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COMMENTO
15/08/2011
  •   |   Joseph Halevi
    Il cul de sac della crisi europea

    I sussulti finanziari di queste ultime settimane mostrano una differenza a tra gli Stati uniti e l'eurozona. Nel primo caso non si tratta di una perdita di fiducia nella solvibilità degli Usa. Infatti i buoni del tesoro a lungo termine di Washington continuano ad essere richiesti ad un tasso di interesse basso. Si deve pertanto concordare con la tesi di Paul Krugman sul New York Times dell'11 agosto, che il segnale negativo raccolto da Wall Street in seguito al declassamento del debito federale da parte della Standard & Poors riguarda l'accresciuta probabilità di un'ulteriore recessione, cui si aggiunge il contagio europeo che ha toccato New York.
    Il contesto dell'eurozona è invece diverso. Dall'apertura del fronte greco da parte della Germania nel novembre del 2009 (ricordiamo che fu lo sbraitare di Berlino ad aizzare le agenzie di rating contro la Grecia e poi contro gli altri paesi più vulnerabili), un nuovo strato di titoli tossici si è accumulato nel sistema finanziario europeo per via del tutto istituzionale. Si tratta dei buoni statali del debito pubblico. La formazione di tale strato è tanto più grave quanto più le autorità di Bruxelles e la Bce fanno di tutto per negare la presenza della montagna di titoli privati tossici che riempiono le casseforti delle banche tedesche e francesi.

     

    Ne consegue che lungi dall'aver affrontato la crisi bancaria europea, governi nazionali, Bruxelles e la Bce ne hanno aggiunta un'altra, intricatissima, fabbricata con le proprie mani. Il fenomeno di queste ultime settimane in cui le società finanziarie, a partire dalle banche, scommettevano contro se stesse scaricando titoli pubblici, mandando in fibrillazione le scatole cinesi dei credit default swaps ed ulteriori derivati, è spiegabile senza dover ricorrere allo spauracchio della speculazione in agguato. Nei portafogli delle banche i titoli pubblici hanno sempre figurato come una componente forte e come elemento di stabilità. Il loro acquisto è stato favorito dalle stesse autorità di controllo e di regolamentazione perché si considerava che i buoni del tesoro fossero facilmente convertibili in denaro in caso di crisi. Con la rottura del circuito tra Tesoro nazionale e Banca centrale avvenuta con la creazione dell'Unione monetaria europea, il titolo pubblico non ha più le caratteristiche ora descritte. Esso assume un grado di rischio che può, al suo aumentare, diventare tossico. Lo zoccolo duro diventa estremamente friabile e le banche sono portate a svendere.


    Il passaggio da una situazione potenziale a quella reale di oggi è avvenuto con l'istituzione nella primavera del 2010 del fondo di salvataggio Efsf. Come notato da Yanis Varoufakis l'attivazione del fondo aumenta il rapporto debito/pil dei paesi solventi. Ogni incremento delle dotazioni dell'Efsf viene addebitato ai paesi da cui vengono attinti i fondi. È evidente che l'Italia, non essendo un piccolo paese, non potrà mai essere «salvata» con questo meccanismo. Un eventuale tentativo di salvataggio dell'Italia comporterebbe un addebitamento di fondi addizionali alla Francia e alla Germania tale da rendere il loro rapporto debito/pil tanto «brutto» quanto quello italiano. Nel perverso sistema attuale non c'è alternativa al suicidio: cercare la solvibilità attraverso terrifficanti tagli di bilancio che comprimendo il pil aumenteranno il rapporto di indebitamento portando così il paese allo sfascio più completo.


I COMMENTI:
  • E' ora di prendere le armi, adesso. Una rivolta armata di massa in Europa è necessaria per sopravvivere. 20-08-2011 08:40 - martino
  • Caro Halevi, tutto giusto tranne il catastrofismo finale.
    E' vero che il declassamento di S&S del debito Usa non ha determinato aspettative di insolvenza del loro debito, la domanda di buoni del tesoro lo conferma.
    E' vero che nessuno sa che cosa ci sia nella pancia delle banche francesi e tedesche che essendo più internazionalizzate delle nostre probamilmente avranno una marea di "munnezza"-derivati cds ecc-,la controprova é che mercato interbancario europeo si sta assottigliando: le banche non si prestano più denaro come nel 2008 negli USA, il differenziale tra Libor (il principale tasso, variabile, a cui le banche si prestano soldi) e Ois (tasso fisso che riflette i saggi interbancari medi nel periodo del prestito) ha cominciato a correre. Venerdì 5 agosto era a 50 punti base, è salito oltre 70 punti base, per chiudere venerdì scorso a 67,6. Siamo sui massimi da due anni, lontano dai 20-30 punti base "normali".
    E' vero che le banche non considersano più il debito pubblico dei paesi UE una componente di rieqilibrio del rischio di portafoglio, le vendite delle banche tedesche di BTP della settimana scorsa lo attestano.
    E' vero che Esfs non serve a salvareItalia,Francia o Spagna e che la del sua dotazione pesa sul bilancio dei pesi UE.Tutto vero,,tranne le conclusioni.
    I tagli di bilancio, concordati a livelolo UE servono proprio prchè migliorando il rapporto debito/PIL permettono di "fare da soli" senza incidere sugli strumenti UE.
    Un esempio? La spesa pubblica annua Italia è,consentimi lo "spnnometro,di circa 800 md di euro.Se tagliamo 100 md,cifra che corrisponde ai differnziali su alcune voci di spesa rispetto alla media UE.riduciamo il debito,liberiamo circa 2'5 punti di pil-a tanto corrispondono 100 md- alleggerendo per tali importi la fiscalità di famiglie imprese.Quindi riduzione del debito senza recessione anzi con aumento del PIL.Dove vanno fatti i tagli?Dai che lo sai!!! 16-08-2011 12:58 - tiny tove
  • Dall unione monetaria non é possibile uscire se non abbandonando l'Unione europea. l'UME non é un ordinamento opzionale con entrata ed uscita come era il serpente monetario dei primi anni settanta ed in una certa misura anche lo SME sebbene solo una crisi abbia posto termine alla sua esistenza.
    I paesi che entrano a far parte dell'UME si definiscono come tali nell'UE. Quindi la loro appartenenza é una decisione senza ritorno a meno che il paese non decida di abbandonare anche l'UE. Nessuno paese si assumerà la responsabilità di tale atto che farebbe crollare la fragilissima costruzione europea. Quindi per me ogni discorso sull'uscita dall'unione monetaria é fuorviante. E' possibile che l'UME muoia ma come risultato di una crisi con sussuslti incontrollabili.
    joseph halevi 16-08-2011 12:41 - joseph halevi
  • Ho ficcato il mio naso,nella borsa e ho scoperto cose incredibbili.
    Sapete che esistono operatori che scommettono contro le proprie industrie e se vanno male guadagnano?
    Si può giocare con tutto!
    La borsa è come una bisca dove si può scommettere su tutti compreso,contro i propri campioni!
    Un tempo le cose erano meno complicate e quando si speculava,era solo verso l'alto.Oggi si specula anche verso il basso!
    Io a dire il vero,penso che c'è qualche cosa di malsano in tutto questo.
    un mio compagno,amico,mi dice che è tutto un disastro e quindi la situazione è ottima!
    Bo!
    Non saranno gli effetti della mucca pazza? 15-08-2011 20:50 - maurizio mariani
  • Il cane si morde la coda. Tutti i cani si mordono la coda, prima o poi.
    Italia e Grecia a altri in vendita? Il sogno della grande finanza. 15-08-2011 18:22 - Murmillus
  • c'è poco da fare. La presa per il c. globale continua. Fingono di bloccare la speculazione al ribasso ( short selling) in alcuni paesi ma si sa benissimo che "on-line " si puo' operare su banche estere ed eludere i "blocchi". Si scommette cosi' ache sul vixx, l'indice di volatilita' che significa " io scommeto sul tuo panico , che ti viene perchè le tue azioni crollano, cos' facendo ti faccio aumentare il panico spostando capitali dai titoli che possiedi all' indice Vixx, poi quando il "panic selling" sarà al massimo ricompro i toui titoli , che avrai svenduto e sposto nuovamente capitali dall'indice ai titoli guadagnando due volte. " In Italia poi abbiamo il vaticano che possiede uno dei piu' grossi paradisi fiscali alle Cayman, da li' partono grosse transazioni finanziarie, ed il quadro è completo" . ( a proposito, la Germania non potrebbe fare come la Francia con i suoi Papi nel '300 e trasferire la sede papale in Baviera?)
    Comunque non si pensi che quanto sopra descritto violi le normative vigenti in materia di transazioni finanziarie perchè al momento tutto cio' è perfettamente legale!!
    E' questo il modello di Democrazia che l'occidente vuole esportare? 15-08-2011 14:03 - thor
  • Grazie per il commento. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Halevi su una possibile uscita dell'Italia dall'UME e quali conseguenze macroeconomiche porterebbe tale scelta. 15-08-2011 13:45 - Marco
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