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COMMENTO
06/09/2011
  •   |   Maurizio Landini*
    E' in gioco la democrazia

    Il miglior atto di responsabilità verso il Paese che la Cgil potesse assumere lo ha fatto proclamando lo sciopero generale e chiamando tutti alla mobilitazione. 

    Questa manovra del governo dev'essere profondamente cambiata, a partire dal ritiro dell'articolo 8 che cancella il diritto del lavoro, il contratto nazionale e lo Statuto dei Lavoratori. Non è sufficiente: un governo che con le sue leggi classiste sta attentando alla nostra Costituzione formale e materiale dev'essere mandato a casa. Di conseguenza, lo sciopero generale non può restare un momento a sé, per quanto fondamentale, ma deve segnare l'inizio di una mobilitazione straordinaria capace di durare il tempo necessario ad ottenere tutti questi risultati che non si esaurirebbero neanche con un cambiamento radicale della manovra. La Confindustria sta sostenendo apertamente le scelte del governo. 
    Scelte che, con l'art. 8, promuovono l'odioso metodo della Fiat a Pomigliano e Mirafiori a legge dello stato, in violazione di altre leggi fondamentali.

     

    Siamo di fronte ad un atto di una gravità senza precedenti che viola le più elementari regole di una democrazia costituzionale e che fa carta straccia persino dell'accordo interconfederale del 28 giugno, firmato dalla Confindustria insieme a Cgil, Cisl e Uil. Inoltre, la manovra non interviene sulle ragioni che hanno determinato la crisi, anzi fa pagare ancora una volta i lavoratori dipendenti, i pensionati ed i giovani, riproponendo gli stessi identici meccanismi e le stesse ricette che hanno gettato il mondo intero in questo marasma. Le risorse per uscire attraverso un'altra strada dalla crisi ci sono: vanno ricercate non tagliando lo stato sociale, i diritti e la dignità dei lavoratori e dei cittadini, ma introducendo una vera patrimoniale, tassando le transazioni finanziarie, colpendo l'evasione e la corruzione, riformando profondamente il sistema politico.

     

    Il fatto ancor più grave è che questo tzunami che ci viene scatenato contro si sviluppa in assenza di una politica industriale pubblica capace di avviare un nuovo modello di sviluppo, socialmente ed ambientalmente sostenibile e rispettoso del pronunciamento popolare realizzato attraverso i referendum dello scorso giugno.
    È in gioco la democrazia di questo paese, nei posti di lavoro come nella società. Anziché l'art. 8 del governo, è necessaria una legge sulla rappresentanza che sancisca il diritto dei lavoratori a votare sempre in modo libero sui contratti che li riguardano. L'unità del lavoro è un valore irrinunciabile, ma si costruisce con la democrazia, permettendo dunque, sempre, ai lavoratori di votare. C'è bisogno di unire intorno alle battaglie per il lavoro i giovani, gli studenti, i precari e tutti coloro che hanno subito e pagato la crisi. Solo attraverso questa unità è possibile determinare un reale cambiamento sociale, morale e politico.
    L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, tale deve restare.

    * Segretario generale della Fiom


I COMMENTI:
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  • La manovra è iniqua e raggiunge livelli di demenzialità politica difficilmente superabile. Dopodiché trovo complicato seguire il Sig. Landini in discorsi che di sindacale hanno davvero poco da oramai parecchio tempo: cita l'accordo con Confindustria dimenticandosi che, proprio su quell'accordo, lo stesso chiedeva le dimissioni della Sig.ra Camusso; sugli articoli 8 e 18 (che con una manovra economica non hanno nulla a che vedere, se non per rompere il fronte sindacale) forse svincola sul fatto che senza accordo con le rappresentanze sindacali (di cui CGIL è spesso maggioranza) non si può muovere foglia; dimentica di citare che questo è il sesto sciopero FIOM indetto nella corrente legislatura e che i precedenti cinque non hanno mosso una virgola rispetto alle scelte governative (per inciso nessuna mobilitazione è stata indetta durante i precedenti governi di centro-sinistra); e per finire dovrebbe far ammenda del fatto che l'organizzazione che dirige - FIOM - non ha firmato (solo per principio politico, dato che le cifre economiche non si sono mai discostate dallo stare attorno ai 100 euro di aumento contrattuale mensile) il contratto dei metalmeccanici solo durante la legislatura del centro-destra. Allora, e chiudo, da uomo di sinistra che sono (e sempre sarò) e da vostro affezionato lettore, mi permetto di consigliare al Sig. Landini di intraprendere una lodevole, spero, carriera politica fin da ora, e a PD, Rifondazione, SeL e altri orbitanti nell'area di sinistra politica e ai loro rispettivi segretari di troncare (follia pura?) drasticamente col passato dichiarando una volta per tutte che il "socialismo" (?) sovietico è stato una follia pura (magari nessuno se ne è accorto...) e che fare spallucce reciproche con un solo fronte sindacale forse non è una mossa strategica così azzeccata. Li preferirei vedere rinnovati che fanno una vera e concreta opposizione (che non vuol dire solo criticare le mosse della controparte), formulando proposte e valide alternative. In piazza - per inciso non ci sarò - trovo difficile vederli lavorare per migliorare le sorti di questo paese... 06-09-2011 14:03 - Luca - Valcamonica
  • La manovra è iniqua e raggiunge livelli di demenzialità politica difficilmente superabile. Dopodiché trovo complicato seguire il Sig. Landini in discorsi che di sindacale hanno davvero poco da oramai parecchio tempo: cita l'accordo con Confindustria dimenticandosi che, proprio su quell'accordo, lo stesso chiedeva le dimissioni della Sig.ra Camusso; sugli articoli 8 e 18 (che con una manovra economica non hanno nulla a che vedere, se non per rompere il fronte sindacale) forse svincola sul fatto che senza accordo con le rappresentanze sindacali (di cui CGIL è spesso maggioranza) non si può muovere foglia; dimentica di citare che questo è il sesto sciopero FIOM indetto nella corrente legislatura e che i precedenti cinque non hanno mosso una virgola rispetto alle scelte governative (per inciso nessuna mobilitazione è stata indetta durante i precedenti governi di centro-sinistra); e per finire dovrebbe far ammenda del fatto che l'organizzazione che dirige - FIOM - non ha firmato (solo per principio politico, dato che le cifre economiche non si sono mai discostate dallo stare attorno ai 100 euro di aumento contrattuale mensile) il contratto dei metalmeccanici solo durante la legislatura del centro-destra. Allora, e chiudo, da uomo di sinistra che sono (e sempre sarò) e da vostro affezionato lettore, mi permetto di consigliare al Sig. Landini di intraprendere una lodevole, spero, carriera politica fin da ora, e a PD, Rifondazione, SeL e altri orbitanti nell'area di sinistra politica e ai loro rispettivi segretari di troncare (follia pura?) drasticamente col passato dichiarando una volta per tutte che il "socialismo" (?) sovietico è stato una follia pura (magari nessuno se ne è accorto...) e che fare spallucce reciproche con un solo fronte sindacale forse non è una mossa strategica così azzeccata. Li preferirei vedere rinnovati che fanno una vera e concreta opposizione (che non vuol dire solo criticare le mosse della controparte), formulando proposte e valide alternative. In piazza - per inciso non ci sarò - trovo difficile vederli lavorare per migliorare le sorti di questo paese... 06-09-2011 14:03 - Luca - Valcamonica
  • è vero: lo sciopero è un atto politico e strumentale, così come la decisione di non scioperare (è politica e strumentale). e così va rivendicato. è vero: lo sciopero è un ricatto o se preferite una minaccia. un atto di forza. estremo come estreme sono le minacce a cui si oppone. è vero: è un atto irresponsabile! perchè non risponde all'appello al sacrificio e alla rinuncia che ci vuole schiavi. abbiamo tante di quelle cose da promettere amici miei! si tratta ora di saperle indicare... 06-09-2011 13:48 - raoul
  • Continuo a sentire da pare di molti esponenti di questo governo che l'europa ci chiederebbe la flessibilità del mercato dellavoro.In realtà vorrei gridare con forza che questi valori di flessibilità e deregolamentation ormai imranti da 20 anni non hanno creato nessun mercato del lavoro,ma solo una generazione di pecari.Abbiamo cominciato a rendere flessibili il lavoro all'inizio degli anni 90,prima col pacchetto Treu e poi con quello Biagi,ma le condizioni del mercato del lavoro sono solo peggiorate.Prendano atto i sigliri del governo che il modello neoliberista inaugurato da Reagan negli anni 80 è fallito,la favola che tagliare le tasse al ceto piu abbiento affinche i signori ci facciano l'elemosina di investire e dicreare lavoro nessuno la beve piu.Capiscano che non c'è capitale senza lavoro,ne democrazia senza equità sociale.Questa di oggi è la CGIL che vogliamo.Fora Landini,Rinaldini e Cremaschi,forza segetario Camusso,siamo con voi non mollate. 06-09-2011 12:51 - luigi
  • Quando si è attaccati,come in questo momento,la cosa migliore da fare è usare l'arma dello sciopero!
    Quando si è sotto un tallone di ferro come lo stivale del piccolo duce,la cosa più democratica da fare prima di prendere le armi come in Libia è quella di uno sciopero civile dove si contesta l'operato del governo!
    Prima di cominciare a menare con tutte le armi possibbili,contro un sistema che ti affama è molto meglio dire quello che si vuole.
    Può darsi che questi assassini,invece di schiacciarci ancora,allentino la presa e si mettano una mano sul cuore!
    Una guerra è sempre una brutta cosa,anche quando e CIVILE come la nostra!
    La Libia è diventata in pochi mesi un deserto di macerie fumanti!
    Pensate che solo pochi mesi fa,vivere in Libia era come vivere in Italia!
    Dopo la guerra civile ecco quello che rimane.
    Non buttiamoci a capofitto in questa avventura,cerchiamo di trovare un'intesa.
    Anche perche i morti,sono brutti da vedere! 06-09-2011 12:05 - maurizio mariani
  • bravo landini ....parole che mi rappresentano! 06-09-2011 12:02 - annam.
  • Uniti più che mai in questo momento cosi drammatico. 06-09-2011 11:57 - Ale
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