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Alessandro Dal Lago
Punire le vittime
Do you remember war? Mentre gli aerei con i colori italiani continuano a bombardare Tripoli, pare che tutti si fossero dimenticati che siamo in guerra. Finché ieri Maroni ha annunciato una nuova legge per contrastare l'immigrazione e Frattini ha firmato l'accordo sul respingimento con il Consiglio provvisorio di Bengasi. E, non pago di questi due "successi", Maroni ha pure ventilato l'ipotesi che le navi Nato blocchino quelle dei migranti.
E allora perché non mitragliarle, come tempo fa avevano proposto quel fine giurista di Castelli e il redivivo Speroni?
Ma non c'è nulla da ridere. Le truculenze della Lega in materia d'immigrazione saranno pure il colpo di coda di un governo che ha i mesi contati, tra intemperanze verbali dei suoi ministri folcloristici e inchieste sull'affarismo di stato che non risparmiano nessuno. Ma sia la legge Maroni, sia l'accordo con il "rivoluzionario" Jabril scaricano sui migranti, e quindi sulle vere vittime della guerra civile in Libia, il peso di un intervento armato opportunistico, guidato da generali nascosti dietro l'anonimato Nato - una guerra su cui si esercita una disinformazione costante e, oltretutto, su cui gran parte della sinistra tace e acconsente.
Riassumiamo. Portare a diciotto mesi la permanenza nei centri di identificazione ed espulsione significa condannare a una lunga galera di fatto, in strutture feroci e senza garanzie giuridiche, gente in fuga da una guerra a cui Italia, Francia, Regno unito ecc. stanno contribuendo ampiamente. Significa cioè punire le vittime. Quanto all'accordo con Jabril, questo la dice lunga almeno sul gruppo dirigente di Bengasi, esattamente come gli accordi con Gheddafi la dicevano lunga sul governo di Tripoli. In entrambi i casi, scambiare petrolio e migliaia di esseri umani con quattrini e armi, ieri e oggi.
Abbiamo un'idea della fine che faranno i migranti espulsi in Libia, liberata o no che sia, e cioè in una zona di guerra, monitorata non già dalle evanescenti istituzioni umanitarie internazionali, ma da bombardieri ed elicotteri Apache? Con ciò, magari, si spera che qualche riflessione sulla natura politica della rivoluzione in Libia cominci a farsi strada in quei settori dell'opposizione italiana incantata dal bagliore dei bombardamenti.
Per quanto riguarda il nostro paese, è plausibile che questa focaccia gettata da Berlusconi nelle fauci del popolo di destra sia avvelenata per il governo, esattamente quanto le grottesche sparate sulla "zingaropoli" a Milano in campagna elettorale. Berlusconi, Maroni, il garrulo Frattini e compagnia cantante non si rendono conto che il loro discredito, anche nella base di destra, è ben più radicale e diffuso della paura degli stranieri. Peggio per la destra.
Ma intanto i migranti annegano e quelli che sopravvivono finiscono nei centri. I minori scappano dalle comunità alloggio, accoglienti quanto un reclusorio per poveri ai tempi di Dickens. Invece di alimentare la micro-criminalità urbana, come recita lo stucchevole mantra dell'insicurezza, ingrosseranno le fila del lavoro nero. Qualche giornalista di buona volontà, magari, ne troverà le tracce nei campi in cui si raccolgono pomodori e meloni. E così il cerchio di bombardamenti umanitari, isteria xenofoba e sfruttamento si chiuderà una volta di più. Che cosa si aspetta, a sinistra, non dico a spezzarlo oggi, ma almeno a prenderne consapevolezza, a stendere un abbozzo di idea, uno straccio di alternativa, se mai questa destra finirà a casa?
- 30/06/2011 [25 commenti]
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Diamo alle donne piu' dignita' o sara' peggio per tutti e tutte. 19-06-2011 09:43 - bozo4
http://www.changeforeurope.eu/it/node/3 18-06-2011 23:40 - Antonio P.
Grazie alla CEI per la notizia, non per le soluzioni che propone.
In Europa questa natalita' da roditori la avevamo 100 anni fa serviva per le guerre, anche oggi e' causata dagli Europei pro immigrazione e prepara per noi tutti la fine del topo.
Redazione se non pubblicate capisco ma senza queste metafore e' difficile descrivere la tragedia che si prepara, io sto ridendo per non piangere. Meno male che nel 2050 non ci saro' piu'.
Se non smettono di fare 7 bambini a famiglia bisognera' chiudere le porte anche ai profughi, altro che clandestini. 18-06-2011 23:24 - bozo4
Povera patria senz'anima e senza futuro. 18-06-2011 18:54 - Valter Di Nunzio
Tra l'altro non credo sia un caso (penso al povero Vittorio Arrigoni) che spesso le cose più intelligenti vengano quelli che hanno "osato" polemizzare con quel pallone gonfiato di Saviano, che dal suo piedistallo elargisce banalità al popolino, o meglio a quella parte di popolino italiota ancora capace d'indignarsi. Lo fa atteggiandosi a messìa, ma la sua è una credibilità costruita unicamente sull'immagine. E' un'immagine che il mainstream ci presenta come "antitelevisiva" ma che, al contrario, è studiatissima. Saviano è stato messo lì per canalizzare verso il banale ("in Campania comandano i casalesi", "in Italia c'è la macchina del fango"...) quanti più indignati possibile, affinché restino popolino e restino italioti come la maggoranza degli italiani lo è stata negli anni luccicanti del berlusconismo. Saviano infatti realizza un nuovo miracolo italiano: traghettare il Paese dal cav. Berlusconi all'ing. De Benedetti, la "sinistra" (?) verso Fiamma Nirenstein, il telespettatore dalle veline di Striscia alla tv "intelligente" degli elenchi del più lecchino dei ruffiani (Fabio Fazio) prossimamente su La7, cioè sulla tv che De Benedetti si accinge a comprare con i soldi di Berlusconi, appena la sentenza sul Lodo Mondadori sarà definitiva. In soldoni, dall'Italia di Mediaset a quella di Repubblica-L'Espresso.
Come dite?... Poverino, vive sotto scorta?... ah, certo, soto scorta come Emilio Fede, come Maurizio Belpietro, come Bruno Vespa? Ehi, aprite gli occhi! Quelli scomodi li fanno fuori direttamente (e.g. Vik) o gli rovinano la vita (e.g. Paolo Barnard); quelli sotto scorta di solito ci marciano.
Al massimo Saviano può far pena perché così giovane è già calvo, ma siccome alla sua età avevo meno capelli di lui posso assicurarvi che puoi riuscire benissimo a fartene una ragione e sopravviverci. E poi Saviano è vecchio dentro, non certo per un fatto di capelli. Per dire, Mario Monicelli a più di novant'anni era molto più giovane di lui. Chiusa parentesi, chiedo scusa per l'off-topic pur se riguardante questa sedicente "sinistra" ipocrita e ambigua, così pervicace nel non "prendere consapevolezza", che non "stende un abbozzo di idea", che non propone "uno straccio di alternativa".
Contro l'aggressione militare alla Libia potete firmare qui:
http://www.petizioni24.com/fermare_laggressione_contro_la_libia 18-06-2011 18:15 - Alessandro B.
SALUTI ANTICAPITALISTI luigi 18-06-2011 18:14 - luigi guasco
HASTA LA VICTORIA 18-06-2011 16:02 - gio