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COMMENTO
13/05/2011
  •   |   Marco D'Eramo
    L'armata Bundesbank

     

    Là dove 70 anni fa la possente Wehrmacht aveva fallito è riuscita oggi la discreta Bundesbank. Un tempo i principati si conquistavano con le armate, oggi bastano gli ultimatum dei creditori. I banchieri tedeschi impongono la loro dura legge con la stessa prussiana sicumera degli Junker guglielmini, i von Moltke e gli Hindenburg. Gli invisibili gnomi di Francoforte hanno piegato nazioni dove le divisioni tedesche non erano mai arrivate, come Irlanda e Portogallo. In altre, come la Grecia, hanno risvegliato duri ricordi.
    Come chiamare altrimenti quel che sta avvenendo nel nostro continente? Siamo talmente presi a seguire le cabrate dell'imperialismo Nato, i tonneau dei Mirages di Nicolas Sarkozy, le picchiate dei Tornado di David Cameron, da perdere di vista il pugno d'acciaio con cui la Germania unificata di Angela Merkel impone le sue regole draconiane. Una volta, per abolire la costituzione di un paese e privarlo della sua sovranità bisognava invaderlo, occuparlo militarmente. Oggi Grecia, Irlanda e Portogallo sono state assoggettate dalle cambiali. Perché assoggettate? Perché qualunque governo gli elettori abbiano scelto, qualunque politica abbiano votato, devono comunque sottostare alle condizioni della Banca centrale europea, devono decurtarsi gli stipendi, dimezzare le pensioni, privarsi della sanità pubblica, chiudere scuole, biblioteche, ospedali. Come riferiva il Wall street Journal di ieri, gli stipendi della funzione pubblica in Grecia sono stati tagliati fino al 25%. E cosa possono fare i greci oltre che protestare invano? Qui sta la grande differenza con l'invasione armata: che questa volta i paesi occupati hanno abdicato alla propria sovranità senza fiatare. E contro chi vuoi resistere? Contro uno sportello di banca? In quale maquis ti puoi arruolare? Tra gli indomiti debitori morosi?
    Perché il problema è questo: i banchieri che t'impongono l'austerità non sono stati eletti da nessuno, nessuno li può mandare a casa. Cosa può fare contro Jean-Claude Trichet (e domani contro Mario Draghi) un greco o un portoghese o un irlandese? Non c'è nessun governo eletto da far cadere. Altro che Europa del capitale! Stiamo assistendo a una dittatura informale del capitalismo (un po' come "informale" era detto l'imperialismo Usa). In Europa la sovranità popolare non ha mai avuto grandi quotazioni, ma adesso è stata proprio degradata a «titolo spazzatura». Ogni volta che ci parlano del «popolo sovrano» ci sentiamo presi in giro. Mai come oggi si pone un problema di democrazia. Ci vorrebbe una «primavera europea», altro che «primavere arabe».
    I finanzieri non devono rispondere a nessuno, neanche ai loro azionisti: tanto, se mandano in rovina le proprie banche, ci pensano i provvidi governi a salvarle. Infatti due anni fa le banche erano messe assai peggio di Grecia o Portogallo, ma questi templi della «razionalità del mercato» furono considerati too big to fail, troppo grandi per lasciarli fallire, e così gli Stati uniti cacciarono più di 3.000 miliardi di dollari per «confortarli» (relief). E la Germania fu altrettanto prodiga verso i propri istituti di credito, anche se con più discrezione. Tutte queste banche sono state salvate con i nostri soldi. Invece Portogallo e Grecia sono evidentemente too small to save. Ma non sarebbe il caso ora di salvare noi con i soldi delle banche?
    Certo, il problema non si limita all'Europa dell'euro. Disoccupati, pensionati e pubblici dipendenti inglesi stanno pagando con lacrime e sangue le sovvenzioni elargite alla Royal Bank of Scotland e ai Lloyds (una ragione non secondaria del trionfo degli indipendentisti scozzesi alle ultime, recenti elezioni).
    E poi c'è un versante che nemmeno la potente Germania controlla. Un tempo c'era sempre un esercito (o una flotta) più potente del tuo, come tante volte ha sperimentato la Germania. Oggi c'è sempre un capitalismo più forte del tuo. È quello delle agenzie di rating, Moody's e Standard & Poor's. Le agenzie di rating assegnano voti ai debitori: peggiore il voto, più alto è considerato il rischio, quindi più alta deve essere la remunerazione di chi presta e quindi più salati gli interessi pagati sul proprio debito.
    Il problema è che queste agenzie di rating sono imprese private, possiedute da privati, spesso proprietari di Hedge Funds: il 19,1% delle azioni di Moody's appartiene all'«oracolo di Omaha», Warren Buffett, il secondo uomo più ricco d'America, che specula sui debiti cui la sua Moody's assegna i voti (ratings). Anche qui, un 81enne miliardario del Nebraska determina se tua nonna perderà la pensione a Portogruaro o Ariano Irpino. Di nuovo un problema di democrazia.
    Ma vi è anche un problema di sinistra europea. Ancor più della tracotanza teutonica, colpisce l'indifferenza con cui le varie sinistre europee hanno accolto questo esercizio di dispotismo finanziario. Come se la faccenda non riguardasse noi italiani (o i francesi che se la stanno facendo sotto all'idea di perdere la tripla AAA di rating). Non vorremmo essere costretti tutti a parafrasare la famosa sentenza del pastore Martin Niemöller: «Prima se la presero con i greci, ma io non protestai perché non ero greco. Poi se la presero con gli irlandesi. Ma non protestai perché non ero irlandese. Poi se la presero con i portoghesi, ma non protestai perché non ero portoghese..... Quando poi se la sono presa con me, non c'era rimasto nessuno a difendermi».


I COMMENTI:
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  • Siete sempre gli stessi.
    Prima si vive al di sopra delle proprie possibilità (milioni di dpendenti pubblici, pensioni a 30 anni, regali a tutti ..) e per farlo gli stati si indebitano.
    Quando poi i creditori impongono condizioni (ad esempio cominciare a restituire i prestiti anzichè continuare a folleggiare con i soldi altrui) allora tutti a berciare di democrazia violata ed imperialismo.
    La ricetta è semplice : i cittadini greci (come molti altri)non chiedano prestiti

    . 13-05-2011 18:42 - gp
  • Il problema è che, alla fine, i debiti devi pagarli, se vuoi un minimo di credito. Perchè Portogallo, Grecia ed Irlanda stanno zitti? Perchè possono anche non pagare, ma poi che fanno? Il socialismo reale è caduto tra i fischi e la Cina ha cambiato rotta. Fate voi... 13-05-2011 18:18 - GUNDAM
  • Perfettamente d'accordo. Ho gia' detto il mio parere in un paio di commenti ad altri articoli. Ribadisco che il fine di tanto rigore e' anche quello di imporre la svendita di beni pubblici da parte di governo messi in difficolta'. Svendita che ipocritamentye si chiama privatizzazione ma che non e' altro che uno sciacallaggio da parte di importanti gruppi finanziari.
    PS: il capitalismo e la "democrazia" borghese sono di fatto una dittatura della classe dominante che non permettera' mai che si cambino i rapporti di forza e il modo di produzione. A voglia a referendum. Ecco perche' sono con una rivoluzione, come e' sempre stato da che mondo e' mondo, si possonocambiare le cose. 13-05-2011 18:03 - Murmillus
  • Sono anni che Paolo Barnard dice questo nell'indifferenza più completa, nessuno sa e dice niente di quest'Euripa e di questa Unione, tacciono le tv, tacciono i giornali,il bunga bunga regna sovrano
    Fuori dall'Europa, continente ormai suicidato. 13-05-2011 17:35 - Paolo Marchese
  • Perchè la Finlandia, la Svezia, l' Olanda, la Danimarca paesi "small" non hanno bisogno di essere "save" come quelli del sud Europa? In Grecia,nell'anno precedente la crisi, sono stati assunti dal governo di centro destra 150.000 impiegati statali (in proporzione è come se il governo Berlusconi ne assumesse adesso 950.000). Un isola greca, per la scuola locale, aveva 110 insegnanti titolari. Ogni greco pagava (e continua a pagare) di media 3800 € di mazzette varie e così via. Nei paesi “small” di cui sopra invece c'è un ottimo ed esteso welfare e pochissimi debiti, come mai?. Gli stati del sud Europa (compreso il nostro) hanno buttato dalla finestra miliardi di euro con una irresponsabilità diffusa. E, come nella vita, prima o poi il conto arriva. Ma la colpa è sempre degli altri... Ci si consola con i Marco D' Eramo di turno che avallano queste infantili convinzioni. La finanza internazionale ha moltissime e gravissime colpe ma se il governo Berlusconi nomina 8 sottosegretari inutili che ci costeranno 3,5 milioni di € l'anno che si andranno a sommare ai 1880 miliardi di € di debiti che abbiamo o se alla domanda fatta al precedente Presidente della camera (Bertinotti) se non fosse eccessivo che i barbieri della camera prendessero uno stipendio annuo netto di 150.000 € questi rispondeva: si, ma fanno degli ottimi tagli (sic!)non potremo proprio dire che sarà colpa della Merkel se prima o poi dovremo sottostare a rientri violenti dal debito imposti dai cattivissimi mercati. Un cordiale saluto ai lettori del Manifesto 13-05-2011 17:25 - Marco58
  • Adesso che hanno spulicchiato tutte le economie miserabbili dei stati piccoli,vorrebbero lasciarli da soli e fottersi dell'Europa!
    Ma vedete che è tutta questione di soldi...
    Essere europeo non vuole dire essere tutti uniti.Siamo e restiamo,ricchi e poveri!
    Siamo ricchi e poveri...! 13-05-2011 16:15 - mauriziomariani
  • chi pensa che si sia democrazia e un illuso! 13-05-2011 16:03 - sacaba
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