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Alessandro Dal Lago
Il bastone di governo
Davanti alla rivolta di Lampedusa e ai successivi incidenti, la prima tentazione è dire che siamo governati da una banda d'incapaci. Solo pochi giorni fa il cosiddetto ministro La Russa si è fatto riprendere davanti al Cie, dicendo che tutto andava bene e che i respingimenti sarebbero continuati regolarmente. Passa una settimana e tutto brucia. In effetti, non si capisce come questo governo, il cui unico interesse è difendere l'impresentabile capo, possa occuparsi della questione dei migranti.
Metterla così, però, è troppo facile. È vero che l'Italia, tra truculenza e impotenza, non è oggi in grado di accogliere i migranti e di dare asilo ai richiedenti o a chi ne ha diritto. Ma è sempre stato così, almeno da più di dieci anni, da quando furono istituiti i Cpt. Le rivolte sono state continue, in Sicilia e altrove. Amato, Pisanu e Maroni non hanno mai saputo far di meglio che promettere la linea dura e stringere accordi con Gheddafi e Ben Alì, come oggi li stipulano con i governanti di Tunisi e i nuovi, apparenti, padroni della Libia. Mai un tentativo di impostare una politica generale, di rinunciare allo ius sanguinis per lo ius soli, di semplificare le procedure di regolarizzazione, soggiorno e cittadinanza, di riconoscere diritti a gente che scappa dalla guerra e dalla fame. La sola risposta, in nome della «legalità» è sempre stata quella delle espulsioni, che oggi naturalmente sono complicate dalla confusione politica sulla riva sud del Mediterraneo e, banalmente, dalla mancanza di soldi.
Le rivolte e la guerra di Libia hanno ovviamente reso il tutto ancora più complesso e oscuro. Solo ieri Amnesty International denunciava l'assoluto disinteresse degli europei, Nato in testa, per la sorte degli africani fuggiti dalla Libia o dalla Tunisia durante la guerra. Decine di migliaia di persone che affrontano la morte in mare perché non sanno letteralmente dove andare. Invece di infastidire il mondo con la favola dei 500.000 clandestini di Maroni, un governo decente avrebbe dovuto prevedere quello che sarebbe successo (non ci voleva molto) e correre ai ripari, in nome di quella protezione dei civili (e cioè degli esseri umani non combattenti) che è stata così frettolosamente invocata per mandare gli aerei a bombardare la Libia. Ma nulla di tutto questo. E ciò vale, sia ben chiaro, anche per gli altri paesi europei.
E ora proviamo a metterci nei panni di quelli che si sono rivoltati a Lampedusa. Alla loro disperazione si somma il menefreghismo di questo governo, che li lascia marcire in strutture fatiscenti e oppressive. E che non dà loro nessuna prospettiva, anche minima. E che dovrebbero fare? Accettare di subire e vivere, come carcerati, di pane e acqua? Tra l'altro, come non capire che il loro grido «libertà, libertà!» echeggia, ma sì, quello dei loro coetanei tunisini, egiziani e libici? Solo che, una volta arrivati qui, non conta più nulla. Perché, lo dimenticavo, ora sono in una democrazia, che garantisce i diritti di tutti...
Bruttissimo segnale, quello degli scontri con gli isolani. Non si tratta solo di un'isola claustrofobica, in cui inevitabilmente scoppiano conflitti di prossimità. Parlo di un paese che ogni giorno che passa si avvicina alla catastrofe economica e sociale, e in cui la tentazione di pigliarsela con il nemico di turno è fin troppo visibile, a partire dalla cosiddetta Padania.
Ed è ecco un motivo in più per mandare a casa questi governanti torvi e inetti, a partire dal loro capo. Ne va della vita di questa povera gente in balia di un mondo impazzito, ma anche di noi, se vogliamo restare umani.
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Don Gallo che è molto più timorato di te, ha detto che è giusto ribbellarsi quando si è trattati indegnamente! 22-09-2011 17:11 - maurizio mariani
In Italia tutto sono stati accolti possono pofessare la loro fede e nel rispetto delle leggi vivono la loro vita.
In molti paesi islamici non puoi professare la propria fede e se parli o protesti ti fanno fuori (vedi Siria Iranecc ecc)Se io Italiano avrei bruciato un'abitazione o una Moschea nei loro paesi mi avrebbero sgozzato o messo al muro mentre in Italia paese dei balocchi tutti possono venire e fare quello che vogliono perchè nessuno paga dai politici in giù
Mariani e Barbari i fascisti siete voi che difendete ciò che è indifendibile è cioè persone che con la loro cultura islamica non di pace come barbari distruggono tutto e rricordati Mariani che se avrebbero avuto la carità cristiana avrebbero rispettato i locali dove erano accolti a rischio delle abitazioni e della gente di Lampedusa e non avrebbero preso tre bombole du gas minacciando di fare saltare tutto in aria ma si sa l'Islam tramite Maometto insegna solo guerra e non pace come Cristo. 22-09-2011 15:41 - FABIO
Torneranno e racconteranno delle bastonate.
Diranno ai loro fratelli che la carità cristiana è merda e che non c'è più nulla da fare, che entrare anche loro nelle file della famiglia BIN LADEN.
Io
dico che i terroristi che hanno dato le bastonate e hanno caricato i profughi,dopo averli fatti vivere come animali,dovranno ricordarsi di questi giorni.
Sono sicuro che rimpiangeranno mille volte di aver seguito il governo e quel fascista del sindaco.
Quando si è umiliati in questo modo,non resta che le armi!
Altro che le mille sinfonie fatte da Obama per cercare di riprendere l'ISLAM.
Con quelle bastonate si è vanificato tutto!
BIN LADEN,dal suo paradiso sta gongolando e la sua voce che in tanti ascoltano clandestinamente,si sta diffondendo in tutto l'ISLAM.
Certo che agli italiani,i capitalisti,dovrebbero fargli l'embargo e lasciarli soli nelle loro stronzaggini! 22-09-2011 13:28 - Mauriazio mariani
grande dal lago 22-09-2011 12:12 - rudy
A tutti gli effetti e sotto tutti i punti di vista, non è la banda Berlusconi che sta disfando tutto, bensì quei milioni di inetti italiani che hanno scelto di eleggere questa dittatura S-fascista in rappresentanza dei loro falsi ideali pseudo-liberali ……… 22-09-2011 10:24 - I barbari