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Valentino Parlato
Una nuova epoca
Quella di ieri a Roma è stata una manifestazione storica, il segno di un possibile cambiamento d'epoca. Una manifestazione enorme, rappresentativa di tutto il paese (camminando nel corteo e in piazza si sentivano gli accenti di tutte le regioni italiane). E ancora, una manifestazione che si realizzava in contemporanea con tante altre nel mondo, in Europa e anche negli Usa, tutte concentrate sul cambiamento del modello di sviluppo, a sancire la crisi del liberalcapitalismo. Per dire che così non si può andare avanti, che la politica di oggi è arrivata a un punto morto e che ci vuole un'inversione di rotta, anche dei partiti politici, oggi ridotti alla sopravvivenza di sé stessi.
A Roma ci sono stati anche scontri con la polizia e manifestazioni di violenza. Meglio se non ci fossero state, ma nell'attuale contesto, con gli indici di disoccupazione giovanile ai vertici storici, era inevitabile che ci fossero. Aggiungerei: è bene, istruttivo che ci siano stati. Sono segni dell'urgenza di uscire da un presente che è la continuazione di un passato non ripetibile.
La manifestazione e le pressioni che essa esprime chiedono un rinnovamento della politica. È una sfida positiva agli attuali partiti di sinistra a uscire dal passato e prendere atto di quel che nel mondo è cambiato. La crisi attuale - più pesante, dicono in molti, di quella del 1929 - non può essere superata con i soliti strumenti. Negli Usa fu affrontata con il New Deal e in Italia e Germania, dove lo sbocco fu a destra, non con le privatizzazioni, ma con le nazionalizzazioni di banche e industrie. Ci ricordiamo dell'Iri, fondamentale nell'economia anche dopo la caduta del fascismo?
Quello che è accaduto ieri deve aprirci gli occhi e la mente. Non si può continuare a fare politica con le vecchie ricette. Ci dovranno essere cambiamenti anche nelle lotte sul lavoro e nel sindacato, e nella politica economica. Per concludere, vorrei ricordare che dopo il discorso di Sarteano anche un banchiere come Mario Draghi ha detto di capire le ragioni degli indignati. Forse siamo all'inizio di una nuova epoca.
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"Come sempre in queste occasioni ci sono due possibilità:
1) ci sarà una manifestazione senza incidenti: se ne parlerà solo stasera nei telegiornali, poi non se ne parlerà più, e su questa manifestazione calerà un ovvio silenzio.
2) Ci saranno incidenti: a seconda della gravità degli incidenti se ne parlerà più o meno a lungo, ma solo in relazione alla violenza dei manifestanti, di frange di manifestanti, della polizia, di infiltrati ecc. ecc. Proprio come è successo a Genova nel 2001, o in altre occasioni più recenti.
L'utilità di tutto ciò? Nessuna.
Una minoranza di persone che scende in piazza "per dire basta!", o altre amenità del genere, non ha nessuna possibilità di cambiare effettivamente le cose, almeno finché rimane ancorata alla vecchia ideologia ormai condannata dalla storia... della democrazia! 15-10-2011 09:44 - Alessandro comunista"
Perbacco, questo Alessandro comunista è un vero indovino!
Se fossi un sostenitore del "cui prodest?" dovrei pensare che i black bloc sono gli stessi indignati si sono fatti una bella pubblicità! Tutti i mezzi di informazione, mediaset in testa, che ne parlano bene, perché la colpa è di quei cattivoni dei black bloc che hanno rovinato la manifestazione dei bravi ragazzi! 18-10-2011 09:49 - Alessandro comunista
e secondo syd le brigate rosse hanno cominciato a perdere consensi quando hanno cominciato a sparare a sindacalisti (per inciso, guido rossa aveva denunciato un operaio, non è che gli hanno sparato in quanto sindacalista), a giornalisti e a poliziotti: mi chiedo quand'è allora che le brigate rosse avevano dei consensi, quando sparavano alle bottiglie per allenarsi?
i lettori del manifesto mostrano di avere le idee più strambe! 18-10-2011 09:37 - Alessandro comunista
1)GOVERNO corrotto con collusioni mafiose
2) Migliaia di cittadini che perdono il lavoro
3) milioni di giovani senza futuro
4) Giornalisti, intellettuali ,leccapiedi,che "proteggono" questo sistema ingiusto e vile che mortifica giornalmente le classi piu deboli.
...E poi vorrei veramente capire chi erano quelli che hanno bruciato le auto e spaccato le vetrine?
Domanda : a chi giova questo stato di tensione? dove si arriva a riproporre la PORCHERIA della LEGGE REALE?
Si certo qualche giovane si è fatto trasportare dalla incazzatura e si è unito ai violenti...Ma gli infiltrati del potere da sempre aizzano tali situazioni.
La storia si ripete il POTERE usa le sue armi per deviare la informazione ;dove 500.000 persone incazzate non devono fare notizia
Questo è la triste ed amara realtà dove i politici tutti di destra principalmente ma anche di sinistra sono responsabili
Quasi tutti i media concentrati sugli scontri! Ma di chi è la principale responsabilità di questa ingiusta ed ignobile societa' se non di chi ci ha governato?
TEmpi duri signori per tutti i cittadini onesti 18-10-2011 09:02 - geronimo17
Comunque ti ringrazio: ora so che la bomba carta che mi sono preso sulla gamba da quei figuri mascherati, muniti di un grottesco, posticcio ed inquietante cartello "Rivolta", lo stordimento per il rumore e tutto il resto sono stati "istruttivi".
Andrea Millotti 18-10-2011 07:47 - andrea millotti
il tuo articolo di ieri suscita discussione anche perché si presta a diverse interpretazioni e obiezioni.
Tu hai scritto: “Aggiungerei: è bene, istruttivo che ci siano stati. Sono segni dell'urgenza di uscire da un presente che è la continuazione di un passato non ripetibile”.
Quindi, secondo te, non erano le centinaia di migliaia di indignati non violenti ad essere istruttivi e a rappresentare quella urgenza, ma l’azione squadristica di quelle centinaia di violenti, che si sono addestrati in Grecia (leggi l’intervista de la Repubblica a uno di loro) e si sono organizzati in modo militare per mandare all’aria una manifestazione non violenta, la cui forza stava tutta nel fatto sorprendente di essere così grande pur essendo stata organizzata in modo spontaneo, senza la sponsorizzazione, anzi, con la diffidenza dei partiti compresi quelli del centrosinistra. Evidentemente non ti desta alcun sospetto il fatto che questi nuovi pseudo-rivoluzionari abbiano potuto troppo facilmente raggiungere Roma da diverse parti d’Italia muniti di mezzi da guerriglia urbana e abbiano potuto infiltrarsi nella grande manifestazione pacifica senza che nessuna forza di polizia si sia accorta per tempo di ciò che stavano organizzando e non ne abbia fermato neppure uno, nonostante lo avessero perfino annunciato. Oppure tu pensi che nell’era delle intercettazioni a gogò la Digos non abbia nei giorni scorsi intercettato le telefonate e le altre comunicazioni che essi hanno dovuto assolutamente utilizzare per coordinarsi in modo così efficiente? Ma tu non ti sei limitato a benedire come “istruttive” le azioni violente premonitrici del necessario cambiamento, hai anche fatto dei richiami ai diversi sbocchi che i grandi e tragici cambiamenti avvenuti nella storia del secolo scorso in Italia e in Germania a differenza degli Stati Uniti d’America: “Negli Usa fu affrontata con il New Deal e in Italia e Germania, dove lo sbocco fu a destra, non con le privatizzazioni, ma con le nazionalizzazioni di banche e industrie”. E ci spieghi che, l'Iri è stato fondamentale nell'economia anche dopo la caduta del fascismo”. E quindi? Quelle azioni, che, come dici, possono costituire campanelli d’allarme, possono anche, come sai e come dici, costituire dei fattori di spostamento a destra dell’opinione pubblica, specialmente in una fase storica come quella attuale, in cui la crescente mancanza di fiducia nella politica, così come si presenta oggi agli occhi dei cittadini, può favorire il trascinamento del Paese verso una soluzione autoritaria con il consenso anche di tutti coloro che non ne possono più di questo “passato-presente irripetibile”. Ti dice niente il fatto che alcuni esponenti di governo abbiano sentito il clima favorevole per annunciare misure come una nuova “legge Reale”, provvedimenti legislativi per misure di polizia preventive e che, nell’immediato, il sindaco Alemanno e la Questura di Roma abbiano già provveduto a vietare il corteo programmato dalla FIOM, imponendo una manifestazione circoscritta allo spazio di una piazza?.
Caro Valentino non dimentichiamoci che la violenza è un male di per sé, che è indice di subalternità culturale e di infantilismo politico, che è strumento vincente proprio dei prepotenti e dei dominanti e che è sempre la premessa o il pretesto per esiti disastrosi nei confronti dei più deboli. Essa può manifestare il sintomo di una grave situazione, questo è vero, ma non può mai costituire il prologo di una evoluzione positiva. E’ invece l’azione nonviolenta di massa che può essere davvero rivoluzionaria. Ce l’ha insegnano la storia del secolo scorso e anche i fatti verificatisi recentemente in Tunisia e in Egitto.
Pietro, da una vita abbonato e tuo attento lettore. 18-10-2011 00:29 - Pietro
Chi portava proposte politiche vere, magari come esito di azioni durate anni e fatiche costanti, sabato è rimasto prigioniero tra bulli da stadio e il capitale che si fregava le mani per averci liquidato così facilmente. 18-10-2011 00:05 - livia
Ma questo non e' molto importante, come non e' importante il fatto che costi un euro e settanta considerando che e' l'unico giornale leggibile al giorno d'oggi.
Ma arriviamo al motivo del contendere: la manifestazione di sabato.
Dal mio punto di vista, dal momento che qualche manifestazione l'ho vissuta, mi permetto di dire che quella manifestazione era tra le cose più' brutte che abbia mai visto con i vestiti addosso.
Diciamocelo, solo quelli della FIOM avevano una straccio di servizio d'ordine, tutti gli altri sono andati alla manifestazione come quando si va in una scampagnata organizzata dalle suore orsoline.
Sentendo e guardando le immagini dei i vari telegiornali 17-10-2011 22:51 - Carlo