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COMMENTO
18/05/2011
  •   |   Immanuel Wallerstein
    Osama a chi giova

    Osama bin Laden è stato ucciso ad Abbottabad, in Pakistan, il 2 Maggio 2011. È stato ucciso dal corpo speciale dei Seals statunitensi con un'operazione ordinata dal presidente americano. Tutto il mondo lo sa e le reazioni a questo evento sono state le più diverse. Ma questa morte ha cambiato qualcosa da qualche parte? Ha una qualche importanza?

     

    La prima domanda che la gente si pone è se questa morte segnali la fine di al-Qaeda. Da qualche tempo è chiaro che al-Qaeda oggi non è un'organizzazione unica ma una specie di franchise. Ammesso che Osama comandasse direttamente qualche gruppo, comandava quelli in Pakistan e in Afghanistan. Ci sono formazioni autonome che si autodefiniscono al-Qaeda in altre parti del mondo e in particolare in Iraq, Yemen, e nel Maghreb. Gruppi che rendevano simbolicamente omaggio a Osama ma prendevano decisioni autonome.
    Inoltre la potenza bellica e politica delle varie formazioni sembrava in fase di declino già da un po' e questo non tanto per l'eliminazione dei capi di al-Qaeda ad opera degli Usa o di altri governi ma per via della sensazione diffusa presso gran parte delle altre forze islamiste che sia possibile raggiungere più obiettivi imboccando altre strade. La morte di Osama può ispirare qualche tentativo immediato di "vendetta" da parte di al-Qaeda ma è improbabile che rallenti il processo che ha reso al-Qaeda sempre più irrilevante sulla scena mondiale.


    La morte di Osama cambierà la situazione in Pakistan o in Afghanistan? Il governo pakistano già tentennava prima: oggi negli Usa come in Pakistan si mormora in merito a quello che il governo pakistano sapeva, e da quanto tempo. La posizione ufficiale è che Osama viveva da circa sette anni in una villa attaccata alla più importante accademia militare senza che il governo ne sapesse nulla. Il governo sostiene anche di essere stato all'oscuro del raid statunitense, che ritiene una violazione illegittima della sovranità del paese.


    Nessuno dei due argomenti è particolarmente credibile. Certo che sapevano dov'era Osama, o comunque alcuni ufficiali pakistani di certo lo sapevano. Com'è possibile il contrario? E naturalmente gli Stati uniti sapevano che il Pakistan sapeva e che non diceva. Fa tutto parte del rapporto difficile e ambiguo intrattenuto dai due alleati per gli ultimi dieci anni. La morte di Osama cambierà qualcosa in quel quadro? Ne dubito. L'alleanza continua a essere necessaria per tutte e due le parti.
    Se poi i pakistani fossero o meno informati dell'imminente raid statunitense dipende dai pakistani di cui stiamo parlando. Ovviamente gli Usa volevano tenere segreto il raid a tutti coloro che nel paese avrebbero potuto interferire o avvertire Osama. Ma davvero nessuno sapeva? Sono emerse due prove del contrario. Un articolo uscito sul Guardian dopo la morte di Osama riferisce una conversazione tra ufficiali statunitensi e pakistani secondo cui l'ex presidente Musharraf nel 2001 avrebbe raggiunto con George W. Bush un accordo in base al quale si dichiarava anticipatamente d'accordo rispetto a un raid unilaterale contro Osama in qualunque momento venisse individuato a patto che i pakistani dopo lo denunciassero pubblicamente. Musharraf ora nega ma chi gli crede?


    Altra prova, ancora più persuasiva: Xinhua, l'agenzia stampa cinese, ha pubblicato una notizia proprio il giorno della morte di Osama, riferendo le dichiarazioni di testimoni oculari: durante l'operazione nella zona era stata staccata la corrente, che di fatto è mancata per due ore prima dell'incursione - e questo non poteva che essere opera di un ente pakistano informato del raid imminente. E i cinesi hanno agenti segreti in Pakistan validi almeno quanto quelli che hanno negli Stati uniti. Dunque sembra plausibile che mentre alcune organizzazioni pakistane erano all'oscuro altre fossero informate. Sul versante statunitense, alcuni membri del Congresso si agitano all'idea che i pakistani sapessero che Osama viveva ad Abbottabad e di conseguenza vogliono tagliare o ridurre gli aiuti finanziari e militari al Pakistan. Ma questo naturalmente andrebbe contro la conservazione di un'influenza statunitense in Pakistan, ed è improbabile che si verifichi un vero cambiamento nei rapporti attuali tra i due paesi.


    Quanto all'Afghanistan, è chiaro che già da qualche tempo i taleban avevano preso le distanze da al-Qaeda e da Osama, per poter perseguire il loro progetto di tornare al potere. La morte di Osama non potrà che rafforzare la loro posizione in Afghanistan, e accelerare il processo che condurrà alla cacciata degli Usa dal paese, cosa di cui le forze armate statunitensi in verità si rallegrano. Negli Stati uniti qualcuno dirà che questa "vittoria" dovrebbe permettere il necessario negoziato politico con i taleban. E alcuni che si opponevano comunque all'intervento statunitense sosterranno che non esiste più una minaccia plausibile a giustificare la permanenza delle truppe nel paese. Che questo sia uno scenario possibile si può constatare ascoltando il grido di angoscia levatosi tra gli elementi non-pashtun dell'Afghanistan del nord rispetto a entrambe le conclusioni.


    Ma allora, l'uccisione di Osama fa una qualche differenza almeno negli Stati uniti? Sì, questo sì. Il presidente Obama, ordinando quell'operazione, ha corso un grosso rischio politico, soprattutto decidendo di condurla con i Seals invece che bombardando la residenza. Se qualcosa fosse andato storto lui sarebbe finito politicamente. Ma niente è andato storto. E tutti gli argomenti repubblicani sul capo debole, soprattutto in materia militare, sono stati confutati. Questo lo aiuterà alle prossime elezioni, non c'è dubbio. Però, come hanno osservato tanti commentatori, lo aiuterà, ma solo un poco. L'economia continua a essere la grossa questione interna della politica statunitense. E la rielezione di Obama e le prospettive elettorali dei democratici saranno influenzate soprattutto dalle questioni di portafoglio nel 2012.
    E allora fa differenza la morte di Osama? Non tanta.

    Traduzione di Maria Baiocchi


I COMMENTI:
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  • se obama vuole avvicinarsi alla cina,visto che la cina ha in mano il loro debito pubblico lo puo fare facendo la guerra al pakistan,forse e per questo che il pachistan voleva far interrogare agli stati uniti le mogli di Osama per scagionarsi.se la cina fa la brava puo investire meno soldi in armamenti e aiutare gli americani,se no fa l eroe americano per gli americani conservatori gli altri fanno i poveracci come noi.intanto l economist oltre a parlar male di berlusconi dichiara che e vero c e una cospirazione un elite di persone che vogliono governare tutto il mondo,cosi spudoratamente anche perche l economist e finanziato dal bildelberg ci va regolarmente e tanto chi puo fermarli?. 18-05-2011 16:27 - loris
  • Dire che Bin Laden non contasse più nulla o che la stessa Al Qaeda fosse ormai in declino sa tanto di "wishful thinking".

    In realtà non vedo come sia possibile negare un fatto tanto evidente: la morte di Bin Laden è una netta vittoria per gli USA.
    Gli USA hanno eliminato il simbolo stesso del terrorismo. E se qualcuno -compreso qualche "antimperialista" nostrano- l'ha digerita piuttosto male è facile immaginare quali contraccolpi stiano subendo militanti e simpatizzanti della jihad.
    Talebani inclusi.

    Senza dimenticare il "bottino" di informazioni sequestrate dai Seals nel corso del raid di Abbottabad.
    Nessuno di noi ha la possibilità di valutare la loro reale importanza.
    Nessuno di noi.
    Ma neppure i complici di Bin Laden possono sapere cosa è stato sequestrato.
    E questo non li rende certo più forti di prima. 18-05-2011 14:43 - Galaverna
  • Osama bin Laden è morto da almeo 10 anni, Al qaeda è sparita, non è più operativa dopo l'attacco Usa alle grotte di Tora Bora nel 2002, e non contava allora più di 400 componenti. C'è la testimonianza di Alain Chouet capo nel 2010 dei Servizi di Sicurezza Francesi, davanti alla commissione Affari Esteri del Senato Francese, facilmente reperibile in video su Internet.
    Chi ha uato dal 2002 il logo Al Qaeda o sono movimenti di opposizione , disfruttati dalle monarchie arabe o musulmane filo occidentali per dare un'impronta di forza e pericolosità alla loro lotta, senza per questo aver minimamente a che fare con la defunta da anni AlQaeda. oppure gli Usa per compiere attentati sotto questa sigla e giustificare operaazioni di invasione, ingerenza in altri Stati. 18-05-2011 14:26 - giovanni
  • Quello che fa pi\ schifo di tutto e' come gli amerikani dissacrano ogni avversario.
    E' disgustoso sentire delle riviste porno a Osama.
    E' molto disgustoso sapere che non hanno vergogna di aver ammazzato come un cane un uomo che non poteva rispondere ai colpi.
    Una vera eseguzione e se ne vantano.
    La casa cimematografica dei bambini amerikani,sta per mettere in giro tanti oggetti e tanti video su questa operazione.
    E' terribbile sapere che esistono persone al mondo che non si rendono conto del loro ORRORE!
    Un tempo,nel Vietnam mascheravano l'ORRORE con dei cerotti e delle caramelle.Oggi invece.... 18-05-2011 14:17 - maurizio mariani
  • La massa umana cresce a causa delle invasioni migratorie i metri quadri sul pianeta non crescono ... sempre piu' giovani arrabbiati in molti conflitti la opzione sangue versato diventa economicamente e politicamente sempre piu' a portata di mano le tecnologie mentali sono disponibili da millenni ... instabilita' ... resistere alla tentazione, al prurito sul grilletto sempre piu' difficile da ambo le parti basta una scintilla una parola scelta male ... 18-05-2011 13:59 - bozo4
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