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COMMENTO
10/09/2011
  •   |   Galapagos
    Il fantasma dell'euro

    Il sogno di una Unione europea basata su una moneta unica ha ricevuto un colpo pesantissimo: le dimissioni del tedesco Jurgen Stark dal board Bce per dissensi sulla politica di sostegno, cioè acquisto di titoli del debito pubblico spagnolo e italiano, da parte della banca di Francoforte. Le dimissioni di Stark seguono di pochi mesi quelle di Weber dalla presidenza della Bundesbank. Anche lui era in disaccardo con la politica della Merkel. In Germania la coerenza non manca. Tuttavia la crisi che si è aperta è durissima e conferma che con il solo euro non si costruisce una Unione europea. Ora potrebbe accadere di tutto perché i prossimi mesi nelle maggiori economie ci sarà una ricaduta nella recessione o quantomeno in un periodo prolungato di stagnazione.
    Lo spettro di un raffreddamento delle economie sta facendo riemergere le paure e gli egoismi nazionali. Anche nella potente Germania per la quale l'Ocse prevede nei prossimi trimestri una caduta del Pil. Paradossalmente Berlino pagherà le conseguenze delle politiche restrittive imposte a altri paesi come condizione per non farli fallire. Si tratta, come nel caso della Grecia, di condizioni capestro che stanno distruggendo il tessuto socio economico del paese. Verrebbe da dire che siamo di fronte a una legge del contrappasso se non fosse che la questione è molto seria e coinvolge direttamente l'Italia che rischia - come ha dichiarato ieri un banchiere di gran nome - di diventare una Grecia 2 per colpa di un governo inesistente e incapace.
    Le responsabilità della Germania sono enormi: con il suo comportamento ha ritardato in passato l'approvazione degli aiuti alla Grecia e quando questi sono stati varati è stato chiaro che a beneficiarne sarebbero state la banche tedesche e inglesi, ma non la popolazione e l'economia ellenica. Ma le colpe non sono mai individuali: la posizione tedesca è stata sposata - con alcuni distinguo - da tutti i paesi dell'euro. Si sono persi mesi di tempo in inutili discussioni sulla impraticabilità del default della Grecia (avrebbe colpito le banche creditrici e non gli operai di Wolsburg) e perfino sulla rinegoziazione del debito che secondo le tre monopoliste mondiali del rating sarebbe stato equivalente a un default, con ricadute sulle banche che avevano assicurato quel debito pubblico.
    La Grecia è un paese di enormi contraddizioni cioè con una terrificante distribuzione del reddito e con l'assenza di una adeguata struttura produttiva. Questo significa che è un perfetto mercato di sbocco per merci estere. Anche per questo motivo si è lavorato per costringere Atene a rimanere nell'euro: un ritorno alla dracma con conseguente svalutazione avrebbe di fatto bloccato le importazioni nel paese. La nascita dell'euro era stata salutata come l'abbattimento (economico) del muro di Berlino. Oggi quel muro è stato ricostruito, ancora più alto e invalicabile per i popoli.


I COMMENTI:
  • Noi italiani siamo bravissimi a flagellarci da soli, anche se quasi sempre abbiamo ragione nel farlo!

    Cosa dire invece della Germania e soprattutto della Cancelliera Merkel?

    Credo che una leadership tanto confusa, approssimativa, incoerente, improvvisata, dilettantesca e del tutto inappropriata ed inadeguata a reggere la barca europea non si sia mai vista, nel passato!

    Non che gli altri capi di governo si siano dimostrati poi tanto migliori, specie il molto decantato decisionista Sarkò (solo a parole; quanto a fatti, anche lui, latita alla grandissima!)...

    Comunque la Cancelliera Merkel è stata un vero disastro, uno tsunami di sfiga elevata al cubo, una rovina ed una sciagura messe insieme dalla sua inadeguatezza e totale incapacità di comunicare poche idee ma chiare, anzichè pochissime (o, dovrei dire, nessuna???), ma anche estremamente confuse...

    Direi che non ha azzeccata neanche mezza per caso; ora, dopo tanti doppi e tripli salti mortali con varie piroette, si è dovuta convertire armi e bagagli sulla via di ... Bruxelles: ci voleva poi tanto a capire che se fallivano i vari paesi PIIGS si sarebbero tirati dietro tutta l' Europa???

    Insomma, la presunta delfina storica di Kohl che finora ha fatto più danni del petrolio e dei disastri atomici messi insieme! Continuando così, ci sono anche attime possibilità che persista sulla stessa nefasta e distruttiva china... 10-09-2011 20:54 - Fabio Vivian
  • Galapagos, per favore, saresti così gentile da spiegare tecnicamente cosa succederebbe se l'Italia fallisse? Perderemmo i risparmi in banca e i titoli? I BOT? Chiuderebbero gli uffici pubblici, le scuole? Gli ospedali? Verrebbero imposte altre tasse? Non si pagherebbero gli stipendi dei dipendenti pubblici? Per quanto tempo? Cosa accadrebbe a chi non ha risparmi e vive solo di quel che arriva mese per mese? Cosa accadrebbe dopo? Dovremmo vendere il patrimonio pubblico quadri, pezzi di terra, libri, servizi? I beni di prima necessità (cibo, riscaldamento, medicine) diventerebbero troppo cari? Insomma che succederebbe nella vita quotidiana della gente comune, così come su un piano più generale? Grazie. 10-09-2011 20:42 - Livia
  • Ma il pollo è meglio curarlo dai pidocchi o mangiarlo prima che sia divorato dagli stessi?
    E' evidente che è meglio un buon spezzatino anche se la vittima in un certo modo ha contribuito alla solidità economica durante la riunificazione, ma si sà che il cannibalismo pur sdegnosamente respinto dagli umani in certi modi e frangenti è ben applicato!
    L'unione europea sarà impossibile finchè i politici locali non rinunceranno o saranno obbligati a rinunciare ai loro privilegi per anteporre l'interesse dell'unione a quello dei singoli, situazione questa all'attualità impossibile perchè certri hanno sotterrato i loro stati, cert'altri vivono ancora di gloria ottocentesca o seicentesca e cert'altri non riponendo le mire di grandezza nazionalistica.
    Il tutto a confermare che gli stati si fanno e si disfano con le guerre? 10-09-2011 19:17 - Gromyko
  • Mi stupisce il fattoche questo intervento non abbia ancora alcun commento .
    Da parte mia concordo pienamente con Galapagos soprattutto nelle ultimissime righe .

    Morelli Salvatore 10-09-2011 18:58 - morelli Salvatore
  • shopping tedesco dopo la grecia tocca al portogallo....
    Aziende tedesche a caccia di asset da rilevare in portogallo, lo stato lusitanico vincolato dal piano di salvataggio UE, sara costretto a privatizzare alcune aziende,tra le quali figurano realta sane e competitive, cadute sotto lo sguardo tedesco....
    Mentre i Finlandesi e compagnia bella,per partecipare al salvataggio greco pretendono in cambio garanzie immobiliari e non,itedeschi che un po piu d esperienza in queste faccende dimostrano di averla stanno adottando una strategia di ricopertura diversa.Continuano infatti silenziosamente a lavorare dietro le quinte,approffittando delle attuali condizioni economiche,in cui versano alcuni paesi europei,per acquistare aprezzi stracciati partecipazioni in aziende strategiche dei paesi stessi.
    A luglio parlammo di come Deutshe Telekom,che gia deteneva il 30% della societa di telecomunicazioni greca OTE, avesse esercitato un diritto d opzione acquisendo per 400 milioni di euro un altro 10% portandosi quindi al 40% del capitale totale di OTE.Attualmente lo stato greco puo ancora esercitare,e quindi costringere Deutche Telekom ad acquistare un ulteriore 10% di questa societa,questo grazie ad un accordo siglato nell ambito dell acquisizione da parte della societa tedesca del primo 30%.Visto che una delle raccomandazioni della BCE e del FMI al governo greco e quella di approntare una campagna di privatizzazione di aziende greche. Nel momento in cui si rendesse necessario,il governo potrebbe esercitare l opzione precedentemente citata,portando la partecipazione dei tedeschi al 50% della compagnia di telecomunicazione.C e da dire che Deutche Telekom non e mai sembrata preoccupata da tale ipotesi,visto che OTE oltre a occuparsi delle telecomunicazioni greche,ha sviluppato il programma business iltre frontiera,diventando una delle societa di riferimento dell est europeo.come si riporta nel post dell 12 giugno:Grecia:la Germania rallenta gli aiuti,le sue societa ne acquistano le aziende.Ai tedeschi il giochino dev essere piaciuto,visto che ora lo stesso schema lo stanno utilizzando per il Portogallo.Le motivazioni che stanno portando lo stato lusitanico a privatizzare le sue aziende e lo stesso che abbiamo citato per la Grecia.Anche ai lusitani dopo essere entrati nel piano di salvataggio UE,e stato pregato di adottare un piano di privatizzazioni.E questo sta portando alcuni gruppi tedeschi a valutare l opportunita di poter entrare nel capitale di queste aziende pagando un prezzo da saldo di fine stagione.Capita cosi che la compagnia di volo Lufhtansa stia cercando lo spiraglio giusto per poter rilevare una quota di TAP compagnia di bandiera Portoghese.Linteressamento di Lufhtansa sembra dovuto alle linee di volo che la compagnia portochese ha verso i paesi africani e sudamericani.Lufhtansa riuscirebbe cosi senza colpo ferire,ad acquisire parte di una compagnia di bandiera a prezzi stracciati ed in piu allargare il proprio business verso due interi continenti.Ma i tedeschi non si fermano sembra infatti che la compagnia energetica E.on,per rifarsi del blocco agli sviluppi del nucleare stia seriamente pensando di rilevare il 20% di EDP la compagnia elettrica portoghese 10-09-2011 15:29 - muriel
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