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COMMENTO
30/10/2011
  •   |   Daniela Preziosi
    Pd, lo scontro c'è ma non ha età

    È bravo Matteo Renzi a raccontare come più gli «garba » l'offensiva che porta al suo - fin qui - partito. È bravo: la comunicazione era il suo mestiere, prima della politica. Così il logo «rottamatori» gode di ottima stampa. E certo sfonda: questo non è un paese per giovani, chi lo dice ha ragione da vendere, dal precario alla Confindustria. Ma non è affatto un conflitto generazionale quello che attraversa il Pd, di cui Renzi è l'ultimo frontman.

     

    Peraltro il sindaco di Firenze ha estimatori non proprio giovanissimi (Veltroni, Fioroni, D'Ubaldo, Castagnetti, per dire), inadatti a rivendicazioni giovanilistiche. Lo scontro vero, in corso en travesti, è fra idee diverse su lavoro, sviluppo, modernità. Fra chi pensa che il mercato poco o tanto, vada regolato. E chi, come i Renzi di tutte le età, crede che la missione dei riformisti sia rimuovere gli inciampi che impediscono al  mercato di crescere libero. E per questo bello.

     

    La natura dello scontro si è vista finalmente in chiaro durante queste travagliate settimane di conflitto fra il governo italiano e le istituzioni economiche europee. Il Pd si è spaccato, non a metà, fra quelli che hanno applaudito alla Bce (Enrico Morando, homo economicus dell'ala veltroniana: «Nessuna delle scelte che propongo io contrasta con le raccomandazioni all'Italia del Consiglio Europeo riprese dalla lettera») e quelli che hanno le hanno criticate (Stefano Fassina, responsabile economico Pd: «Le richieste di maggiore flessibilità nei licenziamenti e di superamento del contratto nazionale sono sbagliate e controproducenti»).

     

    E non è da escludere che queste spaccature finiranno per rimbalzare nel dibattito alle camere chiesto dalle stesse opposizioni. Le differenze sono di fondo, «di paradigma », come si suol dire. La kermesse di Matteo Renzi si è definitivamente schierata dalla parte dei democratici liberisti, come dimostra la presenza fra i rottamatori di Pietro Ichino, «l'uomo che fa le proposte più di sinistra» secondoWalter Veltroni. Ed è infatti stata contestata dai sindacati dei trasporti preoccupati per la svendita ai privati, dai lavoratori del Maggio Fiorentino contrari ai tagli e dai comitati per l'acqua pubblica. Tre giorni fa, in un'illuminante intervista al Sole 24 Ore, il sindaco di Firenze aveva detto: «La sinistra deve innovare. Non può difendere i diritti dei garantiti e lasciar fuori gli esclusi. Chiedere a un lavoratore di lavorare un anno o due di più per avere un asilo nido in più, credo sia equo. E credo che preoccuparsi dei trentenni precari o dei cinquantenni espulsi dal lavoro sia più di sinistra che discutere dell'articolo 18. Rabbrividisco a sentire certe posizioni contro la lettera Bce lanciate da chi non prenderebbe voti nemmeno nel suo condominio».

     

    Al di là della polemica personale, spiega Fassina, «è l'idea che modernità è accettare che l'economia si regoli da sola, e una politica autonoma sia solo un problema: chi lo capisce è riformista, chi no è vecchio. L'idea del 'micro' senza 'macro', che la produttività dipenda solo dall'impegno e dalla flessibilità dei lavoratori. L'idea di Marchionne 'senza se e senza ma', che mette padri sfigati contro figli ancora più sfigati; l'idea dell'Europa che c'è, quella dei governi conservatori, e non di un'Europa che sappia rivitalizzare la democrazia delle classi medie». Diversi di modelli di sviluppo, di ceti sociali di riferimento, ben al di là dello sport delle opposte dichiarazioni che impegna ogni giorno i dirigenti democratici. La crisi, i licenziamenti, le condizioni del 99 per cento della popolazione, per dirla con lo slogan degli indignati, stanno lì a dimostrare concretamente che le vecchie «nuove ricette» liberiste non hanno funzionato. Nel Pd questo nodo verrà al pettine, tanto più nel corso delle prossime primarie, in cui le differenze fra candidati Pd per forza di cose verranno enfatizzate. E Bersani cercherà di collocarsi al centro, fra la sua sinistra e la sua destra. Ma è al centro di uno spazio troppo grande da coprire per un partito solo.


I COMMENTI:
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  • Franchini, anni fa, non ricordo chi, lancio lo slogan "lavorare meno, lavorare tutti". Non ebbe successo perchè presumeva che anche lavorando meno si dovesse seguitare a percepire lo stesso salario. Ovvio che l'autore fos-se preso a pernacchie. La frase di Renzi si riferiva , per fare un esempio, ai 15.000 Forestali della Calabria, Ai 73 infermie-ri per paziente di certe strut-ture del Sud. Non certamente ai lavoratori lavoratori. Mi sem-brava fosse chiaro, a chi ha se-guito il dibattito e non si è fermato a orecchiare le criti-che, interessate, di chi è sta-to sbertucciato. 30-10-2011 18:46 - ciaciovenexian
  • In pratica, apparte lo show dell’euro e del suo prossimo Big Bang (in senso inverso: imploderà come il monitor di vecchio televisore) , della crisi fatta dalle Elite e dalla casta (pochissime persone), della politica putrefatta non solo italiana, nel chi vincerà le elezioni, se il Berlusconi è amato, odiato, che il Renzi sia o non sia, che il Bersani sia o non sia, che tutta questa gentalia sia piu M… di quello che non sia, è un fatto piu che assodato. Dove mettono i piedi gli USA e la NATO, è + piu che assodato che inizia la guerra civile, la fame, il genocidio, lo schiavismo.Adesso si è passati ad altro: mettere in squilibrio nazioni come Iran, Siria, Pakistan, Russia e Cina.Pensate che questi qui staranno con le mani in mano? Ancora non riesco a capire, come l’occidente sia cosi ottuso e cieco, a non accorgersi che si sta giocando con il fuoco, pericolosissimo fuoco. Esseri cosi ingenui a non capire che siamo tutti coinvolti è da imbecilli, da esseri dormienti, incredibilmente consumati dal proprio ego e nel ricorrere il dio denaro in nome di una utopica "cresita" (qualcuno saprebbe definire cosa sia la CRESCITA?).Capire che veramente e senza alcun dubbio, succederà al piu presto una catastrofe planetaria, piu che econimica, la guerra, una gigantesca guerra civile planetaria che vuole a tutti i costi l’Elite ( che definirei una confraternita di psicopatici criminali genocidi). Beati voi che pensate alle zucchine, ai BTP , ai Renzi, ai rottamatori ed a tutti questi millantatori politici nostrani ed in genere "occidentali", o alle gare di F1 fatte in India (solo apprendere come sia nato questo circuito, vi farà solo che innorridire). E’ vero, i media del sistema sono la piu grande arma di distruzione di massa che l’uomo si sia inventata.Siamo arrivati al limite, il mondo ha bisogno veramente della deflagrazione totale, per la 3 volta, che vinca Putin o la Cina, poco importa ma spero che la vincano loro, l’importante è rompere le catene che ci tengono schiavi da quasi 100 anni, o di piu, e sperando sia l’ultima e diventare finalmente esseri umani.Passo e chiudo. 30-10-2011 18:42 - Passo e chiudo
  • Siamo sempre alle solite: i filtri alle orecchie che fanno passare solo le parole che non disturbano e deformano le altre non gradite. Dei commenti che ho letto ce ne fosse uno che riporta almeno l'essenza di un concettoespresso alla Leopolda. E con questo sistema vorreste rialzare le sorti del PD? Poveri noi. 30-10-2011 18:35 - ciaciovenexian
  • Renzi, per come la penso è solo uno tra i molti …….
    E’ risaputo che i mass media, TV e giornali, possono trasportare chiunque dalle stalle alle stelle o viceversa ………
    Le idee di Renzi sarebbero innovative ?
    Penso che l’età delle persone non abbia una grande importanza in politica, ciò che importa è che funzioni il cervello dei politici ………
    Ma realmente qualcuno ha idee nuove ?
    Più che le idee nuove, andrei a identificare le idee che sono state trasportate nella pratica e quelle invece che sono rimaste pura teoria, cercando di capire i motivi per cui ciò accade ……. 30-10-2011 18:01 - Niente di nuovo
  • TROPPO STUPIDO IDEOLOGISMO.
    L’ideologismo e la faziosità non fanno un buon servizio alla comprensione della realtà, Sarà mica perché oggi non si fanno né grandi né piccoli profitti che le cose vanno male?
    Io ne ho fatte di Feste de l’Unità, un paio anche come responsabile anni addietro, e ci vogliono dei bei soldini per metterle in piedi, perché giustamente i locali devono risultare tutti a norma, le cucine igienicamente perfette come quelle di casa, ed è dura organizzarle se nel tempo con le Feste de l’Unità non hai fatto profitti o non li hai investiti nelle strutture che ogni anno poi ti servono di nuovo, i compagni dell’Emilia Romagna, in questo senso erano diventati veri e propri capitalisti, capaci di mettere in piedi anche una festa nazionale, per cui attenzione a demonizzare la parola profitto, senza profitto, , cioè senza che il totale dei ricavi sia maggiore del totale dei costi, non esiste economia sostenibile né lavoro né occupazione
    Entriamo in questo ordine di idee e poi si può ragionare di tutto, di come si distribuisce, il profitto, ma,soprattutto, per guardare al futuro, di come si investe questo profitto
    Se qualcuno ha scoperto una economia che funziona bene senza profitti ci scriva un libro per spiegarcela, probabilmente gli daranno il premio NOBEL 30-10-2011 17:08 - GIOVAN SERGIO BENEDETTI
  • "La sinistra non può difendere i diritti dei garantiti e lasciare fuori gli esclusi." Ma siamo matti? I cosiddetti "garantiti" non sono altro che i lavoratori che godono dei diritti sindacali conquistati attraverso anni di lotte sindacali e politiche. La Sinistra (anche quella "riformista" !!) si deve battere non solo per difende questi ultimi, ma anche per trasformare gli esclusi in "garantiti". Secondo Renzi, invece, la Sinistra dovrebbe "escludere" anche i garantiti. Questo tema dei cosiddetti garantiti è un classico della destra neoliberista. Per inciso; se vogliamo un asilo (ma anche mille), basta togliere il finanziamento pubblico agli istituti privati senza bisogno di lavorare due anni in più. O no ???????? 30-10-2011 16:43 - Vittorio
  • Renzi é il nuovo che avanza? ah ah ah! Non é quello che é andato nella villa di Berlusconi a chiedere favori, come le escort? 30-10-2011 16:31 - andrea
  • Ascoltate Gabriele.
    Un sistema che prevede che una persona vada in pensione a 50 anni con una pensione retributiva e poi lavori in nero per altri 10 è una truffa.
    Meglio.
    È lo stato sociale per una generazione soltanto; la mia, è delle altre nulla mi frega.
    Così Marpionne, è un figlio della sinistra.

    ciao
    r 30-10-2011 16:31 - raffaele ibba
  • ormai abbiamo una classe politica, sia di pensiero, e anagraficamente da ricovero. 30-10-2011 15:47 - tony.
  • Scusate!!Dimenticavo,con Renzi e Veltroni il PD deve mandar via una buona volta PIERTRO ICHINO,(L'uomo che fa le proposte che ROVINANO la sinista) 30-10-2011 14:08 - Giuseppe
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