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Tommaso di Francesco
Il bimbo cattivo a cui tutto è concesso
Ecco la riprova della disponibilità alla pace di Benjamin Netanyahu. Il governo di estrema destra d'Israele ha annunciato martedì la costruzione nei territori occupati di un mega-insediamento di 1.100 abitazioni per nuovi coloni ebrei a Gilo, nella zona occupata di Gerusalemme. A nemmeno 72 ore dal suo discorso alle Nazioni unite con il quale il premier israeliano respingeva la richiesta di riconoscimento dello stato di Palestina per aprire «invece» ai cosiddetti «negoziati diretti, perché prima la pace poi lo stato».
Una provocazione unilaterale che precipita sulle difficili trattative avviate dopo l'assise dell'Assemblea generale al Palazzo di Vetro e che intanto ridicolizza la diplomazia internazionale. Israele resta - fino a quando? - il bambino cattivo e impunito che può fare quello che vuole, anche aprire l'anticamera dell'inferno di una nuova guerra.
«Sono mille e cento no alla pace, questi sono i nuovi insediamenti annunciati da Tel Aviv», ha dichiarato il portavoce palestinese Saeb Erekat. Peoccupata e come al solito impotente, anche la presa di posizione della Casa bianca, «è controproducente», l'ha definita il portavoce di Barack Obama, che però prepara il veto qualora, non sia mai, al Consiglio di sicurezza «rischiasse» di passare la proposta dello stato di Palestina. Condanna anche la responsabile esteri dell'Ue Ashton, mentre tacciono i mediatori, storicamente assenti, del «Quartetto» che dovrebbe incaricarsi della nuova fase di trattative.
E più si allontana questa prospettiva, più si allontana la pace. Più la Palestina, attraversata da Muri che la dividono, divisa tra Cisgiordania occupata militarmente e Gaza sotto assedio, defraudata della terra e delle risorse a cominciare dall'acqua, con le colture dei contadini distrutte e sradicate, la popolazione sfamata dagli aiuti dell'Unrwa-Onu, è ridotta ogni giorno di più a un colabrodo con le centinaia di insediamenti di coloni ebrei che si moltiplicano cancellando la caratteristica necessaria ad uno Stato, vale a dire la continuità territoriale. Eppure tutti sono consapevoli del fatto che precondizione per ogni passo avanti tra palestinesi e israeliani è il congelamento degli insediamenti. Israele dice ancora una volta no, proprio nel mezzo delle trattative sullo Stato di Palestina. E così facendo allontana pericolosamente da sé la prospettiva tanto desiderata della sicurezza. Perché quando sparirà la possibilità della definizione internazionale della condizione palestinese, ci sarà solo spazio alla rivolta. Con la risposta che prepara la propaganda dell'ultradestra razzista israeliana di Sos-Israel: sparare su chi lancia sassi. Seguendo la storica pratica della repressione della prima Intifada. Ma siamo ormai nella condizione del Medio Oriente diventato, più che mai un vulcano attivo, un terremoto inarrestabile.
A questo punto, più che in ogni altro momento, la questione ci riguarda. Chi marcia per la pace e non vuole certo rappresentare uno stanco rituale annuale, non può stare a guardare. E chi si unisce contro la crisi e porta in piazza la protesta sociale degli «indignati», non può non dare voce alla disperazione palestinese, non può dimenticare che, dentro la crisi globale, anche la pace è un bene comune. E che l'indignazione del Medioriente e dei palestinesi conta quanto se non più della nostra.
- 30/09/2011 [5 commenti]
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Comunque, nel caso fosse questo il senso nascosto delle parole del Sig. Di Segni, gli antisemiti diventati tali a seguito delle nefandezze israeliane non sono antisionisti, bensì persone che si sono convinte che in fondo in fondo Hitler aveva ragione a fare quello che ha fatto, e la responsabilità primaria della loro esistenza è per l'appunto dei sionisti e dello stato di Israele che se non fosse mai esistito sarebbe stato tanto di guadagnato per tutti, anche per gli ebrei che avrebbero potuto vivere tranquillamente nei paesi d'origine (compresa la Palestina per quelli che già ci vivevano) senza il timore di missili sulle loro case.
Gli antisionisti invece sono persone che non tollerano le oppressioni contro le popolazioni, che siano le oppressioni israeliane nei confronti dei palestinesi, che siano le atrocità naziste nei confronti degli ebrei di allora. 01-10-2011 23:17 - Alessandro comunista
purtroppo invece sono pochi anche gli antisionisti... ”. questa affermazione racchiusa fra virgolette implica in modo innegabile il presunto legame tra l’affermazione di sionismo e lo sviluppo dell’antisemitismo.
Commentando questo articolo Alessandro comunista scrive “…l'equazione antisionismo=antisemitismo oltre che ad essere stupida in sé, è anche controproducente per gli ebrei in quanto ha come risultato il nobilitare l'antisemitismo...”
Questa affermazione da sola prova oltre ogni dubbio che per Alessandro comunista l’equazione è più che valida, è un assioma.
Ho già affermato che Alessandro comunista è completamente privo di acume e mi trovo costretto ora a commentare come Alessandro comunista sia totalmente privo di coerenza non potendo affermare che lo stesso, commenti a caso a seconda degli umori del momento.
Vede Alessandro, mi lasci dire che il Sionismo è un legittimo movimento di liberazione nazionale di un popolo, il Popolo ebraico. L’antisemitismo è e resta un becero sentimento di odio omicida verso un gruppo etnico. Noi, tutti noi siamo stanchi dell’antisemitismo e della sua forma travestita con ridicoli panni politici, l’antisionismo.
Viviamo in democrazia e tutti possono affermare le proprie convinzioni quindi, anche lei affermi le sue, la smetta di travestirsi e dica la verità: “io sono un antisemita” e ne accetti le conseguenze morali..
Grazie per l’ospitalità 01-10-2011 12:15 - Donato Di Segni
Molti sciocchi integralisti dicono che la terra palestinese e' ebrea per mandato divino, da migliaia di anni etc etc. secondo la bibbia tec etc.
Io dico che con il medesimo stupido diritto naturale, i romani hanno diritto alla Gallia, alla Grecia e persino alla Palestina.
Comunque se certe cose non le capisci da solo nessuno potra' spigartele. E' una questione di ipocrisia o densita' cerebrale. 29-09-2011 23:24 - Murmillus
vediamo se chi è di turno mi lascia passare questo commento... 29-09-2011 18:12 - Alessandro comunista
Essere con Israele non è una bestemia,quando parliamo di persone civili che aspettano l'autobus per andare a lavorare.Bestemiamo se invece stiamo con l'Israele dei guerrafondai asserviti al mondo imperialista e compartecipi nello sterminio degli arabi e delle culture altrui.
Ma tra gli ebrei c'è una maggioranza di persone perbene che portano i cromosomi di Gesù e ancora si sentono umani!
Come siamo con il popolo italiano,nonostante che al governo abbiano mafiosi,pedofili,assassini e servi dei servi dell'impero!
Gli italiani nel loro sangue hanno i cromosomi di Dante,Leonardo e Archimede.
Facciamo una bariera tra la barbarie e l'umanità.Noi siamo umani e stiamo con la Israele degli umani,come stiamo con la Palestina delle persone che vogliono la pace e uno stato per viverci in pace!
Io a mio figlio lo picchio se è cattivo,ma lo adoro se è buono! 29-09-2011 17:27 - MAURIZIO MARIANI