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Alessandro Robecchi
Il comma 22 dei licenziamenti
L'idea che per diminuire la disoccupazione si debba licenziare liberamente è incredibilmente molto gettonata in questo povero paese di squilibrati. È come se per curare la bronchite si prescrivessero al paziente due pacchetti di sigarette al dì, un sigaro dopo i pasti e una dose di curaro inalata per aerosol.
In questo modo - spiega il ministro del lavoro Sacconi - faremmo posto a nuovi ammalati di bronchite da trattare, eventualmente, nello stesso modo. È un paradosso in stile Comma 22: le aziende non assumono perché non possono licenziare. Ma se hanno bisogno di assumere, perché diamine scalpitano per licenziare?
Mi rendo conto che è un ragionamento complesso, si vede bene che mentre lo spiega Sacconi rischia esplodere per lo sforzo. Ma in generale, si respira aria di festa: il fatto che due governi di destra (francese e tedesco) incoraggino il più impresentabile dei leader mondiali a licenziare a piacere i lavoratori, mette d'accordo tutti. Sacconi lo dice come può, coi suoi strumenti, che sono poca cosa.
Più astuto, il telegenico Matteo Renzi, preferisce citare con eleganza la flexsecurity nordeuropea, facendo finta di non sapere come vanno le cose da queste parti sudeuropee, cioè che prima diventi flex a bastonate, e la security, invece forse, vedremo, le faremo sapere... Tutti e due, tra l'altro, citano deliziati le teorie economiche di Pietro Ichino che Repubblica, forse in preda a delirio narcotico, definisce «economista scomodo». Pensa quelli comodi!
Che venga da un ente inutile (il ministero del lavoro di un paese dove lavoro non ce n'è) o dalla nuova gauche-iPhone ancora affascinata da Tony Blair (perversi, eh!), la solfa è quella solita: vent'anni di flessibilità non sono bastati, siete ancora troppo rigidi, dunque mollate i vostri diritti, gente, è per il vostro bene. La fine è nota: il povero Pd, l'unica vera forza europeista italiana, se lo prende in quel posto come da tradizione, costretto a gridare «viva l'Europa» anche quando l'Europa impone la libertà di licenziare senza regole i suoi elettori.
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Questo articolo è una fonte di ispirazione ……….
Sembra che qui in Italia, far funzionare il cervello sia un optional…..
Il cervello non funziona ? Nessun problema, non è obbligatorio e necessario che funzioni ………
Speriamo che Sacconi non esploda, perché se ciò accadesse si avvererebbe la profezia del cavaliere e ci troveremmo veramente, a tutti gli effetti, letteralmente immersi nella cacca ……
In questo paese non c’è il pericolo del ritorno del terrorismo, dato che il terrorismo è qui presente da un bel po’ di tempo ……..
Quando vedo la faccia di Sacconi e quella del suo capo e ascolto quello che dicono, vi assicuro che sono letteralmente assalito dal terrore ………. 31-10-2011 13:39 - il terrorismo continua
Partiamo da un presupposto molto semplice: chi fa impresa, lo fa per gudagnare, è ovvio. Per fare impresa e per guadagnare, devi scegliere colloboratori, lavoratori e dipendenti che svolgano il loro lavoro BENE. Se la legge ti consente di scegliere i tuoi collaboratori, dandoti la possibilità di licenziare i fannulloni e i nullafacenti, l'imprenditore non è più invogliato a licenziare..... ma al contrario sarà spronato a tenersi stretti coloro che lavoraro bene, a rimunerarli bene e a trattarli bene, onde evitare che vadano altrove a fare la fortuna di qualcun'altro. In una parola: COMPETITIVITA'!!! Mi spiace per voi, ma non è una congiura contro i lavoratori.
Vi offro un ulteriore spunto di riflessione: i vari contratti a progetto, di collaborazione esterna........ sono così tanto sfruttati, proprio perchè un imprenditore ha paura ad assumere, perchè un dipendente assunto è intoccabile, anche se lavora male (e vi posso assicurare che ce ne sono una quantità impressionante, specialmente nell PA) non riesci a mandarlo via. Forse non avete capito che in Italia il lavoratore è SUPER tutelato, all'estero no...... eppure hanno meno disoccupazione!!!
Come mai????? 31-10-2011 12:21 - giordano
Per cui possono prendere solo decisioni propie (di (per) loro) tralasciando tutte le troppo difficili, quelle e meglio che vengano imposte (suggerite) da altri, magari gli si invia un fax che "gli altri" frettolosamente trascrivono su carta intestata firmano e ci riinviano ed il governo è salvo!
Non è lui che ha idee strampalate, non è lui che fà cose che non vanno bene, nò, sono gli altri, lui può solo dormire tra più guanciali siliconati perchè non c'è la crisi, non c'è giustizia, non c'è democrazia, non c'è libertà, guarda le grandi opere (il ponte nella zona più sismica d'Italia) almeno lo facessero sospeso a dei palloni d'elio! 31-10-2011 12:19 - Gromyko
Sono nato nel popolare quartiere di San Frediano a Firenze e conosco bene l’ironia della gente semplice. Ci sarà una ragione se questo “tipetto” che sposa le teorie di Marchionne e della flessisicurezza, viene soprannominato a furor di popolo: “Silvino”. A guardarlo bene ci si accorge che è un giovane anticato, a forza di calci nel sedere ha sfondato, anche con l’aiuto famigliare, la porta di una singolare carriera politica.
Ma chi c’è davvero dietro questo vecchio giovinastro che nel periodo elettorale ha formato due liste civetta per arraffare voti alla vecchia maniera? “Se questo è un uomo” per dirla alla Primo Levi, io mi sento una locomotiva.
Credo che le sorti di una città non passino dalle cene di Arcore, con nani e ballerine, dove al massimo si può chiedere un favore da scambiare e restituire con interessi, compromettendosi con questa poltiglia politicante. Firenze non è diversa da Roma, da Milano e dagli altri capoluoghi italiani, tutte le città soffrono della scelta scellerata di un taglio drastico nel sociale, nella cultura nella sanità e via dicendo. Quindi se questo “signore” alla maniera dei leccapiedi, ha chiesto aiuti per Firenze ha fatto malissimo a presentarsi a quella cena cercando, tra l’altro, di passare inosservato (cosa smascherata dai fotografi). Io come fiorentino chiedo diritti e una città vivibile che rinasca da una trasparenza totale e non sventoli la grigia bandiera delle clientele.
Alfredo Allegri 31-10-2011 12:10 - Alfredo Allegri
Organizziamo una mobilitazione generale organizzata dai lavoratori contro questi 4 punti.
Sicuramente CGIL CISL e UIL che hanno firmato l' accordo del 28 giugno non ci stanno, ma loro sono i potavoci dei lavoratori e se non sono d' accordo, noi lavoratori lo vogliamo, in caso contrario consegnamo loro le tessere sindacali, in democrazia non esiste una casta di pochi che decidono per tanti, ripartiamo dal basso.
I sindacati CGIL CISL e UIL ormai decidono senza il mandato dei lavoratori, vedi accordo 28 giugno, dunque o fanno quello che dicono i lavoratori o mandiamoli a casa !
Chi e' favorevole ha far saltare questi 4 punti nel suo piccolo faccia qualcosa, io nel mio posto di lavoro sto' portando avanti lotte sindacali contro questi 4 punti attraverso un sindacato di base che e' d' accordo FLMU/CUB !
Ribellarsi e' giusto !!! 31-10-2011 11:20 - Livio B