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COMMENTO
14/05/2011
  •   |   Guido Ambrosino
    Alfano, il cassetto della vergogna

    Non occorre un intero armadio. Per la vergogna del ministro Alfano basta un cassetto della sua scrivania. Le pratiche da insabbiare sono meno di trenta lettere, inviate dalle procure militari via via che diventavano definitive le sentenze emesse in Italia per le stragi nazifasciste (sono ormai 36 le condanne di primo grado all'ergastolo), per segnalare che il ministero della giustizia può chiedere alle autorità tedesche di far scontare le pene in Germania. Ma da via Arenula non è mai partita una richiesta in questo senso.
    Marco De Paolis, procuratore militare prima a La Spezia e ora a Roma, ha spedito le prime comunicazioni sui condannati per Sant'Anna di Stazzema nel gennaio del 2008. Ministro era Clemente Mastella, che proprio non se ne occupò. Travolto da ingloriosi scandali campani, dovette dimettersi poco dopo. Ma dal 7 maggio 2008 a far la guardia al cassetto della vergogna c'è Angelino Alfano. Da allora non gli sarà mancata l'occasione di dare un'occhiata a quelle carte. Ma di firmare una richiesta, per far scontare la pena in Germania agli assassini della Wehrmacht e delle SS, non se ne parla. Tre anni di operoso silenzio a tutela della loro impunità. Nelle more qualcuno è morto. Altri veleggiano oltre i novant'anni. Nessuno di loro, considerando gli acciacchi dell'età, rischia un solo giorno di carcere. Per questi vecchietti, che non hanno perso il vizio di proclamarsi innocenti, basterà la seccatura di una notifica, il ritiro del passaporto, qualche limitazione alla libertà di movimento.


    Perché Alfano non firma? Ma perché il governo Berlusconi è il perfetto continuatore del patto di reciproca impunità già garantito dai governi democristiani, e benedetto dagli alleati occidentali: voi non seccate più i tedeschi (che servivano nella Nato) e nessuno vi chiederà conto dei vostri crimini in Etiopia, in Jugoslavia, in Albania, in Grecia, in Russia. Tuttavia, più passa il tempo, più si fa impraticabile la strategia della rimozione. In Germania una nuova generazione di giudici non è più disposta a salvare - in nome del cameratismo - militari che avrebbero solo «obbedito» agli ordini: Ivan Demjanjuk è stato condannato per Sobibor nonostante il suo basso rango di sorvegliante. Il diritto internazionale impone standard più cogenti a tutela delle vittime. Per la Corte di cassazione italiana gli stati non possono più pretendersi immuni da richieste di risarcimento avanzate da loro vittime «private»: i deportati e gli internati militari, le vittime di Civitella e di altre stragi, le vittime greche di Distomo, e - in linea di principio - anche le vittime delle guerre attuali.


    Per non pagare il conto, il 23 dicembre 2008 la Germania ha citato l'Italia davanti alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia, sostenendo che la giurisprudenza della nostra Cassazione viola «l'immunità degli stati». Il governo Berlusconi ha applaudito, dichiarando «utile» il passo tedesco. E col decreto «bloccapignoramenti» del 28 aprile 2009, confermato dalla legge 23 giugno 2010, n.98, ha sospeso le pratiche di risarcimento già avviate. La legge scade il 31 dicembre 2011. Alfano già prepara la proroga. Il calcolo di chi puntava all'oblio per via biologica era sbagliato di qualche lustro. C'è uno scarto tra l'età dei carnefici, che erano di regola uomini fatti, e l'età delle vittime. Enrico Pieri aveva dieci anni quando vide il massacro di Sant'Anna di Stazzema. Enio Mancini ne fu anche lui testimone a sette. Marcella De Negri era una bimba di cinque anni quando le fucilarono il padre a Cefalonia. La memoria di questi «ragazzi», che non hanno avuto giustizia, è ancora viva. Cosa dice a loro Alfano?


I COMMENTI:
  • per il 15 maggio si dovrebbe anche parlare della nakba in palestina 17-05-2011 04:06 - loris
  • Molto interessante. Avevo lasciato la sentenza su Sant'Anna di Stazzema pensando (sperando) che il Tribunale di La Spezia avesse chiuso la questione... Complimenti. 14-05-2011 18:57 - lorenzo
  • s anna di stazzama crimine contro l umanita 560 persone 14-05-2011 18:54 - beatrice
  • w il ministro della GIUSTIZIA 14-05-2011 18:43 - beatrice
  • perché, qualcuno ha mai nutrito dei dubbi sull'onestà di uno qualunque dei membri dell'attuale governo? 14-05-2011 17:45 - Ugo Azzena
  • il diavoletto Alfano, farebbe un figurone se indossasse una bella divisa nuova di zecca delle S.S ......... sssssssssssss! 14-05-2011 15:28 - Camera a+gas
  • Cane non mangia cane!
    Alfano è il continuatore di quello che fu.
    Mussolini oggi avrebbe al polso un orologgetto con la testa di Berlusconi!
    Stessa gente.Stesso sistema e stessa storia.
    Cane non mangia cane! 14-05-2011 14:58 - mauriziomariani
  • Basta con questi politici racimolati !
    La politica è una cosa serissima!
    Sono loro che decidono la nostra vita, il nostro futuro, la vita dei nostri figli!
    Abbiamo tutti bisogno di politici seri, corretti, disinteressati e con alti ideali di giustizia e di umanita!
    Grazie 14-05-2011 12:56 - filippo
  • L' errore che si sta facendo è eliminare la prescrizione, della quale i cassetti
    di Alfano sono un surrogato. Che facciamo se la Tunisia ci chiede i danni RC per
    la distruzione di Cartagine 2000 anni fa ? O se i Cheyenne vogliono indietro un
    milione di Km quadrati in Nord America? O se i Palestinesi dicono che Israele è
    illegale? Se mio nonno uccise una persona io devo pagare ? E per quante
    generazioni all' indietro dobbiamo fare questo conto? La prescrizione è una
    risposta a queste domande.

    Come l' articolo giustamente ricorda, l' Italia nella II guerra mondiale
    massacrò (credo) 300000 etiopi, spesso con armi vietate dalle convenzioni
    internazionali. Che facciamo se le vittime africane incaricano un esercito di
    avvocati, pignoriamo la casa a milioni di italiani nati dopo la guerra? Pagano
    solo i discendenti degli operatori di massacri o più seriamente tutti gli
    italiani, come fu per i risarcimenti di Berlusconi a Gheddafi?

    Dico tutto questo solo per spiegare come mi sembra vadano le cose: prima di far
    partire i tribunali gli Stati aspettano che le cause non siano troppo ingenti o
    dolorose, e più memoria ci sarà più gli Stati aspetteranno. Tanto vale
    cominciare a pensare a come ufficializzare una prescrizione almeno sarà uguale
    per tutti, diversamente guerre giustizie e vendette non avranno mai fine e non
    vedremo mai sorgere un vero Diritto Internazionale. 14-05-2011 12:27 - bozo4
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