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Marco D'Eramo
L'armata Bundesbank
Là dove 70 anni fa la possente Wehrmacht aveva fallito è riuscita oggi la discreta Bundesbank. Un tempo i principati si conquistavano con le armate, oggi bastano gli ultimatum dei creditori. I banchieri tedeschi impongono la loro dura legge con la stessa prussiana sicumera degli Junker guglielmini, i von Moltke e gli Hindenburg. Gli invisibili gnomi di Francoforte hanno piegato nazioni dove le divisioni tedesche non erano mai arrivate, come Irlanda e Portogallo. In altre, come la Grecia, hanno risvegliato duri ricordi.
Come chiamare altrimenti quel che sta avvenendo nel nostro continente? Siamo talmente presi a seguire le cabrate dell'imperialismo Nato, i tonneau dei Mirages di Nicolas Sarkozy, le picchiate dei Tornado di David Cameron, da perdere di vista il pugno d'acciaio con cui la Germania unificata di Angela Merkel impone le sue regole draconiane. Una volta, per abolire la costituzione di un paese e privarlo della sua sovranità bisognava invaderlo, occuparlo militarmente. Oggi Grecia, Irlanda e Portogallo sono state assoggettate dalle cambiali. Perché assoggettate? Perché qualunque governo gli elettori abbiano scelto, qualunque politica abbiano votato, devono comunque sottostare alle condizioni della Banca centrale europea, devono decurtarsi gli stipendi, dimezzare le pensioni, privarsi della sanità pubblica, chiudere scuole, biblioteche, ospedali. Come riferiva il Wall street Journal di ieri, gli stipendi della funzione pubblica in Grecia sono stati tagliati fino al 25%. E cosa possono fare i greci oltre che protestare invano? Qui sta la grande differenza con l'invasione armata: che questa volta i paesi occupati hanno abdicato alla propria sovranità senza fiatare. E contro chi vuoi resistere? Contro uno sportello di banca? In quale maquis ti puoi arruolare? Tra gli indomiti debitori morosi?
Perché il problema è questo: i banchieri che t'impongono l'austerità non sono stati eletti da nessuno, nessuno li può mandare a casa. Cosa può fare contro Jean-Claude Trichet (e domani contro Mario Draghi) un greco o un portoghese o un irlandese? Non c'è nessun governo eletto da far cadere. Altro che Europa del capitale! Stiamo assistendo a una dittatura informale del capitalismo (un po' come "informale" era detto l'imperialismo Usa). In Europa la sovranità popolare non ha mai avuto grandi quotazioni, ma adesso è stata proprio degradata a «titolo spazzatura». Ogni volta che ci parlano del «popolo sovrano» ci sentiamo presi in giro. Mai come oggi si pone un problema di democrazia. Ci vorrebbe una «primavera europea», altro che «primavere arabe».
I finanzieri non devono rispondere a nessuno, neanche ai loro azionisti: tanto, se mandano in rovina le proprie banche, ci pensano i provvidi governi a salvarle. Infatti due anni fa le banche erano messe assai peggio di Grecia o Portogallo, ma questi templi della «razionalità del mercato» furono considerati too big to fail, troppo grandi per lasciarli fallire, e così gli Stati uniti cacciarono più di 3.000 miliardi di dollari per «confortarli» (relief). E la Germania fu altrettanto prodiga verso i propri istituti di credito, anche se con più discrezione. Tutte queste banche sono state salvate con i nostri soldi. Invece Portogallo e Grecia sono evidentemente too small to save. Ma non sarebbe il caso ora di salvare noi con i soldi delle banche?
Certo, il problema non si limita all'Europa dell'euro. Disoccupati, pensionati e pubblici dipendenti inglesi stanno pagando con lacrime e sangue le sovvenzioni elargite alla Royal Bank of Scotland e ai Lloyds (una ragione non secondaria del trionfo degli indipendentisti scozzesi alle ultime, recenti elezioni).
E poi c'è un versante che nemmeno la potente Germania controlla. Un tempo c'era sempre un esercito (o una flotta) più potente del tuo, come tante volte ha sperimentato la Germania. Oggi c'è sempre un capitalismo più forte del tuo. È quello delle agenzie di rating, Moody's e Standard & Poor's. Le agenzie di rating assegnano voti ai debitori: peggiore il voto, più alto è considerato il rischio, quindi più alta deve essere la remunerazione di chi presta e quindi più salati gli interessi pagati sul proprio debito.
Il problema è che queste agenzie di rating sono imprese private, possiedute da privati, spesso proprietari di Hedge Funds: il 19,1% delle azioni di Moody's appartiene all'«oracolo di Omaha», Warren Buffett, il secondo uomo più ricco d'America, che specula sui debiti cui la sua Moody's assegna i voti (ratings). Anche qui, un 81enne miliardario del Nebraska determina se tua nonna perderà la pensione a Portogruaro o Ariano Irpino. Di nuovo un problema di democrazia.
Ma vi è anche un problema di sinistra europea. Ancor più della tracotanza teutonica, colpisce l'indifferenza con cui le varie sinistre europee hanno accolto questo esercizio di dispotismo finanziario. Come se la faccenda non riguardasse noi italiani (o i francesi che se la stanno facendo sotto all'idea di perdere la tripla AAA di rating). Non vorremmo essere costretti tutti a parafrasare la famosa sentenza del pastore Martin Niemöller: «Prima se la presero con i greci, ma io non protestai perché non ero greco. Poi se la presero con gli irlandesi. Ma non protestai perché non ero irlandese. Poi se la presero con i portoghesi, ma non protestai perché non ero portoghese..... Quando poi se la sono presa con me, non c'era rimasto nessuno a difendermi».
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Informatevi su ciò che è successo in Islanda anzichè concentrarsi sulli sprechi delle pubbliche amministrazioni.La crisi è strutturale e anche nella ricca Germania i lavoratori non vivono certo come dei pascià. 05-09-2011 13:36 - Corto
due paesi ci saranno imboscati 1 milione di milionari, che pesano molto di più. 13-05-2011 20:32 - bozo4
dalla grecia
antonio 13-05-2011 18:58 - antonio
in moltissimi paesi. Persino la Cina che opprime i suoi lavoratori e abbassa le
paghe ai nostri non è colpevole nel senso che l' Europa non è costretta a
comprare da loro.
Sulla stampa di destra tedesca c'era una campagna contro i Greci farfalloni ...
ma perchè prendersela con la Grecia o con la Germania? Semmai allora mi sembrano
molto più influenti le elite negli USA ... ma credo che diventare antiamericani
sarebbe brutto e anche inutile: a succhiarci il sangue non c' è solo il
miliardario americano o egiziano, ma anche centinaia di milioni di persone
normali come noi (decine di milioni in Italia) che comprano tramite banca
certificati azioni e m**da simile ... non è più solo roba da ricchi, anche se
sempre di più i veri vincenti di questa roulette (che se non fosse tragica
sarebbe ridicola) sono una privilegiata minoranza cosmopolita.
La roulette di Wall Street ha stregato quasi tutti i popoli del pianeta, la
vittoria di Berlusconi del '94 ci ha aperto gli occhi su questa peste. Se così
non fosse non si spiegherebbe come sia possibile che sia negli USA che in Europa
senza poi perdere le elezioni i governi buttano dalla finestra bilioni (cifre a
12 zeri !!) di Euro dei contribuenti per finanziare bad bank o salvataggi di
banche e di interi Stati con l' effetto di pagare i debiti di gioco di centinaia
di milioni di teste di legno che sono cascate nel pantano.
La sbornia è planetaria, la cura dolorosa : bisogna mettere in pratica la
responsabilità dell' investor chi vuole giocare alla roulette accetti di pagare
lui quando va male. La unica cura onesta sarebbe chiudere il portafoglio col
fallimento di banche e Stati, come fu per l' Argentina. Per esempio ammettere la
bancarotta del Portogallo che però può restare nell Euro.
Ma questo segnerebbe la bancarotta dei politici i quali hanno permesso che le
banche in cui teniamo i nostri soldi si impelagassero con le locuste della
finanza cosí che oggi la bancarotta azzererebbe anche il conto in banca di chi
non ha mai comprato una azione ... e allora possiamo anche non trovare il
coraggio di fare la dolorosa pulizia, ma resta che lo scaricabarile di
prendersela con USA o Germania o Grecia (come prima della guerra furono accusati
gli ebrei) lascia il tempo che trova, il male è nel sistema globale non in
singoli popoli. 13-05-2011 18:43 - bozo4