-
|
Joseph Halevi
Perché la "Casa Italia" rischia grosso Una risposta ai lettori
L'articolo «Questa finanziaria affosserà anche il Pil» (il manifesto 22/7) ha comportato dei commenti sul sito che richiedono delle precisazioni. Il lettore firmatosi "marco58" scrive che «il debito pubblico italiano, a differenza del Giappone, è al 56% in mano straniera. Peccato, perché così il bel ragionamento crolla miserevolmente». Ho sbagliato a riferire il dato che il debito pubblico è per l'85% in mano di italiana. Dal supplemento al Bollettino della Banca d'Italia del 13 maggio scorso lo stock di debito al 2010 in milioni di euro risulta pari a 1.843.015 di cui non residenti 810.866. Quindi il debito italiano è per il 56% in mano italiana. Tuttavia il mio ragionamento non accettava il fatto che l'alta proporzione di debito giapponese in mani nipponiche spiegasse la stabilità del mercato dei titoli pubblici di Tokyo. La calma nella sua finanza pubblica, messa molto peggio di quella italiana (debito al 210% del pil, deficit al 9% del pil e crescita insignificante rispetto a qualsiasi stabilizzazione del debito), risiede nella dimensione istituzionale e politica di come viene gestita la situazione.
In Giappone, Banca centrale e Tesoro operano di concerto e assieme alle banche nazionali blindano il debito nipponico. Chiunque può comperare buoni giapponesi al tasso deciso dalla Banca centrale. In Italia, come anche in Francia, questo non succede dai primi anni Ottanta col famoso divorzio tra Banca d'Italia e Tesoro, in cui la Banca d'Italia venne svincolata dalla copertura monetaria del deficit pubblico per concentrarsi sulla politica contro l'inflazione. Una lettrice o lettore a firma "lulu" chiede cosa significhi la mia frase secondo cui «non esiste soluzione senza un deciso scontro sociale che cambi i termini e le priorità di riferimento». Rimanendo nel campo della finanza pubblica direi che bisogna lottare per cambiare la contabilità del bilancio corrente. Le spese per investimenti devono esserne escluse e su ciò si espresse anni fa positivamente anche il parlamento europeo ma la Germania vi si oppose. Inoltre si dovrebbe introdurre il criterio di spesa pubblica socialmente imprescindibile che, nella sostanza, ha la stessa valenza degli investimenti pubblici. Infine si tratta di agire partendo dall'assunto che il rientro dal debito, operando sul numeratore schiaccia il denominatore e quindi non fa rientrare nulla in maniera stabile.
Questa è un'enorme battaglia politica perché impatta su come si concepiscono le relazioni di causa ed effetto nella spesa. Ridurre il debito attraverso i tagli della spesa è come tentare di risparmiare senza riparare il tetto e le tubature. Alla fine la casa (trasporti, scuole, sanità, nettezza urbana, ambiente) va in pezzi ed i risparmi si rivelano un'inezia rispetto ai costi di ricostruzione, con l'aggravante che, mediamente, gli abitanti della casa Italia, a causa della deflazione dei salari, degli stipendi, delle pensioni e della mancanza di occupazione, non avranno nemmeno il reddito necessario ad ottenere il mutuo per la ricostruzione.
Un primo passo nella direzione giusta potrebbe essere la formazione di eurobond tali da sollevare i singoli paesi della zona dell'euro dal peso di quel 60% di debito/pil contemplato nei parametri di Maastricht e nei patti di in-stabilità. Una proposta precisa in tal senso è stata formulata da Yanis Varoufakis dell'università di Atene ed è la più completa in circolazione ripetto alle fumisticherie di un Tremonti o di un Mario Monti che poi finiscono sempre per cedere. Ma è odiata dai circoli ufficiali tedeschi. Grazie per i commenti.
- 31/07/2011 [6 commenti]
- 30/07/2011 [15 commenti]
- 29/07/2011 [17 commenti]
- 28/07/2011 [12 commenti]
- 27/07/2011 [0 commenti]
- 27/07/2011 [20 commenti]
- 26/07/2011 [30 commenti]
- 25/07/2011 [9 commenti]
- 24/07/2011 [17 commenti]
- 23/07/2011 [0 commenti]
- 22/07/2011 [11 commenti]
- 21/07/2011 [9 commenti]
- 20/07/2011 [1 commenti]
- 19/07/2011 [0 commenti]
- 19/07/2011 [4 commenti]
- 18/07/2011 [18 commenti]
- 17/07/2011 [19 commenti]
- 16/07/2011 [9 commenti]
- 15/07/2011 [15 commenti]
- 14/07/2011 [20 commenti]
- 13/07/2011 [13 commenti]
- 12/07/2011 [32 commenti]
- 10/07/2011 [18 commenti]
- 10/07/2011 [7 commenti]
- 09/07/2011 [3 commenti]
- 08/07/2011 [17 commenti]
- 07/07/2011 [7 commenti]
- 06/07/2011 [15 commenti]
- 05/07/2011 [55 commenti]
- 04/07/2011 [5 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11











Purtroppo però le cose non stanno propriamente così. Da un rapporto analitico della Morgan Stanley i titoli italiani in mano a istituzioni, banche e investitori stranieri ammontano a 790 miliardi contro 787 in mano a banche, imprese e investitori italiani. Il rapporto sarebbe dunque del 50 per cento. Ma, osserva la Morgan Stanley, se si aggiungono ai detentori stranieri anche i titoli intestati a italiani ma gestiti dall'estero, la quota "straniera" sale al 56 per cento del totale. Questa proporzione è del tutto anomala ed accresce il rischio che i fondi monetari e le banche d'affari internazionali vendano titoli italiani per alleggerire i portafogli e sostituirli con "asset" più affidabili."
Riguardo agli eurobond, secondo me, non è quastione tecnica ma politica. Una comitiva di italiani riterrà normale al momento del conto al risorante pagare in parti uguali a prescindere dal consumo di cibo individuale. Chi ha mangiato una bistecca pagherà come chi ha mangiato un'insalata. Una comitiva di tedeschi non accetterebbe mai una cosa del genere. Si dividerebbe secondo il consumo, chi ha mangiato la bistecca paga la bistecca.La Merkel deve convincere se stessa e i suoi concittadini a firmare le cambiali dei debiti di concerto a noi italiani che i soldi dello stato li consideriamo soldi di nessuno (p.es.: i nostri parlamentari percepiscono il doppio dei parlamentari tedeschi). Se poi la proposta la fa il nostro Tremonti, insieme a Junker, si può immaginare l'entusiasmo. Ci vorrebbe serietà da parte nostra (e greca) prima di fare proposte simili. Un cordiale saluto a Lei ed ai lettori del Manifesto 02-08-2011 17:46 - Marco58
Per il resto, come ho già scritto in un precedente commento ad un altro articolo, ancora grazie dei tuoi lucidi interventi. E grazie di essere tornato/rimasto ^.~ 31-07-2011 16:58 - Harken
Il Signor Stefano ha ragione: sulla piazza non ci sono forze politiche che possano unificare gramscianamente analisi e strategia politica. Bisogna lavorare quindi tre volte tanto almeno. Anche il Signor Marco ha ragione: la Germania non accetterà la formazione di eurobond. Pensano che così non dovranno tirar fuori i soldi per salvare gli altri ma in realtà segano il ramo europeo su cui, in definitiva, siedono. Infatti gli eurobond aiuterebbero l'export tedesco riducendo, pur senza risolverla, la crisi della domanda effettiva europea. Per ora la Germania crede che con la Cina potrà saltare l'Europa ma si sbaglia. Io oggi sto con i giudizi dei 'mercati', cioé di quelli che comunemente chiamiamo speculatori. Perché? Perché i mercati non credono che le misure economiche di Bruxelles possano risolvere la crisi debitoria. Hanno ragione ed il loro problema non é più come speculare in una situazione di rischio sfruttandolo ai propri fini, bensì come proteggersi dal prossimo fallimento greco e limitare i connessi contagi.
Da lunedì sarò in viaggio da Sydney verso Roma e non potrò rispondere rapidamente.
Cordiali saluti
Joseph Halevi 30-07-2011 12:22 - joseph halevi
La battaglia di cui lei parla, alla fine, è la stessa che appassiona il parlamento americano adesso per l'aumento del tetto del debito di bilancio, e questo la dice lunga su quanto si siano spostati i centri decisionali della politica a seguito della creazione dell'Euro e del Trattato di Maastricht.
Ed è altrettanto vero che, seppur facendo parte di una federazione di stati riuniti sotto un'unica moneta, non beneficiamo di politica concertata tra Tesoro e Banca Centrale, cosi' scaricandosi le tensioni finanziarie sul debito dei singoli stati.
Il "problema" dell'Italia, in Europa, assomiglia molto a quello del meridione per L'Italia, purtroppo.
Da soli, oramai, non abbiamo piu' la forza di riscattarci.
Prima ci hanno impiccato all'euro e poi ci conducono al default. 29-07-2011 16:37 - massimo
Non si finisce mai di imparare! 29-07-2011 13:40 - Alessandro comunista
Non tanto per il debbito estero o perche le vendite non crescono,questi sono problemi sociali di tutto il mondo.
Noi stiamo nella merda,perche dopo aver fatto governare questo paese per 5 anni a Craxi e 15 al nanetto,sta nascendo nel paese uno scollamento che nemmeno la canzone di Benigni e tutte le sbandierate che ci sono state nel ricordo dell'Unità d'Italia,riesce a rincollare.
Si sta affermando l'idea che i politici sono tutti ladri.
Questo lo vedo anche alle feste che la sinistra ha sempre fatto.
Ero alla festa del PD e ho ascoltato ragazzi che lavoravano lì come impiego.
NOOOOOOO...! Ma come io ho cotto salsicce per trenta anni gratis!
Uno scollamento che colpisce tutti e tutto!
Datevi una guardata intorno.
E' la prima volta che mancano volontari da pertutto.
Dalla Caritas alla Croce Rossa.
Con Berlusconi,il mio paese non esce da questa crisi.
Un popolo, quando Bossi dice che non ne fa parte,ma ogni mese con i suoi manipoli va alla cassa a prendere i soldi del paese,non ci stà a farsi prendere per il culo.Specialmente ora che c'ha portato anche il figlio!
Persino io che sono bontà infinita e cristiano fino al midollo,mi incazzo e mi viene voglia di frustare,come fece Gesù, i parlamentari,nel Tempio!
No,non ne usciamo!
Per uscire da questo verminaio,ci vuole una rivoluzione!
Ci vuole che le persone oneste e tutti quelli che lavorano si rifiutino di farsi sfruttare e si organizzino per governare loro il paese.
Una rivoluzione e anche violenta,dato che il nanetto con tutta la sua banda e tutte le cricche degli altri partiti,prima di scappare spareranno dalle finestre di Montecitorio! 29-07-2011 07:42 - maurizio mariani