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COMMENTO
07/06/2011
  •   |   Manlio Dinucci
    La cultura della Difesa

    Chi ha detto che il sistema d'istruzione non si rinnova? C'è una nuova materia, dalle materne ai corsi post lauream, di cui sono già avviate le sperimentazioni. A Pisa, per iniziativa del Comune, 1.500 bambine e bambini delle scuole dell'infanzia, primarie e medie sono stati condotti il 27 aprile nella caserma della Brigata Folgore, dove per il secondo anno si è svolta la «Giornata della solidarietà». Che impressione hanno avuto i bambini? Che la caserma è un luogo bellissimo, dove tante persone simpatiche ti fanno fare tanti giochi, dai percorsi a ostacoli alle gare di orientamento, dove dal cielo scendono supereroi alati che volteggiano lasciandosi dietro scie di fumo tricolore e, quando atterrano, schiacciano con gli scarponi i palloncini gialli al centro del bersaglio. E insieme alla bandiera della Folgore (due ali bianche che lanciano un fulmine giallo-oro), ne portano un'altra con scritto «Nicola». Il nome del maggiore Ciardelli - spiegano agli alunni - ucciso il 27 aprile 2006 a Nassirya in Iraq, dove in missione di pace aiutava i bambini. L'associazione Nicola Ciardelli, aiutata da Regione e Croce Rossa, aprirà a Firenze, vicino all'ospedale Meyer, la «Casa dei bambini di Nicola» per curare le piccole vittime delle guerre. Analoghe iniziative in altre scuole primarie e medie. In quelle del Trentino è stato diffuso un calendario Nato/Isaf, con in copertina un blindato italiano in Afghanistan, armato di mitragliatrice, e foto di soldati italiani che, in assetto di guerra, regalano ai bambini afghani palloni bianchi con scritto «Isaf», che li curano amorevolmente, che vengono accolti nei villaggi da bambini festanti.
    Nelle scuole superiori si usano altri metodi educativi. A Castrovillari (Cs), militari in cattedra e diffusione di opuscoli in cui si spiega che «entrare nell'esercito significa valorizzare se stessi». A Rovigo, lezione di tattica militare e combattimento con armi ad aria compressa. Una migliore preparazione i ragazzi la possono avere con il corso «Allenati per la vita», promosso dai ministeri dell'istruzione e della difesa, valido come credito formativo: vengono addestrati al combattimento con armi ad aria compressa e a percorsi ginnico-militari (arrampicata, nuoto, orientamento). E, compiuti i 18 anni, possono partecipare ai corsi di formazione «Vivi le Forze Armate. Militare per tre settimane», per «condividere i valori che promanano dalle Forze Armate». A livello universitario, il top è il corso di «peacekeeping» tenuto, con il Centro militare di studi strategici, dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che ha celebrato con una conferenza dell'Associazione Allievi i «dieci anni di impegno politico e militare» dell'Italia in Afghanistan. E mentre l'Italia partecipa alla guerra in Libia (la quinta in due decenni) arriva in Senato - dopo essere passata alla Camera grazie a un'intesa multipartisan (Pd, Idv, Pdl, Lega) - la legge per «la promozione e diffusione della cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà» in particolare nelle «scuole di ogni ordine e grado». Ha dunque ragione il presidente Napolitano: l'Italia, oggi fermo presidio della pace, si è lasciata alle spalle gli anni bui del bellicismo fascista. Oggi la cultura della guerra con libro e moschetto è divenuta «cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà».


I COMMENTI:
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  • Se la cosiddetta crisi (in realtà è una rapina legalizzata su vasta scala) si
    acuisce, le elite economiche ci manderanno ancora piu' immigrati a rapinare
    welfare.

    A meno che noi non si cominci subito ad espellere senza sanatorie zingari e
    clandestini.

    Svegliatevi prima che sia troppo tardi se non vi fate rispettare vi mettono i
    piedi in testa. 08-06-2011 18:03 - bozo4
  • Gentile Manlio Dinucci,
    in qualità di Presidente dell'Associazione degli Allievi della Scuola Superiore Sant'Anna, tengo a precisare a Voi ed ai lettori che l'iniziativa del 23 maggio scorso non era una celebrazione, ma una conferenza finalizzata esclusivamente a fare informazione. Ho già avuto modo allora di chiarire questa situazione nei miei brevissimi saluti in avvio di conferenza (http://www.radioradicale.it/soggetti/michele-pedone).
    A parte questa piccola inesattezza, comunque, ho trovato l'articolo di grande interesse.
    Cordialità,
    Michele Pedone 08-06-2011 11:14 - Associazione degli Allievi della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa
  • per Vittorio delle 15.43
    Ma che stai a dì?
    Militia Christi finanziata da chi? 08-06-2011 00:15 - Armando
  • Sono un'insegnante e non capisco come molti commenti possano sottovalutare il problema. Far familiarizzare i bambini con le armi e i veicoli da guerra è un'operazione mistificante - è bello giocare salendoci sopra, si diventa forti allenandoci a sparare: vedi mostra all'aperto in questi giorni vicino a Villa Borghese - e pericolosa: contribuisce a diffondere una sottocultura della violenza (fascista) che poi si riversa subito sugli "stranieri" che sono da noi e in genere sui più deboli e meno integrati. E' un orrore. La scuola deve fare educazione alla pace. (Le "guerre" "di sinistra" le considereremo se ce ne sarà l'occasione: oggi la situazione è ben diversa). 07-06-2011 23:10 - cristina mattiello
  • Per me va bene, accetto; ma a patto che facciano visitare, con la stessa partecipazione, le diverse facoltà universitarie.. 07-06-2011 22:02 - Giovanni
  • @belli 75

    sono del 76 e sono genitore. pensi che non 'vedere' i carri armati salverebbe tuo figlio da qualcosa? non si deve aver paura degli oggetti ma delle idee e ti garantisco che sono ben più subdole di un carro armato 07-06-2011 21:39 - stefano biag
  • caro dinucci, ma che dici? l'esercito non può essere bello solo quando è milizia popolare o quando resiste. se noi di sinistra abbiamo ancora problemi con questa 'idea' siginifica che siamo davveor fuori tempo. altra cosa è criticare le ragioni delle missioni internazionali ecc ecc... 07-06-2011 21:37 - stefano biag
  • Dopo tutto, anche l' Esercito Italiano cerca di "vendere" se stesso come prodotto alle nuove generazioni.

    Il modo in cui lo fa è discutibile, è verissimo, ma cosa si aspetta il signor Dinucci??? Che ai bambini delle elementari si dica che esiste solo il "pacifismo" militante senza se e senza ma? Anche quello sarebbe un sistema per fare solo propaganda.

    D' altra parte, chiunque tira l' acqua al proprio "mulino": ad esempio, come mai alle numerose manifestazioni della sinistra ci sono così tanti bambini con bandiere, slogan, striscioni, ecc. ??? Quella lì è forse tutta farina del loro sacco o i loro genitori, leggermente "militanti", a loro volta gli raccontano le loro “verità”, come minimo altrettanto di parte??? A meno che questi bimbi, magari di 4 o 5 anni, siano già dei "piccoli geni",che tutto hanno già capito tutto per bene e con bene in anticipo...

    E poi, come la mettiamo con la cosiddetta eventuale "difesa della Patria"??? Sempre che il signor Dinucci non creda realmente che il "pacifismo" sia in grado di disarmare gli eserciti e/o di convincere gli aspiranti facinorosi (tra cui alcuni almeno potenziali terroristi, tra l' altro!) dai loro insani propositi.

    Purtroppo, quando uno ti punta una pistola addosso, normalmente l' unica chance REALE per "resistere", per così dire, è averne una più grossa e potente ed essere anche disposti ad usarla... E non è che se ci si presenta disarmati, da bravi "agnelli", davanti ad un lupo, che questi improvvisamente cambi la propria natura, che il signor Dinucci lo creda o meno...

    Pertanto, la "difesa della Patria" è tutto sommato un dovere... C' è persino scritto nella Costituzione della Repubblica.

    Se, poi, chi se ne fa direttamente interprete "pro-tempore", in questo caso, ovvero il Ministro La Russa, abbia effettivamente come minimo un passato "ingombrante" e persino imbarazzante, almeno per certi versi, questo è vero ed innegabile, ma stiamo anche parlando comunque dell’ attuale Ministro della Difesa, perciò perfettamente deputato a farlo... 07-06-2011 20:24 - Fabio Vivian
  • In Amerika,le armi sono dal fornaio,ma anche l'esercito amerikano è più forte che mai.
    Se vieni preso dai soldati amerikani sparisci.
    Altro che l'Italia.
    In Amerika è tutto ingrandito e solo i fessacchiotti pensano di trovarsi in un paese libero!
    Quando l'esercito ha lo strapotere,si possono permettere anche che hai nel cassetto una pistoletta.
    Parlo della Svizzera,non del bucio del mondo imperialista! 07-06-2011 20:15 - mariani maurizio
  • @Mariani
    E com'è che negli USA, dove le armi le trovi al centro commerciale, il popolo armato lo prendono ancora bellamente per il culo, facendogli credere che l'assistenza sanitaria gratutita per tutti è un attentato alla libertà e all'economia del Paese, mentre i governi, di una parte politica come dell'altra, spendono migliaia di miliardi di dollari per le spese militari? 07-06-2011 19:12 - Roberto Alessi
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