giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
16/09/2011
  •   |   Alessandro Dal Lago
    Missione compiuta....

    Viviamo proprio in un mondo strano. L'economia europea sta andando a picco. Dovunque, si annunciano tagli e si fanno previsioni fosche sulla tenuta sociale del vecchio continente. La speculazione internazionale è in agguato. E Cameron e Sarkozy, i leader di due piccole potenze che hanno i loro guai interni, decidono di andarsene a Tripoli a festeggiare - prima ancora che la guerra sia conclusa - la vittoria ottenuta a poco prezzo sulle scalcagnate armate di Gheddafi. La presenza del cosiddetto filosofo Bernard Henri-Levy, magari con il giubbotto anti-proiettile, dà un tono esotico alla trasferta.
    Ma si è trattato di una vittoria ancora più strana. La guerra è durata molto di più di quanto pensassero gli strateghi francesi e in realtà non è ancora finita. Senza i bombardamenti Nato, che continuavano anche ieri, e le truppe speciali inglesi, francesi e del Qatar, i ribelli non avrebbero mai potuto prendere Tripoli. L'intervento Nato, fin da marzo, ha ampiamente scavalcato la risoluzione 1973, che prevedeva la protezione dei civili, e ha causato spesso molte più vittime di quante ne aveva causato Gheddafi.
    Tra l'altro, la disinformazione di Al Jazeera e Al Arabiya è un caso di manipolazione delle notizie (le «fosse comuni ecc.» allora ancora inventate) degno di ogni manuale di propaganda. Ma tutto questo è acqua passata, anche se il comportamento degli occidentali lascia a desiderare sul piano, diciamo così, etico. Prima, chi più e chi meno, omaggiano Gheddafi e gli consegnano i presunti terroristi. Poi, alla prima occasione, gli danno addosso in nome della democrazia e della primavera araba. Anche su questo l'Italia ha primeggiato in doppiogiochismo e i vantaggi del voltafaccia saranno probabilmente esigui.
    Ma il vero problema è il domani. Nessuno ha le idee chiare sul futuro assetto della Libia. È assai improbabile che uomini come Jalil e Jabril, compromessi con Gheddafi, potranno mantenere il loro ruolo di leader del paese, visto che il Cnt di Bengasi ha avuto un ruolo relativamente modesto nella caduta del regime. E nessuno può scommettere su una pacificazione generale, dato che comunque Gheddafi disponeva di qualche consenso in diverse zone del paese, e che gli interessi dei diversi gruppi di ribelli sono oggettivamente in conflitto su molti punti, a partire dal controllo delle risorse energetiche. Il recente rapporto di Amnesty International su esecuzioni sommarie e cacce all'uomo da parte dei vincitori conferma quello che chiunque avrebbe potuto prevedere. Le guerre civili finiscono tutte allo stesso modo. La differenza è che, al di là degli appelli rituali, Onu, Nato ecc. fanno finta di nulla.
    Questo comporta due conseguenze su cui è bene riflettere. La prima è che, al di là delle promesse rituali di non interferire sugli affari interni della Libia, Francia e Gran Bretagna, e in misura più defilata gli Usa, non potranno che esercitare una specie di protettorato, diretto o indiretto, sul paese (tantopiù che arriva anche l'«ottomano» Erdogan). Cercheranno di rendersi il più possibile invisibili, per non irritare i libici. Ma avrebbero dato fondo alle loro scarse risorse militari per starsene poi al balcone? E se così non sarà, non verrà il giorno in cui gli abitanti cominceranno a mettere in discussione il ruolo degli ingombranti salvatori? Tra l'altro, le armi sdavvero non mancano.
    Il secondo punto riguarda noi. È stata fatta una guerra a costo zero (per noi), senza che l'opinione pubblica, soprattutto quella che passa per democratica, si sia preoccupata troppo delle premesse giuridiche e politiche: evidente violazione della risoluzione Onu, messa tra parentesi dell'articolo 11 della costituzione, totale disinformazione da parte dei comandi Nato, dei media e così via. Siamo sicuri che per noi cittadini si è trattato di una vittoria?


I COMMENTI:
  • @Pietro. Prima dell'intervento armato, c'è stato un mese di rivolta, di "intifada" in Libia, ferocemente represso dall'esercito regolare e dalle milizie del raìs. La storia non comincia il 19 marzo con i bombardamenti, ma, almeno, il 17 febbraio con le rivolte di piazza (non solo a Bengasi, ma anche a Tripoli) : bisognerebbe ricordarselo, anche se tutti, per opportunismo, fanno a gara a dimenticarselo. Trovo, dunque, che non esista alcun nesso logico tra il giudizio sulla situazione libica e le tre proposizione sulla democrazia enunciate da Pietro. Io, per esempio, che pur simpatizzo con la rivoluzione libica, non ho affatto la concezione della democrazia che giustamente viene denunciata come mistificante. 18-09-2011 11:45 - Giacomo Casarino
  • nel giudizio che si da sulla guerra libica molto dipende da ruolo e dalla concezione che si presuppone della domocrazia: se si pensa che la democrazia e' un assoluto formale che vale per tutte le situazioni storiche, se si pensa che le nostre demo-dittature dei mercati siano vere democrazie, se si pensa che basta votare per essere felici anche se poi si muore di fame allora in Libia e' andato tutto bene e andra' tutto bene...ma se si pensa diversamente..(specialmente che un popolo non ha bisogno di bombardamenti "mirati")... 16-09-2011 22:34 - pietro
  • Sono arrivati in Libia i due COATTI-FASCISTI delle bande mercenarie dell'impero!!!!!!
    Ma voglio proprio vedere come si metteranno d'accordo c0n le migliaia di combattenti islamici di al qaeda presenti in Libia!!!!
    Chissa forze e' in arrivo un altro emirato islamico di Libia!!!!!Ed una lunghissima guerra santa nel cuore del Mediterraneo
    Che i fascisti e colonialisti inglesi francesi e yanquis ci parlino degli orrori dei golpisti in Honduras e soprattutto del loro grande alleato e dei governi mafiosi marionette dell'impero in Colombia dove paramilitari e stato hanno commesso e stanno commettendo stermini di sindacalisti giovani contadini, studenti esponenti della opposizione democratica etc
    Che i fascisti Sarko' e Cameron. volinoi in Colombia a dire una sola parola di fronte alle migliaia di fosse comuni degli assassinati e squartati in Colombia... dai loro amici e protetti!!!
    Via questa feccia dell'estrema destra che guida l'impero delle mafie e della guerra 16-09-2011 19:28 - giorgio
  • Non se ne può più di interventi di Dal Lago. 16-09-2011 14:12 - Fed
  • Un giornale “di tendenza”, ancorato a chiavi interpretative non superficiali (un giornale un tempo autorevole come il Manifesto), si sarebbe premurato, attraverso gli intellettuali di area (storici ecc.) di fornire ai suoi lettori, non dico un inserto articolato, ma almeno una scheda sulla peculiare struttura sociale libica, sulla dialettica tra città, etnie, tribù, risorse: sui metodi di negoziazione e, dunque, sulle ridislocazioni politiche delle suddette realtà, prima e durante la rivolta. Così non è stato e si è preferito una scorciatoia illusoria, fatta di pregiudizi, di faziosità, di luoghi comuni, che qualcuno ardisce definire “anti-imperialisti”. Bisogna ricorrere ad una rivista e ad un autore non provincialisti, rispettivamente a “Le Monde diplomatique” (il numero attualmente in edicola) e a Patrick Haimzadeh, per leggere “[…]anche se i portavoce della Nato e i responsabili politici francesi e britannici continueranno ad enfatizzare il ruolo dei loro bombardamenti, ad aver avuto un peso decisivo sul corso della guerra non sono state né l’avanzata continuamente annunciata sui fronti di Brega e di Misurata, né l’asserita disgregazione del regime grazie al bombardamento dei siti strategici di Tripoli o delle residenze del colonello Gheddafi”. Il resto dell’articolo non lo posso riassumere in poche righe e lo lascio alla vostra curiosità intellettuale. Viene da dire : altro che “Missione compiuta…”, come intitola Dal Lago! Il quale Dal Lago si preoccupa di quel che potrà succedere qualora i libici, finalmente accortisi di essere finiti sotto un protettorato diretto o indiretto, “cominceranno a mettere in discussione il ruolo degli ingombranti salvatori”. Qualcuno teme una rinnovata lotta neocoloniale? Io non sono affatto un sostenitore dei “due tempi”, ma penso che, una volta abbattuta una tirannide “totalitaria” e sanguinosa (per gli oppositori), la nascita di una coscienza nazionale che ne sortirà potrà essere in grado di scongiurare un rischio neocoloniale da molti (giustamente) paventato. E’ una scommessa. O abbiamo la paura/certezza di dover rimpiangere Gheddafi? Facendo una non indebita comparazione storica, e ammettendo l’avverarsi della peggiore delle ipotesi, dopo il 1979 e l’avvento in Iran degli ayatollah, avremmo forse dovuto rimpiangere lo Scià? Cerchiamo di metterci dal punto di vista dei libici e delle forze che, bene o male, si sono messe in campo. Non guardiamoli dal buco della serratura dei nostri angusti schemi mentali. 16-09-2011 12:24 - Giacomo Casarino
  • Penso che aldilà se Jabril e Jalil vengano incaricati ad avere la guida del nuovo governo postghedaffiano,comunque chi deciderà davvero gli uomini che governeranno la nuova Libia sarà il F.M.I. ed i Mercati Finanziari.
    Per quanto concerne il nuovo scenario politico e strategico della Libia nell'attuale scacchiere del Mediterraneo, a mio parere, il movimento del turco p.m.Erdogan(che pare abbia spiazzato il ns Berlusconi, con l'appoggio di Francia e Regno Unito, siamo tornati quasi ai tempi dell'Impero Ottomano(credo 1913)
    con l'Italia messa in disparte stante l'assenza totale di una politica estera del ns governo impegnato a curare le ferite giudiziarie del ns premier. 16-09-2011 12:21 - vittorio
  • Per noi cittadini è stata chiaramente una sconfitta. Sarkozy e Cameron hanno ottenuto quello che volevano, ossia cacciare Gheddafi e instaurare un nuovo regime in Libia più disposto ai commerci (petroliferi) con loro (forse non sopportavano il rapporto privilegiato con l'Eni). Tutto il resto (primavera e rivolte arabe) sono state soltanto piccolezze di cui non si sa nemmeno come sono andate a finire (vedi Tunisia ed Egitto). Gli USA, furbissimi, si sono accodati e ora hanno anche loro un buon controllo della Libia (gli manca solo l'IRAN). Questo è il nuovo scenario internazionale, a mio giudizio molto triste, e propiziatorio per nuove guerre. 16-09-2011 12:15 - Simone
  • La sovrappopolazione del pianeta non si ferma questo costa milioni di morti, se
    di guerra o di fame è questione di dettaglio. Noi speriamo che ce la caviamo.

    Dopo 50 anni la sostanziale indipendenza dell' Africa ha perso smalto, va
    cambiata. È cruciale la domanda se la maggioranza degli Africani vuole essere
    invasa dal grande Soviet Usuraio di Wall-Street-Las-Vegas o preferisce tenersi
    la dolorosa indipendenza che hanno. Come tutti gli esseri umani di questo mondo
    fanno i furbetti cercando i vantaggi di entrambe le scelte, ma così non si va
    lontano. A giudicare dai milioni di loro che invadono l' Europa la risposta
    finale potrebbe essere affermativa; diversamente, forse, Cameron e Sarkozy non
    avrebbero aperto i giochi.

    Anche gli EUropei fanno i furbetti la tentazione di tornare all' epoca degli
    schiavi è forte ; però non vogliono pagare il prezzo di questa scelta, che è un
    ritorno dell' Europa al Medio Evo in cui si trovano alcune regioni africane.

    Espellere dall' Europa tutti gli immigrati clandestini sarebbe un freno ai rospi
    cosmopoliti di Wall Street e ci aiuterebbe tutti, Africani ed Europei, a
    chiarirci le idee su quello che vogliamo.

    Forse un tentativo da fare è la invasione militare di ampie zone dell' Africa,
    col sostanziale consenso delle popolazioni bersaglio che non ne possono più di
    QUESTA indipendenza. 16-09-2011 10:55 - bozo4
  • Vada come vada questa avventura non dobbiamo distoglierci dall' altro fronte: il
    tenore di vita degli Europei è sotto attacco da parte degli usurai cosmopoliti
    di Wall-Street , che con l' appoggio della corrotta €x-sinistra nostrana guidano
    la strisciante conquista dell' Europa da parte di masse africane. Obiettivo
    probabile è 1. schiavitù da XIX secolo 2. distruggere le conquiste sociali e
    culturali costruite in Europa con secoli di lotta, a cominciare dalla
    separazione fra Stato e religione. 16-09-2011 10:40 - bozo4
  • Ancora devono ammazzare l'orso e già stanno prendendo le misure ,dove metterlo.
    Ancora mezza Libia è tra spari e morti che già sono scesi a valle le iene europee a mangiarsi le carogne!
    Ma state attenti a qualche ferito che vi potrebbe ammazzare!
    Aspettate almeno di averlo preso!
    Che fretta cerà,maledetta Francia e Inghilterra.
    Non c'è Berlusconi con loro.Eppure anche lui ha fatto tanto per la Libia!
    Strano che i francesi non abbiano portato anche il nano italiano.Due nani è meglio di uno!
    A pensare che tutte quelle commissioni erano prima italiane.
    Berlusconi con i suoi baciamani,le aveva assicurate,ma gli inglesi e i francesi dopo aver preso per il culo il nostro nano,gli hanno scippato tutto!Così ora tutti i baciamani,le Freccie Tricolori mandate per la festa libica e tutte le tende accampate a Roma,non sono servite a nulla.
    Ma come? Tanto bravo con le sue aziende a fare soldi e con l'azienda Italia,ci lascia senza gas e senza benzina?
    E proprio vero,quello che non è tuo,non vale un cazzo,mentre quello che è tuo..... 16-09-2011 09:37 - maurizio mariani
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI