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Loris Campetti
Golpe d'agosto
Quella presentata da Berlusconi e dalla sua cricca al governo non è una manovra economica per consentire all'Italia di rimettere in sesto i suoi disastrati conti: è un golpe e nulla ha che vedere con le tante precedenti manovre a cui siamo stati abituati, finalizzate a spostare crescenti risorse dai salari e dalle pensioni ai profitti e alle rendite. Con quegli strumenti il 10 per cento della ricchezza era già stato dirottato dal lavoro al capitale, ma oggi sta avvenendo qualcosa di molto più grave. Con un colpo di teatro il potere che viene concentrato nelle mani di pochi, strappando per decreto alle vittime dell'esproprio proprietario i diritti fondamentali, persino quello alla difesa. Un Berlusconi nascosto vilmente dietro l'Europa, un Tremonti grondante sangue altrui, un Sacconi armato dalla Confindustria e garantito dal servizio d'ordine dei sindacati complici, hanno approfittato di una crisi drammatica che porta la loro firma per ridisegnare i rapporti di forza.
Viene stravolta la Costituzione, oltre che per trasformare in totem il pareggio di bilancio, per armare le imprese, liberandole da quelli che chiamano "lacci e lacciuoli" ma in italiano si traducono con democrazia: il permesso di licenziare quando come e chi vogliono cancellando con l'articolo 18 l'intero Statuto dei lavoratori; il permesso di scegliersi i sindacati a cui dare ordini, dopo aver ammutolito i lavoratori; la possibilità di cancellare il contratto nazionale, sostituito dai contratti aziendali. Vi basta? No, alla Fiat non bastava e allora gli sceriffi di Nottingham truccati da Robin Hood rendono retroattivi questi privilegi di classe per santificare i misfatti di Pomigliano, Mirafiori e Bertone.
Così viene giustiziato chi chiede giustizia e ridotto al silenzio il giudice che dovrebbe garantirla. Ecco dunque che alla ossificazione del welfare e alla svendita dei beni comuni, alle privatizzazioni, allo schiaffo ai dipendenti pubblici e privati, ai giovani, ai precari, ai pensionati, si accompagna la cancellazione per decreto di un secolo di compromessi democratici che avevano garantito forme di equilibrio e tutele nel conflitto capitale-lavoro. Se per l'aggressione economica ai danni dei più deboli il governo si nasconde dietro il liberatorio "ce lo chiede l'Europa", per giustificare l'aggressione ideologica ai diritti del lavoro chiama in causa le parti sociali: "ce lo hanno chiesto loro" con l'avviso comune, siglato questa volta anche dalla Cgil.
La categoria del tradimento è estranea alla storia di questo giornale, preferiamo apparire ingenui e ammettere di non capire il senso di quell'infelice firma apposta da Susanna Camusso in calce a un accordo che asfaltava la strada alla controrivoluzione reazionaria. Se nella crisi democratica, che fa traballare il futuro del paese più ancora della crisi economica, dovesse affiancarsi la perdita di una rappresentanza sociale alla perdita già consumata della rappresentanza politica, la risposta del malessere sociale di un paese non pacificato potrebbe manifestarsi in forme spurie, disperate. Basta guardarsi in giro per rendersi conto di come i tumulti abbiano preso il posto della protesta novecentesca, quando c'erano ancora partiti, sindacati e movimenti a dare una prospettiva e una speranza alla società. In Italia c'è ancora un filo rosso, sottile, che può tenerci legati a un'idea forte di democrazia. Non spezziamolo. Una delle tante cose necessarie a non spezzarlo è ritirare la firma della Cgil da un progetto subalterno e suicida. Poi, indire lo sciopero generale.
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Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Shock economy, un saggio della giornalista canadese Naomi Klein, pubblicato nel settembre del 2007.
Il libro studia gli effetti e le applicazioni delle teorie liberiste di Milton Friedman e della Scuola di Chicago in diversi Stati del pianeta, dagli anni sessanta fino al 2007. La tesi principale sostenuta dall'autrice è che l'applicazione di queste politiche (che prevedono privatizzazioni, tagli alla spesa pubblica e liberalizzazioni dei salari) sia stata effettuata sempre senza il consenso popolare, approfittando di uno shock causato da un evento contingente, provocato ad hoc per questo scopo, oppure generato da incapacita politiche o da cause esterne. Inoltre l'effetto dell'applicazione di queste teorie è stato la crescita della disoccupazione e il generale impoverimento della popolazione.
Tra questi shock l'autrice annovera le torture ed il regime di Pinochet in Cile nel 1973, il crollo del muro di Berlino e l'instabilità economica in Polonia e Russia all'inizio degli anni ottanta, l'inflazione inarrestabile in Bolivia, la guerra delle Falkland per Argentina ed anche in Gran Bretagna, la guerra in Iraq e la distruzione di New Orleans per opera dell'Uragano Katrina in tempi più recenti, a questi aggiungerei l'attuale crisi della borsa. 15-08-2011 09:24 - holland.dutch.wagenbach
parlate acora di masse, pensionati e controrivoluzionari.
la storia vi ha seppellito con una grassa risata mentre i vostri leader maximi come L'amato Fidel si sono trasformati in dittatori che cedono lo scettro ai familiari (alla faccia del popolo) e che vestono abiti firmati da migliaia 15-08-2011 09:02 - fausto
A questo penso, osservando ciò che accade in Europa. 15-08-2011 05:52 - a.grassini
1 dimezzamento dello stipendio dei parlamentari, ministri ecc.
2 riforma pensionistica: chi occupa incarichi politici paga i contributi come gli altri lavoratori e matura gli anni per la pensione come tutti noi, senza vitalizi.
3 dimezzamento delle spesse militari
4 aumento delle tasse sui grandi patrimoni
5 tassare di piu le rendite finanziarie e di meno il reddito da lavoro, bisogna rendere più conveniente agli investitori l'investimento in produzione che non in speculazione.
6 cancellare dalla manovra le norme sul lavoro di Sacconi.
7 cancellare dalla manovra le norme che anullano la traciabilità dei rifiuti (regalo alla mafia)
8 cancellare dalla manovra le norme che regolano le festività simbolo di democrazia, lavoro e antifascismo
9 regolamentare l'otto per mille di modo che le scelte non espresse siano indirizzate alle case dello stato ed utilizzate per fini sociali e ricerca
10 cancellare le agevolazioni fiscali di cui gode la chiesa a partire della reintroduzione dell'ici 15-08-2011 00:13 - horacio
E' tempo di passare all' azione
prima che rovinino il paese e lle nostre vite per sempre.
Giustizia popolare!!! 14-08-2011 21:22 - giustizia popolare