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COMMENTO
10/05/2011
  •   |   Guido Viale
    Deriva europea

    Volevano liberare il territorio patrio, e quello delle nazioni conquistate - il loro Lebensraum - dalla presenza degli ebrei; per impedire che gli contaminassero razza e costumi; ma non pensavano ancora allo sterminio. Prima avevano cercato di chiuderli nei ghetti: ma «loro» erano troppi e ancora troppo visibili. E si erano resi conto che con i pogrom - famoso è quello della notte dei cristalli - non avrebbero mai risolto il «loro» problema. Poi avevano pensato di deportarli in un paese lontano, in Madagascar; ma era troppo difficile, soprattutto in tempo di guerra. Allora hanno cominciato a ucciderli dove li avevano appena rastrellati, fucilandoli sull'orlo delle fosse comuni che gli avevano fatto scavare. Ma lo spettacolo era sconvolgente e gli schizzi di sangue gli macchiavano le divise. Alla fine hanno inventato le camere a gas e i campi di sterminio: un sistema «asettico», dove hanno convogliato per sopprimerli sei milioni di ebrei. È la storia della Shoah.
    Anche noi - sembra - dobbiamo preservare i nostri territori dall'invasione di popoli inferiori ed estranei alle nostre radici giudaico-cristiane. Prima abbiamo usato una legislazione ad hoc e le questure, equiparando la loro esistenza a un crimine e vessandoli in ogni modo con la speranza che se ne andassero. Non ha avuto successo. Poi abbiamo cominciato a internarli in vere e proprie galere, fingendo che fossero luoghi di transito. Ma le hanno riempite tutte subito; e gli altri sono rimasti fuori. Poi siamo andati a bruciare i loro campi e le loro catapecchie, sotto la guida della Lega nelle città del Nord e della camorra in quelle del Sud; o a radere al suolo con i bulldozer campi e fabbriche dismesse dove si insediano sotto la guida di molti sindaci sia del Nord che del Sud; ma ritornano sempre, accampandosi da qualche altra parte. Per questo abbiamo pensato di affidare ai nostri dirimpettai del Mediterraneo, pagandoli, blandendoli e sottoponendoci a umilianti rituali - senza però mai trascurare gli affari - il compito di fermarli prima che toccassero il nostro bagnasciuga. Erano campi di sterminio quelli che finanziavamo, anche se lo sterminio era affidato alle angherie di svariate polizie e non a un'organizzazione scientifica come quella dei Lager. Poi la diga si è rotta e quelli che avevamo addestrato perché li bloccassero si sono messi ad organizzare le loro partenze in massa. Così ci siamo ritrovati in guerra contro il tiranno che avevamo blandito fino al giorno prima. Abbiamo anche provato a rimandarli indietro: in aereo, in nave, in treno; o a spedirli oltre frontiera, sperando che se li prendesse qualcun altro; ma è come svuotare il mare con un secchiello. Alla fine qualcuno ha proposto di sparare direttamente sui barconi per affondarli: in un mare che nel corso degli anni ha già inghiottito trentamila migranti. Niente di più facile, d'altronde: sfiorano sui loro barconi con i motori in avaria le navi che bombardano le truppe di Gheddafi (ben armate, queste, dalla nostra industria bellica); e quelle nemmeno si accostano per raccoglierli. Quale sarà, allora, il prossimo passo di questa deriva?
    La politica dei respingimenti è fallita sotto i nostri occhi. Il governo italiano aveva pensato di poterla perseguire per conto suo, in combutta con Gheddafi, per non renderne conto ai partner dell'Ue, a suo tempo definita «Forcolandia» per aver promosso una legislazione antirazzista sgradita alla Lega (bei tempi! Oggi l'Unione accetta senza fiatare la nuova costituzione ungherese, che del razzismo è un'epitome). Adesso il governo italiano piange perché i paesi che aveva appena finito di insultare non vogliono condividere il «fardello» caduto addosso al povero ministro Maroni, diventato in poco tempo il nemico numero uno della sua base più incarognita. Ma sulle menzogne della politica dei respingimenti sono stati costruiti per anni successi politici truffaldini e maggioranze di governo ad personam. E carriere ancora più facili di quelle delle tante ragazze trasformate in ministro, parlamentare, consigliere regionale o dirigente politico per aver fatto sesso con Berlusconi. Pensate al «Trota», il figlio di Bossi, diventato consigliere regionale dopo ben tre bocciature negli esamifici più screditati della Padania, che nel suo curriculum aveva solo un videogioco intitolato «Rimbalza il clandestino». Forse che - progressi tecnologici a parte - film e libri come Süss l'Ebreo, che hanno spianato la strada alla Shoah, avevano un'ispirazione diversa?
    Purtroppo, in questa deriva l'Italia non è che l'avanguardia di un processo che sta investendo tutta l'Europa, mettendo alle corde tanto la sua politica (la capacità di scelte condivise), quanto il suo bagaglio culturale: esattamente come a suo tempo il razzismo antiebraico (largamente recepito sia ad est che ad ovest della Germania nazista) aveva sconfessato secoli di cultura tedesca e sprofondato il suo popolo in una vergogna che l'oblio non ha ancora sanato. L'Italia e l'Europa, peraltro, possono ancora incattivire parecchio: la strada verso una qualche «soluzione finale» è ancora lunga. Ma è già tracciata fin da quando Oriana Fallaci è assurta al ruolo di profeta della nuova Europa razzista.
    Dunque è chiaro, anche se tutt'altro che evidente e condiviso, che al di là dei successi elettorali e delle facili carriere, la politica dei respingimenti non paga. Con essa l'Italia e l'Europa stanno rapidamente perdendo ogni posizione di vantaggio nell'arena della democrazia. L'alba di un rovesciamento delle parti già si intravvede: in Tunisia, in Egitto, in Siria, in Barhein, in Algeria; forse persino in Yemen; là dove un popolo di giovani scolarizzati e disoccupati sta riuscendo in quello che in Italia non riusciamo più a fare e molti di noi nemmeno a sperare: liberarsi da una tirannia mascherata da democrazia: niente di molto diverso dai regimi di Ben Alì, Mubarak o Assad.
    Ma la storia avrebbe potuto imboccare, e forse può ancora imboccare, un'altra strada. Se respingere è irrealizzabile, e le conseguenze sono un danno per tutti, bisogna attrezzarsi per accogliere. Agire come se vivessimo in un'unica grande «patria» (non la «nazione», continuamente invocata a sproposito da Ernesto Galli della Loggia; e nemmeno uno Stato, nazionale o sovranazionale, che è da tempo un organo senza più poteri, ma solo con funzioni di copertura e saccheggio); bensì un'area di relazioni in grado di arricchire tutti: chi è qui e chi resta là. Una società dove a tutti venga offerto un ricovero e un'alimentazione decente (non sarebbe un grande sforzo: in Italia siamo soffocati dal cemento e buttiamo via quasi metà degli alimenti che compriamo). Un'integrazione fondata sull'accesso alla scuola e all'educazione di tutti, fornita dei supporti necessari per fare di ogni allievo, bimbo, giovane o adulto, un veicolo di reciproca accettazione. Un'economia aperta a tutti su un piede di parità: dove venga meno la possibilità di sfruttare il lavoro irregolare, ma anche il «vantaggio competitivo» di chi lavora in condizioni e per salari indecenti perché è irregolare (nella clandestinità c'è sempre posto per tutti; anche ai livelli di vita più degradati; per questo è una «calamita» di disperati. Ma quando si aprono le porte agli ingressi è possibile che molti, ai rischi di una traversata pericolosa preferiscano aspettare un secondo turno, se turni ci sono; anche se i turni, ovviamente, non sono la risposta ai problemi più urgenti). E poi, una produzione sostenibile e replicabile: per poter fare anche là, senza dipendere più di tanto da aiuti o capitali stranieri, quello che si potrebbe imparare a fare qua: con le energie rinnovabili, la piena utilizzazione delle risorse locali, la sovranità alimentare, la cura del territorio, la valorizzazione del patrimonio culturale; tante «cose» che rendono produttivi anche e soprattutto i rapporti interpersonali. Non ci sono solo profughi alla ricerca di un futuro; ci sono anche molti migranti che hanno imparato un mestiere, costruito un'impresa, creato una rete di relazioni; pronti a riportare nel paese di origine il piccolo o grande «capitale umano» che hanno acquisito. Certo sono meno di quelli che arrivano; ma possono essere un vettore di uno «sviluppo più sostenibile», che nessun programma di cooperazione ministeriale potrà mai realizzare.
    Un approccio del genere è mancato per una nostra debolezza culturale. Eppure avrebbe potuto accelerare la democratizzazione in corso in molti paesi del Mediterraneo; rallentare la spinta all'emigrazione (forse non quella sospinta dalla miseria e dalle guerre; ma certamente quella promossa dalla curiosità per una vita diversa); promuovere desideri di un ritorno in patria in migranti portatori di un nuovo corredo di professionalità, di conoscenze, di esperienze e persino di capitali. Soprattutto, avrebbe potuto, e ancora potrebbe, fare dell'Europa e del bacino del Mediterraneo un'unica grande comunità.


I COMMENTI:
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  • Chi come lei scrive articoli come questo, ispirati solo ad un astrusa bontà disgiunta da valori e dalla comprensione delle cose, è il primo ad alimentare razzismo; poichè ne favorisce le condizioni. Esprimendo tali idee alienate ed alienanti, frutto del "trauma infantile" appunto dei razzismi del secolo scorso, che stanno causando come conseguenza un patologico rifiuto del valore naturale dell'autopreservazione. E' come un individuo che avendo subito da piccolo una violenza psicologica, reagisce da grande in senso opposto ma altrettanto abnorme, per continuare a difendersi dal trauma subito, senza accorgersi che è un atteggiamento malato anch'esso.
    E' lei ad incoraggiare il razzismo, negando i valori più elementari della vita, tra cui c’è quello dell'autopreservazione, e in conseguenza di questa assenza di valore determinando le condizioni del conflitto, negando ai popoli il diritto a difendersi dalle invasioni, e sostenendo masochisticamente l'invasione in corso che produrrà (e sta già giustamente producendo) necessariamente la sana (ma vigliaccamente definita razzistica) reazione delle popolazioni autoctone contro gli occupanti. Reazione che voi buonisti siete subito pronti a definire come ispirata da razzismo, attribuendone la colpa unicamente a chi solo vuol difendere casa propria da una invasione che la sta deturpando forse irreparabilmente.
    "un'area di relazioni in grado di arricchire tutti", ..."una società dove a tutti venga offerto un ricovero e un'alimentazione decente", cioè praticamente un alloggio e da mangiare gratis per tutti, senza limiti, se così fosse, davvero tutto il mondo si trasferirebbe da noi (chi non lo farebbe?!), poter vivere senza lavorare (a proposito , chi sarebbe così stupido da continuare a impegnarsi per produrre case e cibo,... se si può avere tutto gratis? - ma da chi??)
    "fare di ogni allievo, bimbo, giovane o adulto, un veicolo di reciproca accettazione" tutte frasi astratte, campate per aria, senza alcun senso, ispirate solo da una astrusa bontà disgiunta dalla logica (il buonismo appunto) una pletora di parole fumose ed eteree, prive di qualsiasi concretezza.
    "fare dell'Europa e del bacino del Mediterraneo un'unica grande comunità"?, ....... e perchè non dell'intero mondo? appunto...ma questa non è la globalizzazione ?!?!?! Guardi che è già in corso eh! Lo stanno già facendo! Proprio coloro che lei dovrebbe combattere, e di cui invece è divanuto alleato.
    Quella globalizzazione appunto voluta dal sistema capitalistico, che ha prodotto e sostiene questa immigrazione per sopravvivere, grazie all'afflusso di schiavitù di cui ha continuo vitale bisogno.
    Ecco che la sinistra ottusa del buonismo si immette nella stessa strada del sistema capitalistico che un tempo combatteva.
    "migranti portatori di un nuovo corredo di professionalità, di conoscenze, di esperienze e persino di capitali" ... Questa non è ancora una volta un ottica pienamente capitalistica?! L'ottica dell'essere uguali dappertutto nell'omologazione al sistema e del popolo unico dei consumatori al servizio del Dio mercato che è proprio l'obiettivo perseguito dal sistema.
    Ecco come la sinistra dunque si allinea perfettamente, in tutto e per tutto, al sistema liberal-capitalistico, vedendo come nemico non più appunto esso, che asseconda nel suo sviluppo, ma invece coloro che, non essendo nè di destra nè di sinistra nè razzisti nè xenofobi, semplicemente osservano basiti le propria comunità morire a causa di queste nuove invasioni barbariche, orde di schiavi fatti affluire dal sistema, popolazioni e culture aliene che si stanno impossessando delle loro patrie in cambio dello "sviluppo" economico capitalista, sfruttando la completa cancellazione di valori che il sistema ha prodotto sulle sue popolazioni. Quelli che cercano ancora disperatamente di opporvisi vengono impropriamente definiti razzisti e vilmente paragonati ai nazisti. E' vergognoso questo atteggiamento nei confronti della parte ancora sana dei popoli europei, in una società malata che chi scrive le assurdità di questo articolo rappresenta.

    Paragonare la persecuzione degli ebrei ad una semplice sana istintiva naturale difesa dei propri popoli da un'invasione straniera di dimensioni bibliche che ne sta causando letteralmente la scomparsa dalla storia, per trasformarli tutti in un unico popolo multietnico, è vile ed ottuso, ed ancor prima soprattutto è patologico.
    Gli ebrei non invasero la Germania nè sostituirono il suo popolo, come sta accadendo da noi, nè in alcun modo rappresentarono mai qualcosa di alieno, ma divennero la mira di deliranti accuse e denigrazioni fino a decretarne la "inferiorità" come razza-popolo ed arrivare alla bestialità dello sterminio.
    Qui invece si tratta proprio dell'opposto, siamo noi le "razze-popoli" inferiori, che in un arco di tempo incredibilmente breve vengono sostituite da una serie di popolazioni aliene "superiori" (chi si riproduce e si estende in natura è superiore, non chi si estingue come noi). Siamo dunque caso mai in una prospettiva opposta al razzismo.
    I popoli europei malati, rammolliti, decadenti, sono incapaci di difendersi perchè deprivati dei valori basilari della sopravvivenza, resi "inferiori" appunto, e dunque destinati ad estinguersi, come sta precisamente accadendo.
    I popoli che ci stanno sostituendo sono quelli "superiori".
    Si parla ovviamente sempre in termini naturalistici, e senza alcun contenuto razzistico.
    Questa è la prima fondamentale differenza.
    In secondo luogo, qui è in corso una vera e propria invasione che sta snaturando le identità tipiche di tutti i popoli europei, che ne sta distruggendo le preziose diversità trasformando tutto in una melma multietnica uguale ovunque voluta dal Dio Mercato ed al suo servizio. E ciò accade solo in Europa beninteso, proprio perchè è l'origine di questo perverso sistema liberal-capitalistico, insieme agli USA, che melma multietnica distruttrice di diversità lo sono già da tempo.
    Dunque a differenza del razzismo contro gli ebrei, non c'è alcuna considerazione di inferiorità ma solo di alienità che, data la sua oceanica massa, sta distruggendo le diversità europee, e poi si tratta di una invasione in corso, da cui ogni popolo sano si difende, senza per questo essere razzista, ovviamente, (erano forse razzisti i partigiani verso i tedeschi invasori??) un altra differenza essenziale rispetto alla situazione degli ebrei tedeschi.
    Il paragone non regge da alcun punto di vista.
    Difendersi da un'invasione è sano e normale, e nulla ha a che fare col razzismo (che è considerare le altre razze come inferiori, cosa che in questo caso non c'è).
    A quel tempo non c'era neanche l'invasione biblica che oggi è in corso, che sta cancellando i popoli europei.
    In terzo luogo, altra fondamentale differenza è il fatto che allora gli ebrei non furono parte attiva, ma subirono soltanto, mentre oggi siamo noi a subire, e gli invasori stanno compiendo qualcosa verso di noi. Gli ebrei non fecero alcunchè, non misero in atto nulla di ostile contro i tedeschi, e tutto nacque solo da un ideologia che incominciò a prenderli di mira senza alcun concreto motivo; oggi al contrario noi stiamo subendo qualcosa di distruttivo che deriva da un comportamento attivo da parte degli invasori, che appunto ci stanno invadendo ed occupando, noi siamo fermi a subire una invasione di proporzioni epocali, questi alieni stanno facendo qualcosa verso di noi, non sono fermi!
    Ed ancora tante altre essenziali differenze si potrebbero rilevare.
    Fare paragoni e accomunare la difesa sana dei propri popoli con le persecuzioni contro gli ebrei è una offesa vile e del tutto inappropriata, oltre che qualcosa di insopportabilmente stupido.
    Si tratta, appunto, sempre della solita cosa: il buonismo, la bontà disgiunta dal ragionamento, la bontà degli scemi insomma.
    http://www.facebook.com/group.php?gid=68264075585 24-05-2011 00:06 - Marco Zorzi
  • Gli assatanati della immigrazione clandestina esercitano cattiveria e neoliberismo, sono la versione italiana dei Tea Party di Sara Palin. 15-05-2011 10:25 - bozo4
  • "Negli USA i Chicago boys dicono che i poveri che non si possono pagare
    privatamente le cure mediche si attaccano; in Europa questo discorso non passa per cui qui il mantra diventa che le invasioni migratorie non si possono fermare, tanto le si può riversare in uno sterminato serbatoio di crumiri per abbassare i salari ai ceti bassi: no, grazie."

    Non c'è ALCUNA relazione logica fra l'affermazione su quel che i "Chicago boys" direbbero di poveri e cure mediche: e la successiva affermazione sulle presunte politiche (o non-politiche) migratorie dell'UE. Tant'è vero che Milton Friedman era un convinto sostenitore della liberalizzazione ASSOLUTA dei flussi migratori (cosa del tutto coerente con le sue posizioni, essendo egli un convinto sostenitore della liberalizzazione assoluta di qualunque cosa potesse avere un mercato): SPECIE (anzi: QUASI ESCLUSIVAMENTE) SE ILLEGALI.

    E infatti, a dispetto di quanto tu presumi affermino i "Chicago boys", negli Stati Uniti continua a riversarsi uno dei maggiori flussi migratori (legali e illegali) sopportati da un paese dell'occidente [21 milioni di immigrati nel solo 2010, fonti ONU]: proprio anche grazie all'effetto "deregolazionista" che le politiche ispirate da Friedman e dalla scuola di Chicago hanno avuto.

    È un flusso migratorio che fa ampiamente comodo a tutti (es.: nei macelli americani, già da diversi anni la maggior percentuale di lavoratori addetti alle mansione più "lerce" è costituita da centro- e sud-americani, il più delle volte illegali) e che, tranne che a chiacchiere in occasione delle varie tornate elettorali, in realtà a NESSUNO verrebbe in mente di bloccare: altrimenti gli Stati Uniti chiudono bottega nel giro di tre settimane.

    Questo significa che quanto sosterrebbero (a tuo parere) i "Chicago boys" su poveri e cure mediche non ha alcuna influenza sulle dinamiche dei flussi migratori: anzi, semmai la posizione ultraliberista della "scuola di Chicago" ha L'EFFETTO OPPOSTO a quello che piacerebbe a te. Insomma: un "chicano" che ha deciso di andare a cercare fortuna in Texas o in California non decide certo di starsene a casa solo perché magari un professore di macroeconomia dell'Università di Chicago ha fatto la voce grossa in qualche convegno o su qualche articolo accademico di quelli che leggono in tre.

    Ma se tanto mi dà tanto, allora neppure qui in Europa un discorso su poveri e cure mediche "alla Chicago boys" avrebbe alcuna ripercussione sulle dinamiche migratorie dall'Africa e dal Medio Oriente. Finirebbe invece semplicemente per rendere ancora più infernale la vita dei "ceti bassi" che GIÀ RISIEDONO IN EUROPA, i quali dovrebbero scegliere fra pagarsi COMPLETAMENTE le cure mediche oppure ATTACCARSI AL TRAM: mentre i potenziali migranti dal Mediterraneo meridionale continuerebbero tranquillamente a correre il rischio di venire a vedere se qui la vita è almeno leggermente migliore che lì.

    Se quindi tu, come il "no, grazie" finale indurrebbe a credere, sei un membro dei suddetti "ceti bassi", ti stai allegramente tirando la zappa sui piedi. Se non lo sei, la stai tirando sui piedi miei ;) 11-05-2011 23:20 - Harken
  • Mi sembra che definire "grande geniale statista Gheddafi" sia come minimo eccessivo. Non dimentichiamoci che ha sostenuto attivamente il terrorismo in epoca ben antecedente all'attuale War on terror, che ha confuso un po' le acque. Ha un record di rispetto dei diritti umani, per esempio nei confronti degli oppositori politici, discutibile, per usare un eufemismo, pessimo per usare un linguaggio più vicino alla verità. Spero poi che non ci si voglia attaccare al vecchio motivo del "in confronto ai veri criminali...". Si possono sempre citare esempi peggiori di lui, ma questo non lo rende uno statista illuminato. Riguardo alla ricchezza della nazione Libia, considerando l'abbondanza delle risorse energetiche e i proventi della vendita di gas e petrolio uno statista veramente illuminato (ma nessuno dei paesi fornitori di petrolio lo è) avrebbe potuto arricchire la popolazione in modo enormemente maggiore di quanto non abbia fatto Gheddafi, che invece ha ben rimpolpato i propri conti svizzeri. saluti 11-05-2011 12:22 - Carlo
  • Certo, rispetto ad un sofisticato linguaggio teoretico e umanista di un ex lotta continua, quello del rude Vivian sembra un linguaggio "leghista", però almeno ha il coraggio di dire delle cose che tutti dicono a parte i pochi snob intellettuali di sinistra e i centri sociali. Come la dobbiamo mettere? Molti sono anche gli elettori di sinistra che hanno una paura fisica dellextracomunitario. Secondo me è mirabile volare alto però se ci guardiamo alle spalle notiamo che voliamo soli- Meglio soli che mal accompagnati, si dirà, ma c'è il problema delle elezioni, del mercato elettorale e quindi si rischia di perderle per i prox 200 anni. D'altra parte non bisogna rinunciare a dei valori "superiori"- Che fare?: negare il problema o annegare nel problema? 11-05-2011 12:20 - giancarlo sartoretto
  • bagnasciuga (da wikipedia.it) = Si chiama bagnasciuga (...) quella parte di superficie di carena della nave limitata superiormente dal piano di galleggiamento a massimo carico ed inferiormente dal piano di galleggiamento a nave scarica (...).

    La parola è spesso impropriamente utilizzata anche per indicare la battigia, ossia quella parte della spiaggia che si bagna e asciuga per effetto del moto ondoso. In questo significato celebre è il discorso di Benito Mussolini del 24 giugno 1943, che (...) proclamò che ogni tentativo di sbarco sarebbe stato "congelato su quella linea che i marinai chiamano bagnasciuga". Tale discorso è poi passato alla storia come il "discorso del bagnasciuga". 11-05-2011 09:37 - Sergio
  • credo che il manifesto sia infestato da un gruppo di professionisti della disinformazione addetti da Berlusconi ad intervenire nei dibattiti della nostra stampa per inquinarli. Basta vedere il linguaggio che usano (pirla, idozia, etcc::) sarebbe opportuno che il moderatore non ammettesse tutto quello che arriva compresa l'immondizia IL turpiloquio e l'offesa personale non sono nello stile delle persone del nostro mondo ma è tipico dei parenti di Borghezio e Feltri 11-05-2011 06:45 - pietro ancona
  • Il problema è che in Africa fanno 8 figli a famiglia come in Europa 100 anni fa
    ... 'ccca**o c'entrano nazisti e palestinesi ...

    Negli USA i Chicago boys dicono che i poveri che non si possono pagare
    privatamente le cure mediche si attaccano; in Europa questo discorso non passa
    per cui qui il mantra diventa che le invasioni migratorie non si possono
    fermare, tanto le si può riversare in uno sterminato serbatoio di crumiri per
    abbassare i salari ai ceti bassi : no, grazie. 11-05-2011 01:30 - bozo4
  • Non c'e dubbio che il paragone con i campi di sterminio nazisti, o piu' precisamente la loro genesi "culturale" calza a pennello. Stiamo, e da anni, andando sempre piu' verso un medioevo di ignoranza e presunzione conditi con false pretese di superiorita' culturale e religiosa. Le piu' pericolose.
    Naturalmente non si puo' pretendere che il razzista ammetta di esserlo, anche perche' sarebbe una implicita ammissione di inferiorita' come essere razzista e' una implicita ammissione di superiorita'. I commenti scellerati che si leggono dimostrano chiaramente questo semplice punto.
    Purtropo sono molto pessimista sul futuro dell'umanta' e sulle cosiddette energie verdi, che alla lunga non bastano e fanno piu' danno del fossile (devastazione del territorio, problemi dei venti, inquinamento nella fabbricazione dei pannelli, etc).
    Ritengo ci sia una sola soluzione: cambiamento del modo di produzione. Non e' facile. 11-05-2011 00:43 - murmillus
  • per ANCONA [da un israeliano]
    Da 1976 seguo l`immagine di Israele nell`opinione pubblica italiana [ero uno studente straniero -non un agente del Mossad...] devo dire che la nostra immagine e` migliorata ultimamente , tanta gente che non aveva un opinione in merito si dichiara adesso filoisraeliana [anche persone di sinistra ]. La "colpa" di questo fenomeno e` anche di alcuni attivisti dell`estrema sinistra e della ultra destra che hanno trovato in Israele un bersaglio principale per colpire. Cosi anche chi era indifferente ma poi vedeva le bandiere israeliane bruciate[ o le manifestazioni contro la fiera del libro...] ha preso poi una posizione a favore nostro . Cioe` Isreale gode di una simpatia da parte di chi si oppone alle estreme destra o sinistra in generale [creato cosi un linkage] .
    Chi esagera a coinvolgere Israele in ogni argomento [immigrazione dei popoli...] finisce poi ad essere lui stesso un peso per i palestinesi ed un aiuto per Israele [forse e` un complotto israeliano....] 11-05-2011 00:13 - l`israeliano
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