-
|
Daniela Preziosi
Pd, lo scontro c'è ma non ha età
È bravo Matteo Renzi a raccontare come più gli «garba » l'offensiva che porta al suo - fin qui - partito. È bravo: la comunicazione era il suo mestiere, prima della politica. Così il logo «rottamatori» gode di ottima stampa. E certo sfonda: questo non è un paese per giovani, chi lo dice ha ragione da vendere, dal precario alla Confindustria. Ma non è affatto un conflitto generazionale quello che attraversa il Pd, di cui Renzi è l'ultimo frontman.
Peraltro il sindaco di Firenze ha estimatori non proprio giovanissimi (Veltroni, Fioroni, D'Ubaldo, Castagnetti, per dire), inadatti a rivendicazioni giovanilistiche. Lo scontro vero, in corso en travesti, è fra idee diverse su lavoro, sviluppo, modernità. Fra chi pensa che il mercato poco o tanto, vada regolato. E chi, come i Renzi di tutte le età, crede che la missione dei riformisti sia rimuovere gli inciampi che impediscono al mercato di crescere libero. E per questo bello.
La natura dello scontro si è vista finalmente in chiaro durante queste travagliate settimane di conflitto fra il governo italiano e le istituzioni economiche europee. Il Pd si è spaccato, non a metà, fra quelli che hanno applaudito alla Bce (Enrico Morando, homo economicus dell'ala veltroniana: «Nessuna delle scelte che propongo io contrasta con le raccomandazioni all'Italia del Consiglio Europeo riprese dalla lettera») e quelli che hanno le hanno criticate (Stefano Fassina, responsabile economico Pd: «Le richieste di maggiore flessibilità nei licenziamenti e di superamento del contratto nazionale sono sbagliate e controproducenti»).
E non è da escludere che queste spaccature finiranno per rimbalzare nel dibattito alle camere chiesto dalle stesse opposizioni. Le differenze sono di fondo, «di paradigma », come si suol dire. La kermesse di Matteo Renzi si è definitivamente schierata dalla parte dei democratici liberisti, come dimostra la presenza fra i rottamatori di Pietro Ichino, «l'uomo che fa le proposte più di sinistra» secondoWalter Veltroni. Ed è infatti stata contestata dai sindacati dei trasporti preoccupati per la svendita ai privati, dai lavoratori del Maggio Fiorentino contrari ai tagli e dai comitati per l'acqua pubblica. Tre giorni fa, in un'illuminante intervista al Sole 24 Ore, il sindaco di Firenze aveva detto: «La sinistra deve innovare. Non può difendere i diritti dei garantiti e lasciar fuori gli esclusi. Chiedere a un lavoratore di lavorare un anno o due di più per avere un asilo nido in più, credo sia equo. E credo che preoccuparsi dei trentenni precari o dei cinquantenni espulsi dal lavoro sia più di sinistra che discutere dell'articolo 18. Rabbrividisco a sentire certe posizioni contro la lettera Bce lanciate da chi non prenderebbe voti nemmeno nel suo condominio».
Al di là della polemica personale, spiega Fassina, «è l'idea che modernità è accettare che l'economia si regoli da sola, e una politica autonoma sia solo un problema: chi lo capisce è riformista, chi no è vecchio. L'idea del 'micro' senza 'macro', che la produttività dipenda solo dall'impegno e dalla flessibilità dei lavoratori. L'idea di Marchionne 'senza se e senza ma', che mette padri sfigati contro figli ancora più sfigati; l'idea dell'Europa che c'è, quella dei governi conservatori, e non di un'Europa che sappia rivitalizzare la democrazia delle classi medie». Diversi di modelli di sviluppo, di ceti sociali di riferimento, ben al di là dello sport delle opposte dichiarazioni che impegna ogni giorno i dirigenti democratici. La crisi, i licenziamenti, le condizioni del 99 per cento della popolazione, per dirla con lo slogan degli indignati, stanno lì a dimostrare concretamente che le vecchie «nuove ricette» liberiste non hanno funzionato. Nel Pd questo nodo verrà al pettine, tanto più nel corso delle prossime primarie, in cui le differenze fra candidati Pd per forza di cose verranno enfatizzate. E Bersani cercherà di collocarsi al centro, fra la sua sinistra e la sua destra. Ma è al centro di uno spazio troppo grande da coprire per un partito solo.
- 31/10/2011 [23 commenti]
- 30/10/2011 [25 commenti]
- 29/10/2011 [22 commenti]
- 28/10/2011 [9 commenti]
- 27/10/2011 [8 commenti]
- 26/10/2011 [28 commenti]
- 25/10/2011 [13 commenti]
- 24/10/2011 [10 commenti]
- 23/10/2011 [26 commenti]
- 22/10/2011 [42 commenti]
- 21/10/2011 [28 commenti]
- 20/10/2011 [66 commenti]
- 19/10/2011 [19 commenti]
- 18/10/2011 [83 commenti]
- 16/10/2011 [409 commenti]
- 15/10/2011 [0 commenti]
- 14/10/2011 [0 commenti]
- 14/10/2011 [7 commenti]
- 13/10/2011 [0 commenti]
- 13/10/2011 [4 commenti]
- 12/10/2011 [0 commenti]
- 11/10/2011 [0 commenti]
- 11/10/2011 [3 commenti]
- 10/10/2011 [0 commenti]
- 10/10/2011 [16 commenti]
- 09/10/2011 [11 commenti]
- 07/10/2011 [0 commenti]
- 07/10/2011 [33 commenti]
- 05/10/2011 [0 commenti]
- 05/10/2011 [0 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Dogfighters
di Filippo Brunamonti - 19.09.2013 01:09
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Secondo. Daniela Preziosi sa che il welfare italiano non ha un carattere universalitstico? Lo vogliamo riformare questo welfare oppure lo lasciamo come sta e l'Italia marcisce? La flexsecurity è neoliberista? Non facciamo ridere i polli e la invito a leggere Paolo Borioni Fondazione Istituto Gramsci.
Terzo. Il mercato è in sé cattivo? Che il mercato non si autoregoli lo dicono Passera e Stiglitz. Vorrei capire una cosa. Daniela Preziosi e Il Manifesto vogliono statalizzare il settore dell'abbigliamento e il commercio? Ma di che parla Daniela Preziosi?
Quarto. Le pensioni non si toccano. Perché? Ma come è possibile immaginare che una persona la cui aspettativa di vita è 82 anni possa andare in pensione a 60 anni o anche prima? 22 anni senza lavorare o magari lavorando altri 10 al nero, come succede regolarmente e se vuole le faccio nomi e cognomi.
Quinto. Precarietà è male ma il dinamismo economico è un connotato delle società aperte. Il Manifesto e la sinistra devono fare i conti con questo dato che peraltro tanto attraeva Marx. Il dinamismo c'è già ma è precario.
A me sembra che il problema principale dell'Italia odierna sia la sua insipienza. Palla lunga e pedalare. Rincorriamo la palla dopo averla gettata chissà dove. Oppure difendiamo quello che già c'è e che hanno creato 30 anni fa. E intanto l'Italia va in malora. 30-10-2011 11:45 - Gabriele
Renzi e la sua retorica giovanilistica ... Ichino, Veltroni, Baricco ... la sempre più insopportabile "antipolitica", dal Fatto a Grillo passando per Di Pietro: è la zavorra che rende vana la possibilità di immaginare una alternativa di sostanza a questo governo.
Probabilmente ha ragione Bertinotti: meglio starne fuori. 30-10-2011 11:05 - Galaverna