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COMMENTO
26/05/2011
  •   |   Ugo Mattei
    Napolitano anti-scippo

    Nulla di sostanziale è cambiato con l'approvazione definitiva del decreto omnibus, che contiene lo «scippo» del referendum sul nucleare. Già sapevamo che non c'erano le condizioni di necessità ed urgenza previste dalla Costituzione, come ribadito da un appello di giuristi ed intellettuali, pubblicato sul sito www.siacquapubblica.it e sottoscritto da quasi 8000 persone (si può ancora farlo). E già sapevamo che la sospensione del piano energetico altro non è che un tentativo furbesco di depotenziare la tornata referendaria del prossimo 12 e 13 giugno, che proverà ad assestare il colpo del ko ad un governo già traballante. Prevedibile era anche il voto di fiducia, date le condizioni sgangherate di una maggioranza parlamentare che non è in grado di affrontare alcuna discussione nel merito dei problemi.
    Del resto, era stato proprio un voto di fiducia, quello con cui era stato approvato alla Camera il decreto Ronchi lo stesso giorno in cui in Senato veniva presentata la proposta di legge della Commissione Rodotà, a costringerci al referendum sull'acqua bene comune. Mentre sarebbe stata necessaria una discussione seria sulla strutturazione giuridica del nostro patrimonio pubblico e dei nostri beni comuni, ecco che il governo tentava il saccheggio definitivo di acqua e servizi pubblici.
    Neppure imprevedibili erano le scorrettezze del governo per scongiurare scongiurare dei referendum temuti perché rappresentano la prima risposta istituzionale di rango costituzionale, in un paese occidentale, espressamente contraria al modello di sviluppo neoliberista. Una tornata referendaria contro l'ideologia delle privatizzazioni e la concentrazione del potere tipica di un modello di sviluppo fondato su grandi opere inutili e dannose come le centrali nucleari non poteva che scatenare ogni sorta di interesse contrario. Se a questo si aggiunge, in salsa italica, una battaglia per la sottoposizione alla legge del Presidente del Consiglio, non può sfuggire il significato politico potenzialmente dirompente della partita che abbiamo aperto.
    In una prima fase Ronchi e Tremonti hanno cercato di far credere che fosse stata l'Europa ad averci dettato la privatizzazione dell'acqua e che quindi i referendum non fossero ammissibili. Questa tesi sfidava il buon senso, visto che in Francia si è ripubblicizzato e in Olanda da sempre si usa un modello pubblico partecipato. Sconfitta questa tesi alla Corte Costituzionale, il governo ha investito 350 milioni di euro per far fallire il quorum, rifiutando l'accorpamento con le amministrative. Non pago dello sperpero, dopo l'incidente atomico di Fukushima, che aveva trasformato il referendum sul nucleare nel vero traino dell'intera operazione quorum, ha posto in essere una campagna, anche mediatica, fatta di un mix fra silenzio e mistificazione della realtà.
    Tuttavia l'effetto boomerang del tentativo truffaldino di scippo referendario inserito nel decreto omnibus è stato evidente. Oltre all'appoggio ufficiale del Pd, abbiamo incassato quello, molto importante, del mondo cattolico e forse perfino della Lega. Un sostegno naturale, quest'ultimo, vista la brutale centralizzazione del potere operata dalla legge Ronchi, che toglie ai territori ogni possibilità di scelta su come gestire acqua e servizi pubblici.
    Adesso la palla è nel campo del Presidente della Repubblica, e soltanto se lui firmerà subito dovrà poi pronunciarsi l'Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione. A costo di essere accusati, come si usa fare oggi con chi pretende che il Presidente tuteli sempre la Costituzione, di «tirare per la giacca Napolitano», mi sento di chiedergli di non firmare e di cogliere quest'occasione per «chiedere alle Camere una nuova deliberazione» (art. 74 Cost.). Il supremo garante dovrebbe rinviare loro il decreto omnibus con un messaggio che chiarisca il senso della locuzione «in casi straordinari di necessità e di urgenza» (art. 77 Cost.) e soprattutto il significato costituzionale del voto di fiducia. Questa sarebbe una buona azione costituzionale, che salverebbe il referendum sul nucleare e darebbe una nuova lezione di diritto costituzionale ad una maggioranza restia ad apprenderlo.
    In caso contrario, dovrebbe essere la Cassazione a scongiurare il saccheggio della democrazia. Gli alti giudici potranno farlo semplicemente seguendo i precedenti orientamenti, secondo cui è allo spirito e non solo alla lettera della norma che devono guardare nel decidere se il referendum sia superato da un successivo provvedimento legislativo. In questo caso tanto lo spirito quanto la lettera del decreto omnibus dimostrano che esso non rende il referendum superfluo perché di mera moratoria si tratta.


I COMMENTI:
  • oh vivian povero napolitano!lui cosi ingenuo! 27-05-2011 14:09 - lulu
  • Napolitano?
    Leggete qui: http://www.dirittodicritica.com/2009/12/03/il-curioso-caso-di-giorgio-napolitano/
    Insomma, la solita fandonia di avere un Presidente del Consiglio espresso dalla maggioranza ed un Presidente della Repubblica espressione dell'opposizione. In una società capitalistica è il potere economico/finanziario che comanda. Sotto, rispondono tutti ad esso. La primazia della politica è finita da un pezzo.
    Inoltre nella storia di Napolitano ci sono un po' troppi cambiamenti di bandiera. Dall'estrema destra nei GUF, al PCI e poi al centro.
    In merito all'annullamento del referendum sul nucleare vediamo cosa farà. Con il combinato degli articoli 73, 74 e 77 della Costituzione ha tutte le carte in mano per permettere agli italiani di esprimersi liberamente in merito. 27-05-2011 01:51 - gianni terzani
  • UN SOLO APPELLO AL PRESIDENTE NAPOLITANO (CHE SPERO MI LEGGA):
    DIMOSTRI LA SUA DIGNITA' E SI RIFIUTI DI FIRMARE TUTTI I PROVVEDIMENTI ANTICOSTITUZIO= ONALI DEL GOVERNO BERLUSCONI!!! 26-05-2011 23:49 - GIOVANNI
  • Concordo in pieno con l'articolo di Mattei: è indecente che gli italiani residenti all'estero abbiano già votato anche la scheda sul nucleare e che le schede con quel quesito siano già state stampate. Oltre alla beffa del mancato accorpamento con le amministrative - che ci costa qualche centinaia di migliaia di euro - un'altra beffa incredibile. Il paese di Pulcinella! 26-05-2011 13:22 - lorenzo
  • Siamo alle solite: quando il Governo ne combina una delle sue, solo a vostro dire - s' intende, subito scatta il solito riflesso condizionato di "tirare la giacchetta" a Napolitano! Questo vecchio ed antipatico vizio, in passato ricorrente anche con altri Presidenti ed anche da parte di altre parti politiche, da quando il buon Napolitano è salito al "colle" ha raggiunto ultimamente da parte vostra delle vette parossistiche che mai prima si erano viste... La cosa è molto strana, specie x chi continua a citare in continuazione la Costituzione (a sproposito, il più delle volte!): come farvi capire che i poteri del Presidente della Repubblica sono ben definiti, precisi ma diversi ed altri da quanto voi erroneamente invocate quasi quotidianamente??? Non è che se una legge non vi piace, subito dovete andare a chiedere aiuto al cosiddetto "garante" della Costituzione. I poteri sono ben definiti e chiari: il Governo legifera ed il Presidente vigila, mica può scendere in campo anche lui o sposare delle tesi particolari e di parte! Insomma, è possibile che il Governo sia molto partigiano e faccia molte leggi che non condividete, pur discutibili, ma ciò è esattamente nelle facoltà dello stesso. Viene il sospetto che voi, a vostra volta molto di parte, non riusciate a capire e/o accettare i precisi limiti posti alla figura presidenziale; o non sarà forse che, memori del fatto che Napolitano fu in passato uno dei vostri, finite quasi sempre per considerlo in qualche modo ancora tale??? Secondo me non gli state facendo un buon servizio, anche perchè laddove nel recente passato abbia riscontrato evidenti aspetti d' incostituzionalità in alcune norme licenziate dal Governo, è sempre prontamente e puntualmente intervenuto! Nel caso in specie, pertanto, se ci fossero tali evidenti aspetti d' illegalità contenuti nel decreto omnibus, in particolare per la parte che si riferisce ai referendum, state tranquilli che lo farà anche questa volta, senza bisogno che il "grillo parlante" di turno s' alzi a strepitare e/o a stracciarsi puntualmente (ed inopportunamente!!!) le vesti... 26-05-2011 13:07 - Fabio Vivian
  • Una legge fatta per scongiurare i referendum una volta proposti è una legge anticostituzionale perchè mira ad impedire ai cittadini di esprimersi in merito; è una palese azione del governo atta a limitare, eludere e impedire il diritto dei cittadini.
    Un governo che opera con tali modalità è evidente che fà attoività anticostituzionale e prima và a casa e meglio è per tutti! 26-05-2011 12:27 - Gromyko
  • Quoto in pieno il commento di Carlo. 26-05-2011 11:33 - Paolo
  • Giorgio Napolitano e' un testimonial delle guerre umanitarie, non vedo perche' dobbiamo affidare a lui le nostre giuste battaglie, facendogli tra l' altro degli spot gratuiti. Ha gia molti media ad amplificare le sue posizioni ,che almeno dal punto di vista dei civili a rischio di missili ad uranio impoverito , non sono tanto carine. 26-05-2011 10:58 - marco p.
  • Ma davvero credete che Napolitano si preoccupi del rispetto della costituzione? Forse viviamo in mondi paralleli, ma io rimango sbalordito quando leggo di questi appelli. Non mi sembra che fino ad ora non si sia certo distinto quale garante della costituzione, né tantomeno della legalità e del rispetto delle norme elementari per la democrazia. Quando si è presentata l'occasione si è appiattito sulle posizioni del governo, infischiandosene degli interessi del paese, come ad esempio alle ultime amministrative, quando la maggioranza pasticciona ha modificato le regole per l'ammissione alla competizione elettorale in corso d'opera, e ancora peggio, consentendo e giustificando l'aggressione armata alla Libia, infischiandosene del buonsenso, delle leggi internazionali e soprattutto della nostra costituzione, che viene chiamata in campo da tutti in base alla convenienza del momento. La verità è che già al tempo del PCI non brillava certo per le sue spinte progressiste e adesso sta dimostrando apertamente di essere un conservatore legato anima e corpo alla linea e ai criteri che regolano forze egemoni mondiali. Non c’è speranza per un futuro diverso se non riusciamo a scorgere i mistificatori e coloro che operano contro gli interessi della collettività e l’emancipazione delle masse dal dispotismo e dalla frode. 26-05-2011 09:33 - Carlo
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