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COMMENTO
09/05/2011
  •   |   Alberto Burgio
    La Libia, il razzismo

    Diciamoci le cose come stanno: questo governo è indecente e la Lega ne fa parte a pieno titolo. Bossi ha fatto fuoco e fiamme contro la guerra con motivazioni vergognose (costa troppo e fa venire più migranti) e per pura tattica elettorale (dal che si capisce in che considerazione tenga - peraltro a ragione - i propri elettori). Poi, arrivato al punto in cui la corda si sarebbe spezzata, come sempre ha mollato. Con la pancia un po' più piena. Ma è forse meno indecente la cosiddetta opposizione?
    Tolta l'Italia dei Valori, tutti a chiedere raid, bombe e piogge di missili. E domani - c'è da scommetterci - truppe di occupazione. Sono vent'anni che dura questa storia delle guerre «umanitarie» e «democratiche». Vent'anni di devastazioni e di crimini. Di stragi di innocenti. Di instaurazione di regimi fantoccio e di Stati mafiosi. Questo è il capolavoro dei principali strateghi del centrosinistra. La guerra è come il neoliberismo di cui è gemella siamese: un campo bipartisan, al di là della messinscena delle risse bi- (o tri-) polari a beneficio dei telespettatori.
    Lo stesso dicasi per l'immigrazione. Giustamente si punta il dito contro il razzismo della Lega. Le inaudite dichiarazioni del viceministro Castelli (oggi non possiamo sparare, ma domani...) sono soltanto l'ultima espressione di una strutturale inciviltà. Ma gli attacchi mossi dalle opposizioni sui permessi di soggiorno temporanei e sugli obblighi derivanti da Schengen non sono stati da meno. L'ostilità nei confronti dei migranti (la militarizzazione dei confini, gli accordi repressivi con i Paesi rivieraschi, le misure securitarie e la propaganda xenofoba) è la cifra della politica praticata da un quarto di secolo a questa parte, quale che sia il colore dei governi in carica.
    Il presupposto condiviso è che si tratti di una minaccia per la «sicurezza» dei cittadini comunitari (pazienza se il Dpef dice che per mantenere in vita il Paese ci vorranno 226mila immigrati l'anno di qui al 2060). La Bossi-Fini e il «pacchetto sicurezza» di Maroni, il Trattato di amicizia italo-libico (votato anche dal Pd) e la pratica (illegale) dei respingimenti in mare (12mila morti dall'88 ad oggi), le espulsioni collettive e la sistematica violazione del diritto d'asilo servono a riempire le carceri e a infoltire i ranghi dell'economia sommersa. Ma i Cpt non erano altra cosa, le ordinanze contro lavavetri e accattoni non sono un'esclusiva delle giunte leghiste e negli ultimi quindici anni - come ha tenuto a ricordare in televisione il segretario del Pd - i governi di centrosinistra hanno regolarizzato 700mila immigrati meno del centrodestra.
    Chi ci guadagni da questo genere di politiche è sin troppo chiaro. La propaganda securitaria alimenta i pregiudizi razzisti e accresce il consenso per gli «imprenditori politici» della xenofobia. Esattamente come l'attacco al lavoro dipendente e la protezione del sommerso premiano il padronato e rafforzano il blocco elettorale della destra. Ma evidentemente questo ragionamento stenta a farsi strada nel fronte «progressista».
    Non è un problema di sagacia e spesso nemmeno, in prima battuta, di cultura politica (anche se le culture politiche ne risentono pesantemente, perché la necessità di giustificare le scelte compiute spinge a rivedere ex post convinzioni e criteri di giudizio). È soprattutto una questione di orizzonte temporale, che chiama in causa la degenerazione della politica nel corso di quest'ultimo quarto di secolo. La cosiddetta «morte delle ideologie» si è risolta nell'implosione di qualsiasi progettualità e in una ricerca del consenso a breve che sottrae alla politica ogni funzione pedagogica. La lettura prevalente (e miserabile) della logica democratica come mera registrazione dell'orientamento maggioritario si traduce in una corsa a rappresentare le tendenze prevalenti e a radicalizzarne gli aspetti più retrivi. Caduta l'idea dell'alternativa, nessuna forza politica osa più lavorare in controtendenza e sfidare lo spirito del tempo. Per questo prevalgono le risposte congiunturali e le misure emergenziali di stampo reazionario.
    Il caso dell'immigrazione è paradigmatico. Vent'anni fa il tema era squadernato in tutte le sue implicazioni. Sarebbe stato possibile investire sullo sviluppo condiviso della regione euro-mediterranea, sforzarsi di cogliere la straordinaria opportunità che tale prospettiva offriva in termini sociali, culturali ed economici, in particolare ai Paesi dell'Europa meridionale. Difficile? Certamente, ma una classe dirigente degna di questo nome aveva il dovere di tentarlo.


I COMMENTI:
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  • il livello degli interventi e' desolante..dovreste andarvi a rileggere cos'e' l'imperialismo, la democrazia borghese ( che non e' l'obiettivo di una rivoluzione)..
    dopo una sana lettura se ne puo' riparlare.. 09-05-2011 14:21 - pietro
  • @ Carlo. Una doverosa premessa: lo Stato italiano spende più di 35 € al giorno - fino a 60€ se beneficiaria è una Associazione filo-governativa come CONNECTING PEOPLE - per i richiedenti asilo NON PER GLI IMMIGRATI. Questi ultimi pagano invece come lei e, in proporzione, un po' di più -i dati sono disponibili sul sito di Bankitalia- poichè producono più del 10% del reddito.
    Tutto ciò premesso, sono invece d'accordo con lei che una parte importante della popolazione italiana è sospinta verso il razzismo dalla crisi economica ma anche dalla miope propaganda xenofoba del Governo. Non crede che sia questo il vero punto? 09-05-2011 13:18 - Valter Di+Nunzio
  • Chi si propone come alternativa, a volte è peggiore del male. Li vedo i buonisti sollevati dai problemi della sopravivenza, col loro sguardo lungo, talmente proiettato oltre i confini da non vedere le sofferenze dei loro vicini. Tutti i governi che si sono succeduti fino ad oggi, di qualsiasi marca fossero e a prescindere dalle promesse, si sono dichiarati incapaci di individuare le risorse necessarie a garantire un sussidio di disoccupazione per sollevare i disoccupati italiani dalla disperazione. Questa categoria di persone è desaparesita, sia per le istituzioni che per i mezzi di informazione, che ne decretano di fatto la più totale mancanza di prospettive future. Cosa dovrebbe dire un disoccupato italiano, sapendo che lo stao per lui non trova risorse e spende 35 euro al giorno per ogni immigrato? Ve lo dico io....Rivoluzione... Disobbedienza civile... Ribelliamoci a tutto e a tutti, tanto di noi non frega niente a nessuno. 09-05-2011 11:48 - Carlo
  • avendo certe esperienze sull'argomento ,devo dire francamente non ci credo a queste rivoluzioni fatte dalla gente ,tanti anni fa ho avuto l'occasione di leggere un libro che era uno dei libri proibiti percio averlo era anche un reato,comunque si chiamava ;nessuno puo chiamarlo complotto ;di un certo Garry Allen,(ebreo americano non sionista)le cose raccontate tutte documentate chiarivano tantissimi enigmi non risolti mai,comunque sarebbe buono se qualcuno (se ancora esiste)andasse a leggerlo,allora tutte queste rivolte nel nord africa e poi tutte insieme mi pare un po strano sopratutto in libia che ormai lui governava da piu di quarant'nni e nessuno ,dico nessuno avrebbe neanche minimamente pensato di toglierlo,e sentire da chi glielo baciava la mano che un dittatore mi fa venire pelle d'oca,da quando mi ricordo c'è stato sempre problemi con Gheddafi e nessuno pensava di bombardarlo ,ora a quanto pare le cose sono cambiate e magari serve di piu il petrolio e il gas libico vist che Total francese per motivi d'embargo ha dovuto togliere il disturbo dall'Iran percio non ci credo alla liberta e democrazia imposta coi missili intelligenti piutosto le fonti d'energia giuocano un ruolo molto importante e chi paga è sempre la gente ,intanto non dimentichiamo che la rivolta libica al contrario delle altre (come in Egitto,la Tunesia ect ect)rivolte è comletamente armata,e i ribelli sono armati con le armi di tutti i generi percio credo che se un giorno sucedesse una cosa del genere in italia l'esercito sparerebbe a dovere percio non ci meravigliamo cosi tanto dai militari libici,comunque lo zampino di qualcuno che vuole trasportare la democrazia c'è e non si deve negare , 09-05-2011 11:23 - dario
  • Ci vuole del coraggio a dire che la Lega e' un movimento che promuove il razzismo o che ne supporta l'ideologia. Cos'e' il razzismo? Sarebbe bello leggere sul Manifesto un'analisi sul razzismo moderno scritta in modo obiettivo e globale, estendendo l'analisi anche al razzismo dalle popolazioni meno abbienti nei riguardi di quelle piu' opulente, (qualcuno lo ha gia' fatto??)o sarebbe considerato razzista fare un'analisi obiettiva? 09-05-2011 11:17 - Lore69
  • Una volta in Europa si faceva così : 8 figli poi 4 morivano di guerra o
    malattia, 2 emigravano e 2 restavano ... oggi pacifismo significa: impedire
    invasioni migratorie; questo frena la crescita economica planetaria fatta anche
    di matta natalità e con questo toglie energia alle future guerre che, ormai lo
    sappiamo tutti, aspettano noi o i nostri figli. 09-05-2011 11:04 - bozo4
  • Sull' immigrazione sono d'accordo.

    Ma sulla "guerra umanitaria"...
    Prima di tutto la guerra in Libia c'è perchè il regime di Gheddafi l'ha iniziata.
    E certo: i paesi della NATO si sono mossi per i loro interessi, inseguendo i loro obiettivi. Con metodi che possono pure essere criticati.

    Ma ad una domanda bisognerà pure rispondere, prima o poi: qual'era l'alternativa all' intervento NATO?
    A me sembra che l'alternativa fosse rappresentata dall'ingresso dei tank di Gheddafi a Bengasi.
    A ripetere su scala maggiore i massacri poi messi in atto a Misurata.

    Non ci piace?
    Ma questa è la realtà con cui fare i conti. 09-05-2011 10:27 - Galaverna
  • La classe dirigente di uno stato amministrato nell’interesse del popolo che lo ha eletto, dovrebbe impegnarsi non solo a tutelarlo in tutti gli aspetti delle attività economiche e sociali, ma soprattutto, avere la capacità di progettare per il lungo periodo. A questo punto, considerato che non lo fa chi di dovere, proviamo a farlo noi, proviamo a immaginare cosa si prospetta all’orizzonte e valutiamo se le nostre scelte sono proponibili, perché anche i propositi più nobili dovranno fare i conti, prima o poi, con la realtà dei fatti. Orami solo degli imbecilli possono credere possibile un’ulteriore espansione dell’economia mondiale, è molto più probabile una contrazione, soprattutto in conseguenza dell’esaurimento delle fonti energetiche non rinnovabili, per le quali ancora non si riesce nemmeno a immaginare un sostituto. Se vorremmo mantenere livelli di civiltà accettabili, dunque, dovremmo dedicare una fetta consistente del patrimonio agricolo alla produzione di biocarburanti, ne consegue che per non morire di fame dovremmo ridurre drasticamente il nostro numero. La storia evolutiva del genere umano è stata scandita in maniera determinante dalla capacità di reperire risorse ed il numero degli abitanti di una determinata zona geografica doveva adeguarsi alle risorse reperibili. Queste regole per quanto a molti possano apparire odiose sono sempre attuali e noi non possiamo sfuggirle. Anche se avessimo la capacità di immaginare la più mirabile delle società, se non tenessimo conto di questi presupposti, sarebbe un fallimento annunciato. Ogni popolo deve organizzarsi tenendo conto dei limiti intrinseci del proprio territorio e di quello complessivo del pianeta, che è limitato, diversamente, più nessun paese potrà organizzarsi e progettare il proprio modello di società, perché le ondate migratorie vanificheranno ogni sforzo in tal senso. La crisi della sinistra in tutta Europa è dovuta allo scollamento di questi partiti dalla loro base elettorale, poiché sono proprio costoro che subiscono gli scompensi causati dall’immigrazione selvaggia e si vedono costretti a rinunciare a conquiste che credevano consolidate e a concorrere al ribasso nella ricerca di occupazione. IO credo che sia immorale, proporsi liberisti in questo contesto sapendo che la propria posizione economica non subirà ridimensionamenti; ad ogni ondata quelle che devono tremare sono le classi più deboli, a ridosso delle quali andranno ad addensarsi i nuovi arrivati, riducendo ulteriormente gli spazi di manovra. Si dice che gli immigrati svolgano quei lavori che non accettano più i lavoratori locali, a parte il fatto che questo è un ragionamento razzista, mi chiedo: chi li ha svolti quei lavori fino al loro arrivo? No, fino ad ora hanno resistito e si sono rifiutati di lavorare dieci ore per 15 euro, ma la situazione sta diventando talmente critica che già domani, anche quella somma miserabile non apparirà più tale e la corsa al ribasso non si fermerà, riportandoci in condizioni medioevali. Il nostro paese non è in grado di sostenere nemmeno i nostri bisogni e la disperazione, per chi la vuole vedere, è sempre più manifesta nei volti delle persone. Lasciamo la demagogia ed il finto buonismo da parte, se qualcuno si sente di fare beneficenza si impegni in prima persona, perché è troppo facile dire venite e spedire gli ospiti nelle case dei vicini più poveri. 09-05-2011 10:18 - Carlo
  • Tutto vero !
    Però se lo proponi agli elettori, non ti votano o ne perdi.

    Se almeno l'ideologia venisse adeguata ad un fatto incontestabile, ovvero che ci sono immigrati che puoi sperare si integreranno e altri gruppi che non lo faranno mai, forse il lamento che nasce dal pezzo sarebbe minore.
    E' vero o non è vero, caro sig. A. Burgio, che gli islamici non si sono integrati in India, in Cina, in Africa e nemmeno in Gran Bretagna...
    E non parlo del dopo 11/9, ma anche dall'epoca in cui bruciavano in strada i libri di Salman Rushdie nel 1989, condannandolo a morte per averli scritti ? 09-05-2011 09:38 - carlo
  • La vera minaccia di una immigrazione illegale totalmente incontrollata, oltre ad alimentare le svariate e potenti organizzazioni criminali che prosperano sulla pelle degli immigrati, di fatto consiste solo in un puro pericolo economico. La Lega, come tutti gli altri partiti, fa il suo gioco politico e ci prospera sopra x puri motivi elettoralistici, razzismo o meno. Del resto, anche una apertura totale delle frontiere, come da voi da sempre paventato, sarebbe una soluzione DEL TUTTO IDIOTA ed ILLUSORIA... Infatti, svuoterebbe il continente africano, spostandolo di fatto in Europa in men che non si dica. Dopo di che, qualcuno dovrebbe anche mantenere e dar da mangiare ai diversi milioni di migranti che si sposterebbero da noi in brevissimo tempo... Non ci sono soluzioni facili, a dire il vero! A meno che, invece, qualcuno di voi pensi seriamente di far venire qui gli africani e spostare invece le nostre genti li da loro, visto che poi le loro terre sarebbero disabitate... 09-05-2011 09:25 - Fabio Vivian
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