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Maurizio Matteuzzi
La giustizia del canguro
Lunedì è toccato a bin Laden in Pakistan - ammesso che fosse lui visto che per «ragioni di sicurezza nazionale» il presidente Obama non ci ha fatto vedere le foto e il cadavere è stato immediatamente gettato ai pesci - la cui eliminazione spiccia per mano di una squadra di rambo ricevuti poi alla Casa bianca e decorati come eroi, è stata motivata de Eric Holder, il ministro della giustizia, come un «atto legittimo di autodifesa nazionale». Giovedì la signora Hillary Clinton, a Roma per fare il punto sulla crisi libica, in una intervista ha detto che Gheddafi e familiari sono bersagli legittimi dei missili umanitari (magari italiani), anche se «questo non è l'obiettivo della missione». Ieri è arrivata la notizia, pubblicata dal Wall Street Journal e non smentita dal Pentagono, che giovedì un drone americano - uno di quegli aerei bombardieri senza equipaggio che in Afghanistan e Pakistan fanno quotidiane stragi forse di militanti taleban e certo di civili intenti a celebrare nozze e banchetti - ha sparato un missile su un auto che viaggiava in una provincia dello Yemen nella speranza di beccare Anwar al Awlaki. Costui è un imam radicale yemenita, fra l'altro nato negli Usa, considerato il leader di al Qaeda nella penisola arabica e uno dei candidati a prendere il posto lasciato vacante da bin Laden. Al Awlaki non era sull'auto e il missile ha colpito e ucciso altri due, due fratelli.
Ma va bene lo stesso, per ora, perché anche loro erano probabilmente di al Qaeda. Per lui ci saranno altre occasioni, droni o squadre speciali visto che la Cia ha ricevuto l'ordine, in aprile, di prenderlo «vivo o morto».
In questi giorni si è scritto molto sulla «legittimità» di assassinare degli assassini. Durante i mandati di Bush e Cheney, il problema non si poneva. Loro rivendicavano il «diritto» naturale o acquisito dell'America di fare tutte le guerre che ritenessero necessarie, di sequestrare e torturare gente, di aprire campi di concentramento - chiamiamoli pure lager - come quello di Guantanamo. Per la guerra asimmetrica «al terrorismo» tutto andava bene, anche quella sorta di «Kangaroo Justice» che in genere viene attribuita a ben altri «stati canaglia» e barbarici satrapi, mai però al paese che conta fra i padri della patria gente come Abraham Lincoln e Thomas Jefferson.
Storicamente parlando, il termine Kangaroo Justice, la giustizia dei giudici-canguro (citata anche in qualche sentenza della Corte suprema Usa), data agli inizi dell'800 e si riferisce alla pratica dei giudici itineranti che «saltavano» da un posto all'altro lungo «la frontiera» degli Stati uniti ed erano pagati sulla base del numero dei processi che facevano e dei condannati che impiccavano. Quindi una giustizia buona per il Far West di inizio '800. Ma buona anche, sembra, per il Far West globale di oggi. Per i banditi globali tipo bin Laden e Gheddafi (ma non per Assad, strano, non sarà perché la Siria è un po' più «strategica» della Libia?), per gli sceriffi globali tipo Bush e, peccato, anche il simpatico Obama. E' il vecchio e sempre attuale modello biblico dell'occhio per occhio, il modello della vendetta e della rappresaglia, il modello delle esecuzioni extra-giudiziali e degli «assassinii mirati» reso popolare dagli israeliani.
Giustizia, diritti umani, diritti di cittadinanza, dittatura e democrazia sono concetti molto, molto relativi, volatili, a geometria variabile. Non solo per gli Stati uniti e quello che schematicamente si definisce l'Occidente, fari di civiltà giuridica e politica, ma anche per organismi «umanitari» tipo Onu e Corte penale internazionale. Che, guarda caso, a parte qualche ex-jugoslavo, finora si è occupata solo di malfattori «neri» e non ha trovato nessun «bianco» meritevole di processo e condanna. La giustizia del canguro.
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qual è il senso di pubblicare commenti come "quando caddero le torri gemelle, non ricordo una vostra critica altrettanto veemente, contro chi aveva violato tutti i diritti dell'uomo esistenti, compreso quello della vita degli innocenti"?
Un quotidiano "comunista" ha la funzione di permettere di esprimersi a chiunque, qualunque cosa dica, quasi fosse una sorta di radio radicale dei poveri?
p.s. non so se sia stato un semplice disguido tecnico, ma un mio commento analogo non è stato pubblicato: se la cosa fosse voluta non me ne lamenterei, io sono a favore della cosiddetta censura (in realtà semplice e giustificatissimo filtro) nella quale posso incappare anch'io, ma mi limiterei a notare i paradossi del democraticismo da cui codesto quotidiano "comunista" è affetto in forma grave, che permettono la pubblicazione dei commenti più biechi e (forse) la "censura" di chi ha un'altra idea di cosa debba essere un quotidiano comunista (senza virgolette). 09-05-2011 15:20 - Alessandro comunista
la redazione: Ripetiamo ancora una volta che la politica di moderazione dei commenti su questo sito non prevede censure o filtri se non in caso di commenti gravemente offensivi.
Per decenni abbiamo pensato che in USA ci fossero i liberal e che i democratici al governo fossero diversi dai rapubblicani.
Ma gli USA non sono un popolo civile dal punto di vista del diritto maturato dai sumeri ad oggi. Gli USA sono per la forca immediata e senza tante storie e non aboliranno mai la pena di mmorte per dare spettacolo con la morte atroce della sedia elettrica ai parenti delle vittime del presunto giustiziando.
Gli USA non riconoscono il Tribunale Penale Internazionale e usano verso i popoli a civiltà diversa dalla loro e che loro definiscono stati canaglia l'arma del delitto. Hanno ucciso diversi capi di Stato dopo averli svillaneggiati in mondo visione. Vedi Sadam Hussein.
La Clinton è stata preceduta nella sua disumanita da Madaleine Albright che giustificò la morte di cinquecento mila bambini irakeni come un prezzo da pagare.
Condivido l'articolo e mi pare molto ben pensato e scritto. 09-05-2011 01:42 - pietro ancona
Il fatto è che nulla quanto la guerra è in grado di mettere in risalto le contraddizioni politiche.
E difatti vediamo pezzetti di sinistra gemere se muore un Bin Laden o se viene colpito il regime di Gheddafi.
E se non sono serie contraddizioni queste... 08-05-2011 23:40 - Galaverna
Bin Laden non era un civile qualsiasi, ma uno dei peggiori criminali vivi nel mondo. A prescindere dalla mentalità americana, perchè non dite con sincerità che vi sentite anche voi più sollevati sapendo che adesso ce n'è uno in meno? 08-05-2011 20:09 - mary
Ma quando caddero le torri gemelle, non ricordo una vostra critica altrettanto veemente, contro chi aveva violato tutti i diritti dell'uomo esistenti, compreso quello della vita degli innocenti.
Perchè cadete sempre nella contraddizione dei due pesi e due misure?
Non siete credibili! e siete pure disonesti! 08-05-2011 18:35 - giovanni L.
loro assassinarono alcuni loro Presidenti ... e gli Inglesi il loro stesso Re ... cosi' va la Storia ... Homo Sapiens e' anche una scimmia assassina ... purtroppo ... 08-05-2011 18:04 - bozo4