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COMMENTO
21/06/2011
  •   |   Galapagos
    Indignati e cancellati

    «Oggi parliamo di sviluppo, per i conti pubblici c'è tempo», giurò Berlusconi in conferenza stampa il 5 maggio, presentando un decreto che avrebbe dovuto dar stimoli alla crescita. Tempo non ce n'è: la crescita è ferma e sui conti pubblici l'Italia è appesa al giudizio di Moody's che vuole sforbiciare il rating del paese con conseguenze devastanti, a conferma che il primo a non dare fiducia a questo governo è il capitale internazionale.
    Quel decreto legge approvato il 5 maggio era una accozzaglia di norme («a costo quasi zero» sostenne Tremonti) che ancora non ha visto la luce: non per colpa della Camera che sulla legge si è impegnata parecchio riuscendo a approvare anche emendamenti bipartisan, ma per colpa del governo che lo ha voluto caricare di contenuti disparati e poco organici. L'approssimazione di Tremonti e company non deve stupire: quel decreto fu varato solo per dare una spinta elettorale alla maggioranza per le elezioni amministrative.
    Ieri il governo è tornato alla carica: ha deciso di presentare un maxi emendamento sul suo decreto e di porvi la fiducia. In alcuni punti le nuove norme sono - se possibile - ancora peggiori di quanto approvato in commissione alla Camera. Su un punto sembra quasi che il governo si sia voluto vendicare. Il riferimento è a 20 mila precari della scuola abilitati, che erano stati inseriti (da Lega e Pd) nelle graduatorie e che il governo (la Gelmini?) ha voluto cancellare togliendogli ogni speranza, facendoli tornare «invisibili», ma aumentando il loro livello di indignazione.
    Ormai la politica del governo si muove esclusivamente sugli effetti «annuncio». Nulla è sulla carta, ma non mancano chiacchiere e dichiarazioni sulla prossima riforma fiscale che - miracolisticamente - dovrebbe dare un impulso alla crescita. Gente seria (padroni, in testa) si dice a favore di una imposta patrimoniale che senza far aumentare la pressione fiscale possa riequilibrare il fisco a favore dei produttori.
    Il governo tace. Anzi, fa di peggio: dice di volere meno imposte sulle persone, ma poi si appresta a tassare di più i consumi, col rischio di una spinta non da poco all'inflazione. E sui tagli alla spesa pubblica si sta facendo un lavoro sotterraneo.
    Tagli «non lineari» come chiede il governatore Draghi, ma ancora più infami, visto che si vuole penalizzare la previdenza delle donne, bloccare ulteriormente le retribuzioni dei dipendenti pubblici e alla fine dare il colpo di grazia a quello che resta dello stato sociale.
    Forse la Lega non si è resa conto che Roma non vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma delega a Regioni e comuni questo compito.
    Con una sola alternativa: meno sanità, meno assistenza, meno previdenza, meno scuola. O se preferite: imitazione del modello scolastico a «stelle e striscie» nel quale la scuola pubblica è pessima e riservata alle classi sociali meno abbienti, ai cittadini di serie «C».
    Con Berlusconi, Tremonti, Brunetta, Sacconi e Gelmini non si va da nessuna parte: anche se è banale ripeterlo, vanno messi da parte, impedendo loro di fare altri guai. Forse hanno un solo merito: aver provocato la nascita e la crescere anche in Italia di un soggetto nuovo che forse li seppellirà: gli «indignati».


I COMMENTI:
  • Murmillus:

    QUANTI ANNI SONO CHE TE ED IO SENTIAMO PARLARE DELL' EVASIONE FISCALE SEMPRE IN CRESCITA???

    Hai mai visto qualsivoglia governo che sia riuscito a risolvere il problema? Oppure sono stati solo "pannicelli caldi"?

    Quale sarebbe allora la tua ricetta: vorresti per caso ancora alzare le tasse, che sono già ad un livello folle, almeno x me che da bravo dipendente (telecomunicazioni, settore PRIVATO) le pago fino all' ultimo centesimo??? (...e presumo anche te, a meno che tu sia disoccupato... O sei per caso un libero professionista???).

    Quindi smettila di fingere di credere possibile qualcosa (il recupero dell' evasione fiscale!!!) che in realtà non si è MAI verificato nella lunga storia di questo paese.

    L' unica strada REALISTICA sono SOLO e SEMPRE i tagli nel disastroso, inefficiente, burocratico e corrottissimo settore statale ed, eventualmente, anche nelle spese x la politica.

    Scegli pure te il mix di tagli che preferisci, ma non c' è altra alternativa; poi quando arrivasse una "speculazione" seria contro il nostro derelitto paese, con la scusa delle riforme e dei tagli non fatti, il paese andrebbe a picco, in perfeto stile GRECIA.

    Se preferisci che finisca così, accomodati pure con... la lotta all' evasione fiscale!!! 22-06-2011 11:43 - Fabio Vivian
  • E' una vergogna stare a sentire le fesserie che ripette da 17 anni!!!E' una vergogna che l'Italia deve subbire a causa dei morti di fame che sorreggono questo governo. L'ennesima presa per il culo! Speriamo che la pensione che vogliono raggiungere non arrivino a godersela!!(Stanno rovinando l'Italia) 22-06-2011 07:45 - Giuseppe
  • Ma di quali tagli parla Vivian, in un paese con 60000miliardi di evasione all'anno, lui parla di tagli. Come al solito, pura demagogia vuota e sempre pronta ad aiutare i ricchi e criminali che non pagano. Mi ricorda un altro nano, il famigerato Amato che condiva con parolone stronzate immani. Nuovi azzeccagarbugli secolo XXI. 22-06-2011 01:45 - murmillus
  • I tagli sono tasse indirette, quindi si tratta di una falsa scelta. Il punto è che non ci sono nè prospettive di crescita (per cui i tagli deprimerebbero ulteriormente l'economia) nè è presente un paradigma del socialismo a fare da catalizzatore per un'uscita da questo sistema ormai avvitato su sè stesso. In questo secondo caso, se cioè un abbozzo di prospettive socialiste ci fossero, sarebbe bene come momento transitorio (non certo come "soluzione ultima") tagliare i privilegi grotteschi di cui questo paese abbonda, e non mi riferisco tanto ad alcune nicchie del lavoro dipendente e del meridione, ma ai superstipendi di managers e affini, alle consulenze, ai calciatori, ai politici, ai molti evasori etc. Questo, un contromovimento sociale, dovrebbe 'chiedere' alla politica. E allo stesso tempo dichiarare che ci sono beni non negoziabili (così com'è stato per l'acqua), chiedere lo stop dei tagli ai finanziamenti, chiedere un salario minimo legale. Allo stesso tempo bisognerebbe per così dire dichiararsi non responsabili per i disastri cui l'economia sta conducendo. Non ci si può per esempio far ricattare dall'argomento che qualsiasi intervento sociale porterebbe all'inflazione. Bisogna resistere nell'immediato ponendo le basi per trascendere il presente storico. Non un capitalismo più ecologico e con meno poteri forti, banche e lobbies. Bisognerebbe rigettare questo punto di vista piccolo borghese per radicalizzare gli orizzonti e 'autonomizzarsi' dalla politica (cioè dal riferimento allo stato e quindi alla democrazia, con buona pace di Asor Rosa, Ida Dominjanni e altri loffi figuri).

    Comunque il paradosso su cui non si riflette per nulla è che se il sud Europa non si fosse indebitato negli anni, la Germania avrebbe esportato non si sa bene a chi. E' grazie alla nostra capacità di indebitarci che abbiamo avuto capacità di spesa per ciò che importiamo! Quindi, flirtando col default, noi, greci, spagnoli, portoghesi e non solo, apriamo la strada alla crisi della Germania e in definitiva della Ue. 22-06-2011 00:23 - Acci
  • Sarà triste dirlo, ma un' eventuale bocciatura all' Italia da parte di Moody o delle altre agenzie di rating avrebbe effetti assai più disastrosi e deleteri x tutti noi italiani di un' eventuale "cancellazione" di 20 mila precari della scuola...

    Naturalmente il vero problema non sarebbero neppure i suddetti precari, che in definitiva costano poco, ma sono invece i moltissimi dipendenti pubblici, molti dei quali "imboscati", da veri e propri privilegiati (ricevono uno stipendio, talvolta neppure misero, in cambio di nulla!!!) che sono praticamente inamovibili, garantiti a vita e costano moltissimo, per fare poi spesso cose inutili (ammesso e NON concesso che poi le facciano davvero...).

    La situazione è molto grave: i conti sono già adesso del tutto fuori controllo, principalmente per colpa della spesa pubblica che è di fatto un moloch enorme, incomprimibile e sempre in crescita.

    Aumentare le tasse non si può, sono già di gran lunga troppo alte! Oltre tutto, quelli (pochi!) che le pagano sono sempre gli stessi (molti dei quali, in verità, elettori reali o almeno potenziali della sinistra stessa!!!). Neppure abbassarle è possibile, in realtà, in quanto il debito ed il deficit sono già adesso eccessivi...

    L' unica strada possibile ed a questo punto anche auspicabile sono i famosi e famigerati TAGLI!!!

    Che siano poi lineari o selettivi, questo attiene alle scelte politiche del governo in carica.

    Il governo naviga a vista e cerca di mettere una pezza qua ed una là, sperando di "svangarla" ancora una volta, almeno x qualche altro tempo. Naturalmente il galeggiamento è nei fatti deleterio, oltre che inutile, anche politicamente e prima o poi i nodi arriveranno al pettine ed arriverà il tempo delle DURE scelte!

    Quindi, in sintesi: il governo non sa cosa fare oppure non ha la forza politica e la credibilità per fare delle scelte chiare, responsabili ma forse anche inevitabilmente impopolari, seppur necessarie.

    Naturalmente non si può nemmeno credere alle vostre solite "balle", secondo cui la spesa pubblica sarebbe INTOCCABILE ed IMMODIFICABILE.

    In un paese serie (quindi: NON in Italia!!!) sarebbe (il condizionale è d' obbligo!) tempo di scelte, anche DOLOROSE: da qualche parte BISOGNA tagliare!!!

    Scegliete pure voi cosa preferite (ma poi i tagli andrebbero fatti REALMENTE): ministeri, spese x la politica, sanità, dipendenti pubblici, pensioni, ecc.

    Siccome neppure la sinistra ha mai presentato un piano credibile e puntuale su cosa fare, con tanto di cifre dettagliate e precise, ovvero su dove affondare il bisturi, anche perchè ciò sarebbe politicamente penalizzante, è di tutta evidenza che ancora una volta NON se ne uscirà, CHIUNQUE governi ora ed anche in futuro.

    Questa è la dura ma vera realtà, tutto il resto è solo noia... 21-06-2011 23:39 - Fabio Vivian
  • La scuola dell'obblico (18 anni) pubblica americana e' pagata dalle tasse locali e non federali e quindi risente del reddito delle citta' in cui le scuole sorgono. La tassa sulla scuola e' generalmente inclusa nella tassa sulla proprieta' (casa) e basata sul numero degli studenti. Nell'articolo si dice quindi una sciocchezza si generalizza dicendo che la scuola pubblica americana e' pessima e riservata alle classi meno abbienti. Forse avrebbe dovuto dire, ma anche questo e' inesatto, che le scuole di elite sono riservate agli abbienti. La spesa per la scuola dell'obbligo rappresenta la voce piu' alta delle spese locali e i sindacati degli insegnanti sono tra i piu' forti in America. Cio' non vuol dire che i repubblicani non vogliano tagliare le tasse locali e quindi il badget per le scuole pubbliche.
    Il Manifesto dovrebbe, come giornale comunista e mi rifaccio al vecchio rigore bolscevico, scrivere con piu' attenzione e meno approssimazione, anche grammaticale, per evitare luoghi comuni che non servono alla chiarezza. 21-06-2011 15:12 - murmillus
  • Probabilmente nelle vene c'è entrata troppa rassegnazione.
    All'attualità si stà spogliando le classi meno abbienti che purtroppo sono troppo poco, mal rappresentate ed organizzate.
    Se hai 45-50 anni dovresti restare senza lavoro per poter ambire ad una misera o nulla pensione, stessa cosa per i precari e questo per salvare quelli che esportano valuta (evasione anche sovvenzionata da organi costituzionali???) ed i loro soci in affari.
    Praticamente stanno mettendo il cappio al collo agli italiani con i vari prestiti e agenzie di rating.
    Ma come funzionano le agenzie di rating dove alloggiano stì figli?
    Non ditemi che magari vengono dati dei finanziamenti con la collaborazione di gente molto disponibile, diciamo per bene, quasi santa, nei quadri istituzionai e poi si cala il rating chiedendo in cambio l'argenteria, così in modo che si spogli una nazione e si porti alla fame un popolo!
    Poi magari capita di essere informati che ci sono parecchi ministri che si sottopongono volentieri a corsi di sostegno per svolgere meglio le loro mansioni per cui può succedere che un povero ingiustamente inquisito e perseguitato dalla giustizia si trovi a gestire più ministeri perchè quelli di ruolo sono dei precari di ruolo.
    In uno stato dovrebbe essere evidente che la sicurezza sociale è essenziale al suo sviluppo e al bene collettivo, come può infondere sicurezza la precarizzazione del lavoro, della scuola, della sanità, della vecchiaia?
    Probabilmete ci sono degli sciacalli che puntano ad usufruire di condizioni di instabilità sociale e i vari condoni che si stanno pensando non fanno nient'altro che andare in questa direzione! 21-06-2011 12:19 - Gromyko
  • Moody's e Standard & Poor's non ci stanno avvertendo, ma ricattando. O mettiamo i conti a posto, nel modo in cui loro ci ordinano di fare, o ci dichiareranno incapaci di restituire i crediti ricevuti; una dichiarazione simile lascerebbe briglia sciolta alla speculazione finanziaria, e finiremmo peggio della Grecia. Il debito pubblico è un invito a nozze per un ricatto del genere, perchè obbliga i governanti a prendere scelte impopolari. In altre parole, senza i conti pubblici a posto e davanti alla minaccia del capitale finanziario, la sovranità economica dei cittadini è nulla, perchè lo Stato è ostaggio di chi, sia fuori che dentro i suoi confini, può metterlo in crisi.
    Ricordate la Polonia dell'89, del primo governo di Solidarnosc? Si discuteva sull'opportunità di imitare Gorbaciov nel tentativo di trainare l'economia verso qualcosa di simile alle socialdemocrazie scandinave oppure sulla possibilità di trasformare le grandi aziende statali in cooperative gestite dai lavoratori, poi il Fmi pretese l'attuazione di una rigida politica economica neoliberista, che svendesse fabbriche, miniere e istituzioni ai privati. Perchè Balcerowicz, Mazowiecki e Walesa acconsentirono? Perchè dal Fmi dipendevano gli aiuti per sanare l'enorme debito pubblico accumulato dallo Stato in 40 anni di deformazione del socialismo. Se davanti al disastro dei conti pubblici dei sindacalisti furono costretti a svendere il paese ai privati, non voglio neanche immaginare cosa potranno fare berlusconi e tremonti. 21-06-2011 11:39 - Roberto Sciarelli (Vobby)
  • Una cosa è necessario fare che potrebbe essere considerato il primo articolo del decalogo degli indignati: togliere tutti i privilegi ai politici provinciali regionali nazionali ed europei, ai dirigenti di stato e a tutti coloro dell'indotto politico che in modo sommerso ne beneficiano e farli lavorare ai mercati ortofrutticoli come ha suggerito Brunetta ai precari (a proposito come farà Brunetta a scaricare le casse dai camion?) e vivere con 1000-1200 €URO al mese per vedere la fine che fanno. Forza giovani, forza indignati!!!!! 21-06-2011 11:08 - Giuseppe
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