domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
15/06/2011
  •   |   Ugo Mattei
    Persone comuni alla conquista della storia

    Un'emozione politica così forte non me la ricordavo più. Erano almeno vent'anni che le nostre idee, la nostra passione e il nostro immaginario venivano sistematicamente sconfitti in modo del tutto bipartisan. In questi sciagurati vent'anni di "fine della storia" le poche belle fiammate politiche venivano dalla ribellione sempre repressa con violenza bruta da uno Stato progressivamente asservito ai poteri forti. Vent'anni di accentuato delirio di onnipotenza da parte dei vincitori della guerra fredda. Vent'anni in cui la guerra calda è stata normalizzata e trasformata in polizia internazionale.
    In questi vent'anni la sovranità passava implacabilmente dalle istituzioni politiche nazionali, a quelle economiche globali simbiotiche con gli apparati militari e industriali che governano gli Stati uniti d'America. In questi vent'anni nel mondo occidentale la sinistra declinava drammaticamente perché gli assetti politici tollerati dai nuovi padroni globali del mondo non potevano che convergere al centro (cioè a destra). Insieme alla sinistra e a un pensiero ecologista ancora incapace di declinarsi con piena dignità politica, tramontava in tutto l'Occidente il senso del limite. In Italia il terreno preparato dal craxismo in piena era reagan-tatcheriana, spazzava via quel pudore, quella sobrietà, se vogliamo pure quell'ipocrisia (che pur sempre è senso del limite) che tradizionalmente caratterizzava tanto la vecchia Democrazia cristiana quanto il Partito comunista, risparmiando agli italiani se non altro l'orrore della volgarità autocompiaciuta. In questi anni si diffondeva potente e vincente, amplificato dalla professione degli economisti che in massa avevano abbandonato Keynes, il pensiero neoliberale. Il pensiero critico fuggiva da Marx e si trasformava progressivamente in pensiero debole. Il diritto abbandonava le vecchie pretese di costruire un governo democratico dell'economia e si trasformava in un apparato sempre più mite con i forti e forte con i deboli. Sul piano delle politiche la globalizzazione imponeva flessibilità, nuovi sfruttamenti, privatizzazioni, trasferimenti massicci dal pubblico al privato, saccheggio dell'ambiente e dei beni comuni.
    Per molti di noi questi sono stati vent'anni di studio e di riflessione, dedicati a capire i fenomeni intorno a noi e a immaginare come concretamente avrebbe potuto essere un mondo diverso, più bello, cosmopolita e rispettoso di tutti. Sul finire degli anni novanta abbiamo cominciato sistematicamente a raccogliere dati accademici e materiali politici sul fallimento di quel modello di sviluppo. All'inizio del nuovo millennio la battaglia di Cochabamba mostrava come l'acqua, che tutto fa vivere e tutto connette, fosse al cuore delle nuove dinamiche di sfruttamento e di saccheggio di Gaia, il nostro pianeta vivo. La categoria giuridico-politico del "comune" cominciava ad essere elaborata e forniva un prodigioso linguaggio nuovo capace di connettere fra loro le tante diverse battaglie di coloro sulla cui pelle si stavano svolgendo i processi della globalizzazione finanziaria. Spesso le pratiche nuove camminano sulle idee nuove e i beni comuni hanno svolto e svolgeranno ancora questa funzione. Sono stati i beni comuni a legare fra loro le battaglie contro la legge Gelmini dell'autunno scorso, quelle contro il ricatto della Fiat, nonché quelle di lunga durata sui territori dai No Tav al No Dal Molin.
    Queste persone, questi territori e queste battaglie hanno ripreso dignità con questa questa vittoria. Soprattutto, nella battaglia referendaria si è verificato un prodigioso risveglio di tante persone comuni, i veri protagonisti di questa battaglia. Tanti laici, cattolici, comunisti, ambientalisti, accomunati da un rispetto del senso del limite dell'uomo nei confronti della natura e scevre dal delirio di onnipotenza e dal narcisismo. Questo è il nuovo blocco sociale che ha vinto il referendum e vuole guidare un'inversione autentica della rotta. È stato questo un referendum pensato da persone comuni e votato da persone comuni. Un referendum di cittadini che ha saputo sconfiggere la mercificazione e la trasformazione del cittadino in consumatore abbindolato dal marketing.
    A queste persone comuni che stanno facendo l'Italia del dopo fine della storia non importa chi si intesterà la vittoria referendaria. A tutti costoro non importa la politica dei talk show perché mentre c'erano i talk show in tutto quest'ultimo anno e mezzo accorrevano in frotte ai nostri comizi e ai nostri momenti di formazione critica. Queste persone hanno dato un messaggio politico forte e chiaro. Basta con l'ideologia della fine della storia. Basta con la falsa tirannia del rigore economico a senso unico che ha attraversato in modo completamente bipartisan lo scorso ventennio. La micro contingenza della politica attuale del palazzo italiano ci interessa assai poco. Ma certo non sarà una nuova convergenza al centro in nome della sconfitta del berlusconismo che ci proponga governi di salvezza nazionale da primi anni novanta (per intenderci un'asse Bersani-Tremonti) che potrà pensare di interpretare questi nuovi eventi.
    I referendum sono stati il corrispondente italiano delle Primavere arabe e degli indignados. I leader capaci di interpretarli in parte ci sono e in parte verranno. Per ora abbiamo fermato il saccheggio finale dell'acqua e dei servizi pubblici di interesse generale; abbiamo scongiurato la follia nucleare in Italia e abbiamo salvato la democrazia diretta nel paese. Non poco per delle persone comuni.


I COMMENTI:
  pagina:  1/3  | successiva  | ultima
  • CASO BATTISTI!
    Non prendetevela con il Brasile e Lula da Silva sì!
    BRAZILIAN MILIONI DI SOSTEGNO IN ITALIA.
    MILIONI DI COLPA BRASILIANO LULA DA SILVA IN BRASILE NEL TENERE questo criminale.
    BRASILE DAL TUO criminali, terroristiche e assassino !!!!!
    Ciao fratelli di Italia.
    Lula da Silva la più colpevole IN CASO BATTISTI!
    Io sono brasiliano, vivo a Salvador-Bahia. , Singolo, ho 28 anni e lavoro pubblico federale.
    Ho seguito fin dall'inizio tutto qui in Brasile Cesare Battisti.
    Mi dispiace che siamo arrivati a questa assurdità che è interamente colpa dell'ex Presidente Lula da Silva.
    Se il Brasile è la patria oggi e questo è il caso di impunità Battisti, questo è dovuto esclusivamente alla ex presidente Lula da Silva si è sempre impegnata per questo obiettivo assurdo.
    Voglio dire che la maggior parte dei fratelli italiani, ancora una volta per lo più brasiliani, ha ripudiato la decisione dell'ex presidente Lula da Silva, che ha anche contribuito indirettamente alla Corte Suprema brasiliana ha mantenuto la sua decisione di ospitare la penale dandogli rifugio e la libertà.
    Così oggi abbiamo un colpevole per questa assurdità di tenere questo criminale, assassini e terroristi in Brasile, lo dobbiamo all'ex SOLO Presidente Lula da Silva ha sempre saputo che sostenere e difendere tali criminali.
    Inoltre, Lula si è comportato molto male proprio questo tipo di decisione assurda e controversa qui, come altri, dove egli sostiene dittatori corrotti e guerriglieri.
    Siamo stati una raccolta di firme per portare i 5000 Congresso Nazionale di mostrare al mondo che Lula da Silva è stato un contraddittorio ingannevole immagine.
    Lula da Silva posa per un bravo ragazzo al mondo, ma in pratica è stato contraddittorio in cui si è raggiunto il punto di sostenere dittatori come le pietre che le donne a morte (il presidente dell'Iran) e criminali quanto lui sostiene.
    Qui in Brasile si è soliti dire che la differenza di Lula da Silva per i suoi amici dittatori di Iran, Venezuela e Cuba, è che i dittatori i tuoi amici hanno il coraggio di mostrare il vero volto.
    Potete scommettere che siamo a favore di Italia e capiremo se l'Italia non rivalersi contro il Brasile, perché il caso Battisti da parte puramente colpa dell'ex Presidente Lula da Silva.
    Chiedo che l'Italia non biasimo, ma l'ex presidente del Brasile Lula, che è il principale responsabile di tutte queste sciocchezze e assurdo.
    Una cosa è giusta se si trattasse di Cuba, l'Iran o il Venezuela per chiedere l'estradizione di assassini e terroristi, di sicuro Lula da Silva a partecipare, oltre \ tendevano Fidel Castro quando ha chiesto l'estradizione di prigionieri alle Boxers.
    Lula Da Silva, un supporto di dittatori corrotti e terroristi!

    Cordiali saluti,
    Leticia Mertelle
    Salvador-Bahia Brasile .-



    P.S. Quem comprou a Briga com a Itália por causa desse Assassino e Terrorista foi Lula e não nós Brasileiros .
    Portanto, culpem Lula o qual é o único e maior culpado por esta proteção a esse criminoso . 16-06-2011 02:58 - Leticia Martelli
  • "uno Stato progressivamente asservito ai poteri forti": che pena leggere simili assurdità su un quotidiano "comunista"! 16-06-2011 00:17 - Alessandro comunista
  • IL Manifesto quotidiano comunista ? se così fosse non adotterebbe un bieco oscurantismo della Federazione della Sinistra e dei membri che la costituiscono, per altro gli unici a conservare ideologie e soprattutto programmi di vera sinistra, di reale alternativa e in primo luogo concretamente comunisti. La FdS è l'unica entità politica che persegue l'ideale comunista, anticapitalista e marxista, ma forse tale soggetto politico è sconosciuto a Il manifesto, forse il quotidiano non si è accorto di questa strana presenza che ha ottenuto nelle ultime elezioni amministrative risultati ottimi. Forse, l'indipendenza del quotidiano "comunista" è andata persa, sembrando sempre più l'organo di stampa di Sel, quel movimento o partito ( no si capisce bene cosa sia, dato le ultime dichiarazione del suo presidente ) che vuole aprire alleanze con i centristi.. forse questo è il comunismo che intende il manifesto quando parla di giornale comunista. Tornate a convergere a sinistra ( quella vera, quella comunista) o togliete quel tanto temuto aggettivo dalla vostra prima pagina. Mario Monicelli che ha tanto sostenuto il Manifesto era iscritto al Prc... chissà cosa direbbe ora 15-06-2011 21:43 - Marco
  • Non concordo con l'analisi. Secondo me la situazione attuale è cosa parecchio diversa dai vecchi movimenti che si rifanno la cosmesi. E' un fenomeno nuovo che arriva anche qui, come in spagna, nascendo dal nord africa. Sono le nuove generazioni, molto lontane dal mondo antagonista così detto, che ne è solo una componente ritengo minoritaria. L'esperienza del mondo antagonista deve supportare con la sua esperienza questo movimento, non metterci il cappello. Come ad inizio di questa scellerata legislatura si faccia come quando i centri sociali correvano in aiuto contro le aggressioni nazo-fasciste-digos verso giovanissimi studenti (ricordo una trasmissione dove persino bontempo "er pecora" si scandalizzava delle aggressioni nazo [non è che fini è cambiato è berlusconi che sta a destra di fini e cosa c'è a destra del fascismo mi sembra chiaro]). Chi ha un minimo di memoria e ha frequentato le ultime manifestazioni, come quelle per la dignità femminile, avrà sentito una situazione molto ma molto diversa dal passato. Diamogli una mano a questi ragazzi, mi pare innegabile il tentativo del governo di esasperare per arrivare allo scontro fisico, c'è già pronto l'esercito di la russa. Ma quando mai abbiamo visto la sciura maria, le suore con gli striscioni, i vescovi ai seggi, la chiesa forse ha qualche informazione aggiuntiva e fornisce valvole di sfogo: siamo su una polveriera e la miccia è accesa. Mettiamo in armadio le vecchie suppelletili degli anni '70, sono passati 40anni, non è un corso-ricorso storico. Lo so che è faticoso perchè bisogna cambiare profondamente. Auguro perciò buon lavoro a tutti noi. Grazie per l'attenzione. 15-06-2011 20:46 - Tamen
  • caro michele, io non sono d'accordo con nulla. sono semplicemente uno che ha votato il B. x dargli un chance di cambiare l'Italia, ovvero di fare tutti quei cambiamenti che TUTTI sanno che vanno fatti da 50 anni ma nessuno fa! sono stato deluso, è ovvio. ma pensa che ora qualcun altro farà ciò che va fatto?? sa come si va avanti in Italia? le cose, invece di farle, si dicono! se ne parla, x decenni! e basta. nulla cambia, mai. abolizione delle province? se ne parla! il ponte? se ne parla! l'abolizione del vergognoso valore legale dei titoli di studio, fonte di mille mali?? se ne parla! l'abolizione degli ordini professionali? se ne parla! di tutto, si parla!!siamo un paese di comici! adesso avete decretato che la gestione dell'acqua deve restare in mano ai comuni, mi viene da piangere! che paura, se passa ai privati magari poi aumenta del 4 o 5 x 100! peccato che viviamo in un paese nel quale, aumentando il traffico e l'inquinamento a dismisura proprio x questo motivo, la gente compra in massa l'acqua in bottiglia - che costa, pensate 1000 volte di più!! - anziché utilizzare quella pubblica!! senza che nessuno se ne preoccupi o vada in fallimento x questo! sa che avrei voluto? che magari si potesse PROVARE un ingresso minoritario dei privati, obbligandoli a migliorare la qualità dell'acqua del lavandino e riportare la gente a usare quella! PROVARE: capite questa pparola? significa non rifiutare a priori x motivi ideologici tutto, e poi, se non funziona, tornare indietro! ma provare! 15-06-2011 20:19 - bruno
  • caro sig. paolo bonazzi, guardi che forse non ha capito: il fatto che lei prenda la pensione da una data età non deve andare bene a me, ma alla matematica! in un paese degno di questo nome, con dei politici meno inetti, non si dovrebbe semplicemente poter andare in pensione se i soldi che si presume che si prenderanno non si sono versati, e non andranno sulle spalle di qualcun altro che dovrà lavorare al posto tuo (non so se sia il suo caso, ovviamente).
    ma questo in un paese normale con dei politici che non trattassero i cittadini come bambini non in grado di capire, ovvero che non avessero abituato i cittadini a comportarsi come bambini pretendendo anche l'assurdo. saluti 15-06-2011 20:04 - bruno
  • per mettere in discussione il primato dell'impresa occorre comprendere che la crisi economica alimenta il clientelismo come forma di risparmio. Sarebbero auspicabili battaglie legalitarie elementari per combattere il nepotismo, vietando legami di parentela dentro lo stesso ufficio se in diversa posizione gerarchica, una battaglia per la trasparenza, cioè per far conoscere l'uso che si fa dei budget di cui le ramificazioni di un'azienda dispongono, una battaglia per le incompatibilità tra attività sindacale (come delegati) e funzioni amministrative. Servirebbero a tamponare i nefasti effetti del neoliberismo familista italiano e a mio avviso raccoglierebbero molti consensi. Va considerato che mentre i referendum esprimono anche una contrarietà alle privatizzazioni, molti enti ex pubblici si sono però intanto trasformati in Spa a partecipazione statale dove, come scrivevo prima, il clientelismo diventa un modo per risparmiare e il sindacato non può che essere che giallo (larga parte della cgil inclusa). I discorsi inflazionatissimi sulla casta, sull'oligarchia etc etc, sono grossolani perchè non superano una visione moralistica e non mettono in discussione strutturalmente nulla, ma sono terribilmente veri a un livello fenomenologico. Per questo ci sarebbe consenso su queste prospettive 'liberaleggianti' (ma non liberiste) che servirebbero oltre che a dare forza a chi lotta e si vede non coperto dai dispositivi legali, a coltivare quel pò di coscienza sociale che con le elezioni amministrative e i referendum si è timidamente affacciata. Bisognerebbe insomma scoprire un pò di altarini perchè se l'indignazione non è un programma rimane un punto da cui poter partire per alzare il tiro. Naturalmente, il punto vero poi è: chi si farebbe carico di portare avanti simili istanze? 15-06-2011 19:30 - Acci
  • .IL PCI NON È MORTO.
    Cari compagne e compagni, passate le votazioni e i referendum, con dei risultati straordinari.
    Noi ,come Federazione della Sinistra abbiamo avuti dei buoni risultati,specialmente a Napoli,ma penso sinceramente che non sono soddisfacente,anche tenendo conto del oscuramento mediatico.

    Quello che vorrei proporre e una altra cosa ,non ci possiamo presentare alle prossime elezioni,ancora divisi,perché non ci vedono credibili,non siamo capace di raggiungere l`unità fra noi comunisti,come possiamo diventare un punto di riferimento.

    ¿Perché non riusciamo ha raggiungere l`unità dei comunisti?

    Oggi siamo di fronte a partiti e innumerevole personaggi che si definiscono di sinistra ,parlando d`una sinistra nuova riformista ecc.ecc..creando una confusione ideologica,che allontana molta gente ,logicamente ognuno può definirsi come vuole.
    Per questo l`importanza della falce e martello,che non sono dei semplici simboli,ma
    rappresentano un punto di riferimento e d`identità molto forte, per tutti quelli che siamo anticapitalisti, per la pace, la libertà, la democrazia ,la legalità,la laicità, sanità e scuola pubblica ecc.ecc .Dentro la federazione della sinistra non ci possono essere due partiti con gli stessi ideali e simboli,cosi non diventiamo credibili, ci vuole l`unità,soprattutto la partecipazione e la scelta dei dirigenti dalla base ,purtroppo ci sono troppi dirigenti che vedono l`unità come una cosa astratta ,bisogna confrontarsi apertamente,democraticamente senza paura,vi ricordo che l`Italia ha una forte tradizione di sinistra come in nessun altro paese al mondo, abbiamo un`identità propia,dobbiamo essere orgogliosi del nostro passato con tutti i suoi errori,ma sono nostri.Ogni paese cerca il suo cammino verso un mondo migliore,confrontandoci con tutti,per migliorare.

    IL PCI NON È MORTO, è addormentato placidamente grazie ad una classe dirigente non all`altezza della sua storia.
    Oggi possiamo risvegliarlo con una grande partecipazione di tutti quelli che vogliamo un`Italia diversa ,con la nostra identità e i nostri simboli,che rappresentano la dignità del lavoro ,che fanno paura soltanto al sistema capitalista.

    Cari compagne e compagni,raggiungere l`unita è molto semplice,basta volerla,confrontandoci sui problemi reali,eliminando gli interminabili discorsi astratti,che dividono più che unire,scegliendo dei dirigenti dalla base,che siano onesti e veramente di sinistra senza ambiguità in forma partecipativa,come si faceva una volta.,e che restino sempre a contatto con la base.

    Un caro saluto a tutti.
    Vito terranova 15-06-2011 18:28 - vito terranova
  • @ Mario 15-06-2011 14:32 -
    Prova a gioire co' tuoi stessi numeri!
    25 su 60 sono molto piu' di 1/4, e pure di 1/3. Sono perfino oltre i 2/5.
    Sono 5/12 ossia piu' del 41%.
    Ovviamente meno del 42%.
    Ma se consideri il bicchiere men che mezzo pieno, e' pel fatto che hai aggiunto i minori, e gli adolescenti come noto non son mai contenti.
    Chissa', forse da adulti penseranno anche loro, come l'economista professore all'Università di Udine, che con i privati gli acquedotti non avranno più perdite di liquido (e perche' non pure quelle di carico? E perche' porre limiti alla Mano Invisibile: niente piu' bolle d'aria, colpi d'ariete e altri problemi legati al moto vario delle correnti in pressione. Basta coi lacci e lacciuoli della meccanica dei fluidi, legata mani e piedi con l'inefficiente gestione pubblica).
    Ma nel timore (per un pessimista come me e' un «invito a pasta e carne») che una nuova generazione di elettori creda in futuro al pensiero magico neoliberale fino al punto di pensare che la Mano Invisibile abolisca oltre alle opere del ''Demanio'' anche le leggi dell'idraulica, e tornando ai numeri,
    se restringi il campo agli aventi diritto al voto (almeno a quelli tali nell'ormai passato 13 Giugno), e prendi cautelativamente solo un 93% di sì e un 55% di elettori alle urne dei forti, ad aver «dato un colpo all'avanzata del conflitto d'interessi» sono stati il 51,15% degli aventi diritto. Piu' di 1/2.
    Sì, il bicchiere e' piu' che mezzo pieno.
    Daccordo, Vuoi il 75%. Ma lei, buon uomo, e' incontentabile!
    E poi i 3/4 (anche senza gazzosa) della Rivoluzione Francese dove li ha presi?
    Dal Vs, oggi un po' meno, Rassegnato Stampa
    Severino Boetii 15-06-2011 18:24 - Severino Boetii
  • Il mouse come pistola
    la mente come proiettile

    Ghost Partisan

    www.partitopartigiano.it 15-06-2011 16:44 - ghost partisan
I COMMENTI:
  pagina:  1/3  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI