domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
26/08/2011
  •   |   Alberto Piccinini
    Sciopero serie A, ma quale solidarietà

    Sabato e domenica non si gioca il campionato di calcio. La giornata persa verrà recuperata con tutta probabilità il 21 dicembre. Non è quindi uno sciopero – tantomeno uno sciopero dei miliardari - ma un rinvio, e così si esprime il comunicato della Figc che ieri ha preso atto del fallimento della (lunga) trattativa tra presidenti di serie A e Associazione Calciatori. Due i punti in discussione: la richiesta, da parte degli stessi presidenti, di mettere nero su bianco l'obbligo dei calciatori a pagare il contributo di solidarietà; e il destino da riservare ai cosiddetti «fuorirosa».

     

    Chi è un «fuorirosa»? Ai profani è quasi più difficile da spiegare del fuorigioco ma ci si prova. Da qualche tempo per motivi disciplinari, perché ha mandato a quel paese il presidente o l'allenatore, o perché – in genere – non vuole accettare l'eventuale trasferimento al Pizzighettone di sotto, un giocatore ingaggiato dalla squadra x viene messo da parte e dichiarato fuorirosa. La domenica non gioca, e non sta neppure in panchina. Prende lo stipendio, durante la settimana dovrebbe comunque allenarsi, ma come e quando? Con gli altri compagni di squadra, come chiede l'Associazione calciatori, o da solo, o in un eventuale gruppo di altri indesiderabili alle 8 del mattino, come vorrebbero lasciarsi liberi di fare i presidenti?

     

    E' dai tempi dello «svincolo», che rende i calciatori liberi di andarsene dove gli pare alla scadenza del loro contratto, che gli stessi club cercano di recuperare qualcosa del potere perduto, quando avevano in mano i «cartellini». In tempi in cui una grande squadra può trovarsi a gestire e pagare svariate decine di giocatori, per acquisti sbagliati, sogni di gloria, sopravvenuta pippaggine, trucchetti contabili, affarucci coi procuratori, e in tempi di debiti, crisi, disastri vari, il trucco del fuorirosa serve a questo. Ad ammorbidire, convincere, punire. Chiamatelo mobbing o, pensando al mobbing vero, chiamatelo strumento di pressione, il risultato non cambia.

     

    La questione del «contributo di solidarietà», invece, si commenta da sola. Nessun calciatore ha dichiarato che non lo pagherà. Qualcuno ha fatto notare che siccome alcuni contratti sono stipulati al netto – tasse e imposte ce le mettono i club – allora in quel caso potrebbe essere che i club dovrebbero pagare anche il contributo. Tutto al condizionale, perché a tutt'oggi nessuno sa ancora esattamente cosa e quanto sarà il contributo. Di certo la «solidarietà» appare una tale megacazzata  nazionale, e il solo fatto che leghisti, presidenti di calcio, uomini di governo, possano far passare i calciatori come traditori della patria fa ridere. A proposito, qual è la patria di Ibrahimovic?

     

    Sono questioni importanti? Valgono uno sciopero, un rinvio? Una serrata, come ritiene qualcuno - il termine è quello correttamente usato dopo la recente sospensione del campionato Nba per la rottura sugli stipendi tra presidenti e giocatori? Sì e no. Non che la distanza tra Assocalciatori e presidenti sia così incolmabile. E' questione di parole, di sfumature. Nessuno tra i calciatori si è levato a rivendicare la cancellazione del mercato, il salary cap, l'abolizione per decreto dei presidenti di calcio ricchi scemi, l'azionariato popolare diffuso, il comunismo del pallone. Ed è un peccato.

     

    Mettiamola così: il sindacato calciatori ha la faccia di Tommasi, l'ex giocatore giallorosso, buonissimo e persino un po' di sinistra. I presidenti hanno Zamparini e Della Valle, De Laurentis, Cellino e Galliani, il terrificante sottomondo di politica, economia, cialtronaggine, pseudoimprenditorialità e furbizia che governa da quel dì il calcio italiano.

     

    Non basta questo per dar credito a Tommasi? E poi il calcio senza calciatori non si può giocare. (difatti domenica non si gioca). Senza presidenti si può giocare, eccome.


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • In più aggiungo io, che se passa il concetto che il "contributo" lo decurtano dallo stipendio, magari il prossimo stipendio da decurtare può essere il mio o il tuo. 27-08-2011 10:50 - Maurizio
  • Ma se scioperassero i spettatori?
    Se invece di andare allo stadio o fare abbonamenti televisivi,nessuno cacciasse più un euro per questo mondo di mafiosi,infami e finti sportivi?
    Se ai padroni delle squadre gli dassimo un pezzo di merda,invece di pagare quei biglietti costosi?
    E se andassimo a vedere giocare i nostri figli al campetto e lasciare i "mostri" a giocare per loro?
    Invece di pagare questo mostro di soldi e corruzione,diamo i soldi ai giovani che possano giocare in campetti e noi diventiamo i loro allenatori.Affanculo il calcio dei padroni! 27-08-2011 07:41 - maurizio mariani
  • Ma ne parliamo anche? Poveretti, scioperano per far rispettare i loro diritti di "lavoratori"!!!
    Ma per favore, ricordiamoci che comunque il loro "lavoro" consiste nel giocare e, si certo, anche allenarsi; ma comunque giocare. 27-08-2011 07:36 - Batukahn
  • Francamente non so cosa pensare, a fronte dei calcoli che ho fatto e che qui di seguito riporto. Per guadagnare quel che il signor Eto'o guadagnerà nei prossimi tre anni in Russia, al netto, a me occorrerebbero ben più di mille anni; per guadagnare quanto il signor Totti in tutta la sua carriera, avrei dovuto cominciare a lavorare ai tempi della fondazione di Roma. Forse viviamo su pianeti diversi. 27-08-2011 07:34 - Sandro
  • BENE! Magari lo sciopero proseguisse per sempre! ..i calciatori, poverini hanno anche il coraggio d scioperare? Hanno l'impressione d guadagnare troppo poco? Paura d non arrivare al mese successivo? VERGOGNOSI, sono l' esempio perfetto d quello che la nostra società "malata" di sete di potere e soldi sta creando. E' quello che si meritano, DOVREBBERO VIVERE LORO CON APPENA 1.000 € al MESE "rompendosi" la schiena e faticando veramente! Dirigenti, calciatori e tutti i rimanenti colleghi, politici e VIP vari, non potrete mai capire veramente cosa significhi arrivare a fatica a fine mese! Non permettersi il lusso di andare 1 sera al cinema o a cena fuori con 2 figli.. Chi segue il calcio da 1vita finanziandolo, apra finalmente gli occhi e intraveda il marcio, l'avidità e l'egoismo di questa sotto-società.. LORO IN 1 ANNO INCASSANO quello che NOI poveri comuni mortali IN 1 VITA INTERA D LAVORO E FATICA NON RIUSCIAMO A GUADAGNARE... BUUUuu! Altro che tasse: l'intero stipendio gli taglierei! 27-08-2011 01:35 - Antonella S
  • Con questo sciopero, camuffato con un ritardo e dunque derubricato a slittamento, gli ultrà di tutta Italia hanno perso una grande, irripetibile, occasione: quella di farsi valere come il dodicesimo uomo in campo e ricordare ai loro undici colleghi che questo non è davvero il momento di mettersi a contare i centesimi, al cospetto di chi ha seri problemi per come arrivare in fondo al mese. Una volta che la vostra voce grossa, miei cari capi di curve intransigenti, politicizzate, refrattarie a qualsiasi inquadramento e tesseramento, mista a minacce avrebbe avuto poter ragione di esistere e soprattutto godere del plauso di milioni di (tele)spettatori costretti a masturbarsi per questa domenica di coito interrotto, pardon, rinviato, siete rimasti davanti ai bar dove organizzate e ordite trasferte a rischio, a sbraitare contro questi mercenari ingrati, invece che dirigervi ai rispettivi quartieri generali dei vostri beniamini a prenderli a pedate nel culo. Fareste meglio ad approfittarne, di questo inaspettato stop, per interrogarvi sulla vostra coscenza: siete uomini, o caporali? 27-08-2011 01:14 - Luigi Scardigli
  • avete bisogno di una guida o di un capo? 26-08-2011 21:32 - stefano
  • ma che cos'è un uomo direbbe levi? un velocista, un fondista, un calciatore, un maniaco, un operaio, un ufficiale, o un caporale, come direbbe totò? 26-08-2011 21:29 - stefano
  • certo che per un maratoneta prevarrà la durata per un velocista la minor distanza. ma i 3000 metri piani ai 36 Km/h non credo li abbia mai fatti nessuno 26-08-2011 21:26 - stefano
  • vi ricordo che L=s per F
    quindi o non lo chiamiamo più lavoro, o parliamo di un contratto unico per tutti i lavori 26-08-2011 21:24 - stefano
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI