-
|
Immanuel Wallerstein
Le spine di Barack Obama
Il presidente degli Stati Uniti è considerato l'individuo più potente del mondo contemporaneo. Barack Obama sta dolorosamente scoprendo di avere ancora un immenso potere di far male e praticamente nessun potere di fare bene. Credo che Obama se ne renda conto ma non sappia come porvi rimedio. Il fatto è che temo non ci sia niente da fare.
Pensiamo per esempio alla sua più grossa preoccupazione attuale: la seconda rivolta araba. Non l'ha cominciata lui, anzi all'inizio l'ha colto di sorpresa come tutti gli altri. La sua reazione immediata è stata ritenere, correttamente, che presentasse grossi rischi per una regione del mondo già fortemente instabile dal punto di vista geopolitico. Gli Usa hanno cercato in tutti i modi possibili di arginare i danni e mantenere la loro posizione, nonché di restaurare "l'ordine". Non si può dire che i loro sforzi siano stati coronati dal successo. Giorno dopo giorno la situazione si è fatta più caotica ed è sfuggita sempre più al loro controllo.
Barack Obama è, per convinzione e personalità, la quintessenza del centrista. Cerca il dialogo e il compromesso tra gli "estremi". Agisce dopo aver attentamente riflettuto e prende le sue decisioni con prudenza. È a favore del cambiamento lento e ordinato, un cambiamento che non minacci l'essenza del sistema di cui non solo fa parte ma è per decreto la figura centrale e il giocatore di punta. Oggi è vincolato da ogni parte a quel ruolo. E tuttavia cerca di continuare a svolgerlo. Ovviamente si chiede: che cos'altro dovrei fare? Quello che ne consegue è che altri giocatori (compresi quelli che un tempo erano stati suoi alleati subordinati ) lo sfidano apertamente e impudentemente e se la cavano - diminuendone vieppiù il potere.
Netanyahu parla al Congresso degli Stati Uniti, che applaude con entusiasmo travolgente il suo discorso insensato, pericoloso e opportunista come si trattasse della reincarnazione di George Washington. Uno schiaffo in faccia per Obama, che tuttavia parlando all'Aipac aveva già ritirato de facto il suo timido tentativo di proporre i confini Israele/Palestina del 1967 come possibile base di una soluzione.
Il governo saudita ha chiarito che farà tutto quanto è in suo potere per difendere i regimi del mondo arabo ed è irritato con Obama per l'accenno occasionale al discorso dei "diritti umani". Il governo pakistano gli ha detto in tutta franchezza che se volesse cercare di fare il duro con loro possono sempre trovare un alleato sicuro nella Cina. I governi russo, cinese e sudafricano hanno dichiarato che se gli Usa dovessero richiedere un'azione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite contro la Siria non avrebbero il loro sostegno e probabilmente non otterrebbero nemmeno la maggioranza dei voti - echi della sconfitta di Bush nel 2003 con la seconda risoluzione sull'Iraq. In Afghanistan, Karzai fa appello alla Nato perché fermi gli attacchi dei droni. E il Pentagono è sottoposto a pressioni per lasciare l'Afghanistan, perché l'operazione è troppo costosa.
Per non cadere nell'illusione che la debolezza degli Stati Uniti sia una questione esclusivamente mediorientale basta dare un'occhiata all'Honduras. Gli Usa avevano praticamente sottoscritto il golpe contro l'ex presidente Zelaya. A causa del golpe, l'Honduras è stato sospeso dall'Oas. Allora gli Stati Uniti si sono dati da fare per far rientrare l'Honduras nell'Oas a pieno titolo con la scusa che era stato formalmente eletto un nuovo presidente. L'America Latina ha resistito a quelle pressioni perché a Zelaya non era stato permesso il rientro malgrado tutti i pretestuosi processi pendenti contro di lui fossero stati cancellati. E dopo? La Colombia (in teoria il miglior amico degli States in America Latina) e il Venezuela (in teoria la nemesi degli Stati Uniti in America Latina) si sono alleati e accordati col governo honduregno al potere per far tornare Zelaya alle sue condizioni. Il Segretario di Stato, Clinton, ha accolto con un sorriso malinconico quella ripulsa de facto della diplomazia statunitense.
Infine, Obama è nei pasticci col Congresso per la guerra in Libia. Secondo il War Powers Act, Obama poteva impegnare le truppe in Libia solo per 60 giorni senza un'esplicita ulteriore approvazione del Congresso. Ormai i 60 giorni sono passati e non c'è stata alcuna iniziativa da parte del Congresso. Continuare la guerra in Libia è chiaramente illegale ma Obama non è in grado di ottenere quell'approvazione. E tuttavia ribadisce l'impegno in Libia. E il coinvolgimento statunitense potrebbe perfino aumentare. Dunque può nuocere, ma non può fare il bene.
Nel frattempo, Obama si concentra sulla rielezione. Ha buone probabilità di successo. I repubblicani si stanno spostando sempre più a destra e politicamente stanno davvero esagerando. Ma una volta rieletto il presidente Usa avrà ancora meno potere di oggi. Il mondo va avanti rapidamente. E in uno scenario così pieno di incertezze e di attori imprevedibili la più pericolosa mina vagante sono proprio gli Stati Uniti.
(traduzione di Maria Baiocchi- Copyright by Immanuel Wallerstein, distributed by Agence Global)
- 30/06/2011 [25 commenti]
- 29/06/2011 [18 commenti]
- 28/06/2011 [27 commenti]
- 27/06/2011 [17 commenti]
- 26/06/2011 [22 commenti]
- 25/06/2011 [4 commenti]
- 24/06/2011 [9 commenti]
- 23/06/2011 [13 commenti]
- 22/06/2011 [11 commenti]
- 22/06/2011 [6 commenti]
- 21/06/2011 [9 commenti]
- 20/06/2011 [5 commenti]
- 20/06/2011 [7 commenti]
- 19/06/2011 [3 commenti]
- 19/06/2011 [11 commenti]
- 18/06/2011 [11 commenti]
- 17/06/2011 [10 commenti]
- 17/06/2011 [3 commenti]
- 16/06/2011 [39 commenti]
- 15/06/2011 [24 commenti]
- 14/06/2011 [14 commenti]
- 13/06/2011 [40 commenti]
- 13/06/2011 [10 commenti]
- 12/06/2011 [7 commenti]
- 11/06/2011 [23 commenti]
- 10/06/2011 [6 commenti]
- 09/06/2011 [12 commenti]
- 08/06/2011 [19 commenti]
- 07/06/2011 [18 commenti]
- 06/06/2011 [9 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Dogfighters
di Filippo Brunamonti - 19.09.2013 01:09
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Non mi sembra che lo stesso abbia poi fatto chissà quali clamorosi errori, anzi...
Siamo in un mondo moltipolare, senza un unico "centro di gravità permanente", ma con mille focolai d' instabilità e caos.
Immaginare che qualcuno, fosse anche il Presidente dell' unica potenza semi-imperiale rimasta, disponga della "bacchetta magica" x aggiustare le cose, mi sembra solo una pia illusione... 12-06-2011 13:45 - Fabio Vivian
interpretabile, soprattutto per chi come l' uomo della strada ha sembre meno
tempo libero per riflettere e viene investito da una sempre più oscura cortina
di segretezza e manipolazione: media in mano a grandi complessi di company
sedicenti private, la guerra congiunta di Stati sempre meno democratici contro
Assange (ma come mai è sparito dai media?), la persecuzione contro l' eroico
soldato Manning, a quanto sembra omosessuale e appassionato di computer,
http://www.nytimes.com/2011/03/15/opinion/15tue3.html
Stanno tormentando il soldato Manning per migliorare la sicurezza e perché la
diffusione di notizie da lui intrapresa è illegale : questi sono esattamente gli
argomenti delle dittature.
La democrazia senza libera circolazione di informazioni è come un corpo umano
svuotato del suo sangue. Questo Obama lo sa bene. Ma il suo primo dovere è non
farsi uccidere, in un pianeta che ha il vizietto di sparare ai presidenti
USA. Questo è uno dei motivi per i quali Obama è un tutt' uno con gli apparati
di sicurezza USA. Un altro motivo è la lealtà: Obama ha giurato di mettere la
sicurezza degli USA al primo posto delle priorità e credo che lui è un uomo
leale.
Per tutti questi motivi, per aumentare i livelli di democrazia in occidente
Obama dovrebbe prima convincersi, e convincere le forze armate e i servizi
segreti USA, che questo è meglio per la sicurezza nazionale degli USA.
Fino ad allora l' uomo della strada potrà solo far congetture con le
informazioni incomplete e manipolatorie che gli arrivano. In queste condizioni,
scrivere la pagella per un capo di Stato è come tentare di prevedere chi vincerà
in Serie A.
In un mondo che sembra deteriorarsi, un declino del potere degli USA non è
augurabile per nessuno, men che mai per l' Europa. Questa verità è una delle
colonne della supremazia americana nel mondo.
Così, nella ineliminabile confusione del pianeta, quello che possiamo fare è
vedere le azioni di Obama negli ambiti che ci stanno a cuore e, nel tirare ad
indovinare se la sua azione è positiva o no, esprimerci di conseguenza.
Per la mia sensibilità, credo che Obama è una figura molto positiva. Perché mi
sembra cerchi di prevenire la sovrappopolazione del pianeta, la grande madre di
odio guerra fame e malattie. 10-06-2011 10:50 - bozo4
Mi è chiaro, invece, che non c'è alcuna coincidenza tra gli interessi che legittimamente persegue Obama (gli interessi degli Stati Uniti)e i nostri interessi, come italiani e come comunisti o socialisti.
Se vogliamo decolonizzare l'immaginario, sottrarci al dominio delle onde, cacciare le basi statunitensi, indebolire o far implodere la NATO, creare le condizioni per una rinascita, siccome siamo talmente deboli e assoggettati che non riusciamo nemmeno a concepire una strategia politica per l'autonomia e l'indipendenza, dobbiamo augurarci che gli Stati Uniti implodano e si disintegrino a causa di una prolungata e grave crisi economica. Dobbiamo augurarci che Obama, deliberatamente o per necessità di mediazioni, sbagli. Dobbiamo augurarci che sia (magari una brava persona ma) un inetto come Gorbaciov: Obama come Gorbaciov? Ce lo auguriamo http://www.appelloalpopolo.it/?p=484 09-06-2011 23:10 - appelloalpopolo.it
Avrà i voti dei malati poveri americani.
Avrà il voto dei piccoli proprietari di case.
Avrà il voto dei nuovi americani e degli indiani d'amerika.
Avrà quello che si è meritato,con tutte le promesse mantenute.
Oggi con Obama,gli americani vivono benissimo e sono tutti ricchi e pieni di beni..
DIO benedica quel grande benefattore negro!
E benedicete tutti i suoi soldati che scorazzano per il mondo a portar pace e amore!
Cosa sarebbe stato il mondo se la terra d'Africa,non avesse partorito la nonna di Obama' 09-06-2011 19:09 - mariani maurizio
Piuttosto un narratore incapace (per quanto avvocato da Harvard e, quindi, s.o.b.) di seguire la sua stessa agenda e destinato a perdere credibilità con tutte le parti in causa.
E' vero: il mestiere che fa è quello che è, ma lo sapeva bene. 09-06-2011 18:20 - almanzor