domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
09/07/2011
  •   |   Francesco Paternò
    La macchina del fango londinese

    Il fango ha un solo colore. In Gran Bretagna la macchina del fango utilizzata da almeno nove anni dal settimanale più venduto del paese di proprietà di Rupert Murdoch, News of the World, sembra muoversi quasi da sola rispetto a quella che conosciamo in Italia. Dove l'apparato di comunicazione vicino al presidente del consiglio fa sentire i suoi cingoli appena «ci si oppone a certi poteri», per citare Roberto Saviano all'ultimo Festival del giornalismo di Perugia. Una macchina ben gestita e oliata non per fare business ma per picconare la democrazia, dal caso Boffo in poi.
    A Londra è scandalo al sole: due giornalisti arrestati, tra cui Andy Coulson, ex vice direttore del settimanale e fino al gennaio scorso portavoce del premier conservatore David Cameron che adesso vacilla di fronte al parlamento e ai suoi elettori; inchieste a raffica per capire quando e quanto alcuni e non tutti i duecento reporter del popolare settimanale (protetti dalla direzione e dalla proprietà) abbiano intercettato, cancellato e manipolato vita pubblica e privata delle loro vittime.
    L'elenco di accuse è impressionante. All'inizio la macchina viene messa in moto nei confronti della casa reale (l'altro giornalista arrestato è Clive Goodman, lo specialista di Buckingham Palace), poi viene estesa alle camere da letto di personaggi del mondo dello spettacolo e del calcio. Una schifezza, anche se nei riguardi di vip o finti vip. Ma la storia diventa un film inguardabile quando le intromissioni dei giornalisti arrivano nei cellulari di mogli di soldati uccisi in Iraq o di genitori di bambini vittime di omicidi. In nome dello scoop, o di quella che in troppi chiamano ancora informazione. In nome forse di indicibili ricatti, pressioni o chissà che altro nelle incursioni compiute ripetutamente in ambienti della politica.
    L'uso strumentale delle notizie fa parte della storia del potere. Murdoch, l'ottantenne imperatore dei media su almeno quattro continenti, sta gestendo la vicenda come una classica storia di potere. Nonostante le prime rivelazioni sul modo di lavorare di alcuni giornalisti del settimanale in combutta con investigatori privati, e in qualche caso con poliziotti corrotti, fossero uscite sul Guardian il 4 luglio del 2002, Murdoch continua a difendere i suoi manager e i suoi direttori. Da Rebekah Brooks, oggi amministratore delegato del News of the World e direttrice nel 2002, inchiodata al suo posto dopo aver definito la settimana scorsa «deplorevoli» le accuse, all'arrestato Coulson, finito a Downing Street dopo essere stato costretto a lasciare la vicedirezione del settimanale nel 2007 per le stesse pesanti accuse di cui all'epoca disse di non saperne nulla.
    Invece di assumersi la piena responsabilità di qualsiasi errore e impegnarsi con i lettori perché certe cose non accadano più, Murdoch ha minimizzato, sfumato, coperto. E nemmeno tutto e tutti, perché domani manderà a casa centinaia di dipendenti sacrificando la sua creatura, comprata nel 1969.
    Domenica infatti, il News of The World, 3 milioni di copie a settimana, verrà chiuso per suo ordine dopo 168 anni. L'editore lo fa perché sono scappati innanzitutto gli inserzionisti e dunque per evitare che il settimanale - di fatto, il settimo numero domenicale del quotidiano dell'impero altrettanto popolare e scandalistico Sun - si trasformi da fonte di guadagno a ramo secco.
    Una mossa disperata che potrebbe essere meno disperata se è vero che, come si leggeva ieri in un blog della Reuters a firma Felix Salmon, sarebbe pronto nel cassetto il progetto di un inedito Sun on Sunday. E tanto più che un navigato manager editoriale come Murdoch sa che una storia lunga 165 anni diventa brand e che in tempi di crisi della carta, se è eroico non perdere copie e soldi, figurarsi sostituire un prodotto.
    Lui chiude perché teme contagi per il suo impero di bit, di tv e di carta, anche se una macchina del fango è molto più di un virus. In Gran Bretagna come in Italia. Se Coulson non fosse finito in prigione, Murdoch potrebbe perfino riprenderselo. In Italia il suo ex amico e oggi competitor televisivo Berlusconi fa così con i suoi direttori preferiti.

     


I COMMENTI:
  • Secondo me questa notizia è da prendere con le molle. Attenzione che a parlare di "macchina del fango" si giustificano quei corrotti che invocano "gogne mediatiche" dappertutto. Ferrara sul Giornale di casa scrive: "impariamo da Londra, la libertà di stampa non è libertà di spiare" Attenzione che questi farabutti si rigirano le notizie a loro vantaggio 10-07-2011 09:59 - dialektische materialismus
  • la domanda a cui vorrei trovare risposta e':
    a cosa si riferirebbe R. Brooks quando dice che 'tra un anno ci saranno peggiori rivelazioni e che tra un anno la decisione di chiudere NOTW diventera' piu' chiara'?
    Pare che queste siano state le sue parole quando ha comunicato allo staff la decisione di chiudere il tabloid domenicale. Qualcuno mi sa dare la risposta? 09-07-2011 12:13 - paroliere
  • Una grande fabbrica di merda sta per essere chiusa!
    Merdoch,ha preferito scaricare sul personale la sua crisi merdacea.
    Ora faccio io una domanda:
    Per difendere il posto di lavoro a tanto personale,produttore di merda e di antidemocrazia militante,dobbiamo schierarci con o contro di loro?
    Io una mezza idea l'ho.
    Invece di produrre merda,perche non dare la testata a cooperative di giornalisti e operai che producano prodotti socialmente utili?
    Per esempio si potrebbero produrre volumi di enciclopedie o stampare un giornale più giusto e più attento ai problemi sociali.
    Fabbricare cornuti,o smascherare vizzi di una aristograzia degatuta e marcia è uno spreco di soldi,denaro e un sviare dai veri interessi la classe lavoratrice!
    Quindi che Merdok lasci il giornale e che lo occupino i lavoratori cambiando radicalmente gli indirizzi di stampa!
    Si a una stampa produttora di cultura e d'informazione vera! 09-07-2011 12:10 - mariani maurizio
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI