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COMMENTO
17/05/2011
  •   |   Norma Rangeri
    Siamo tutti milanesi

    A Milano Berlusconi ha chiesto un referendum su di sé e lo ha perso. Se il voto del capoluogo lombardo era rivelatore di una svolta politica nazionale, la svolta c'è stata. Clamorosa e inaspettata nella misura indicata dalle percentuali del candidato Pisapia: oltre il 47 per cento. Il crepuscolo dell'estremismo berlusconiano non è più solo un'opinione, è oggi un dato reale confermato dall'elettorato.
    È solo il primo turno, le due settimane di campagna elettorale che ancora ci attendono saranno di battaglia durissima e potranno riservare altre sorprese. C'è chi ricorda come andarono le cose nelle elezioni per il comune di Roma, quando Rutelli fu costretto al ballottaggio con Alemanno e perse. Ma un ballottaggio nelle dimensioni shock di quello avvenuto a Milano, lascia spazio all'ottimismo proprio perché siamo nel cuore del ventennale potere berlusconiano, dove la brutta avventura del populismo italiano è cominciata e dove potrebbe concludersi.
    È netto lo sbandamento del centrodestra in quel Nord dove le strategie elettorali di Bossi e Berlusconi hanno preso strade diverse, a volte contrapposte come al momento dell'aggressione di Moratti contro il "terrorista" Pisapia. E si sono fatti male entrambi perché se Berlusconi piange Bossi non si mostra alle telecamere per tutta la giornata. Il Carroccio o è fermo o perde in gran parte del nord. La botta per il centrodestra è pesante.
    Nel campo del centrosinistra invece torna la speranza. Forse Bologna evita la roulette del secondo turno, Torino alza la bandiera del miglior risultato e sono vincenti i candidati scelti con le primarie. Dove il Pd non lo ha capito, annullandole come a Napoli, dagli elettori arriva la batosta e la risposta: al ballottaggio va Luigi De Magistris con un consenso tanto sorprendente quanto segnato dalla discontinuità con le fallimentari classi dirigenti del Sud. Insieme, Morcone (candidato del Pd) e De Magistris superano il 40 per cento: di buon auspicio perché le alleanze che non si è stati capaci di trovare al primo turno possano nascere nella sfida di fine maggio.
    Pisapia e De Magistris sono i protagonisti di un cambiamento nel campo del centrosinistra, segnali di un Pd che non va, avviso di un cambio di rotta. Come, per un altro verso, indica il radicamento dei grillini, raccolto con un qualunquismo aggressivo a tutto campo. La ciliegina sulla torta arriva dalla Sardegna grazie al bulgaro 98 per cento di no al referendum consultivo contro il nucleare. A giugno arriverà anche quel voto. Nel frattempo, da oggi, siamo tutti milanesi.


I COMMENTI:
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  • Probabilmente al ballottaggio passeremo da Letizia a Milly. Insomma, sempre di SARAS si deve morire. E di SARAS si muore eccome! Andatelo a chiedere a Sarroch come si muore di SARAS. Si muore che sia la SARAS volgare e aggressiva di Bat-Letizia o quella politically correct e radical-chic della moglie di uno che spende e spande decine di milionate di euro per il suo giocattolo pallonaro (ah, ma loro sono gli "Onesti", vero?). 17-05-2011 19:43 - Alessandro B.
  • Magari si inventano qualche bomba, e non solo metaforicamente. Ma penso che i poteri fortissimi stiano mollando il P2. 17-05-2011 19:19 - Murmillus
  • Con il 48% di Pisapia (vabbè, mancano 15 giorni alla vittoria, tutto è possibile, anche che Berlusconi si compri uno per uno tutti i milanesi) torna a vivere la grande Milano illuminista e riformista di Verri, Beccaria (che appartiene al DNA di Pisapia), Parini, Manzoni, Cattaneo, dei sindaci socialisti, di Riccardo Lombardi e del suo progetto di centrosinistra, e viene sconfitta la cultura dei bottegai che per definizione stanno chini sul banco e non possono guardare lontano. Altro che estremista, altro che "radicale"! Il caso Pisapia dimostra invece che finché la sinistra si divide tra coloro che per vincere sulla destra la scimmiottano e adorano il Dio Mercato, e coloro che per contrastare la destra urlano e si rifugiano nell'autoprotezione di una identità sterile e non espansiva (la cosiddetta sinistra radicale, che in Italia non andrà mai oltre - voglio essere buono - il 7%), a vincere sarà sempre la destra. L'egemonia della destra comincia a vacillare quando si mette in movimento il "riformismo radicale", illuminista e socialista, che si propone di coniugare lo sviluppo con la crescita di tutti e l'uguaglianza. Non è una bella soddisfazione essere tutti uguali ma tutti più miserabili. Poi nella pratica del governo si possono anche fare sbagli, nobody is perfect, e quindi non inchiodiamo Pisapia dopo venti giorni di governo, ma quello che conta è l'intuizione di fondo, la scelta intelligente con cui Pisapia ha spiazzato tutti, destri del PD e sinistri radicali. Essere di sinistra significa risolvere i problemi e anche sporcarsi le mani: è troppo facile rimanere lindi come bambini della comunione quando si sta in disparte a gridare che schifo che schifo mentre gli altri si fanno il mazzo. 17-05-2011 19:14 - Bartolo Anglani
  • Spero vivamente che Zedda,Pisapia,De Magistris divengano sindaci rispettivamente di Cagliari,Milano.Napoli. 17-05-2011 19:12 - ausilia deidda
  • Ore 18 55
    Cara Norma,
    Radio Padania Libera ti ha appena dato il premio "ha la faccia come il cul.o" per il tuo articolo.
    Sono allo sbando anche i leghisti e tutto questo ci rende tutti più milanesi.


    Ghost Partisan
    www.partitopartigiano.it www.partitopartigiano.com 17-05-2011 19:04 - ghost partisan
  • Berluskaiser ... von Tuben ! 17-05-2011 18:40 - bozo4
  • Mi piace pensare a quello che avrebbe scritto oggi Luigi Pintor. Che è morto il 17 maggio di otto anni fa. E ancora mi manca. 17-05-2011 18:30 - Mario
  • per il sig. antonio
    mi pare che questa tecnica dei sondaggi in parte ricalca il meccanismo psicologico dell'autoprofezia che si avvera, evidentemente a volte non funziona 17-05-2011 17:36 - jangaderop
  • grazie giuliano - purtroppo non voto a milano - mi raccomando state coi piedi per terra, il caimano e' duro a morire - facci sognare 17-05-2011 17:11 - paolo
  • Ragazzi, sono felicissimo! Per questo sussulto di reazione, di credibilità e di speranza. Però calma, troppe volte abbiamo visto il Sottaniere in crisi, talvolta ne abbiamo decretato l'irreversibilità. Eppure poi, puntualmente...una litigata a sinistra? Una campagna acquisti tanto vergognosa quanto efficace? Una "veltronata" a fin di bene? Una "rutellata" tanto per la chiarezza? Eh sì, è già successo tutto, quindi cuore caldo e cervello freddo, incrociamo le dita e speriamo... 17-05-2011 16:33 - danilo-ge
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