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Rossana Rossanda
Indignatevi con calma
Quale dispiegamento di buoni sentimenti ha accolto l'editoriale di Valentino Parlato dopo la manifestazione di sabato 15! L'indignazione si è levata contro di lui, sospettato, dopo una vita di mitezza e semmai di dubbi, se non di complicità almeno di concorso morale (come dicevano i giudici dell'emergenza) con i black bloc. Pensare che non me ne ero accorta e sono corsa a rileggere quel pezzo fatale. Scrive che è un gran bene che la manifestazione, per di più internazionale, sia così riuscita, e che i potenti del mondo devono sentire di avere perduto il molle consenso universale che credevano di avere e anche capire che la collera possa trascendere e mescolare alla protesta qualcosa di torbido.
E allora? Non lo doveva scrivere? Doveva far precedere a quel «è un bene» che la manifestazione sia riuscita che «è un male» che qualche centinaio di incappucciati, più o meno sinceri o, chissà mai, d'accordo con la polizia, vi si siano infiltrati? Doveva mettere le mani avanti, mostrare i documenti? Qualcuno si strappa i capelli: il manifesto, già definito per vent'anni come la destra della sinistra radicale, si è iscritto ai black bloc.
Suggerirei di non perdere la testa. Sono oltre trent'anni che vediamo inserirsi in ogni manifestazione di popolo gruppetti esagitati che fanno di tutto per farla fallire. Sono trent'anni che credono di colpire la finanza spaccando le vetrine d'una agenzia bancaria che conta, come loro, quanto il due di picche. Di frenare Marchionne dando fuoco alla prima auto che si vedono a tiro. Sono trent'anni che chi protesta è sotto ricatto, se non manifesta non esiste e se manifesta è responsabile di metter a fuoco Roma. Sono almeno due decenni che ai giovani si dice che i vecchi gli hanno tolto il futuro, e ci sorprende se qualcuno, sprovveduto o troppo furbo, si incappuccia e crede di essere in guerra. Sono trent'anni che la sinistra si lascia dire che ha sbagliato tutto. Sono trent'anni che la libera stampa, con la quale solidarizziamo ogni cinque minuti, sta al gioco del Ministro degli Interni. Tutto già visto; da noi, da Maroni, da chiunque si trovi al Viminale. Adesso si propone a tale incarico il popolare sceriffo d'Italia, Di Pietro, cocco della sinistra per bene. La quale vorrebbe manifestare in santa pace, anzi - come scrive una gentile amica - con pensionati e bimbetti in carrozzina.
Se il manifesto ha sbagliato qualcosa (e non sarebbe una tragedia) è di lasciar credere nel suo titolo che: a) a Roma c'è stata una guerriglia; b) che era un avviso per la Bce. Userei la parola guerriglia, che è tragica, con prudenza, e l'indirizzo non sarebbe quello giusto. Se Valentino ha sbagliato qualcosa è nello scrivere che questo sabato ha cambiato un'epoca. No, non l'ha cambiata, né l'ha cambiata il fortunato appello di Stephane Hessel. Non sono loro a mettere stavolta il capitalismo in crisi, ci si è messo da solo. È avvezzo a sguazzare nelle sue crisi da quando esiste, e alla fine di ognuna di esse qualcuno è ancora più debole e qualcun altro si è arricchito. Ha però un punto debole, che si deve assicurare anche fra i suoi una maggioranza che crede nell'efficienza del sistema, crudele ma funzionante.
Stavolta ha strabordato, si è ispirato più ai baroni ladri e al Far West che a Adamo Smith, sta inciampando nei meccanismi che ha messo su e in alcune loro conseguenze. Povero Marx, lo pensava più intelligente, avrebbe estinto la rendita e il proletariato avrebbe estinto lui. Invece si è buttato follemente su di essa perdendo ogni controllo sul materiale-reale. Quanto al proletariato, dove sono i suoi partiti? Spenta l'Urss, si sono dati assenti.
Un tempo chi ci leggeva diceva di trovare nel manifesto una buona "cassetta degli attrezzi" per capire quel che succede nel più complesso e avvitato sistema di produzione della storia. Attrezzi per sapere, per mettersi assieme, lavorare sui giunti giusti. Con intelligenza per sapere e passione per fare, l'una senza l'altra non funziona, come diceva anche Spinoza buonanima. Ci abbiamo creduto fino al 1989. Poi, distraendoci dalle ragioni per cui eravamo nati, ci siamo detti che un giornale non era un laboratorio. Forse abbiamo sbagliato allora.
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E' questo il punto: la manifestazione era internazionale!! e grande, e riuscitissima!! siete riusciti a farla diventare "romana"..cadono le braccia..
Sbagliato : la manifestazione in Italia, a mio modesto avviso è stata un fallimento, anche x le reazioni prodottesi nel post (colpa di chi, dei media e degli sceriffi? anche!ma la testa degli italiani non ce la metti?). Tutto è andato da copione, cambia tutto (i motivi della protesta, il tipo di rabbia, i manifestanti..ma poi cambiano davvero?) per non cambiare niente qui in Italia.
Il cambiamento in questoPaese può solo arrivare per vie riflesse. Io dei cattivi giornali mi indigno.. 20-10-2011 10:20 - Mario82
Condivido e sottoscrivo. 20-10-2011 10:12 - Galaverna
Questo per anni, almeno a partire dal G8 del 2001. Solo negli ultimi mesi si è avvertita nuova motivazione e nuova linfa culturale nel giornale, quasi a tentar di ricucire un filo rosso spezzato nel tempo.
E non è un caso se gli attuali direttori sono stati indotti alle dimissioni, come non è un caso se sedicenti lettori "di sinistra" polemizzano con un editoriale finalmente antagonista di Parlato. Coltivare per troppi anni la condiscendenza verso le sigle anzichè la dialettica curiosa verso le idee ha prodotto adesioni conformiste, superficiali, volubili e un giornale spesso superfluo.
Auguri ai vecchi ma modernissimi giornalisti del Manifesto.
Bruno Gualco 20-10-2011 09:41 - bruno
: si tratterebbe di una minoranza che ha causato la Guerriglia urbana nella città di roma, oggi 15 ottobre 2011, nella giornata della manifestazione internazionale contro il debito.
Creano disordini mentre il buon popolo pacifista applaude all'arrivo delle camionette della polizia e cerca di arginare i Ribelli ".
il Numeroso corteo di persone Normali si limita a saltellare intonando un motivetto che cita: chi non salta è berlusconi eh eh
tenendo alta la nobile bandiera della pace
ed invece
ahimè
questi qui, questi black bloc si impegnano per infangarla
e nuocere il sacro colore della nonviolenza, facendo sì che poi, per giorni, si parli della negatività dei loro gesti, distraendo il Pur attento governo dai reali problemi del paese.
Che Guastafeste!
unanime la voce intellettuale e politica, la voce di tutti gli indignati : questi gesti vanno Condannati.
ma chi sono?il blocco nero.
ma cosa sono?estremisti.
ma tutti?si, sono un'organizzazione terroristica.
quindi sono pericolosi?si, fanno male alla gente.infatti quello di Genova, quello l'hanno ammazzato perchè era uno di loro.
ma chi?Giuliani?si,quello.era rasato, tutto vestito di nero ed era pericoloso.
sono pericolosi, facinorosi, Violenti.
sono incapucciati, armati, Teppisti.
e se anche Loro fossero persone Normali, che fanno la fila alle Poste e non godono nel praticare la Violenza?
e se Loro fossero semplicemente tanti Io disperati?ambiziosi centralinisti del Call Center.
quanto scomodo sarebbe ammettere che i black bloc non esistono?
ma no.sono Feccia.Viva il catastrofismo e la fobia del complottismo!
commercianti di terrore.con la Paura fanno più affari dei preti con le indulgenze.
Giornalista: ora sentiamo delle esplosioni.
inviata: non sono esplosioni.è che hanno alzato il volume della musica . . .
da SkyTg24 è tutto. 20-10-2011 09:33 - Francesca