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COMMENTO
29/07/2011
  •   |   Livio Pepino
    Il «tutti a casa» del Pd

    L'estraneità del Partito democratico ai fermenti di novità, di partecipazione, di voglia di cambiamento che attraversano il Paese non è certo un fatto inedito (lo dico senza compiacimento e, anzi, con il disappunto di chi agli antenati del Pd ha guardato, in altri anni, con speranza e fiducia). Ma oggi si è davvero passato il segno. Dopo essersi assunto il ruolo di capofila del «partito del cemento», dopo avere invocato l'esercito in Val Susa, dopo avere lasciato senza risposta le richieste di confronto, il Pd chiede ai sindaci di lanciare un appello ai cittadini affinché non aderiscano alla marcia No Tav di sabato prossimo. C'è da non crederci. Ad essere in discussione non è il dissenso politico o il modo in cui esso si manifesta, ma la stessa idea di partecipazione, vista con fastidio e irritazione. Ai sindaci, infatti, si chiede non già di ascoltare i propri cittadini e di confrontarsi con loro ma di diramare un burocratico «tutti a casa, possibilmente con le porte sbarrate!».

     

    «Ma - si risponde - noi diciamo di no perché lì ci sono i violenti e non vogliamo confonderci con loro». È una affermazione tanto suggestiva quanto inadeguata. È, infatti, proprio con atteggiamenti di questo tipo che si favorisce la logica dello scontro violento. Il processo in atto in Val Susa è molto semplice. C'è un popolo - inizialmente radicato nella valle, oggi sempre più diffuso sull'intero territorio nazionale - che da anni chiede inutilmente di essere ascoltato (un popolo a cui ancora ieri hanno dato voce, con una lettera al capo dello Stato, oltre 200 docenti universitari). Ciò pone una domanda non eludibile: gli abitanti del territorio interessato alla più grande opera della storia dello Stato unitario (e, con loro, i cittadini dell'intero paese) hanno oppure no il diritto di interloquire? Ripeto: diritto di interloquire, non di porre veti (come viene detto falsando la realtà); diritto di essere ascoltati, di discutere, di confrontare argomenti, analisi, proposte, in modo pubblico e trasparente. Questa è la vera questione (una questione cruciale di democrazia e di partecipazione), che dovrebbe stare a cuore a tutti e che il popolo No Tav continua opportunamente a tenere aperta.


    Ebbene, quasi sei anni fa (il 30 novembre 2005) Luciano Gallino scriveva su Repubblica: «Nel caso della Val di Susa, in quanto tendenziale pro Tav, sono rimasto - almeno fino ad ora - alquanto deluso. Mi attendevo che i politici, gli amministratori, i dirigenti d'impresa, gli esperti rispondessero con argomenti circostanziati alle perplessità di ordine tecnico ed economico sollevate da varie parti sulla grande opera che dovrebbe attraversare, per il lungo, tutta la valle. Ora, gli argomenti pro Tav in Val di Susa avanzati negli ultimi mesi mi paiono rientrare prevalentemente nella categoria "ce lo chiede l'Europa", ovvero "non si può bloccare il progresso", o, ancora, "non si può cedere alla demagogia". Un po' poco, per uno che è sì pro Tav, ma che vorrebbe vedere la sua causa difesa con ragioni compiutamente argomentate». La conclusione di Gallino era conseguente e interpellava chi si stava candidando al governo del Paese: «la questione è diventata per intero politica. La sostanza è sempre la stessa: si tratta di distribuire con equità i costi e i benefici tra le popolazioni, gli strati sociali e i territori coinvolti in innovazioni radicali. Nella vicenda della Val di Susa parrebbe, al momento, che i costi gravino prevalentemente su una parte sola. Vorremmo capire come Prodi pensa di ridurre tale squilibrio, o magari se non medita di impostare uno scenario affatto inedito, che preveda più benefici che costi per tutti gli interessati».


    Domande ragionevoli: di evidente buon senso, verrebbe da dire. Domande a cui non si è mai risposto ché tutti i tavoli, le commissioni, gli osservatorî aperti negli anni sono stati finalizzati a discutere sul come realizzare l'opera e non anche sul se la si deve realizzare. Oggi poi questo paternalismo spocchioso («lasciate decidere a noi, professionisti della politica e dell'economica, che abbiamo esperienza e capacità; voi, se proprio volete, protestate ma non troppo») subisce una nuova impennata che cerca di eliminare anche la protesta. Scelta miope e sbagliata (come ha dimostrato la recente mobilitazione referendaria), ma anche pericolosa. I problemi politici si risolvono con la politica. Trasformarli in questioni di ordine pubblico può portare - ha già portato - a scontri e feriti. È troppo comodo cercarne le responsabilità (solo) nel frammento finale senza analizzare il processo che ha portato a questo esito.


I COMMENTI:
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  • "[...] sul PD condivido i pareri di molti commentatori, speriamo che si frantumi presto."

    ...hm... al di là dell'auspicio (che potrei tranquillamente fare mio senza il minimo scrupolo di coscienza), occorre però tener conto che in questo momento il PD è accreditato del 28-29 % dei consensi - contro il 26 e rotti % del PDL.

    E mi pare difficile che, per quanto possa essere internamente allo sfascio, un partito che disponga di una tale "eccedenza di vento in poppa" non tenti di fare ogni sforzo possibile per resistere, apparentemente compatto, almeno fino al giorno delle elezioni.

    Elezioni che, quasi certamente, riuscirà a vincere. Dopo di che, farà esattamente quello che - purtroppo - sta facendo nella cittadina dove abito, e dove l'anno scorso lo abbiamo mandato al governo dopo dieci anni di (pessime) giunte di destra. Vale a dire, attenderà - immobile e senza fare un fiato - che si compia DA SÉ un qualche tipo di destino: approfittandone, nel frattempo, per allungare qualche carica in mancia a qualche amico, distribuire qualche poltrona e qualche consulenza, e favorire qualche "finanziatore"...


    "Lo scopo principale del PD è quello di vincere le elezioni, mica l'impegno sociale."

    Appunto!


    "Dopo essersi assunto il ruolo di capofila del «partito del cemento» [...]"

    Ah... su questo, purtroppo, temo non ci possa essere il minimo dubbio.


    "E' ora di sfasciare tutto e ricominciare. questi stanno dando il colpo di grazia [...] alla politica in Italia."

    Sono assolutamente d'accordo. Il problema, però, è: sfasciare, COSA? Ricominciare, COME?

    E non è un problema da poco. Non è una questione solo nominalistica... ;) 31-07-2011 17:24 - Harken
  • Francesco ha ragione,chiedo al Manifesto di fare luce sul "partito" di Vendola (dove vuole approdare? spiegatelo ai lettori). Grazie.
    PS - sul PD condivido i pareri di molti commentatori, speriamo che si frantumi presto. 30-07-2011 14:31 - Vilma
  • E' un caso che la parola "corruzione" sia pronunciata dal PD solo per difendersi dalle accuse? E' un caso che sia assente qualsiasi riflessione sulla crisi generale del capitalismo? E' un caso che non sia indicata non dico un superamento del sistema, ma su una sostanziale riforma? Eppure è evidente che il capitalismo è alla frutta e si regge sul peggioramento delle condizioni dei più deboli, sull'incremento della diseguaglianza,sull'inquinamento, sulla sofisticazione dei prodotti, e del cibo in particolare, sulla poovertà di massa e lo strapotere del denaro. 30-07-2011 10:06 - Outis
  • Per diversi che siano da quelli del PdL i dirigenti del PD sono anch'essi dei professionisti per cui la politica è una carriere destinata ad assicurare benessere e potere. Ogni cambiamento reale rappresenta quindi una minaccia. E'l'ultimo esito delle finzione "rappresentativa". Il successo del partito e quindi anche personale è divenuto uno scopo in sé, indipendentemente dai fini politici perseguiti. Non ci restano che i movimenti. 30-07-2011 09:56 - Outis
  • Ma cari ragazzi, è chiaro perchè il PD prende le distanze dai movimenti e dalle associazioni più combattive sul campo dell'ecologia, nella difesa dei servizi pubblici ecce ecc. Lo scopo principale del PD è quello di vincere le elezioni, mica l'impegno sociale. Ed è stato dimostrato che gli elettori non amano quelli che fanno schiamazzi in piazza, altrimenti alle ultime elezioni amministrative avrebbero premiato la Federazione della Sinistra e tutti gli altri gruppi di estrema sinistra , no? Invece i voti sono andati al PD, a SEL, all'IDV ecc. ecc.. e tutto l'impegno duro in prima fila che il PRC ed il PdCI per diversi anni avevano messo nelle battaglie contro la TAV, contro i rigassificatori, contro le centrali nucleari eccetera non è servito assolutamente a niente. La Federazione della sinistra alle ultime elezioni è stata trombata, mentre nel momento della riscossa contro Berlusconi l'elettorato si è rivolto ai moderati del PD, di SEL e dell'IDV, forze politiche che non vanno certamente a sinistra. E' così che si vincono le elezioni, con cinismo e spregiudicatezza, mica facendo i rivoluzionari del quartierino, cari miei! 30-07-2011 08:24 - gianni
  • ..e l'Europa??? 30-07-2011 06:17 - almagemme
  • La democrazia in Italia e' sempre rimasta solo sulla carta.E questi signori non avendo delle idee nuove e pensando solo alle loro tasche gia' belle piene di ogni bottino;non fanno altro che distruggere la nostra misera economia con opere inutili e dannose per l'ambiente per l'uomo per il futuro dei nostri figli.Come diceva il buon Bartali l'e' tutto sbagliato ! l'e' tutto da rifare ! 30-07-2011 05:31 - renzo
  • Molto bello. Tuttavia il primo a invitare la gente a disertare la manifestazione di sabato è Ferrentino di Sinistra, ecologia e libertà. Mi piacerebbe leggere quello che avete da dire sulla posizione del partito di Vendola. O non si dice? 30-07-2011 03:55 - francesco
  • VERGOGNATEVI,SCHIAVI DELLA CASTA, FATE VOMITARE LE PERSONE DI BUON SENSO,MA AVETE FATTO I CALCOLI DELL'ENORME PERDITA DI CONSENSI CHE VI ASPETTA? 30-07-2011 00:04 - DIEGO GIUSTETTO
  • INCREDIBILE LA VOLONTà PRECISA DEL PD DI PERDERE UNA ENORME FETTA DI ELETTORATO,MA I CITTADINI ONESTI NON SI FARANNO INTIMIDIRE DAI COLLABORATORI DELLA MAFIA E DEI FASCISTI,DOMANI LA PARTECIPAZIONE SARà COME SEMPRE ENORME,RASSEGNATEVI:LA CASTA RUBERà UN Pò DI SOLDI, MA LA TAV NON SI FARà MAI,IL SILENZIO STAMPA NON SERVE,NON SONO TUTTI IGNORANTI IN QUESTO MONDO! A DOMANI,CARI MAFIOSI! 29-07-2011 23:50 - diego giustetto
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