialmente legate all'eventualità che la Cassazione si rivolga alla Corte costituzionale affinché sia quest'ultima ad accertare la costituzionalità delle norme che regolano la materia (nonché della legge che contiene l'emendamento governativo). La strada suggerita è complicata e i tempi rischiano di essere troppo stretti, a pochi giorni dalla data fissata per il referendum.
    A me sembra vi sia un'altra e più lineare ipotesi che permetta di dare soluzione alla questione sollevata, nel rispetto dei principi giuridici indicati e delle posizioni politiche espresse. Dando finalmente senso (politico oltre che giuridico) all'intera vicenda.
    Come è stato evidenziato, infatti, ciò che rivela l'intento mistificatorio e meramente antireferendario dell'emendamento del governo è contenuto nel primo comma (e in parte nell'ultimo) dell'articolato normativo, non in quelli successivi. È in questa parte della nuova legge che si afferma la volontà di non accogliere i principi ispiratori dei referendari. Nel primo comma si legge che «non si procede alla definizione e attuazione del programma» nucleare solo momentaneamente, in attesa di «acquisire ulteriori evidenze scientifiche» e «delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea». È questo che appare incompatibile con la richiesta dei promotori del referendum che invece prospettano l'abbandono definitivo di ogni politica nucleare in Italia.
    Sulla successiva abrogazione delle norme sul nucleare oggetto dei quesiti referendari, prevista dai commi successivi, non vi è invece nessuna questione di conflitto né tra i promotori del referendum, che proprio quest'obiettivo vogliono raggiungere, né con il Governo che prospetta il loro momentaneo congelamento.
    La particolare struttura della disposizione normativa permetterebbe allora un "trasferimento del quesito" rispettoso dei diversi principi ispiratori. Basterebbe operare il trasferimento solo sul primo comma. In tal modo, il corpo elettorale sarebbe chiamato a scegliere tra la sospensione momentanea delle politiche nucleari (così come ritenuto necessario dal Governo e dalla maggioranza parlamentare) e il definitivo abbandono di ogni politica nucleare (così come richiesto dai promotori del referendum).


I COMMENTI:
  • Che la costruzione delle centrali nucleari (con tutto il seguito) sia poco economica ed, in definitiva, ci conviene comprare la "corrente" dalla Francia è stato dimostrato, amio parere in modo superlativo, dalla Gabanelli di Report in una trasmissione dello scorso anno e che sarebbe utile riconsiderare. 30-04-2011 09:06 - Antonio
  • Sono contrario alla costruzione di centrali nucleari nel modo più assoluto ...... al riguardo sostengo inoltre che se anche il/i governi Italiano/i volessero costruirle, non riuscirebbero a farlo, non solo per motivi politici (vedasi scontro Stato/Regioni) e Ambientali, ma soprattutto e in particolare, per motivi economici ..... dal punto di vista economico, sarebbe un grosso fiasco ...... 30-04-2011 01:18 - Cane sciolto
  • A scuola dai greci

    Ciao,
    - da I materialisti dell'antichita' di P. Nizan -
    E' il tempo dell'emigrazione: si esportano i disoccupati per non sentire piu' le loro grida. Ma siccome la grande epoca della colonizzazione ateniese e' finita, gli emigranti alimentano le bande di mercenari che compiono scorrerie in tutto il mondo greco e si mettono al servizio dei diversi condottieri. ...

    Una terribile incertezza domina la vita, minacciata dall'esilio, delle delazioni, della morte, della miseria. Le provocazioni, gli assassinii sono gli spaventosi metodi politici di questo mondo ormai condannato...

    Ai valori di una grande civilta' collettiva si sostituiscono i valori della competizione, ai valori civici il denaro, Si sviluppa un capitalismo fondato sul credito e i nuovi ricchi mettono in mostra le loro recenti fortune nel preciso momento in cui le classi intermedie, quegli artigiani, quei piccoli proprietari, quei mercanti - che avevano costituito il fondamento della democrazia del V secolo - tendono a scomparire. I valori politici su cui la Grecia aveva poggiato ai tempi della sua grandezza svaniscono: l'ombra della Macedonia si dilata. Non si resiste piu', si accetta la disfatta e le sue conseguenze umilianti per la dignita' dell'uomo. Atene si abbandona al servilismo, istituisce il culto dei suoi padroni, venera Antigone, Demetrio...
    Si onorano come dee le donne che hanno fatto l'amore con Demetrio: Lamia, Lachena. ...

    ... senza alcuna direzione, sotto il dominio dell'angoscia, per cui le sole relazioni umane sono ristabilite dalla morale dello stato di guerra. Ogni uomo deve ricostruire la propria vita' e la citta' e' diventata, secondo la definizione di Aristotele
    "... una citta' di schiavi e di padroni, e non di uomini liberi."


    Cordialmente saluto, vi invito a visitare un sito interessante come ethericwarriors.com dove si dimostrano soluzioni a problemi e la realta' dimostrata dell'orgonite 29-04-2011 20:33 - silvio nocerino
  • Caro Marco o sei un troll o sei poco informato!
    Ti ricordo che se in Italia dovesse andare in porto la costruzione delle centrali nucleari saranno spesi circa 30 miliardi di euro di denaro pubblico (statali!) per avere un 4-5% in più di energia (fabbisogno energetico).
    La storiella per cui in Svizzera e Francia hanno le centrali nucleari e che quindi anche in Italia prima o poi dovremo costruirle comincia a stancare; Nel 1987b l'Italia disse no alle centrali nucleari il 12 e 13 giugno dirermo ancora NO e questa voltra faremo in modo di puntare TUTTO SULL'EFFICIENZA ENERGETICA DELLE ABITAZIONI E SULLE RINNOVABILI.
    Non fatevi prendere in giro da chi vide dice che noi importiamo energia elettrica dalla Francia, noi la importiamo perchè la Francia è costretta a vendercela a prezzo basso in quanto le centrali nucleari non possono fermarsi; esistono studi scientifici che dimostrano l'aumento di leucemie e neoplasie nelle persone cghe abitano nel raggio di 30 km dalle centrali nucleari; se la costruzione delle centali nucleari dovesse partire in Italia entro il 2012 le centrali non saranno pronte prima di 5-6 anni!!! Tralascio per brevità la gestione delle scorie prodotte dalle centrali nucleari e dei problemi nel costruire in un territorio sismico ...
    BASTA SIAMO STUFI DI ESSERE TRATTATI COME SUDDITI .
    NON CI SONO ALIBI VOGLIAMO ENERGIE RINNOVABILI (SOLARE,GEOTERMICO,IDROELETTRICOecc.) ED EFFICIENZA ENERGETICA DOBBIAMO PUNTARE TUTTO SU QUESTO! 29-04-2011 19:07 - x Marco M.
  • E se invece fosse banalmente il Presidente della Repubblica a non promulgare la legge che mira a sterilizzare il referendum sul nucleare, rinviando la stessa alle Camere con il motivato commento che queste norme sono contraddittorie e che, come ha dichiarato autorevolmente (si fa per dire) il Presidente del Consiglio, sono illegittime in quanto non recepiscono i principi ispiratori e i contenuti normativi essenziali dei quesiti referendari? Mi sembrerebbe assai piu' ragionevole questa ipotesi i intervento del Presidente della Repubblica a tutela della democrazia e dei principi costituzionali, oltre che delle sue prerogative. Certo, il ns Presidente dovrebbe smetterla di fare il Ponzio Pilato scaricando le patate bollenti sui poveri magistrati ... 29-04-2011 16:42 - Giovanni Mainetto
  • Non sono favorevole al nucleare per ovvie ragioni, ma voglio affermare che:
    - non cambia nulla avere e/o non avere le centrali in Italia; dato che, se esplode una centrale in francia e/o in Germania noi non saremo esenti dalle radiazioni quanto ogni tipo di conseguenza.
    - Si parla tanto del futuro nucleare in Italia senza rilevare che molto probabilmente le radiazioni Giapponesi continuano a spargersi in tutta l'atmosfera terrestre e noi..non ne siamo esenti.
    - Qualsiasi cosa si dirà, le centrali le faranno in ogni modo, visto che alla faccia di Costituzioni leggi e leggine in Italia si fa tutto quello che l'Europa richiede come il caso Libia.
    - Infine, se nel mondo molte nazioni sono in possesso di armi atomiche, non sarà certo che da qualche parte saranno state e/o sono state testate per la rilevazione balistica quanto potenziale?Non credo che si costruisca un arma senza testarla aspettando i risultati in vista di una probabile guerra atomica.
    - Credo che come nella politica Italiana il discorso nucleare è ormai troppo intrinsecato in guadagni e collusioni economiche future e che per dette ragioni sarà ben difficile che qualcuno rovini piani e pianettini dei potenti.
    In merito ai sogni, beh..quelli sono gratuiti.- 29-04-2011 15:44 - Marco M.-
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