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COMMENTO
16/10/2011
  •   |   Valentino Parlato
    Una nuova epoca

    Quella di ieri a Roma è stata una manifestazione storica, il segno di un possibile cambiamento d'epoca. Una manifestazione enorme, rappresentativa di tutto il paese (camminando nel corteo e in piazza si sentivano gli accenti di tutte le regioni italiane). E ancora, una manifestazione che si realizzava in contemporanea con tante altre nel mondo, in Europa e anche negli Usa, tutte concentrate sul cambiamento del modello di sviluppo, a sancire la crisi del liberalcapitalismo. Per dire che così non si può andare avanti, che la politica di oggi è arrivata a un punto morto e che ci vuole un'inversione di rotta, anche dei partiti politici, oggi ridotti alla sopravvivenza di sé stessi.
    A Roma ci sono stati anche scontri con la polizia e manifestazioni di violenza. Meglio se non ci fossero state, ma nell'attuale contesto, con gli indici di disoccupazione giovanile ai vertici storici, era inevitabile che ci fossero. Aggiungerei: è bene, istruttivo che ci siano stati. Sono segni dell'urgenza di uscire da un presente che è la continuazione di un passato non ripetibile.
    La manifestazione e le pressioni che essa esprime chiedono un rinnovamento della politica. È una sfida positiva agli attuali partiti di sinistra a uscire dal passato e prendere atto di quel che nel mondo è cambiato. La crisi attuale - più pesante, dicono in molti, di quella del 1929 - non può essere superata con i soliti strumenti. Negli Usa fu affrontata con il New Deal e in Italia e Germania, dove lo sbocco fu a destra, non con le privatizzazioni, ma con le nazionalizzazioni di banche e industrie. Ci ricordiamo dell'Iri, fondamentale nell'economia anche dopo la caduta del fascismo?
    Quello che è accaduto ieri deve aprirci gli occhi e la mente. Non si può continuare a fare politica con le vecchie ricette. Ci dovranno essere cambiamenti anche nelle lotte sul lavoro e nel sindacato, e nella politica economica. Per concludere, vorrei ricordare che dopo il discorso di Sarteano anche un banchiere come Mario Draghi ha detto di capire le ragioni degli indignati. Forse siamo all'inizio di una nuova epoca.


I COMMENTI:
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  • Lia ci invita a non dimenticare il massacro di Ludlow (repressione criminale di uno sciopero di minatori con 21 morti assassinati dalle guardie di una azienda della famiglia Rockfeller in Colorado, 1914). Guarderei anche qui, anni prima e pure anni dopo: it.wikipedia.org/wiki/Democidio.
    Per "non dimenticare" 21-10-2011 16:09 - libero
  • "1) ci sarà una manifestazione senza incidenti: se ne parlerà solo stasera nei telegiornali, poi non se ne parlerà più, e su questa manifestazione calerà un ovvio silenzio.
    2) Ci saranno incidenti: a seconda della gravità degli incidenti se ne parlerà più o meno a lungo, ma solo in relazione alla violenza dei manifestanti, di frange di manifestanti, della polizia, di infiltrati ecc. ecc. Proprio come è successo a Genova nel 2001, o in altre occasioni più recenti.
    L'utilità di tutto ciò? Nessuna.
    Una minoranza di persone che scende in piazza 'per dire basta!', o altre amenità del genere, non ha nessuna possibilità di cambiare effettivamente le cose, almeno finché rimane ancorata alla vecchia ideologia ormai condannata dalla storia... della democrazia! 15-10-2011 09:44 - Alessandro comunista'

    Perbacco, questo Alessandro comunista è un vero indovino!"

    ...eeeeeehhhh... non te la tirare tanto! Non è che ci fossero ventimila possibili esiti fra i quali scegliere. Se tu avessi aggiunto anche un paio di probabilità (che so: P(1) = 0.10, P(2) = 0.80, P(altre ed eventuali) = 0.10) ti si sarebbe potuto fare un monumento più alto.

    Su una cosa sono però d'accordo (e bisognerebbe essere proprio stupidi per pensare il contrario): che l'utilità di tutto ciò è nulla, e che anche dieci anni di piazze piene non riusciranno a modificare di una virgola la traiettoria del "Sistema", lanciato a rotta di collo verso il disastro dai suoi folli manovratori.

    Su tutto il resto, poi, per me si può discutere in qualunque momento... ;) 18-10-2011 15:07 - nekraH
  • Ma cosa dite, ma vi rendete conto di quello che state affermando? "La violenza è fine a se stessa, inutile,dannosa e politicamente fallimentare"... ma i lavoratori negli anni '60 e '70 hanno conquistato lo statuto dei lavoratori con manifestazioni violentissime, abbiamo conquistato una sanità pubblica, la cancellazione dei manicomi, una scuola pubblica e alla portata di tutti con manifestazioni che sono sempre sfociate nella violenza. Abbiamo avuto dei compagni morti e feriti, gente andata in galera solo perché presente in manifestazione e riconosciuta pur non avendo partecipato agli scontri. Certo che di fronte a questi che avevano preventivato gli scontri uno si senta impotente e defraudato. Come dicevo poc'anzi, è necessario capire e recuperare. Poi, non dubito che i fascisti (che in questo Paese abbondano) possano essersi infiltrati; ma trovano terreno fertile proprio perché c'è gente che non ha nulla da perdere. E questi il movimento li deve recuperare anche per isolare queste frange. Il piagnisteo è appannaggio di una sinistra da sempre perdente e che ci condurrà alla definitiva rovina. 18-10-2011 14:38 - Luca
  • Editoriale assolutamente condivisibile. Le anime belle della sinistra aspirante parlamentare farebbero bene ad ascoltare i messaggi della gente, anche quelli violenti, e relazionarsi con la gente medesima, invede di scusarsi preventivamente con lo Stato che promuove i torturatori di Genova. I black bloc non esistono: esistono giovani incazzati che non hanno alcuna fiducia nella delega politica e agiscono di conseguenza. La sinistra che si definiva "radicale" poteva pensarci quando era rappresentata, invece di avallare il precariato, le guerre e le privatizzazioni. Peraltro, se le cariche si fossero fermate in via Labicana, anzichè entrare in piazza coi blindati e gli idranti, tutto sarebbe, verosimilmente, finito lì, e il corteo sarebbe entrato a S.Giovanni senza ulteriori problemi. Le liturgie nonviolente dei postcomunisti pentiti stomacano. 18-10-2011 13:58 - redvet
  • back to black

    Roma poche centinaia di teppisti causano danni incalcolabili,votando la fiducia

    B mantiene la maggioranza dei parlamentari.ormai è l unico modo
    (53sima fiducia di governo.ma per molti è solo la 13sima)

    B:"non saro capro espiatorio"
    Nessun colpevole lo è.

    Scilipodi smentisce chi gli aveva dato del venduto.Si trattava di noleggio

    Scontri cariche e lacrimogeni nel Centro di Roma.Grande successo per la Giornata di Beatificazione di Cossiga.

    Contro i manifestanti lacrimogeni scadutii nel 2006.Siamo un paese che protesta pochissimo.Poi affetteranno le cipolle. 18-10-2011 11:45 - lulu
  • Sono d'accordo con quanto affermato da Valentino Parlato. Se coloro che hanno scritto contestando Parlato fossero effettivamente marxisti, avvezzi al materialismo dialettico e quindi all'analisi oggettiva dei fatti non si lascerebbero andare al piagnisteo. E' chiaro che lo Stato risponde alla violenza con la violenza. Mi sarei meravigliato del contrario! E' quasi lapalissiano che i nostri politici tutti invochino chi più chi meno ad una nuova legge Reale.... e che stranamente sia invocata di più da certa "sinistra" è la prova della stortura provocata da un bipolarismo in assenza di ideali (ovviamente tranne quello definito "liberalcapitalismo" che preferirei chiamare semplicemente capitalismo). Sarebbe invece più interessante cercare le ragioni di questo rigurgito di violenza a cui abbiamo assistito a Roma. Sarebbe più interessante per un movimento maturo cercare di capire per recuperare. Si deve tenere conto anche che, se la crisi continuerà ad aggravarsi, queste manifestazioni di violenza saranno all'ordine del giorno. Chi non ha nulla non ha niente da perdere. I pochi diritti conquistati con due decenni di lotte, sono erosi e lo saranno sempre di più e non è colpa delle frange "violente" all'interno di movimenti o cortei, ma della nostra incapacità non di resistere ma di attaccare e pretendere su lavoro, cultura, scuola, ricerca, università. Incapacità di mettere in discussione lo stato attuale delle cose, l'ipercapitalismo che sta corrodendo le nostre vite impunemente. 18-10-2011 10:40 - Luca
  • Manifestare in questo paese non serve assolutamente a nulla: è mai cambiata una legge a seguito di una manifestazione, è mai stato ottenuto un qualsivoglia risultato pratico? Manifestare serve a non cadere in depressione forse, ma a nient'altro. Nessun governo è mai caduto per una manifestazione, nessun ministro si è mai dimesso. O si colpisce economicamente questo presidente del consiglio boicottandolo lui, le sue aziende, chi fa pubblicità nelle sue tv, oppure manifestare serve solo ad usare le suole delle scarpe. 18-10-2011 10:24 - martino
  • sabato è successo cio' che alcuni volevano che non succedesse e quello che altri speravano succedesse. E' inutile dire chi sono gli uni e chi sono gli altri.Lo vediamo dai commenti seguiti agli avvenimenti.Stabilito a chi le violenze sono servite,la cosa piu' importante è cercare di capire,perchè i fatti sono potuti accadere,nonostante erano in qualche modo previsti, e se in Italia le condizioni politiche e lo stato delle istituzioni abbia favorito o provocato una esplosione di rabbia cosi' irrazzionale antonio giorgianni torregrotta ME 18-10-2011 10:11 - antonio giorgianni
  • Una nuova epoca! E' bene che gli scontri ci siano stati; ops, hanno vietato il corteo Fiom, ma che volete che sia, deve essere l'inversione di rotta, vero Valentino?! 18-10-2011 10:01 - Max
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