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COMMENTO
15/06/2011
  •   |   Ugo Mattei
    Persone comuni alla conquista della storia

    Un'emozione politica così forte non me la ricordavo più. Erano almeno vent'anni che le nostre idee, la nostra passione e il nostro immaginario venivano sistematicamente sconfitti in modo del tutto bipartisan. In questi sciagurati vent'anni di "fine della storia" le poche belle fiammate politiche venivano dalla ribellione sempre repressa con violenza bruta da uno Stato progressivamente asservito ai poteri forti. Vent'anni di accentuato delirio di onnipotenza da parte dei vincitori della guerra fredda. Vent'anni in cui la guerra calda è stata normalizzata e trasformata in polizia internazionale.
    In questi vent'anni la sovranità passava implacabilmente dalle istituzioni politiche nazionali, a quelle economiche globali simbiotiche con gli apparati militari e industriali che governano gli Stati uniti d'America. In questi vent'anni nel mondo occidentale la sinistra declinava drammaticamente perché gli assetti politici tollerati dai nuovi padroni globali del mondo non potevano che convergere al centro (cioè a destra). Insieme alla sinistra e a un pensiero ecologista ancora incapace di declinarsi con piena dignità politica, tramontava in tutto l'Occidente il senso del limite. In Italia il terreno preparato dal craxismo in piena era reagan-tatcheriana, spazzava via quel pudore, quella sobrietà, se vogliamo pure quell'ipocrisia (che pur sempre è senso del limite) che tradizionalmente caratterizzava tanto la vecchia Democrazia cristiana quanto il Partito comunista, risparmiando agli italiani se non altro l'orrore della volgarità autocompiaciuta. In questi anni si diffondeva potente e vincente, amplificato dalla professione degli economisti che in massa avevano abbandonato Keynes, il pensiero neoliberale. Il pensiero critico fuggiva da Marx e si trasformava progressivamente in pensiero debole. Il diritto abbandonava le vecchie pretese di costruire un governo democratico dell'economia e si trasformava in un apparato sempre più mite con i forti e forte con i deboli. Sul piano delle politiche la globalizzazione imponeva flessibilità, nuovi sfruttamenti, privatizzazioni, trasferimenti massicci dal pubblico al privato, saccheggio dell'ambiente e dei beni comuni.
    Per molti di noi questi sono stati vent'anni di studio e di riflessione, dedicati a capire i fenomeni intorno a noi e a immaginare come concretamente avrebbe potuto essere un mondo diverso, più bello, cosmopolita e rispettoso di tutti. Sul finire degli anni novanta abbiamo cominciato sistematicamente a raccogliere dati accademici e materiali politici sul fallimento di quel modello di sviluppo. All'inizio del nuovo millennio la battaglia di Cochabamba mostrava come l'acqua, che tutto fa vivere e tutto connette, fosse al cuore delle nuove dinamiche di sfruttamento e di saccheggio di Gaia, il nostro pianeta vivo. La categoria giuridico-politico del "comune" cominciava ad essere elaborata e forniva un prodigioso linguaggio nuovo capace di connettere fra loro le tante diverse battaglie di coloro sulla cui pelle si stavano svolgendo i processi della globalizzazione finanziaria. Spesso le pratiche nuove camminano sulle idee nuove e i beni comuni hanno svolto e svolgeranno ancora questa funzione. Sono stati i beni comuni a legare fra loro le battaglie contro la legge Gelmini dell'autunno scorso, quelle contro il ricatto della Fiat, nonché quelle di lunga durata sui territori dai No Tav al No Dal Molin.
    Queste persone, questi territori e queste battaglie hanno ripreso dignità con questa questa vittoria. Soprattutto, nella battaglia referendaria si è verificato un prodigioso risveglio di tante persone comuni, i veri protagonisti di questa battaglia. Tanti laici, cattolici, comunisti, ambientalisti, accomunati da un rispetto del senso del limite dell'uomo nei confronti della natura e scevre dal delirio di onnipotenza e dal narcisismo. Questo è il nuovo blocco sociale che ha vinto il referendum e vuole guidare un'inversione autentica della rotta. È stato questo un referendum pensato da persone comuni e votato da persone comuni. Un referendum di cittadini che ha saputo sconfiggere la mercificazione e la trasformazione del cittadino in consumatore abbindolato dal marketing.
    A queste persone comuni che stanno facendo l'Italia del dopo fine della storia non importa chi si intesterà la vittoria referendaria. A tutti costoro non importa la politica dei talk show perché mentre c'erano i talk show in tutto quest'ultimo anno e mezzo accorrevano in frotte ai nostri comizi e ai nostri momenti di formazione critica. Queste persone hanno dato un messaggio politico forte e chiaro. Basta con l'ideologia della fine della storia. Basta con la falsa tirannia del rigore economico a senso unico che ha attraversato in modo completamente bipartisan lo scorso ventennio. La micro contingenza della politica attuale del palazzo italiano ci interessa assai poco. Ma certo non sarà una nuova convergenza al centro in nome della sconfitta del berlusconismo che ci proponga governi di salvezza nazionale da primi anni novanta (per intenderci un'asse Bersani-Tremonti) che potrà pensare di interpretare questi nuovi eventi.
    I referendum sono stati il corrispondente italiano delle Primavere arabe e degli indignados. I leader capaci di interpretarli in parte ci sono e in parte verranno. Per ora abbiamo fermato il saccheggio finale dell'acqua e dei servizi pubblici di interesse generale; abbiamo scongiurato la follia nucleare in Italia e abbiamo salvato la democrazia diretta nel paese. Non poco per delle persone comuni.


I COMMENTI:
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  • CARO SIG. BRUNO,
    Lei parla di Demagogia dei comitati referendari ???
    Quando questi comitati hanno giacente in parlamento dal 2007 una iniziative di legge popolare, quando hanno fatto un piano per la ripubblicizzazione che prevede nessun aggravio di deficit dello stato....lei mi parla di Demagogia, lei magari è d'accordo con qualle parte 'politica' del paese che doveva dare '1.000.000 di posti di lavoro', 'doveva diminuire le tasse', 'che sconfiggerà il cancro entro 3 anni'.
    Lei mi parla di Demagogia.... ma mi faccia il piacere. 15-06-2011 16:09 - michele
  • Mi viene in mente una vecchia affermazione di Antonio Gramsci, una frase che rappresenta, in un certo qual modo, l'attualità:mentre il vecchio muore ed il nuovo non può nascere. La vecchia società statal-nazionale dei Diritti è stata falcidiata da venti e più anni di post-politica ove la fine della storia non si è avverata poichè la visione dei contemporanei è sempre parziale. Le forze fresche della storia sono ancora in uno stato amorfo e gelatinoso, ma già si muovono, mentre il vecchio resiste perdendo egemonia ed acquisendo toni sempre più autoritari. Viviamo in un'epoca di transizione, epoca in cui il capitale, sfruttando il vuoto del politico si è politicizzato esso stesso e tenta la conquista globale e l'accumulazione sfrenata. E' un crogiolo di idee, forze storiche che si scontrano; il tutto avviene in attesa di qualcosa di nuovo, in cui tutto verrà riformulato in funzione della nuova società globale dei Diritti e della Democrazia. Ovviamente questo processo storico non è inesorabile poichè la storia non è finalistica, non ha una matrice deterministica. Servono le forze più vive di questa società. Ed allora: Agitatiamoci, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo.
    Organizziamoci, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.
    Studiamo, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. 15-06-2011 15:46 - Nino
  • Caro Bruno,chi ti scrive andrà in pensione a 65-67 anni. ti va bene se mi godo 13 anni -in speranza di vita- con una misera pensione che diventerà appena dignitosa grazie al fatto che l'ho rifinanziata io stesso con il mio TFR? Già questo significa che abbiamo sacrificato un mese di stipendio all'anno di fatto alla ristrutturazione del debito di questo paese per interposta inps, che copre spese che in altri paesei sono coperti dalla fiscalità e non dai contributi. Ti inviterei a leggere l'economista Paul Krugman, inoltre, il quale demistifica le statistiche sulla speranza di vita. Con tutto questo sia io che te siamo finiti fuori tema, dato che di referendum si parlava. Ci piace vincere facile? a parte che in Italia un referndum abrogativo non passava da 3 lustri, questa tua affermazione mi sembra la favola della volpe e l'uva: potevate fare campagna elettorale invece di nascondere la testa sotto la sabbia.
    Baci 15-06-2011 15:16 - Paolo Bonazzi
  • Il tuo articolo è eccellente, complimenti Ugo. La gioia che provo nel leggerlo è però attenuata dai numeri: 25 milioni di persone, su 60 milioni, hanno dato un colpo all'avanzata del conflitto d'interessi. 25 milioni sono un po' pochini: 1/4 della popolazione contro i 3/4 della rivoluzione francese. e poi il conflitto d'interessi è in stato d'avanzamento da 20 anni e ha combinato tanti di quei danni che per sanarli tutti non ne basterebbero 200. che vuoi che sia un colpo referendario per le cricche di regime? è una carezza. tanto ritornano più forti che mai, come le zanzare,anche perchè loro sono i 3/4 della nazione e noi un solo 1/4, un quartino 15-06-2011 14:32 - mario
  • BRUNO ti rendi conto che B. è l'artefice di molti cambiamenti dell'essere italiano?!Molte delle colpe sono da attribuire ai media e a come si sono "evoluti" in questi 20 anni.La sua TV ha portato gli italiani ad essere di una superficialità e di un menefreghismo a livelli enormi.Gli schiavi di cui si circondia, la falsità delle sue promesse per non parlare delle sue dichiarazioni omofobe, razziste o le barzellette che riducono le donne a semplici oggetti: io ho 33 anni caro BRUNO ed ero scandalizzato dal fatto che la maggior parte delle persone tra cui anche miei coetanei giustificassero e dimenticassero in fretta questi comportamenti, queste uscite cosi irrispettose e preoccupanti. Abbiamo da festeggiare un minimo risveglio e non parlo ne da comunista ne da fascista.
    Se B. cade è una buona notizia per tutti. 15-06-2011 14:12 - daniele
  • Grazie davvero per l'impegno militante con cui hai costruito e poi vissuto questa campagna referendaria! 15-06-2011 13:42 - lorenzo
  • fine del tunnel? cambio di tendenza? ma di che parlate?
    c'è stato un referendum in cui, come dice mariani, avete vinto facile: paura del nucleare come dopo chernobyl e demagogia sull'acqua, chi non avrebbe vinto? cosa credete che cambi? la mentalità degli italiani? quella è sempre uguale ed è uguale alla vostra: no a tutto. alla tav, al dalmolin, alla fiat alla globalizzazione, al nucleare... voi rispecchiate il sogno di tutti gli italiani: mettersi in una situazione di immobilità trasferibile ai figli! tutto qua. rispecchiate la repubblica italiana, fondata sulla rendita di posizione, su un insieme infinito di enti, leggi, ordini e sindacati che si oppongono a tutto tracimando nel comico: non si può dire a uno che va in pensione che deve andarci 2 anni dopo di quello che pensava perché in 40 anni la vita media è andata da 65 a 80 anni, al poverino 40 anni fa avevano promesso 2 anni prima, è immutabile! sempre di parlare coi bambini invece che con gli adulti. è tutto immutabile: se dopo 3mila passaggi e 5mila emendamenti, una legge viene approvata, ecco sorgere il partito del no x racimolare 3 voti di chi ci rimette qualcosa, e il referendum (abrogativo, naturalmente!)riporta tutto com'era. la costituzione prevede un paese immutabile e gli italiani sono i veri padroni: impongono il non luogo a procedere su tutto a dei politici impotenti da 2 lire. berlusconi dell'Italia non ha cambiato nulla, tantomeno gli italiani! e x fortuna che sono 20 anni che dite che è un dittatore. in italia comandano gli italiani, che vogliono vivere TUTTI di rendita di posizione. domanda: pensate che negli altri paesi sia così?? non so che abbiate da festeggiare. 15-06-2011 12:47 - bruno
  • LA PRIMAVERA ITALIANA : RIVOLUZIONE COME LIBERAZIONE-

    A Milano e a Napoli è cominciata la RIVOLUZIONE GENTILE . Con i referendum è diventata processo di “liberazione”. La PRIMAVERA ITALIANA è in stretto collegamento simbolico culturale e ideale con le “primavere arabe” e con “Plaza del sol” “Plaza Catalugna”..e con tutto il mondo in fermento.
    Con le amministrative e i due referendum abbiamo detto NO all’intera “classe dirigente” del nostro paese e non solo a B. e B. e alle loro bande di cooptati pregiudicati e servi-dementi e contenti. Abbiamo detto NO al regime del bunga bunga, delle menzogne, delle mafie , delle cricche , della corruzione , del nascondimento e della manipolazione e manganellamento mediale, della P2 , del populismo-liberismo ,del razzismo , dello schiavismo dello sfruttamento , della precarietà , della disuguaglianza come sistema, e della negazione/abrogazione scientifica della realtà e della VERITA’…e alla “cultura” (?) della “crescita-mercato-profitto-privatizzazioni-mercificazione totale-consumismo-usa e getta..distruzione dell’ecosistema…
    Ci siamo riconosciuti come popolo , nonostante la violenza del “regime” che ha tentato di tutto per impedirci di VOTARE . Perché le amministrative e i referendum (soprattutto i referendum!) sono state l’approdo (momentaneo!) dei mille rivoli in cui le indignazioni/ribellioni/rivolte/lotte…di tutti questi anni , che non hanno mai trovato nel Palazzo e nel regime mediale unificato modellato sul Palazzo, rappresentanza rappresentazione e considerazione… ora ,come d’”incanto”, hanno fatto “massa critica”.
    E non basta a Bersani e c. essere saliti sul carro del movimento all’ultimo momento , dopo avere gestito e sottoscritto privatizzazioni e liberalizzazioni , TAV inceneritori grandi opere Marchionne e “liberismo” (temperato?), per rifarsi una verginità . Tentando addirittura di “mettere il cappello” su ciò che non solo non è farina del suo (loro) sacco , ma che contraddice totalmente tutte le scelte del Pd e del suo intero gruppo dirigente . Cari signori voi siete stati mallevadori e complici di B. e del Berlusconismo . Voi siete stati contro tutti i movimenti della società civile . E ancora in queste ore , con notevole faccia tosta , escludete (Berlinguer Mentana , ma anche Lerner…e Floris..) dalle Tv e dal dibattito culturale e politico i soggetti reali del sommovimento che si è prodotto. Quindi , ora vogliamo le DIMISSIONI non solo di B. e B. e delle loro bande , ma anche dei D’Alema Weltroni Violante ecc. compresi Casini-Fini-Rutelli (tutte troie in carriera eterna e in riciclaggio continuo..) tutti protesi nell’usare il prodotto dai movimenti “per cambiare tutto per non cambiare niente”. Perché voi avete costruito legittimato e siete stati complici del regime. I vostri “ inesistenti partiti” fatti di notabili carrieristi e trasformisti ( a seconda della bisogna…) sono auto-referenti e non “rappresentano più niente” , solo carriere e clienti. Questo voto chiede a tutti voi di andare finalmente a casa . E’ stata sconfitta la vostra “politica” la vostra cultura la vostra storia . Serve un cambiamento culturale e generazionale morale e ideale. E i “programmi” i “palinsesti” e gli uomini/le donne per rappresentarli dovranno essere votati dal basso in ogni istituzione e situazione , e dovranno essere “revocabili” . Basta con i “cooptati “ i “nominati” ( come nella vostra legge porca !) e i pregiudicati. E ricordate bene : non ci faremo scippare quello che abbiamo conquistato con i referendum ! L’acqua deve essere “pubblica”. Il nucleare non si deve fare . Il futuro è risparmio/efficienza sole e vento… e la Costituzione e la “democrazia …non si toccano..
    Ma sconfitti sono stati anche i Bonanni (“complice dei padroni e del governo”) i Bombassei e Marcegaglia ( Confindustria scesa direttamente in campo…) e lo stile e il regime Marchionne …tutti impegnati LORSIGNORI nel far fallire i referendum per conservare e incrementare affari prebende cultura del privilegio della disuguaglianza e dello sfruttamento nonché il “mantra” crescita-sviluppo-profitto-mercato-competizione…dimenticando sempre che il loro “sviluppo” è distruzione di uomini/donne vite diritti democrazie e ambiente .
    Ha vinto la CULTURA dei BENI COMUNI . Dei bisogni veri dei diritti dell’ambiente della democrazia della partecipazione della condivisione della co-decisione dell’autogestione . Hanno vinto la creatività l’autonomia la fantasia la leggerezza la passione civile l’intelligenza le emozioni…la gioia di vivere ( e non la paura…come dice un servo sul Giornale del “padrone”..) ..di movimenti associazioni singoli…ha vinto la società civile l’auto-organizzazione la rete la comunicazione orizzontale…la politica come riappropriazione .. E dopo l’acqua il sole il vento la democrazia..riprendiamoci le città i luoghi i territori lo spettacolo la cultura i saperi l’istruzione le Università il lavoro il futuro la RAI e l’informazione..e costruiamo dal basso ( come con i referendum) nelle piazze elettroniche e nella realtà una NUOVA CULTURA per UNA NUOVA CIVILTA’ dove tutti hanno diritto alla vita .. e alla felicità..

    Gaetano Stella -www.gaetanostella.splinder.com 15-06-2011 12:31 - gaetano stella
  • alla fine pare che la resisetnza attiva messa in pratica in questi anni sdtia dando dei frutti, principalmwente culturali: le nuove generazioni stanno acquisendo la coscienza della necessità storica del loro impegno: la lotta per i beni comuni è alla base di quella per un mondo migliore possibile 15-06-2011 12:14 - nello
  • professore, grazie. ascoltarla a napoli mi ha dato energia, fede e passione che avevo perse da tempo. ma è stato solo l'inizio. ora continuiamo. 15-06-2011 12:06 - nicola savoia
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