-
|
Pierluigi Sullo
Un traguardo, molti significati
Abbiamo vinto. Quorum superato, maggioranza schiacciante di sì. I quattro referendum sono arrivati al traguardo di volata. E’ un evento eccezionale e che ha molti significati. Ne annotiamo qui alcuni, quelli secondo noi più importanti. L’ordine di importanza lo può stabilire ciascuno, liberamente.
Primo. Il sì della maggioranza degli elettori riguarda i servizi pubblici e l’energia. Precisamente, dice che l’acqua, come altri servizi pubblici essenziali (quali il trasporto pubblico e i rifiuti), non possono essere, in nessuna forma, affidati a imprese private. E’ una autentica rivoluzione, probabilmente il primo caso al mondo di un pronunciamento popolare di questa ampiezza – e solennità – su un tema tanto controverso, attorno al quale da almeno un quindicennio lotte, resistenze, campagne si sono accese in tutto il mondo.
Pensiamo che non solo possiamo finalmente andare orgogliosi di quel che accade nel nostro paese, e mostrarlo come esempio da seguire a tutti, ma che in questo modo si stabilisce necessariamente che va cercata una effettiva democrazia cittadina, in grado di gestire quei servizi lontano dalla voracità delle multinazionali o delle «multiservizi» le cui quotazioni in borsa stanno adesso precipitando, ma anche oltre la burocrazia clientelare del pubblico-partitico. Nonché contro l’ideologia del «privato è efficiente» e del «liberismo light» che ha animato anche il centrosinistra: sintomatico è il fatto che Eugenio Scalfari, sulla Repubblica di domenica, incitasse a votare quattro sì senza mai citare il merito delle consultazioni, dato che sull’acqua e i servizi pubblici, come sul nucleare, le posizioni sue e del Pd erano molto diverse da quelle dei promotori dei referendum.
La conferma di questa necessaria ricostruzione democratica la dà il voto sul nucleare, non meno importante di quello sull’acqua: data l’urgenza di abbandonare, o limitare all’estremo, il consumo di fonti fossili, e proibendo le centrali nucleari, i cittadini dicono che la strada giusta è quella tedesca: puntare tutto nell’immediato futuro sulle fonti rinnovabili. Le quali sono – o possono essere – un altro mattone della democrazia alla portata dei cittadini, grazie alla produzione di energia diffusa, a misura del territorio e delle comunità.
Il voto sul legittimo impedimento è il corollario di questa indicazione di rotta. La legge è uguale per tutti, senza deroghe. E’ il primo passo, il più elementare, di ogni democrazia.
Secondo. Il voto dei referendum conferma e rafforza il «vento nuovo» che si è alzato con le elezioni amministrative. Come a Milano o Napoli gli effettivi agenti della vittoria dei candidati che il Pd non voleva - la cui affermazione contraddice il politicismo di chi (come D’Alema) insiste perché il centrosinistra si allei con il «terzo polo» - sono stati associazioni, reti e gruppi della vasta società civile in grado di parlare a tutti i cittadini senza distinzioni per proporre loro un altro modello di civiltà, anche nei referendum il ruolo di primo piano è stato quello dei cittadini che si sono mobilitati – prima di tutto – per raccogliere le firme sulla richiesta di referendum per l’acqua. Quella campagna è un fatto senza precedenti, in Italia: mille comitati, in soli tre mesi, hanno saputo raccogliere un milione e trecentomila firme,.
A chi ora dice, come il Corriere della sera, che i referendum sono «viziati» da «emotività», si può replicare che la campagna per l’acqua dura da oltre un decennio, e che se tanti cittadini hanno firmato, e ora votato, è perché si sono convinti che la privatizzazione era un errore grave. Ed anzi è il Corriere della Sera, che insieme a quasi tutti i grandi media da anni martella sulle privatizzazioni e sul nucleare, a dover riflettere sul fatto che la maggioranza dei cittadini ha voltato loro le spalle.
Il passo successivo, secondo noi, dovrebbe essere quello del prendere coscienza appieno, da parte dell’infinità di movimenti e comitati e associazioni locali o tematici – appunto i principali vincitori di queste due occasioni elettorali – del fatto che acqua, servizi pubblici in generale, energia, sono i fondamenti di un modo diverso di vivere della società e di una economia del bene comune (anziché del profitto privato). Abbiamo una proposta convincente da fare a tutti e, ora, abbiamo la forza e l’autorevolezza per farla. Si tratta di capire come non disperdere questo tesoro, come far convergere in un altro modo di far politica le immense energie che hanno reso possibile la vittoria nei referendum.
I partiti disputeranno su chi, tra loro, abbia effettivamente vinto i referendum, e cercheranno al contempo di cancellarne i contenuti. Bisognerà fare in modo che alla vasta platea di cittadini che sono andati a votare sia chiaro come ad essere sconfitta oggi è l’ideologia del Prodotto interno lordo, del «mercato» come regolatore della società, del consumo senza limiti della natura, che tutti i partiti condividono – tranne eccezioni molto minoritarie.
Terzo. Ci siamo liberati di Berlusconi. Ovvero, continueremo a vederlo esibirsi in tutte le televisioni, il governo resterà in carica nonostante la crescente frattura nella maggioranza. Ma, quel che più conta, ci siamo liberati dalla sensazione che il racconto berlusconiano di una società dell’individualismo e del consumo, dell’arricchimento con ogni mezzo e delle soluzioni virtuali a problemi reali, fosse invincibile. Infatti l’apparato berlusconiano è stato vinto, spazzato via, a Milano come sul nucleare, a Napoli come sull’acqua, e naturalmente su una – la più sfacciata – delle leggi «ad personam», quella sul legittimo impedimento.
Dopo oltre un quindicennio di onnipresenza della faccia di Berlusconi, della sua volgarità e della sua capacità di dire una cosa e il suo contrario, di mentire senza pudore e di interpretare le peggiori pulsioni sociali, ci togliamo un grande peso. Non sappiamo quanto durerà ancora la finzione del «governo» e della «fiducia» (comprata), ma è certo che siamo avviati alla fine di un’epoca che ha umiliato il nostro paese.
- 30/06/2011 [25 commenti]
- 29/06/2011 [18 commenti]
- 28/06/2011 [27 commenti]
- 27/06/2011 [17 commenti]
- 26/06/2011 [22 commenti]
- 25/06/2011 [4 commenti]
- 24/06/2011 [9 commenti]
- 23/06/2011 [13 commenti]
- 22/06/2011 [11 commenti]
- 22/06/2011 [6 commenti]
- 21/06/2011 [9 commenti]
- 20/06/2011 [5 commenti]
- 20/06/2011 [7 commenti]
- 19/06/2011 [3 commenti]
- 19/06/2011 [11 commenti]
- 18/06/2011 [11 commenti]
- 17/06/2011 [10 commenti]
- 17/06/2011 [3 commenti]
- 16/06/2011 [39 commenti]
- 15/06/2011 [24 commenti]
- 14/06/2011 [14 commenti]
- 13/06/2011 [40 commenti]
- 13/06/2011 [10 commenti]
- 12/06/2011 [7 commenti]
- 11/06/2011 [23 commenti]
- 10/06/2011 [6 commenti]
- 09/06/2011 [12 commenti]
- 08/06/2011 [19 commenti]
- 07/06/2011 [18 commenti]
- 06/06/2011 [9 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Dogfighters
di Filippo Brunamonti - 19.09.2013 01:09
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Si è dimostrato invece che conservatori e reazionari sono proprio gli apparati del potere.
Il futuro e l'intelligenza sono dall'altra parte della barricata; il futuro è qui.
E di questo futuro dobbiamo però farci carico, perchè il futuro non si costruisce con generici "mandiamoli tutti a casa" che di certo eccitano la sensibilità collettiva e la voglia di essere protagonisti della gente, ma che rischiano di fare di queste vittorie, delle vittorie di Pirro.
Mi spiego. E' chiaro che oggi ha vinto l'impegno dei comitati e delle persone che hanno permesso la raccolta delle firme e proseguito la battaglia dei referendum e credo profondamente nei valori sociali che emergevano dai temi proposti dal referendum.
Eppure sono convinto che moltissimi italiani abbiano votato solamente per un sentimento di rigetto nei confronti della classe politica (presa di per sè, indistintamente), per quel "grillismo" antipolitico e qualunquista che sta contagiando la gente, un sentimento antipolitico che non è nè di destra nè di sinistra. Sull'acqua ed il nucleare hanno detto di sì sia il comunista che il leghista, sia lo studente che il nazi di forza nuova.
Le persone devono ritrovare fiducia nella politica, ed in una politica di sinistra vera, e ritrovare una visione della realtà che creda alle differenze di valore per quanto riguarda le rappresentanze politiche.
E' vero, è veramente irritante e disgustoso il fatto che Bersani si accodi alla vittoria per ripetere il suo mantra delle dimissioni.
Però qui dobbiamo celebrare soprattutto la sconfitta di un governo incompetente (e il governo si chiamava PDL non aveva altri nomi), di un potere arrogante (attenzione grillini e comitati vari, non tutto il potere è così arrogante come quello del Pdl!), di un governo fittizio, assolutamente incompetente (altro che governo del fare!), ed anche ridicolo! perché con le furbate di dividere referendum da amministrative ed il tentativo di insabbiare il nucleare ottiene l'effetto esattamente contrario!!!
Dobbiamo celebrare soprattutto la sconfitta di chi al governo c'è e c'è stato ed è stato votato per quindici anni da tutti quegli italiani che oggi si sono dimostrati intelligenti, ma (attenzione!) che un domani possono ritornare nuovamente stupidi dando credito ad un personaggio del calibro di Berlusconi!!
Ai referendum ha votato sì anche il leghista che raccoglie la sacra acqua dei fiumi celtici a Pontida!!!!!
E questo non può che farmi veramente ribrezzo.
Comunque, oggi c'è solo da festeggiare. 13-06-2011 23:21 - dialektische materialismus
Quelli delle TV e dei GIORNALI hanno dovuto piegarsi alla potenza del web e degli sms spediti per invitare tutti gli amici al voto. Quelli sono stati soldi spesi bene! Possiamo cambiare l'Italia dal basso anche senza testate giornalistiche di richiamo!
Buona notte a tutti e buona festa! 13-06-2011 23:17 - Alessandro
Buona nottata a tutti 13-06-2011 23:09 - Alessandro
Abbiamo spesso rimproverato la destra di essere becera nel rappresentare il proprio corpo elettorale.
Se mi passate l'iperbole, la sinistra deve essere "becera" nell'aiutare a crescere i propri elettori.
Deve essere chiaro, a chi vota sinistra, che un governo di sinistra prenderà posizioni in Parlamento che cercheranno di dare benessere a lui a scapito di altri che il benessere lo hanno già.
D'altronde, da qualche parte bisogna sottrarre ed è meglio essere chiari e non promettere mogli ubriache e botti piene (che poi è un modo volgare di definire i cosiddetti moderati). 13-06-2011 22:35 - Marco
COSA SI DEVE FARE PER MANDARE FUORI DALLE PALLE LO PSICONANO RADIOATTIVO E SE POSSIBILE TUTTI I SUOI LACCHE'?
NON VORREI SBAGLIARMI , MA I HAVE A DREAM .... LO PSICONANO CHE SCAPPA ANCHE LUI AL MARE DEI CARAIBI .. COSI' COME QUALCUNO E' SCAPPATO AL MARE QUALCHE ANNO FA , PIUTTOSTO CHE AFFRONTARE UN GIUSTO PROCESSO E SE GIUDICATO COLPEVOLE L'IGNOMINIA DELLA GALERA . 13-06-2011 22:00 - MARCO
A dispetto o sopratutto vista l'importanza degli altri due.
La sensazione di vergogna e rabbia provata in questi anni con il Berlusconismo (e non Berlusconi) al potere si stempera nella sensazione che sia finito non il politico ma quello che rappresentava ed ostacolava:
la parte migliore di un paese assopito.
Grazie a tutti quelli che hanno votato, sia SI che NO ma che hanno votato. 13-06-2011 20:57 - ostinAzione
Infatti seguendo la logica ed escludendo dalla stessa personaggi ambigui tipo la Marcegaglia, dato il fatto che il Cavaliere ha consigliato a tutti gli Italiani di non recarsi a votare per i referendum, poiché sapeva bene che i NO non avrebbero potuto avere la meglio ( e già questo è di difficile comprensione per molti berluschini), a scrutini avvenuti i sostenitori del Premier che hanno aderito al SI, dovrebbero chiedersi che casino hanno combinato e cosa intendono fare ora ………..
Berlusconi non molla e stà inscenando un teatrino che confrontato con quello dei “pupi siciliani”, è veramente penoso ……
Godiamoci lo spettacolo ……. 13-06-2011 20:46 - Orlando Furioso