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COMMENTO
13/07/2011
  •   |   Mauro Volpi
    Il maggioritario va in soffitta

    Nello stato di dissolvimento della fase della Repubblica apertasi nel 1993 e definita impropriamente «Seconda Repubblica» può anche accadere che vengano presentati, su sollecitazione di una componente minoritaria del maggior partito di opposizione, due quesiti referendari, il cui scopo principale è quello di contrastare le tre richieste referendarie, avanzate da Passigli e da vari altri intellettuali, che si propongono di eliminare gli aspetti più negativi dell'attuale legge elettorale: le liste bloccate, il premio di maggioranza, le ridicole soglie di sbarramento previste per le liste che facciano parte di una coalizione.
    Gli «argomenti» avanzati per contrastare i referendum Passigli oscillano tra la falsificazione e l'inconsistenza. È del tutto falso che essi produrrebbero il ritorno a un proporzionale puro, analogo a quello esistente prima del 1993. Infatti, in caso di esito referendario abrogativo, la soglia di sbarramento del 4% varrebbe per tutte le liste, mentre l'attuale sistema non solo prevede una soglia del 2% per le liste coalizzate, ma ne salva anche alcune, interne alle coalizioni, che ottengano una percentuale inferiore al 2% (com'è avvenuto nel 2006 per l'Udeur e nel 2008 per l'Mpa). Anche ai tempi del tanto decantato Mattarellum, le liste minori, che avevano ottenuto meno del 4% dei voti nella quota proporzionale, entravano in Parlamento grazie ai propri candidati di coalizione nei collegi uninominali.
    Quindi, con buona pace dei maggioritaristi a oltranza, il successo dei referendum Passigli produrrebbe un sistema proporzionale più selettivo rispetto sia al Porcellum che al Mattarellum e molto più simile a quello proporzionale corretto esistente nella grande maggioranza delle democrazie europee. Un secondo argomento sostiene che il primo dei quesiti referendari volto a superare le liste bloccate non riuscirebbe nello scopo e si esporrebbe a un giudizio di inammissibilità della Corte Costituzionale. Non vi è dubbio che, specie in materia elettorale, il referendum abrogativo sia uno strumento imperfetto. Ma il senso dell'iniziativa referendaria è chiaro: restituire agli elettori il potere di scegliere i propri rappresentanti. Quindi il successo nella raccolta delle firme non mancherebbe di incidere su una riforma parlamentare, che resta la via maestra. Ma i referendum pro Mattarellum si espongono molto di più a un giudizio di inammissibilità, in quanto l'idea, disattesa dalla maggioranza della dottrina e della giurisprudenza, della «reviviscenza» della vecchia legge elettorale in seguito all'abrogazione delle successive norme abrogatici costringe i promotori a presentare dei quesiti il cui esito positivo non produrrebbe affatto un sistema di risulta tale da consentire comunque l'elezione del Parlamento (come richiede la giurisprudenza costituzionale).
    Quanto poi all'affermazione che con il Mattarellum gli elettori avrebbero scelto il «loro» deputato, chi ha buona memoria ricorda come, nelle tre elezioni in cui è stato applicato, nella quasi totalità dei collegi uninominali i candidati sono stati imposti dai vertici dei partiti coalizzati senza nessuna voce in capitolo a livello locale né degli iscritti né degli elettori.
    Infine, si sostiene che i referendum Passigli tornerebbero ad affidare la formazione del governo ai vertici di partito nella fase postelettorale. In realtà, essi determinerebbero l'ingresso in Parlamento di un numero ridotto di liste (stando ai sondaggi non più di 6) e nulla vieterebbe ai partiti di concordare una futura alleanza di governo sulla base di convergenze programmatiche effettive, e magari anche di scegliere il leader della coalizione con le primarie, mentre non si avrebbero più coalizioni coattive, tenute insieme dall'obbiettivo primario di sconfiggere la coalizione avversaria. È un fatto che nella maggioranza delle democrazie europee l'adozione di sistemi elettorali corretti non esclude affatto le coalizioni né pregiudica la democrazia dell'alternanza.
    Ma anche se le coalizioni di governo fossero formate dopo le elezioni, com'è avvenuto perfino nel Regno Unito, patria del maggioritario a turno unico, dove starebbe lo scandalo? Con ogni probabilità avremmo governi più solidi, in quanto formati da un numero ridotto di partiti, e più efficienti, in quanto costituiti sulla base di reali convergenze programmatiche, di quelli che ci ha regalato la «Seconda Repubblica», attraversati da divisioni profonde, instabili (sono stati ben otto tra il 1994 e il 2005 sotto la vigenza del Mattarellum) e dipendenti da maggioranze variabili.
    In definitiva è tempo di abbandonare il mito del maggioritario, che ha aperto la strada al leaderismo plebiscitario e all'affossamento di tutti i canali di mediazione tra società e istituzioni; dai partiti politici, ridotti a partiti personali alla ricerca di un leader telegenico, al Parlamento, divenuto organo di mera ratifica e privo di reali poteri di controllo. E allora perché lanciare salvagenti a un sistema agonizzante e sempre più distaccato dalla società, e ad alcuni leader politici sempre meno popolari, anziché staccare la spina e impegnarsi nella costruzione di un nuovo sistema politico-istituzionale più conforme al quadro costituzionale e a quanto avviene nella maggioranza delle democrazie europee?


I COMMENTI:
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  • Sel, il nuovo Veltronismo. Proporzionale Subito; Viva la Costituzione Italiana! 13-07-2011 23:46 - Antonio Antonelli
  • "DEMOCRAZIA", ovvero governo di "POPOLO".Si dimettano tutti e chi ha le mani e la faccia pulita si ripresenti al giudizio popolare.Basta con questo"SCHIFO".Saluti F.R. 13-07-2011 23:20 - franco radolovich
  • Il maggioritario serve a dare pseudolegittimità alle politiche reazionarie e liberiste.Con maggioranze parlamentari bloccate è più facile distruggere i diritti dei lavoratori e lo stato sociale.Infatti in questi anni è avvenuto proprio così.IL proporzionale è il sistema più democratico, per qunto si possa definire democratico un sistema dove vige lo sfruttamento capitalistico. 13-07-2011 18:05 - Lequinio
  • Sembrerebbe, leggendo l'articolo e i commenti, che in Italia sia vigente un sistema maggioritario. C'è, invece, un proporzionale con premio e sbarramento. Pisapia è stato eletto con un maggioritario a doppio turno. Un sistema elettorale, qualunque sia, non garantisce la "profilassi" dei comportamenti politici. Questa è garantita solo dalla maturità dei cittadini... e qui casca l'asino.... Un saluto ai lettori del Manifesto 13-07-2011 17:19 - Marco58
  • @bruno di prisco...è vero che il/i golpe è/sono già stati consumati, e se per questo +/- metabolizzati con contorno di dittatura mediatica ecc.... ma non è vero affatto che sia troppo tardi! anche la storia nazionale recente ce lo insegna, dopo 20 anni di fascismo non è stato troppo tardi per la resistenza e la rinascita nazionale...e allora? AL LAVORO E ALLA LOTTA! come si diceva una volta e auguri a tutti noi! 13-07-2011 15:17 - aldo rotolo
  • rispondo alla domanda:"...perchè lanciare salvagenti..." forse perchè una parte del ceto politico di CSx, la stessa che col MariottoSegni & co. ci ha dato la spinta finale verso la china del leaderismo dei partiti "nel nome del capopartito" (ormai di moda anche a Sx - cfr. SeL) non si rassegna ad andare a casa, così potremmo smetterla di farci male da soli a sinistra e nel CSx! E' ora che questi "signori" si arrendano al ritrovato protagonismo popolare e di classe che, forse, solo può salvarci dalle crisi finanziarie e di sistema e ambientali in cui i "signori"- quelli veri del mondo - ci hanno cacciato a forza di bastonate virtuali e non solo! 13-07-2011 15:09 - aldo rotolo
  • "Ma anche se le coalizioni di governo fossero formate dopo le elezioni, com'è avvenuto perfino nel Regno Unito, patria del maggioritario a turno unico, dove starebbe lo scandalo?"

    Starebbe in questo: che i ferrovieri della Puglia e della Calabria si fonderebbero in una sinistra ferroviaria meridionale e con questa si intrufolerebbero dentro un partito qualsiasi eleggendo un deputato qualsiasi (scelto dal popolo! oh, yes) che nella formazione di qualsiasi governo, di destra o di sinistra, eletto dopo le elezioni, servirebbe il solo interesse rappresentato dalla clientela dei suoi elettori. Lo scandalo delle lenzuola d'oro sarebbe solo questione di tempo.

    Invece il maggioritario, con tutte le sue storture (e ce ne sono e debbono essere corrette)per essere eletti richiede la maggioranza degli elettori di tutto un collegio e i ferroviari pugliesi e calabresi non avrebbero, così, nessuna possibilità di eleggere un loro "signorile" rappresentante.

    Proporzionale all'italiana? NO GRAZIE! ABBIAMO GIA' DATO.
    Solo le clientele possono essere favorevoli. 13-07-2011 14:50 - valerio caciagli
  • Sono perfettamente d'accordo con questo articolo. I sostenitori del maggioritario non sono capaci di citare un solo esempio positivo di buon funzionamento del sistema maggioritario, che ha prodotto più crisi, più partiti e più scioglimenti anticipati di quanti ne abbia prodotto la prima repubblica: per non parlare degli effetti leaderistici ben descritti dall'autore. Alle sue considerazione vorrei aggiungere un aspetto che non viene mai preso in considerazione, per quanto mi risulta, dai critici del maggioritario: il fatto che a Costituzione invariata una minoranza di elettori che grazie al maggioritario si trasforma in maggioranza di deputati abbia il potere di eleggere il Capo dello Stato e gli altri organi di garanzia e di modificare la Costituzione (come fece ingloriosamente il centrosinistra nel 2001). Chi sostiene il maggioritario dovrebbe almeno precisare in che modo si possa impedire questa dittatura della minoranza, magari elevando a 2/3 il quorum per l'elezione del Capo dello Stato e per tutte le decisioni di carattere istituzionale. In mancanza di questi strumenti, io credo che semplicemente il maggioritario sia incostituzionale. Nell'Inghilterra tanto amata dai maggioritari la maggioranza non può incidere sugli assetti istituzionali e si limita a prendere decisioni di governo. Dunque al di là delle critiche che si possono avanzare a questo o a quel sistema, bisognerebbe ribadire che il maggioritario senza modifiche istituzionali conseguenti non è conforme alla Costituzione repubblicana. Questo argomento va al di là delle posizioni politiche, in quanto ogni parte dovrebbe evitare di confezionare un sistema che potrebbe essere utilizzato dalla parte avversa per stravolgere gli ordinamenti repubblicani o anche solo per eleggere il Capo dello Stato. 13-07-2011 14:44 - Bartolo Anglani
  • Riflessione molto corretta. Il maggioritario in Italia ha provocato solo ammucchiate innaturali, leadirismo di vertice, l'assimilazione della destra ve della cosiddetta sinistra e l'impossibilità per le forze d'oppozione reale di essere rappresentate. Chi non sta la gioco é eliminato. Strano che anche a sinistra ci sia chi come SEL continua a sostenere il maggiortitario, sistema sempre meno democratico del proporzionale. E' anche vero che il referendum non é il milgiore strumento per cambiare la legge elettorale, ma dato che i partiti presenti in pârlamento non la cambieranno, e si arriverà al 2013 con il Porcellum, meglio forzargli un po' la mano. 13-07-2011 14:43 - Franco
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