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Christian Raimo
Sì, votare per dialettica
Dice Gesù nel Vangelo di Matteo al versetto 5, 37 rivolgendosi agli apostoli: «Sia il vostro parlare sì, sì; no no; il di più viene dal maligno». Ci sono tanti motivi per andare oggi e domani a votare al referendum, e ce n'è uno che forse non è stato sottolineato abbastanza. L'idea che la politica sia fatta di scelte, di contrapposizioni, di alternative. Quest'anno era cominciato al contrario. A Mirafiori il dilemma del futuro sociale doveva essere deciso con un dispositivo ricattatorio che solo una neo-lingua padronale aveva avuto il coraggio di definire referendum. Ecco, tra i finti referendum della Fiat e il referendum di domani passa la strada della democrazia di domani. Il linguaggio del potere di oggi, quello macroscopico e quello microscopico, fa di tutto per obliterare la possibilità di queste scelte. E lo fa scientemente, con una strategia comunicativa che si può chiamare ottimismo negazionista: ossia la rimozione del contrasto, la sconfessione del dissenso.
Facciamo degli esempi. Ci sono cinque livelli di questa strategia. Immaginate che qualcuno vi chieda di andare al cinema, e a voi non vada, e gli rispondiate di no. Ma l'altra persona insiste e vi chiede: «Ma sei proprio sicuro? E se ti passo a prendere?» Oppure - secondo livello - qualcuno vi chiede di andare al cinema, voi dite no grazie, e quello vi dice: «Va bene, ma se andassimo al cinema, ti piacerebbe vedere di più Tree of life o Corpo celeste?». Oppure - terzo livello - l'altra persona di fronte al vostro no, vi dice: «Va bene, io intanto vado, ti aspetto lì davanti, se non vieni ci resto male». Oppure ancora - quarto livello - l'altra persona alla fine vi ha convinto, praticamente costretto a accompagnarlo al cinema (perché si sentiva solo, perché aveva bisogno di svagarsi, etc...) e dopo che avete accettato vostro malgrado, a fine serata, questo vi dice: «Hai visto che ti andava di uscire?». Oppure ancora ancora - quinto livello - voi avete obtorto collo accettato di uscire annichiliti da troppe insistenze, e a fine serata, vi viene detto: «Hai visto che non ti ho costretto. Dai, domani chiamami tu e proponimi qualcosa».
Questo linguaggio del potere italiano, violento, violentissimo senza sembrarlo, post-ideologico, berlusconiano, marchionnesco, post-fascista, fa del suo concetto di democrazia orwelliana la sua cifra principale. È una modalità di confronto che, nel piccolo, vi chiede non solo la sottomissione, ma vi chiede soprattutto che siate d'accordo con quella sottomissione, che siate voi a ritenere non solo necessaria ma giusta la decisione che vi viene imposta (avete presente Marchionne che torna in Italia e proclama: «Beh, perché qui nessuno mi ringrazia?») Ma è anche, nel grande, un universo linguistico in cui si dice dialogo ma s'intende consenso, in cui i referendum si cercano di cancellare a pochi giorni dal voto, in cui si sostiene senza nessun'analisi che un futuro energetico senza nucleare non può esserci, in cui l'astensione non sta a significare assenza di responsabilità ma disprezzo della rappresentanza tout-court, in cui la determinazione a ottenere quello che si vuole passa sopra qualsiasi forma di confronto reale, eccetera eccetera eccetera. È un mondo in cui l'altro non esiste.
Votare sì al referendum vuol dire anche semplicemente ribadire un concetto essenziale di dialettica, vuol dire essere riconosciuti come forza politica, vuol dire non abbandonarsi a quell'abulia che anche Gesù attribuisce al maligno. Del resto, com'era quell'altro brano dell'Apocalissi di Giovanni, i versetti 3, 15-16? «Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca».
- 30/06/2011 [25 commenti]
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Qui non si tratta di perdono, anche perché chi è che ha il diritto di perdonare o non perdonare, i parenti delle vittime? E i parenti delle vittime delle vittime che dovrebbero dire?
Il perdono lo lascio ai cristiani (quelli veri, se ne esistono), qui si tratta di dare un giudizio su un periodo storico caratterizzato da un aspro scontro tra borghesia e proletariato, scontro che si è risolto con la totale vittoria della borghesia. A me di Battisti come persona frega molto poco (anche se un minimo mi frega, poveraccio!), Battisti viene continuamente attaccato in quanto è un simbolo di chi ha provato a ribellarsi, e tutti quelli che lo attaccano guarda caso sono i sostenitori più ferventi del potere borghese, berlusconiani o antiberlusconiani, di destra o di "sinistra" che siano! 13-06-2011 17:28 - Alessandro comunista
Si,Si per l'abrogazione delle leggi di un governo sordo e infame,No,No al gastigo a chi da trenta anni,non spara più.
I soldati tedeschi che hanno massacrato mio zio Arduino e mio nonno Arnaldo,io li ho perdonati già 50 anni fa.
Come ho perdonato quei poliziotti con le maglie a strisce che sul Ponte Garibaldi hanno ammazzato la mia amica Giorgiana Masi.
Di quegli anni ho perdonato tutte le infamie e tutti i braccetti della morte e l'Asinara,voluta dai governi democristiani di quel tempo.
Abbiamo azzerato tutto,noi.
Ma allora perchè tanto dio?
Quello che sta sulla sedia a rotelle,sta sempre meglio del nostro compagno Valerio Verbano!
Non alimentate l'odio,perche altrimenti si risvegliano anche le nostre coscienze.
Siate chiari e dite SI,quando dovete dire Si e dite No,quando dovete dire NO!
Non vi fate strumentalizzare da chi odia ancora!
Noi romani,siamo diventati amici dei punici della Tunisia...e non ci frega nulla delle guerre ...
I morti riposino in pace.
Chi è vivo,lotti per la vita e combatta i pensieri rancorosi! 13-06-2011 16:00 - mariani maurizio
Il trentatre è un numero magico …..
Il Trentino è al Top, và a gonfie vele …..
Guarda un po’ che percentuale di votanti …….
Meditate gente, meditate ……. 13-06-2011 15:54 - Piero
@lulu
Lei afferma delle cose che non possono esser definite false, è tipico del capitalismo contemporaneo affidarsi alla burocratizzazione sovranazionale per sostenersi, volevo solo consigliar di non andare dietro a chi parlo troppo di Bildeberg o NWO, perchè se ci farà caso non parleranno mai esplicitamente di CAPITALISMO, nè mettono all'indice i confindustriali, si limitano alla critica alle BANCHE e ai POLITICI, non espongono MAI le evidenze scoperte e diffuse da MARX, perchè in questo momento storico di difficoltà del sistema CAPITALISTA, c'è chi trama per uscire dalla crisi da DESTRA e dietro molti portali che trattano di Bildeberg e altro si nascondono frange neofasciste che sanno infiltrarsi e accarezzera anche gli individui culturalmente "di sinistra"!
Saluti 13-06-2011 12:30 - roberto
Prenderlo nel quorum su www.partitopartigiano.it
Diffondete
Coco Partisan
Lou Partisan
Betty Partisan
Sally Partisan 13-06-2011 12:24 - ghost partisan
w il CHE 13-06-2011 09:01 - lulu