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Alessandro Robecchi
Antigua, Costa Smeralda o San Vittore
Riassunto delle puntate precedenti. Silvio fa schifo a tutti. La Marcegaglia e Confindustria non lo possono più vedere. I vescovi lo mollano, Bagnasco lo bacchetta. La Cisl, la camerierina del sig. Sacconi, comincia pure lei a storcere il naso. E questo per dire di alcuni che Silvio l'hanno sostenuto a lungo. I poteri forti, sempre se esistono, lo schifano da un pezzo, dimostrando così che non sono forti per niente. Le ragazze, più o meno Olgettine, più o meno a tassametro, più o meno signore della Bari bene (pensa tu la Bari male!) valutano se si può spremere ancora qualcosa dall'unico bancomat del mondo che si sia fatto catramare i capelli. Se sì, bene, se no, via, mollarlo. I compari di merende, i Tarantini, i Lavitola, cominciano a valutare se abbia ancora senso stare aggrappati a un paracadute bucato. Lele Mora parla che è un piacere. La Bce pensa che sia un povero caso umano. La Merkel non sarà esattamente compiaciuta dalle ultime indiscrezioni, così schifose che nemmeno mi spreco a dirle. La stampa mondiale lo chiama «pagliaccio» e «buffone» ad ogni edizione. I suoi elettori lo schifano facendolo precipitare nei sondaggi, certi suoi compagni di viaggio se ne vanno alla chetichella, oppure discutono di quel che succederà dopo di lui, se ne dividono le spoglie mentre ancora respira. Lui, caricatura del potere, deve pietire un incontro in Europa, giusto martedì, per scappare a una chiacchierata con i giudici. Alcuni avversari politici gli offrono un salvacondotto purché tolga il disturbo. Ormai che finisca ad Antigua, in Costa Smeralda o a San Vittore è indifferente a tutti, purché ci faccia la grazia di non insozzare più il Paese con la sua presenza, la sua totale incapacità, la sua volgarità intrisa di ignoranza, il suo dilettantismo. Ora che siamo sull'orlo del fallimento - quello vero - è ora che capiamo quanto ci è costato davvero Silvio Berlusconi. Troppo. Davanti a uno spettacolo così mediocre, può succedere che gli spettatori chiedano indietro i soldi e assaltino la cassa. Sarebbe ora.
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La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
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Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Dogfighters
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La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
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Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
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E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
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Le sigle televisive – una carrellata
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Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
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Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
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Egitto: da Tahrir a Otranto
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Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
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La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
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Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Speriamo che le vicende di questi ultimi tempi portino i popoli dell'Europa ma anche gli altri ad aprire gli occhi sui Veri Poteri che si sono impadroniti del mondo.
Un saluto a tutti
Beniamino 13-09-2011 10:01 - Beniamino Rossi
Aggiungo solo, come detto piu' volte, che la deriva reazionaria in atto puo' essere fermata solo con una presa di coscienza delle masse. Masse che ormai addomesticate dai media e dai miti del capitalismo. Miti,illusioni e paure che hanno una forza trascinante enorme. Forza con cui si dovra' fare i conti se si vuol costruire un mondo migliore.
Sono dieci ani che ci fano due palle cosi' sui tremila morti delle torri. Non una parola sui 40mila morti ammazzati ogni anno in USA o sui 40mila uccisi in incidenti stradali. Per non parlare dei morti in guerra. 12-09-2011 23:30 - Murmillus
rimango perplesso nel leggere che lei mette in dubbio l'esistenza dei poteri forti (qaundo dice "sempre che esistano")...se fosse come dice lei "gli Hedge Fund" non pagherebbero solo il 18% di tasse sui loro strabilainti e quotidiani guadagni..esempi come questi se ne possono fare molti...a diversa dimensione per ogni paese...e' chiaro che berlusconi non e' un potere debole altrimenti non sarebbe li', e che fa' comodo ad altri poteri forti italiani...arrivederci 12-09-2011 22:35 - piergiorgio
Caro Robecchi, seipreso anche tu dall'emozione: Berlusca non e' ne' incompetente ne' dilettantesco: ce l'ha messa nel culo a tutto alla grande, non ha avversari che lo possano uguagliare. Ora sputargli addosso solo perche' ha le mani legate non e' molto signorile ne' lucido. E' vero che e' politicamente finito, ma dimenticare che altri farabutti sono pronti a fare i suoi emuli e' molot pericoloso. Cari saluti 12-09-2011 20:20 - Greg
Io non salgo sul cubo!
Ma anche se un domani mi ci metto per fame o per qualsiasi altra idea che mi passa per la testa,il nano mi fa subito scendere e mi sbatte fuori dalla sua reggia!
Lui vuole solo ragazze belle,giovanissime e che hanno tanta voglia di nano.
Scommetto che anche se fosse un miserabile pieno di buffi e invece di una reggia, le invitasse,che sò dentro un garace,ci andrebbero lo stesso.
Solo nel sentirlo parlare con il suo megavono.... 12-09-2011 15:04 - maurizio mariani
Adesso però non ce la faccio più a odiarlo, perché mi sembra un inutile spreco di energie concentrare su di lui le mie energie emotive. E' già il momento di guardare oltre, perché la storia del nostro sventurato Paese è già oltre. Berlusconi, politicamente parlando, è un cadavere che cammina, abbarbicato al cadreghino di premier (e, soprattutto, alle guarantigie che ne derivano) solo per la paura fottuta delle inchieste che lo riguardano, ma non è più in grado (se mai lo è stato) di dettare la linea politica, tanto meno quella economica.
Il vero facente funzione di premier ora è il presidente Giorgio Napolitano, di concerto con il rettiliano governatore Bankitalia (e prossimo BCE) Mario Draghi. Anzi, il sempre mai abbastanza riverito (specie dalla nostra "sinistra" riformista del PD) e "autorevole" Mario Draghi. Che ha mai fatto il rettiliano banchiere della Goldman Sachs per meritarsi cotanta riverenza? Non so, provo a ipotizzare: è salito sul Britannia nel 1992 quando si decise *veramente* di che morte dovevamo morire; ha consigliato alla Grecia di taroccare i conti pubblici pur che entrasse nella zona Euro (cosa che faceva comodo, per motivi commerciali, ad altri Paesi UE, Germania in primis); altro non mi viene in mente.
Viene il (fondato) sospetto che il Vero Potere abbia volentieri lasciato fare Berlusconi quando faceva comodo che fosse lui a sporcarsi le mani col lavoro sporco, catalizzando su di sé l'indignazione e financo l'odio degli italiani ancora dotati di un minimo di consapevolezza sociale. Lo si evince anche dai cablogrammi che l'ex ambasciatore USA Roland Spogli inviava al dipartimento di Stato (btw una delle poche cose interessanti uscite da WikiLeaks): "occorre dare importanda a Berlusconi perché da lui gli Stati Uniti possono lucrare considerevoli vantaggi strategici". Peccato (per gli USA) che B. se la intendesse con Putin: una delle pochissime cose intelligenti fatte da B., infatti, è stata quella di non relegare la nostra dipendenza energetica al gasdotto atlantico Nabucco (quello caldeggiato da Dick Cheney e Joschka Fisher) come invece avrebbe fatto il PD (resta memorabile il titolone "La banda del tubo" sulla prima pagina dell'Unità di Concita De Gregorio quando Berlusconi presenziò con Erdogan e Putin all'accordo con la Turchia per il gasdotto South Stream, quello sostenuto da Gerhard Schröder). Cercate le carte geografiche col tracciato delle due pipeline e ne capirete le differenze in termini geopolitici.
Certo Berlusconi non ha mai fatto niente per rendersi minimamente accettabile, ogni sua manifestazione comportamentale è un palese insulto all'intelligenza delle persone (che infatti egli non ha mai tenuto in nessun conto, applicando la teoria di Marcello Dell'Utri "non sottovalutate mai abbastanza l'intelligenza delle persone", teoria che ahinoi funziona, e raffinando le sue innate tecniche di imbonitore con la PNL, Pianificazione Neuro-Linguistica), ma pensate forse che in un Paese normale, cioè dotato di un'opposizione degna di questo nome, un vecchio, patetico debosciato come B. avrebbe potuto spadroneggiare culturalmente e politicamente per due decenni se il Vero Potere, cui la nostra sedicente "opposizione" è ampiamente asservita, non ne avesse avuto la convenienza?
Ora è tempo di un cambio di passo, nel senso che quanto sperimentato nel "laboratorio Grecia" deve essere esteso passo passo a tutti quei Paesi dell'Europa occidentale che ancora godono di quei diritti e di quel livello di welfare (non a caso assente negli USA) che è servito durante gli anni della guerra fredda a sancire una differenza qualitativa tra il livello di vita di cui le persone godevano qui da noi e quello che si poteva trovare oltre cortina.
Dopo il 1989 diritti e welfare sono diventati, agli occhi del Vero Potere, un inutile ciarpame, fardello da estirpare. In parole povere l'élite dominante non vuole più farsi carico di costi sociali ormai pleonastici rispetto alle loro finalità, e i tempi sono maturi per scaricare ciò che prima erano tutele garantite dalla collettività direttamente sull'individuo (sempre più solo e indifeso, grazie al lavorìo culturale attuato a partire da fine anni '70 inizio '80 con il "riflusso"). Il grande fisico Edoardo Amaldi affermò che "L'uomo se può fare una cosa, prima o poi la fa". Ecco, questo è uno dei casi. Non è un processo che riguarda solo l'Italia e, anzi, va inscritto nel grande progetto della globalizzazione e in quella devoluzione della nostra sovranità nazionale a entità tecnocratico-burocratiche non democraticamente elette (ma rispondenti direttamente al Vero Potere) che di fatto è l'Unione Europea così come è stata effettivamente plasmata (e non come ce la raccontarono quando fu tempo di versare l'eurotassa prodiana). La religiosa osservanza dei dogmi neoliberisti intrinseca nei fondamenti dell'UE porta a quella incredibile (ma apparentemente accettata) discrasìa secondo cui la crisi economica provocata dal neoliberismo andrebbe curata con ulteriori dosi da cavallo di rigore nei conti pubblici, privatizzazioni e liberalizzazioni. La spirale perversa che ciò sta innescando non è la dimostrazione di un fallimento ma fa parte del progetto: non un bug ma una feature, a vantaggio di una ristretta élite contro persone prive di rappresentanza, essendo ormai la politica asservita alla finanza globalizzata e alla speculazione e non più regolatrice.
In questo quadro è perfettamente conseguente trovare un'opposizone parlamentare che, pur di sbarazzarsi dell'ormai inutile (perché il lavoro che doveva fare l'ha fatto) Berlusconi, dice tutto il male possibile dell'ennesima (e oggettivamente antisociale e vendicativa) manovra varata dal suo governo e al contempo loda la responsabilità istituzionale del presidente Napolitano che di tali antisociali misure e dell'urgenza della loro attuazione è (sotto l'egida di Mario Draghi e Mario Monti) il vero ispiratore.
Analizzando le dichiarazioni dei leader del PD, ma anche di Casini e altri esponenti dell'opposizione parlamentare si ritrova spesso e volentieri il luogo comune secondo cui Berlusconi deve farsi da parte perché non ha l'"autorevolezza" per imporre le "misure necessarie" ma "dolorose" (per chi?) e "impopolari". Cioè, badate bene, il problema per l'opposizione parlamentare, non sta nell'oggettiva antisocialità delle misure proposte per "uscire dalla crisi" (viene coltivata l'illusione che la "crescita" sia ancora possibile e recuperabile: non è vero e lo sanno anche loro), bensì nella "autorevolezza" del proponente. Come dire che misure egualmente antisociali (probabilmente anche di più) rispetto a quanto proposto dall'attuale governo, se emanate da una leadership più "autorevole" (che può avere le sembianze di un tecnico come Alessandro Profumo o di un politico di lungo corso smarcatosi dal berlusconismo di stretta osservanza come Beppe Pisanu) dovrebbero potere essere accettate dal popolo italiano per "senso di responsabilità". Quell'odioso "biosgna essere responsabili, siamo tutti sulla stessa barca" con cui la classe dominante cerca, spesso con successo, di muoverci a compassione (giacché noi ne siamo dotati, loro no) in tempi di vacche magre, salvo poi diventare i paladini del "merito", della "competizione" e della "selezione" non appena può far loro comodo.
Sono convinto che, quando da cronaca diventerà storia, il giudizio sulla stagione dei vari osannati e rimpianti Romano Prodi e dei Carlo Azeglio Ciampi verrà rivisto al ribasso: una stagione che ha alimentato (vane) speranze nella "società civile" che è stata illusa di poter costruire un nuovo luminoso futuro e una nuova pace e coesione sociale e che invece ha messo la firma sulla propria (auto)condanna.
Ci avevano spiegato che l'Unione Europea sarebbe stata la nostra assicurazione contro l'essere schiacciati dai mercati nordamericano e asiatico, creando un forte mercato comune europeo (e ora ci ritroviamo esposti alla concorrenza di Paesi dove ai lavoratori non è garantita alcuna tutela e i salari sono da fame); ci era stato detto che l'Euro, la moneta comune, ci avrebbe liberati una volta per tutte da quell'odiosa tassa che è l'interesse sul debito pubblico, annullando lo spread fra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi (che mai è stato così accentuato come ora); è nella stagione dei Prodi, dei Ciampi, degli Amato, dei Treu che sono state poste le basi per la precarizzazione a vita come condizione normale per tutti i lavoratori delle generazioni a venire (ora che ci siamo dentro ce ne stiamo accorgendo); in compenso ci troviamo nell'impossibilità di attuare una politica monetaria (la Lira poteva almeno essere svalutata per recuperare competitività nelle esportazioni), ma quel che è peggio abbiamo devoluto la maggior parte della nostra sovranità a organismi tecno-burocratici (a Francoforte e Bruxelles) che regolano le nostre vite svincolati da qualsivoglia principio democratico. Là si idolatra il contenimento dell'inflazione e il rigore nei conti degli Stati ex-sovrani, ma delle persone non importa un fico secco. Eleggiamo un Parlamento Europeo che, a parte l'enfatica sede di Strasburgo e le laute remunerazioni degli eletti, è poco più che decorativo, uno specchietto per le allodole tanto per salvare la faccia.
La globalizzazione, difesa a spada tratta anche e soprattutto da tutti gli esponenti della "sinistra" parlamentare (oggi PD), dai Giavazzi, dagli Alesina etc. come foriera di grandi opportunità per le future generazioni ci ha consegnato un mondo in cui la distribuzione delle ricchezze non è mai stata tanto sperequata (ma a Shanghai si vendono le Ferrari... 'mbé?), con lo spiacevole effetto collaterale che anche a casa nostra la sovranità non appartiene più al Popolo (come recita la costituzione, considerata anch'essa ciarpame pure dal riverito capo dello Stato, a partire dall'Art.11) ma alle agenzie di rating Standard and Poor's, Moody's e Fitch, player della speculazione finanziaria e controllori, capaci di mandare Stati nazionali a gambe all'aria con le loro mere "opinioni".
Come si vede liberarsi di Berlusconi, in questo preciso momento storico, non solo è l'ultimo dei problemi, ma rischia addirittura di essere argomento fuorviante. Non è bello che la gente, pur di farla finita con il debosciato di Arcore, si getti felice nelle braccia del proprio prossimo rettiliano carnefice.
Soluzioni politiche non ve ne sono. La "sinistra" parlamentare è irrimediabilmente intrisa di neoliberismo, risponde a Poteri Forti della finanza e non alle persone, non ha cultura del bene comune.
Resta la FIOM di Landini e Airaudo (provo verso di loro una immensa gratitudine), che in questo momento fanno eroicamente supplenza, rappresentando molto più che i soli metalmeccanici.
A livello di forze politiche il PCL del pur simpatico Ferrando non è né culturalmente attrezzata all'interpretazione dei fenomeni del XXI secolo né ha prospettive di rilevanza numerica, come non hanno formazioni spiccatamente dotate di cultura del bene comune e della sostenibilità come Alternativa di Marino Badiale e Per il Bene Comune di Monia Benini. Stiamo parlando di movimenti esigui e realisticamente privi della possibilità di incidere concretamente in tempo utile. Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo è meglio che un pugno in un occhio (bene che alcuni suoi esponenti, persone anche valide e oneste, siano entrare nelle assemblee rappresentative) ma davvero pensate che il nostro futuro possa essere affidato a un personaggio quantomeno unquietante come Gianroberto Casaleggio? Nooo, per favore!
Credo che abbia ragione Ascanio Celestini: la democrazia rappresentativa come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi è arrivata al capolinea, incapace di rappresentare le istanze delle persone e dei gruppi di persone anche se rilevanti nella società reale.
Non ci sentiamo più rappresentati e non abbiamo nessuna possibilità di farci rappresentare, ma possiamo portare avanti battaglie puntuali: dai comitati referendari che portano al quorum i due quesiti sull'acqua e sui servizi pubblici locali (una vittoria ora da difendere con i denti, visto cosa ne stanno facendo in Parlamento), i comitati No TAV contro il tunnel della Torino-Lione in Val di Susa, i comitati No Dal Molin in Veneto, gli operai, i pastori, gli artigiani e i commercianti sardi... e una miriade di altre realtà sociali che combattono in prima persona la loro battaglia. Il Potere deve scontrarsi con la democrazia diretta, contro chi non trova rappresentanza nelle sedi istituzionali pur essendo rilevante come numeri e come argomenti.
E' una prospettiva con molti limiti, ma al momento non vedo nulla di più efficace all'orizzonte. Stringiamoci per mano in questi giorni tristi...
(chiedo scusa per la lunghezza dell'intervento, per la forma prolissa e per eventuali errori: ho scritto di getto sacrificando la pausa pranzo e purtroppo non ho il tempo per rileggere). 12-09-2011 14:02 - Alessandro B.