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COMMENTO
16/06/2011
  •   |   Francesco Paternò
    Il ministro precario

    Ce l'eravamo perso per strada Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, tanto che pensavamo di ricorrere alla famosa trasmissione cerca persone di Rai 3. Sempre nella polvere e mai sugli altari al contrario di Napoleone, Brunetta era mediaticamente scomparso dopo avere insultato impiegati e poliziotti, donne lavoratrici e magistrati, sinistra «di merda» at large. Ma è bastato che Michele Santoro lo invitasse nella sua ultima puntata (da vero servizio pubblico Annozero, altro che chiacchiere) e il ministro ha ripreso fiato. Tanto che qualche giorno dopo in un convegno dal titolo sbagliatissimo, «Giornata dell'innovazione», Brunetta ha rispolverato la sua cultura volgarmente stantia, definendo un gruppo di precari «l'Italia peggiore». A seguire, canovaccio noto: polemiche, lui che ci salta sopra e rivendica, altrimenti chi ne parlerebbe?
    Su Internet, il ministro e le sue gesta ovviamente impazzano. Ma a coloro che usano «la rete come un manganello» (parole sue) andrebbe ricordato che anche Brunetta è oggi un precario.  Un precario di quella vera «Italia peggiore» che i risultati elettorali delle amministrative e il voto referendario stanno provando a spazzare via. Se c'è un ministro barcollante e senza futuro, è lui: stressato da Giulio Tremonti che continua a non dargli un euro per le sue effimere riforme, e dalla Lega che lo ignora in quanto pasdaran berlusconiano. Insomma, un po' di pietà.


    Nel 2008, all'inizio del suo mandato, è più precario che temerario il suo attacco contro i lavoratori del pubblico impiego, chiamati «i fannulloni». Riesce a imporre il contratto separato, ma l'Avis, per dirne una, gli fa sapere che d'ora in poi la donazione di sangue verrà equiparata all'assenteismo, peggio di Dracula. Agisce sempre lontano dal vaso quando definisce «panzoni» i poliziotti (se non altro perché nemmeno lui esibisce le physique di un Fassino) e quando strilla che le donne dei ministeri vanno a fare la spesa in orario di lavoro, facendo sgranare ulteriormente gli occhi alla collega di governo Mara Carfagna. Sui temi più cari al suo padrone, quelli della giustizia, un giorno sostiene che va sciolta l'antimafia, perché tanto (par di capire) se c'è, non esiste. E un altro giorno chiama «mostro» il Consiglio supremo della magistratura, aggiungendo che i magistrati «forse si sono un po' montati la testa». Quel «forse» gli fa però vincere la palma del più moderato della compagine governativa in fatto di giudici e giustizia, il che può anche essere considerata l'eccezione che conferma la regola.


    Ma più precario di Brunetta in questo paese c'è l'aiuto pubblico alla cultura, e infatti il ministro coglie l'occasione per mettere in piedi una guerra tra poveracci e se la prende con il cinema e con quel «culturame» (fine vocabolario fascistizzante). Se poi qualcuno di sinistra alza il dito per difendere cinema e teatro, per Brunetta ecco la «sinistra del male». O «di merda» per la precisione. Cui augura senza tema che «vada a morire ammazzata». Nell'occasione, sproloquia anche di «colpo di stato» e non si pente mai di quel che dice.
    Eppure, il ministro è un precario anche lui. Pensate che, se si dimettesse come ha tante volte minacciato in polemica con Tremonti senza farlo, non lo vorrebbero nemmeno a Venezia, sua città natale, dove nel 2000 e nel 2010 è stato sconfitto per due volte a candidato sindaco.
    Solo una volta era nel giusto, quando Massimo D'Alema lo chiamò «energumeno tascabile» e lui rispose: «Volgarità razziste». Ma è noto che da anni D'Alema sbaglia sempre, anche quando ha ragione.


I COMMENTI:
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  • lulu, Prugnetta era un socialista craxiano. La cosa e' sicuramente diversa da tuo nonno. 18-06-2011 14:18 - Murmillus
  • ma vi rendete conto che era socialista,se lo sapesse il mio bisnonno..... 17-06-2011 21:09 - lulu
  • Povero Brunetta, mi fa tanta pena....e adesso che lo scaricheranno chi glielo troverà un posticino in qualche cda pubblico (che lui tanto odierà) con il suo stipendietto da almeno 300.000 euro/anno?
    Tiriamoci fuori i fazzoletti e cominciamo a lacrimare....di rabbia!! 17-06-2011 14:24 - Pietro
  • Per oltre 16 anni il nostro paese è stato nelle mani di questa gente: si tratta solo di traditori dello Stato e della Costituzione sulla quale hanno spergiurato. 17-06-2011 14:06 - peppino
  • E troppo facile fare ironia sulle caratteristiche fisiche di Brunetta. Anche perché il mondo è pieno di piccoli stronzi aggressivi che leniscono le loro ferite narcisistiche ostentando abusi di potere e vomitando la loro rabbia ogni volta che qualcuno li mette in discussione.

    La verità è che Renato Brunetta è semplicemente un CIALTRONE e come tale andrebbe considerato: un individuo qualunque volgare e spregevole, privo di correttezza nella gestione dei rapporti umani e incapace di giudicare realisticamente le possibilità di realizzazione dei suoi improbabili progetti. E dunque:

    PROPOSTA AL MANIFESTO
    Perché non commissionate a VAURO una vignetta in cui qualcuno (lavoratori precari?) lo prende pubblicamente a calci nel culo e pubblicate tale proposta con gadget tipo: adesivi per auto, bandiere da balcone, magliette da indossare passeggiando sotto gli uffici del Ministero della Pubblica Amministrazione? 17-06-2011 12:38 - Alessandro
  • La massima e intollerabile vergogna è che un ministro bugiardo e colto in flagrante a mentire, non se ne vada o che non lo caccino, chiedendo scusa per lui, visto che lui stesso è troppo piccolo per farlo. 17-06-2011 11:31 - Patrizio Laconi
  • Brunetta precario? Con la pensione stratosferica che si ritrova anche se non dovesse più essere ministro? Non scherziamo per favore. 17-06-2011 09:42 - giovanni
  • Vado contro corrente. Guardate, a me Brunetta fa tenerezza. Ma dico sul serio! Non può mica essere la personificazione del Male uno che, poveretto, è nato disgraziato nel fisico ed è così goffo che, appena raggiunta una posizione di potere (come il giudice della canzone di De Andrè), sfoga la sua frustrazione abusando di un ruolo che gli permette di essere impunemente arrogante con chi è più debole.
    Diverso, ad esempio, è Mario Draghi: osannato a destra e a manca come persona autorevole e rispettabile, ma anche (ex?) esponente di una di quelle banche d'affari, la Goldman Sachs, che ha mandato a ramengo le vite di milioni di persone. Ecco, siccome l'indignazione mi costa energia, preferisco indirizzarla nel verso giusto. E Brunetta non la merita, poveretto. Perché solo un povero disgraziato che inveisce contro il "culturame" della "sinistra di merda" perché quando era nel PSI e consulente della CGIL non è stato ammesso nei salotti cui anelava e verso cui ora ostenta disprezzo (la volpe e l'uva), e adesso che finalmente ce l'ha fatta ed è diventato ministro sa bene che tutto il prestigio e il potere della carica che riveste non gli potranno mai restituire quella normalità che la natura beffarda ha voluto negargli. E' un uomo piccino, e sinceramente mi fa anche pena. Non troppa però, perché anche la pena è un sentimento che costa energie che preferisco usare meglio. 17-06-2011 01:19 - Alessandro B.
  • Brunetta è complessato perchè è esteticamente raccapricciante, disgustoso, per cui sfoga le sue frustrazioni sul prossimo. Bisogna averne pena, poveraccio. 17-06-2011 01:11 - puzzailsignorvincenzo
  • Bruno mi sembra l'unico che entra nel merito della questione, e pur non condividendo la sua avversione per chi "a tutti i costi vuole il posto fisso" (tutti i proletari vorrebbero un posto fisso, proprio perché la precarietà è una condizione che accomuna tutti i proletari, non solo i "precari" ufficiali con tanto di laurea), effettivamente il precariato di cui si parla in continuazione e prevalentemente non è il precariato dei call center (anche se questi quando serve vengono tirati in ballo per essere strumentalizzati) ma il precariato del settore pubblico (pubblico come l'acqua!) che spesso aspira non a farsi mantenere come dice Bruno ma comunque ad avere condizioni di lavoro molto migliori di chi paga loro lo stipendio con le tasse, cioè i lavoratori dipendenti del settore privato... in mancanza di una prospettiva di classe, è inevitabile che tra i proletari continueranno chissà ancora per quanto tempo ad avere successo sia la Lega che i Brunetta... 17-06-2011 00:29 - Alessandro comunista
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