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Norma Rangeri
Il quinto quesito
«Piazze piene, urne vuote» è la celebre frase pronunciata da Pietro Nenni all'indomani della sconfitta elettorale del Fronte popolare del '48. Speriamo che per i referendum del 12 e 13 possa valere il contrario perché non è un buon segnale quello che è arrivato da piazza del Popolo, rimasta semivuota per tutto il pomeriggio. L'appuntamento di chiusura della campagna referendaria convocata ieri è stata un mezzo flop. Il grande catino riempito negli ultimi mesi da straripanti manifestazioni, questa volta offriva un colpo d'occhio molto diverso: poca gente ad accompagnare la passeggiata di Bersani e Di Pietro nel pomeriggio assolato.
Naturalmente la mobilitazione referendaria ha assunto in queste settimane un carattere capillare e diffuso in migliaia di incontri: nei piccoli centri, nelle iniziative di quartiere (anche a Roma contemporaneamente alla manifestazione di piazza del Popolo erano in corso raduni referendari nelle periferie). Ma è altrettanto evidente che alla vigilia di un voto così importante e trasversale, una piazza del Popolo senza popolo non è un segnale incoraggiante.
L'insuccesso d'altra parte era in larga parte annunciato dalle divisioni, tra i partiti e i comitati, che hanno accompagnato gli ultimi giorni di mobilitazione. Al momento di decidere come concludere la lunga marcia verso il sì all'abolizione del nucleare, alla difesa dell'acqua pubblica e alla cancellazione del legittimo impedimento, i partiti non hanno voluto fare un passo indietro come chiedevano i comitati. Preoccupati, i Bersani e i Di Pietro, soprattutto di piazzare le loro bandierine sulle manifestazioni di chiusura della campagna. Alcuni comitati promotori hanno reagito all'ingombrante, e immotivato presenzialismo dei partiti, scegliendo di ritirare la loro partecipazione. Hanno organizzato una conferenza stampa mattutina in un altro luogo della città. Dimostrando così, gli uni e gli altri, di avere più a cuore se stessi e le proprie ragioni, che la richiesta di unità reclamata dagli elettori e dai movimenti, come le recenti vittorie alle elezioni amministrative hanno ampiamente dimostrato. Siamo convinti che i cittadini italiani dimostreranno maggiore cura del bene comune andando a votare senza se e senza ma. Perché hanno capito, contro i tatticismi dei partiti, che in fondo a tutto c'è un quinto quesito, tutto politico: scandire i tempi dell'uscita di scena di Berlusconi dando un altro colpo al governo con un'inondazione di sì.
- 30/06/2011 [25 commenti]
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Speriamo di avere la massima partecipazione e di raggiungere il quorum, per 4 si si si si non per i partiti ma per tutti , per un italia più pulita sotto tutti gli aspetti. 12-06-2011 12:39 - Dp
NON ANDIAMO A VOTARE I REFERENDUM DELLA SINISTRA ...
NON ANDIAMO A VOTARE I REFERENDUM DELLA SINISTRA ...
NON ANDIAMO A VOTARE I REFERENDUM DELLA SINISTRA ...
NON ANDIAMO A VOTARE I REFERENDUM DELLA SINISTRA ... 12-06-2011 09:57 - franco pansera
a me non interessano PD IVD e tutto il resto dei cavalcatori. Vado a votare per me e per gli altri. SI SI SI SI 12-06-2011 09:10 - Sonia