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Loris Campetti
Italia in ginocchio
Un paese invecchiato, sfibrato e sfiduciato. Un paese in ginocchio. È questa la radiografia dell'Italia berlusconizzata in cui crollano le aspettative di lavoro, i giovani cervelli fuggono all'estero, quelli che restano conducono una vita precaria sostenuta dai genitori che però stanno impoverendo. Diminuisce il risparmio, persino la scolarizzazione è in caduta libera. Si lavora e si studia sempre di meno, non si fanno investimenti, si ammazza la ricerca. Ieri ce l'ha raccontato l'Istat, domenica l'abbiamo visto in una delle più efficaci puntate di Report, sabato è stata la volta del Censis.
Altro che luci e ombre, come goffamente sostiene, arrampicandosi su specchi insaponati, qualche pierino in forza al governo: l'Italia è al collasso, sempre più diseguale tra nord e sud e tra ricchi e poveri, tra uomini e donne e tra lavoratori (o aspiranti tali) indigeni e migranti. Certo, lo sapevamo, ce l'ha raccontato qualche mese fa Marco Revelli nel suo ultimo libro Poveri noi. Il fatto grave è che non si vede inversione di tendenza; anzi la crisi, che ormai è anche sociale e culturale, si sta aggravando e il tunnel sembra sempre più lungo e scuro.
Questa debacle che ci getta nel sottoscala dell'Europa non è tutto «merito» di Berlusconi, ma nessun altro sarebbe riuscito meglio del telepredicatore delle paure in questo miracolo al rovescio. Con una politica economica dissennata che ha distrutto risorse intellettuali e materiali. E viene ancora a raccontarci che dovremmo avere paura dei comunisti, dei rom, dei minareti, dei centri sociali, quando è proprio da Berlusconi, dal suo governo e dalle sue politiche che dobbiamo guardarci. Già parlare di politica economica - per non dire industriale - è un eufemismo: Berlusconi lo sfrontato e Tremonti il contabile non hanno progetti per il paese, sanno solo tagliare, tutto tranne i sottosegretari, i capital games e i loro interessi. Siamo rimasti uno dei pochi paesi in cui parlare di reddito di cittadinanza è una bestemmia, ci riempiono la testa con l'amore e la famiglia mentre sterilizzano l'amore (fare figli è un lusso per pochi) e immiseriscono l'ultimo ammortizzatore sociale per un paio di generazioni di giovani precarizzati o espulsi. Poi ci dicono che dobbiamo riprendere a consumare. Finalmente dal paese qualche segnale di vita è arrivato: dai giovani, dagli operai e dagli studenti che portano in piazza la loro dignità, e dalle urne, domenica prossima, potrebbe arrivare un secondo segnale generale: l'Italia ha paura, sì, ma di Berlusconi ed è pronta a liberarsene.
- 31/05/2011 [11 commenti]
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di gianni - 06.08.2013 06:08












E Berlusconi e tutta la sua famiglia?
Loro hanno soldi,e non sono affatto stanchi!
Tremonti ha ragione a dire che non è vervo,quello che dice l'indaggine.Lui è pieno di soldi,i suoi amici sono pieni di soldi e persino il Trota prende ben tredicimila euro per non fare un cazzo come rappresentante politico della Lega in un comune leghista!
Ma chi è che si muore di fame?
Il Vesuvio,come diceva qul famoso geologo napoletano è tutto pieno di purè di patate e la gente in Italia raccoglie ciliege e limoni per le strade del napoletano!
La terra del sole è ricca e ben alimentata con dell'ottimo pergolato!
I buggiardi e zozzi comunisti dicono così perche vogliono far piangere il nostro amato nanetto,che è tanto sensibbile ai casi disastrosi:(Vedi Rubi)
Non permettiamo a questi signori incravattati dell'ISTAT di far accorare il nostro amato berlusca,che come un bambino,crede ancora a tutte le fregnacce dei sondaggi! 24-05-2011 20:29 - mauriziomariani
Questa storia dell’invecchiamento della popolazione ve la dovete ficcare nel culo, con il 35% dei giovani senza lavoro e con l’espulsione dei quarantenni considerati già vecchi. Andate a cercarvi un lavoro non garantito, anziché scaldare la sedia ai ministeri o come dipendenti dello stato, per consigliare poi agli altri di farsi imprenditori. 24-05-2011 19:46 - Carlo
Credete di vivere in un sistema economico perfetto, il migliore che ci si potesse attendere dall'evoluzione socio-economica?
Vi dimostrerò il contrario.
Il vero potere non è nelle mani dei governi, che si presume siano legittimamente eletti dal consenso dei cittadini chiamati alle urne a votare il partito di destra, centro o sinistra: allo stato attuale delle cose il voto è solo una parvenza, serve a lasciar credere al cittadino che conti ancora qualcosa e concedergli l'illusione di vivere in un sistema democratico.
Il potere reale è, invece, nelle mani del sistema bancario (Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e mi infischierò di chi ne fa le leggi. [Mayer Anselm Rothschild, banchiere tedesco]).
Perchè vi chiederete?
Avete presente l'art.1 della nostra Costituzione?
Art. 1: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."
Quando si parla di sovranità popolare in essa è racchiuso anche il concetto di sovranità monetaria, ossia il potere di uno Stato di emettere la propria moneta necessaria a far fronte alla spesa pubblica del paese nell'interesse dei cittadini.
La sovranità monetaria, in un contesto in cui tutta la nostra vita è basata sugli scambi di beni e servizi attraverso la moneta, resta quindi uno dei principali poteri che dovrebbe detenere lo Stato.
Oggigiorno, invece, gli Stati sono privati del potere relativo alla sovranità monetaria, poichè quest'ultima è stata interamente affidata alle Banche Centrali, che altro non sono che delle società private nei fatti, ma che si spacciano da enti pubblici (la Banca d'Italia è per il 95% in mano di banche commerciali e assicurazioni, solo una quota del 5% è in mano allo Stato, detenuta da INPS e INAIL).
Lo Stato ha demandato a privati l'organizzazione della sua politica monetaria (come dimostrato da sentenze giuridiche), trasformandoci di fatto in schiavi del sistema bancario.
Cosa succede quando lo Stato necessita di moneta per la spesa pubblica, ossia produrre scuole, ospedali, strade, pagare lo stipendio ai dipendenti pubblici, finanziare le forze dell'ordine? Stampa i soldi e produce quel che occorre? NO!
Non può far altro che chiedere alla banca centrale, detentrice del potere monetario, di emettere moneta.
Se quindi lo Stato ha bisogno di 100 per la spesa pubblica, concede l'equivalente della somma in Titoli di Stato (bot, cct, a scadenza) alla banca centrale, la quale a sua volta emette e presta i 100 richiesti dallo Stato. Cosa succede a questo punto? I Titolo di Stato altro non sono che delle "promesse di pagamento" future, e sono gravate di interesse; ciò significa che se, ad esempio, oggi lo Stato emettesse 100 in Titoli tra due anni (le scadenze variano a seconda del titolo) si impegnerà a restituire alla banca centrale 100 (cifra originaria richiesta in prestito) + 4 (interessi sui titoli).
In questo meccanismo descritto sopra ci sono 2 TRUFFE a danno dei cittadini:
1) La prima sta nel fatto che i 100 di emissione monetaria della banca centrale sono emessi a costo irrisorio: produrre una banconota cartacea costa circa 0,30€ (costi tipografici di carta, inchiostro, filigrana), mentre la banca centrale presta (addebita) allo Stato il valore nominale iscritto sulla banconota stessa. E' come se un amico mi chiedesse di stampargli un fac-simile di banconota da 100€, a me costa 0,30€ (costo tipografico di carta e colori) ma chiedo di farmela pagare 100€, ossia al valore nominale, cioè l'importo riportato sulla banconota stessa.
Questa truffa prende il nome di signoraggio (primario).
" E' assurdo dire che il nostro paese può emettere titoli ma non può emettere moneta. Entrambe sono promesse di pagamento; ma una promessa ingrassa l'usuraio, l'altra invece aiuta la collettività." (Thomas Edison - New York Times, 1921) .
Notate qualche differenza tra le due banconote? Esatto... le 500 lire erano ancora emesse dallo Stato (infatti si legge la dicitura "Biglietto di Stato a corso legale" e riporta in alto la scritta "Repubblica italiana"); mentre sulla banconota da 100 euro troviamo soltanto i logo della B.C.E. (ovvero la privatissima Banca Centrale Europea).
Il denaro incassato dalle banche centrali attraverso l'artificio (truffa) del signoraggio in teoria verrebbe distrutto dalle banche stesse al termine del "prestito" (titoli di stato-moneta), in realtà questo viene invece dirottato, attraverso la complicità delle Stanze di Compensazione, i cosiddetti notai della Banche Centrali (vedi scandali Euroclear, Clearstream), verso paradisi fiscali ed occultando i tracciamenti bancari.
2) la seconda truffa sta nel fatto che se lo Stato chiede 100 in prestito, ma dovrà restituire 104, ci saranno sempre 4 (interessi) che non esistono nella massa monetaria e che comunque sarà costretto a restituire per coprire il prestito.
Come farà quindi lo Stato a ripagare il debito?
Ha due opzioni: o riduce la spesa pubblica (quindi meno beni\servizi alla collettività) ed aumenta la pressione fiscale ai cittadini, oppure chiede alla banca centrale un nuovo prestito in grado di estinguere il vecchio debito e far fronte ad una nuova spesa pubblica.
Adesso intuite perchè gli Stati hanno un debito pubblico grande come una casa? Perchè non riescono mai ad estinguere il prestito richiesto, cosa che invece non accadrebbe se lo Stato avesse il potere di emettere la propria moneta necessaria a soddisfare le esigenze di vita dei cittadini e quindi evitando di indebitarsi.
Inoltre se la moneta di emissione statale venisse utilizzata per produrre beni e servizi utili alla collettività non si genererebbe inflazione, cosa che invece avviene con la moneta emessa dalle banche ed immessa nel sistema senza una relativa produzione di beni reali, con conseguente perdita del potere d'acquisto.
In questa sede non mi soffermo su una terza truffa (ben peggiore delle prime due) compiuta dalle banche (questa volta trattasi di banche commerciali) nel creare denaro dal nulla, connessa alla "riserva frazionaria". Vi accenno solo che se tutti i correntisti di una banca Alfa si recassero nello stesso momento agli sportelli della banca, quest'ultima non avrebbe i contanti necessari a ripagare i suoi correntisti!
In questo meccanismo il sistema bancario è agevolato dalla complicità di 3 fattispecie ad esso colluse:
a) Agenzie di Rating: società private (Fitch, Standard&Poor's, Moody's) che giudicano, dietro pagamento, se una società per azioni o uno Stato sia finanziariamente stabile o se sia in grado di sanare i suoi debiti.
Queste società altro non sono che delle "prostitute" del sistema bancario.
Vien da sè che se un'agenzia di rating esprime giudizio negativo sull'economia di un Paese, obbliga questo ultimo ad offrire titoli di Stato con un tasso di interesse maggiore per renderne più appetibile la compravendita dei titoli (evitare aste deserte) ma nel contempo generare un debito pubblico più elevato dovuto alle difficoltà di rastrellare denaro dalla collettività
b) Politica: tutti i partiti politici sono collusi con i banchieri privati; dietro ogni grande partito politico c'è un istituto bancario che lo finanzia da principio, già durante la campagna elettorale.
Motivo per cui nessun politico finora parlerà mai pubblicamente dell'esistenza della truffa del signoraggio o dell'espropriazione della sovranità monetaria.
I politici, dal presidente americano Lincoln, il presidente americano J.F.Kennedy (vedi ordine esecutivo 11110), il presidente del Burkina Faso Thomas Sankara, giusto per citarne alcuni, sono tutti morti assassinati per aver osato sfidare il sistema bancario, aver provato ad emettere moneta di Stato o per aver lottato per annullare il debito pubblico.
c) Mass-media: la maggior parte dei mezzi di informazione non sono altro che ramificazioni delle stesse banche e partiti politici, mistificatori di informazione e, pertanto, censuratori di verità scomode che la collettività non deve conoscere. E' preferibile tenere occupata la collettività divertendola con serie TV, grande fratello, isola dei famosi, partite di calcio, purchè venga impedito di approfondire le informazioni, appurare la veridicità delle notizie e senza avere il tempo di pensare e farsi una propria opinione.
L'uomo moderno è imbrigliato, come un criceto che corre all'interno di una ruota nella sua gabbia, dentro questo ciclo ripetitivo: lavora, guadagna, compra e consuma.
In virtù di questo meccanismo lo Stato è costretto a tassare la ricchezza dei cittadini per coprire, in parte, quanto deve ai banchieri privati. Divenuta entità paragonabile a una scatola vuota, depredata del suo potere più importante (quello di emettere moneta) e resa schiava del sistema bancario, lo Stato a sua volta incatena i suoi cittadini obbligandoli a contribuire al pagamento del debito sovrano, servendosi in molti casi di "strozzini legalizzati" quali Equitalia Polis S.p.A., incaricata dell'esercizio dell'attività di riscossione nazionale dei tributi e contributi. Una società per azioni che, qualora ti dimenticassi o fossi impossibilitato a pagare imposte\multe, provvederebbe ad inviarti una cartella esattoriale maggiorata di sanzioni ed interessi ed avvierebbe un'ipoteca sui tuoi beni reali, arraffando la tua casa, lo stabilimento e i macchinari della società dove lavori costringendola al fallimento e a licenziare i suoi dipendenti, depredandoti di quanto altro sia di tua proprietà pur di liquidare il debito.
Ciò è il male cagionato ai singoli cittadini direttamente.
Indirettamente, invece, lo Stato visto come istituzione, o meglio, come ordinamento giuridico politico, è costretto a sottostare al ricatto delle grandi Corporations, le quali grazie all'aiuto di istituzioni sovra-nazionali, non elette da alcun cittadino, quali F.M.I. (Fondo monetario internazionale) e W.T.O. (Organizzazione mondiale del Commercio), introducono i dogmi del capitalismo e quindi del libero mercato: lo Stato viene obbligato a cedere "una quota di sè", ossia permette a compagnie private di occuparsi della gestione relativa all'erogazione di beni e servizi utili alla collettività. Parliamo di <>, ossia quel processo economico che sposta la proprietà di un ente o di un'azienda dal controllo statale a quello privato (il contrario della nazionalizzazione).
Ecco allora che a partire dagli anni novanta in Italia si assistette al processo delle privatizzazioni, a cominciare col settore bancario seguito dal settore energetico, dei trasporti, dal settore dell'aeronautica e della difesa, dalle telecomunicazioni, etc. .
Quote pubbliche appartenenti allo Stato sono finite nella mani di privati, ossia di S.p.A., ovvero società per azioni che hanno come primo obiettivo quello di fare profitto, privilegiando gli interessi dei loro azionisti che spesso non coincidono con gli interessi dei cittadini.
Tutto ciò è in contrasto con l'articolo 41 della Costituzione italiana, che afferma:
" L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali."
Questo sistema economico, basato sulla cessione della sovranità monetaria e quindi sul fatto di trasformare i cittadini in debitori di organismi privati che non si prefiggono un'utilità sociale, bensì unicamente lucrativa, va a ledere la dignità umana ed è quindi in contrasto con l'art.41 della Costituzione.
Purtroppo la collettività è volutamente lobotizzata da distrazioni di massa. Dopo una giornata stancante di lavoro si preferisce restare comodamente seduti sul divano di casa propria a godersi un film o una partita di calcio, invece di accorgersi dell'irrazionalità del sistema socio-economico di cui se ne fa parte. La maggioranza dei cittadini vive ignorando il reale funzionamento del sistema economico; quei pochi invece che lo conoscono si dividono in due schiere: quelli che cercano insabbiare e censurare le informazioni su di esso e quelli che cercano di diffonderle ed offrire spunti di ricerca o di confronto.
C'è una gran bella differenza tra il Vivere e il sopravvivere: adesso stiamo sopravvivendo, soggiogati dal potere oligarchico banche-corporations.
La cosa peggiore non è la violenza
degli uomini malvagi
ma il silenzio degli uomini onesti.
(Martin Luther King)
http://www.perilbenecomune.net/index.php?p=24:6:2:119:415 24-05-2011 19:20 - sveglia parassiti
Link:http://selacapo.net/new/la-voce/2011/05/17/la-denuncia-di-un-giovane-disoccupato-in-affitto-in-italia-le-buone-idee-non-fanno-mangiare-documentario/ 24-05-2011 17:01 - Pasquale